I vincitori del concorso MFE “Diventiamo Cittadini Europei”: Edoardo Mason, Francesco Mazzei, Ilaria Ongaro, Francesco Vo

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Castelfranco Veneto, 17 giugno 2017.
Sono stati consegnati gli attestati di frequenza e i premi ai giovani federalisti europei che si sono distinti nel concorso “Diventiamo Cittadini Europei”. Quattro borse di studio offerte da: Liceo Giorgione (1), Coop Alleanza 3.0 (2) e da un privato (1) che consistono in una somma di denaro per la frequentazione del seminario di formazione europeista che si svolgerà a Neumarkt in Stiria (Austria) presso un castello del XIII secolo. L’evento volge al suo 14esimo anno di attività che ha avuto un costante susseguirsi di giovani liceali attivisti di politica europea. Nato nel 2003 per iniziativa di un liceale e del professor Gianpier Nicoletti, il MFE ha messo le basi al Liceo Giorgione di Castelfranco Veneto. Diversi sono stati i giovani che hanno seguito e frequentato lezioni e conferenze sull’Ue. L’introduzione della moneta unica e l’allargamento a nuovi paesi hanno sicuramente inciso sul bisogno di avere maggiori conoscenze sulle politiche comunitarie che nei recenti mesi stiamo assistiamo ad una nuova geografia imposta dall’uscita della Gran Bretagna e da forte tensioni interstatuali a causa del fenomeno migratorio che si ripercuote essenzialmente su Italia, Grecia e Spagna. Mai come ora la percezione popolare è fortemente intaccata da dinamiche che non dipendono nemmeno dal singolo Stato.
L’incontro di oggi aveva in programma degli intrventi introduttivi del prof. Gianper Nicoletti, della prof.ssa Silvia Gallo, del sig. Pierangelo Borato, rappresentante della Coop e la testimonianza di alcuni giovani che hanno proseguito nella loro personale esperienza europeista, raggiungendo persino dei traguardi prestigiosi. L’esempio dell’avv. Annalisa Volpato, oggi iscritta ad un dottorato di ricerca presso l’Università di Maastrich (co-tutering con Unipd, Fac. Legge, ndr), rappresenta il massimo che uno studente possa ambire, quale studentessa del Master in diritto comunitario del Collège de Bruges (Belgio) ed immediata esperienza presso la Coomissione Ue.

Il concorso “Diventiamo cittadini europei” ha visto quest’anno una nutrita e competente partecipazione di nostri studenti che ha reso difficile il compito della giuria di selezionare i vincitori”, scrive il preside prof. Franco De Vincenzis. Gli fa da eco il prof Nicoletti che precisa “il concorso segue, infatti, una serie di iniziative di informazione e sensibilizzazione che si sono svolte nel corso dell’anno, proseguendo la collaborazione che, da anni, il nostro istituto ha con il Movimento Federalista Europeo.”
Infatti si sono svolte delle lezioni di approfondimento per il triennio, la serie di incontri europeisti pomeridiani, Eurotalks, con esperti del MFE e, soprattutto, la Marcia per l’Europa del 25 marzo a Roma, a cui il nostro istituto ha partecipato con una delegazione di circa 50 persone.”
“Si tratta di dati, prosegue il professore, che dimostrano un consistente interesse degli studenti per le tematiche di educazione alla cittadinanza, confermato dall’ampia adesione alle iniziative del presidio di Libera, insediatosi quest’anno nel nostro istituto, e di quelle legate alla Marcia “Perugia Assisi” a cui da anni il nostro liceo partecipa.”
I quattro studenti vincitori si ritroveranno assieme ad altri provenienti dalle varie province del Veneto, a Neumarkt in Steiermark dal 24 al 29 luglio 2017 per un corso residenziale presso la Europahaus (Casa d’Europa). Il modello seguito per il soggiorno di Neumarkt è quello della vacanza – studio, in cui la giornata è ripartita tra attività didattiche di formazione europeista e attività ludiche, turistiche, sportive.

Nelle foto: studenti premiati e “certificati” in gruppo assieme a Piarangelo Borato, presidente di Coop – Alleanza 3.0; il prof. Giampier Nicoletti; Annalisa Volpato Alumni Giorgione, avvocato e diplomata del Collège d’Europe (Collège de Bruges, Belgio).

Museo Diocesano Tridentino: il Rinascimento di Francesco Verla

A mezzo secolo dalla pubblicazione dell’unica indagine sull’artista, allora curata da Lionello Puppi, il Museo Diocesano Tridentino propone la prima retrospettiva su Francesco Verla (1470 – 1521).

“E’ un risarcimento dovuto ad un grande protagonista del Rinascimento tra Veneto e Trentino, a torto dimenticato”, afferma Domenica Primerano, Direttrice del Tridentino.
Nelle sale del Museo Diocesano (che valgono da sole la visita) si potrà, per la prima volta, vedere riunita la gran parte delle opere di Verla: dalle soavi pale d’altare ispirate all’ “aria angelica et molto dolce del Perugino” ai fregi a grottesche, di cui era uno specialista. L’esposizione avrà inoltre un’articolazione sul territorio con i cicli affrescati nella chiesa di San Pantaleone a Terlago e sulle facciate di Casa Wetterstetter a Calliano. A dar conto di un artista tutt’altro che secondario nell’arte italiana ed europea a cavallo tra Quattro e Cinquecento, “alfiere del Rinascimento” in territorio alpino.
La mostra, curata da Domizio Cattoi e Aldo Galli, completa un complesso percorso di ricerca sviluppato in collaborazione con il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Trento. L’indagine ha fatto emergere numerosi dati inediti, nuove attribuzioni e documenti finora sconosciuti che vanno a riempire significative lacune nella conoscenza dell’artista e del suo tempo.
Nato presso Vicenza, Verla ebbe una carriera itinerante che lo portò nei primi anni del Cinquecento in Umbria, dove conobbe il grande Pietro Perugino, e a Roma, governata allora da papa Alessandro VI Borgia. Qui si diede allo studio dell’arte antica e delle rovine del Palazzo di Nerone, la famosa Domus Aurea, dove scoprì quel genere di decorazioni – allora di gran moda – che erano dette “grottesche”. Queste esperienze rimarranno indelebili nella sua memoria e il pittore vicentino sarà tra i primi a diffondere a nord del Po un repertorio fatto di dolcissime figure devote e di cornici estrose e bizzarre che lo distinguono nettamente dai contemporanei.
Rientrato in patria, Verla si afferma presto come uno dei pittori più apprezzati di Vicenza, partecipando al cantiere simbolo del Rinascimento in città, quello della chiesa di San Bartolomeo, sciaguratamente distrutta nell’Ottocento. Una grande, bellissima pala d’altare dipinta per una cappella di quell’edificio è stata identificata in quest’occasione e verrà presentata in mostra.
Il precipitare della situazione politica, che vede Vicenza pesantemente coinvolta nella guerra che contrapponeva la Repubblica di Venezia e l’Impero Asburgico, spinge il pittore a trasferirsi prima a Schio, dove lascia uno dei suoi quadri più ispirati (anch’esso in mostra), e poi, nel 1513, in Trentino. Qui si fermerà per diversi anni, lavorando, oltre che nella città vescovile, a Terlago, a Seregnano, a Calliano, a Mori e a Rovereto, dove prese dimora e dove morì, ancora giovane, nel 1521. In una terra ancora profondamente legata a stilemi gotici, Francesco Verla fece da apripista al rinnovamento culturale e artistico, che di lì a poco si sarebbe sviluppato mirabilmente grazie all’azione del principe vescovo Bernardo Cles.
“La perdita di molti dei suoi lavori, il successivo arrivo alla corte clesiana di artisti di prima grandezza come Romanino, Dosso Dossi o Marcello Fogolino, e anche un certo imbarazzo della critica davanti alla sua diversità rispetto ai pittori veneti contemporanei, ne hanno a lungo oscurato i meriti”, sottolinea Domenica Primerano. “Per il pubblico Verla è dunque oggi un artista ‘dimenticato’. Da qui nasce l’urgenza di riscoprirlo e di rivalutarne il ruolo di alfiere del Rinascimento tra l’Adige e le Alpi”.

Info: http://www.museodiocesanotridentino.it
tel. 0461 234419
info@museodiocesanotridentino.it

Drone salvavita in dotazione al pronto soccorso della spiaggia di Caorle

SANITÀ: PRESIDENTE REGIONE VENETO SU APOLLO 4, IL DRONE SALVAVITA SUL LITORALE VENETO, “LA SANITÀ DEL FUTURO SARÀ SEMPRE PIÙ TECNOLOGICA”

“Non è una trovata da “Odissea 2001 nello spazio”, il progetto ‘Apollo 4 drone salvavita’ è l’occasione per ribadire che il Veneto vuole essere all’avanguardia. Anche in sanità dovremo abituarci alle novità tecnologiche e ai droni, perché questa è la grande sfida del futuro”. Così il presidente del Veneto al debutto, sul litorale di Caorle, del progetto di salvataggio e assistenza in emergenza con defibrillatore trasportato in loco da droni, realizzato da Regione Veneto e Ulss 4 del Veneto Orientale, in collaborazione con il Consorzio Arenili del comune veneziano. Si tratta per ora di un progetto-pilota, unico in Italia, finanziato nell’ambito del programma ‘turismo accessibile’, che porta in dote 600 mila euro per migliorare i servizi dell’intero litorale veneto. Alla presentazione del nuovo dispositivo georeferenziato, che trasporta un defibrillatore utilizzabile dai bagnini di salvataggio, sono intervenuti anche il vicepresidente della Regione, l’assessore al turismo, il sindaco di Caorle, il direttore generale e i dirigenti dell’Ulss 4.
La medicina del futuro, ha ricordato il governatore del Veneto, farà sempre più impiego di droni, robot e tecnologie digitali. “In sanità sperimenteremo altri progetti con i droni, ad esempio per raggiungere zone impervie ed aumentare la tempestività degli interventi di urgenza ed emergenza portando sul posto alcuni presidi sanitari, in commessione diretta con il 118. In Veneto il sistema dell’urgenza-emergenza dimostra grande efficienza e continueremo a potenziarlo investendo su nuove tecnologie e ‘devices’”.
“La buona sanità non è fatta solo di posti letto e non si misura dal numero di ospedali – ha ricordato – In realtà l’efficienza dell’assistenza e delle cure è data da tecnologie, professionalità, telemedicina e tecnologie digitali. In Veneto ogni ospedale provinciale dispone già ora di un robot di chirurgia ad alta precisione “Da Vinci, che consente di operare con altissima professionalità, anche a distanza, e di abbattere il numero di giornate di degenza. E in futuro avremo ancor più tecnologie e strumenti di robotica che affiancheranno, e a volte sostituiranno, la professionalità di medici, chirurghi, operatori sanitari, migliorando e qualificando ulteriormente le loro preziose prestazioni”.

Un anno dopo che avevamo registrato in questa rivista (vai alla voce “Drone”) analoghi esperimenti in Svizzera e in Francia, l’uso del drone nella sanità riporta al centro il ritardo con il quale dobbiamo confrontarci con la tecnologia che il presidente Zaia esclama “dobbiamo abituarci alle novità tecnologiche”. Siamo ai primi passi perchè la copertura di un drone di questo genere che possa trasportare un defibrillatore è di appena qualche km e come si sa la costa adratica veneta è molto lunga e battuta da circa un milione di vacanzieri nei giorni e ore di punta.
Quanti droni e defibrillatori ci vorranno per coprire l’intera costa zeppa di ombrelloni? “Non vorrei che fosse la solita propaganda pre-elettorale che finirà nella solita canarina” – esclama un bagnante quarantenne di Portogruaro. Il titolo comunque “Apollo 4” è abbastanza pomposo per defenire il multicottero volante con pilota remoto. Un gioco da ragazzini che non si diverton più con l’aquilone.

Castelfranco V.to, Liceo Giorgione: i vincitori di borse di studio per “Diventiamo Cittadini Europei”

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“E’ per noi una grande soddisfazione cogliere l’occasione di questa circolare per poterLa invitare anche quest’anno alla premiazione dei vincitori del concorso “Diventiamo Cittadini Europei”, che mette in palio per i vincitori la partecipazione al seminario di vacanza e formazione europeista che si terrà a Neumarkt (Stiria, Austria) in uno splendido castello del XII secolo”- così il presidente Gianpier Nicoletti scrive nella nota diffusa stamane.
Di cosa si tratta? Dal 2004, cioè ben tredici anni fa, il Movimento Federalista Europeo della provincia di Treviso promuove corsi, seminari e conferenze sul processo d’integrazione politica dell’Europa. Quest’anno tre studenti del Liceo Giorgione di Castelfranco sono premiati con una borsa di studio da usufruire per un soggiorno a Neumakt in Austria.
Corollario dell’eccezionale evento interverranno il prof. Gianpier Nicoletti (Presidente MFE Castelfranco), Pierangelo Borato (rappresentante Coop) e Annalisa Volpato (esperta in Studi Europei) sul tema:“Formare i Cittadini Europei di Domani”.
La premiazione si terrà sabato 17 giugno dalle 17:00 alle 19:00 presso l’Aula Magna del Liceo Giorgione di Castelfranco Veneto (Via Verdi 25). A seguito della premiazione saremmo felici di averLa con noi per un brindisi conclusivo.

La Regione Veneto stanzia 5 milioni per l’affidamento….”1265 i minori in situazione di disagio allontanati dalle loro famiglie d’origine e affidati”

AFFIDO: DA REGIONE VENETO CONTRIBUTI SINO A 500 EURO AL MESE PER LE FAMIGLIE AFFIDATARIE
Prosegue il programma di sostegno della Regione Veneto alle famiglie che accolgono un minore in affido. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Sociale, ha destinato oltre 5 milioni di euro del Fondo per le politiche sociali a contributi per le famiglie affidatarie. Nel dettaglio, la somma stanziata ammonta a 5.100.908 euro, che vengono assegnati a Comuni e Ulss per contribuire, con un assegno sino a 500 euro al mese (pari alla minima Inps), alle spese sostenute nell’esercizio pregresso dai nuclei familiari affidatari.
In Veneto si registrano 1265 i minori in situazione di disagio allontanati dalle loro famiglie d’origine e affidati, su istanza dei servizi sociali o con provvedimenti della magistratura minorile, a famiglie selezionate che li accolgono temporaneamente.
“L’affido rappresenta una alternativa alla comunità – commenta l’assessore al Sociale – che la Regione Veneto intende sostenere, in quanto aiuta i bambini e ai ragazzi a rimanere in un contesto familiare ed è esperienza di solidarietà tra famiglie. Certo, non è una scelta semplice e facilmente replicabile, soprattutto in tempi di crisi economica e di fragilità delle reti familiari. Intendo promuovere, a breve, una ricognizione a 360 gradi sull’esperienza delle comunità per minori e sui vari servizi di protezione destinati ai minori, compreso l’affido, per verificarne efficacia e sostenibilità”.
La misura economica del contributo mensile rappresenta una forma sostegno pubblico alle famiglie affidatarie, che potrà aiutare a dare continuità alle esperienze familiari già in atto o in cantiere. L’affido è una delle forme di sostegno della genitorialità e di prevenzione dell’istituzionalizzazione: il Veneto, da quest’anno, aderisce al progetto nazionale Pippi (programma di interventi per la prevenzione dell’istituzionalizzazione) che mira a ridurre – attraverso interventi educativi, servizi, reti sociali e famiglie di appoggio ai genitori più vulnerabili – i rischi di allontanamento del bambino o del ragazzo dal nucleo di origine e a facilitare i processi di riunificazione familiare.

Caorle: Un drone salvavita con defibrillatore in dotazione ai bagnini

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DOMANI 16 GIUGNO PRESIDENTE REGIONE VENETO A CAORLE PER PROGETTO SPERIMENTALE “APOLLO 4, IL DRONE SALVAVITA”
Domani venerdì 16 giugno il presidente della Regione Veneto interviene a Caorle alla presentazione del progetto sperimentale “Apollo 4 , il drone salvavita”.
Si tratta di un progetto unico in Italia, promosso dalla Regione Veneto e dall’Ulss 4 del Veneto Orientale, in collaborazione con il Consorzio Albergatori, che fornisce ai bagnini di salvataggio l’ausilio di un drone fornito di defibrillatore automatico con sistema di guida GPS per soccorrere in emergenza persone colte da malore lungo la battigia.
Alla simulazione dell’intervento di salvataggio con il drone salvavita partecipano i dirigenti della sanità veneta, i sindaci e le associazioni turistiche del litorale, le autorità civili e militari del Portogruarese.
L’appuntamento è alle ore 12, lungomare Trieste 67, spiaggia di Levante di Caorle.

Wreck of the Unbelievable di Damien Hirst nella pubblicità di MovieMedia con 250 schermi

Palazzo Grassi – Punta della Dogana e MOVIEMEDIA insieme per la mostra 
TREASURES FROM THE WRECK OF THE UNBELIEVABLE.

Come trovare modalità alternative di comunicare un’esposizione d’arte contemporanea.

In occasione della mostra Damien Hirst, Treasures from the Wreck of the Unbelievable, a cura di Elena Geuna, Palazzo GrassiPunta della Dogana ha stretto un accordo con la concessionaria di pubblicità MovieMedia.
Per la prima volta un’istituzione museale collabora con il cinema per la promozione pubblicitaria di un progetto espositivo, utilizzando le forme proprie del linguaggio cinematografico: la presenza di un narratore, l’utilizzo di una colonna sonora, il montaggio di una successione di scene in cui si sviluppa un’azione che allude a una trama.
Oltre 250 schermi di proprietà di MovieMedia, sino al 3 dicembre 2017, proietteranno una sequenza di due video della mostra, un teaser e una clip. La programmazione è stata studiata in coerenza con le tempistiche dell’esposizione. Una prima serie di proiezioni ha accompagnato il pubblico sino all’apertura lo scorso aprile, coprendo un ampio bacino di utenza in quanto ha coinvolto la maggioranza delle sale incluse nel circuito (circa 950); la seconda tranche pubblicitaria si estenderà, invece, sino alla conclusione dell’esposizione ed è più nello specifico volta a raggiungere un target di interesse, selezionato per città e tipologia di sala.
In cosa consiste il video? Una voce fuoricampo introduce una sequenza di immagini subacquee con una musica di sottofondo. Si intravede una scultura raffigurante un cranio e un branco di piccoli pesci lascia libero il campo all’apparire di un sommozzatore prima e, quindi, di un’intera squadra che issa verso la superficie opere colossali recuperate dal fondale marino. Una mano scosta la sabbia dal possente scudo dorato su cui campeggia un volto femminile. Damien Hirst, intanto, descrive l’idea alla base del suo imponente progetto, delineando l’impossibilità dell’uomo di comprendere il passato, poiché ciò che egli potrà davvero conoscere sono solo i frammenti della realtà che lo ha abitato. È la riscoperta dei tesori del relitto dell’Incredibile: l’impresa viene illustrata dal video apparso sugli schermi dei cinema italiani, proposto al pubblico tra i trailer che anticipano le uscite dei prossimi film.
Ancora una volta Palazzo Grassi – Punta della Dogana riafferma la propria identità di sperimentatore, sviluppando modalità comunicative volte a incontrare il più ampio pubblico possibile.
MovieMedia è un’azienda italiana impegnata nello sviluppo tecnologico digitale della proiezione di spot pubblicitari in ambito cinematografico, attualmente è leader sul mercato per il corposo network di sale di cui si occupa e per il numero di spettatori che è in grado di raggiungere in tutta la Penisola.

Venezia, Fondazione Giorgio Cini: Le opere veneziane di Monteverdi. Nuove proposte di lettura e messa in scena

L’Istituto per il Teatro e il Melodramma e l’Istituto per la Musica della Fondazione Giorgio Cini celebrano il 450° anniversario della nascita di Claudio Monteverdi con un convegno internazionale di studi.
Il 16 e 17 giugno 2017, nel quadro delle celebrazioni dei 450 anni dalla nascita di Claudio Monteverdi, l’Istituto per il Teatro e il Melodramma e l’Istituto per la Musica della Fondazione Giorgio Cini, in collaborazione con il Teatro La Fenice, organizzano un convegno internazionale di studi dal titolo Le opere veneziane di Monteverdi: nuove proposte di lettura e messa in scena. Il convegno, coordinato da Ellen Rosand e Stefano La Via, prevede due intense giornate di lavoro suddivise in tre sessioni, e costituisce un’occasione di incontro tra studiosi e interpreti dalle più varie provenienze e competenze, che avranno modo di confrontarsi su Il ritorno d’Ulisse in patria e L’incoronazione di Poppea, le due celeberrime opere veneziane di Monteverdi.

Dal 16 al 21 giugno il Maestro Sir John Eliot Gardiner e la Monteverdi Choir and Orchestras porteranno in scena in anteprima mondiale assoluta al Teatro La Fenice la Trilogia Monteverdiana: L’Orfeo, Il ritorno d’Ulisse in patria e L’incoronazione di Poppea.
Per maggiori informazioni:
Istituto per il Teatro e il Melodramma
tel. +39 041 2710236
fax. +39 041 5238540
email: teatromelodramma@cini.it
http://www.cini.it/fondazione/istituti-e-centri/teatro-e-melodramma

Istituto per la Musica
tel.: +39 041 2710220
fax. +39 041 5238540
email: musica@cini.it
http://www.cini.it/fondazione/istituti-e-centri/musica

“Presentato a palazzo Ferro Fini il libro ‘Il Mito Heneto negli scritti degli autori greci e latini’ di Gian Paolo Borsetto”

Il libro del professore Gian Paolo Borsetto ‘Il Mito Heneto negli scritti degli autori greci e latini’ è una ricerca sull’origine del popolo veneto attraverso la riscoperta dei miti e dei classici greci e latini.
Il presidente del Consiglio regionale ha portato i saluti istituzionali, sottolineando come “la pubblicazione che presentiamo oggi apre un importante momento di riflessione intorno a pagine di storia veneta che bisogna approfondire e divulgare. Il Veneto non è solo la straordinaria parabola della Repubblica di Venezia, non è solo la terra della Grande Emigrazione, non è solo la terra dove i due grandi conflitti mondiali del Novecento lasciarono i segni più drammatici a sud delle Alpi, ma è anche storia antica, che affonda le sue origini nella preistoria, come ci hanno insegnato i paleontologi e gli archeologi, confermando quello che le fonti letterarie ci avevano raccontato, da Omero a Sofocle, Erodoto Polibio e Strabone, fino a giungere a Livio e Virgilio”. “I rapporti e le relazioni tra Veneti antichi e antica Grecia – continua il presidente del consiglio regionale – risalgono all’età del Bronzo; da sempre, la terra dei Veneti fu infatti il grande crocevia di rotte, ad iniziare dalla via dell’ambra fino a quelle che portavano nel cuore dell’Europa manufatti e merci greco – asiatiche. Fin dall’antichità, i Veneti sono stati importanti interlocutori commerciali e culturali, oltre che territoriali, aprendo la strada all’Europa”. “Lo stesso ruolo si ripropone nella storia e si ripresenta oggi con immense potenzialità per la nostra terra – chiosa il presidente del consiglio veneto – Nella riorganizzazione del capitale, nel consolidarsi della globalizzazione, con l’affermazione di nuove potenze e nuovi equilibri geopolitici, il Veneto è ancora una volta al centro delle rotte da e per l’Oriente, tra Nord e Sud, crocevia di rotte commerciali e culturali, come in passato…”.
Il professore Gian Paolo Borsetto spiega come “con questa ricerca, attraverso lo studio dei miti antichi e dei testi classici greci e latini, voglio confutare quanti, in malafede, spinti puramente da motivi ideologici, negano l’esistenza storica del popolo veneto, obiettando come la nostra popolazione sia stata contaminata nel corso della storia da altre razze; ma in realtà, rispondo a costoro che non esiste un popolo europeo che lungo lo scorrere dei secoli non si sia incrociato con altri popoli, a meno che non si voglia recuperare il mito della pura razza ariana… In realtà, il popolo veneto esiste almeno a partire dal dodicesimo – tredicesimo secolo A.C., e questo trova testimonianza fin dai miti classici, che favoleggiano ed enfatizzano fatti storici realmente accaduti, e sono sempre stati usati dalle diverse civiltà quali elementi rassicuranti, in grado di fornire spiegazioni a fenomeni altrimenti inspiegabili”. “I veneti – continua il professore – sono probabilmente originari dell’Asia Centrale e si trasferirono successivamente sulle sponde del Mar Nero. Nel secondo libro dell’Iliade, Omero fa riferimento a una popolazione di Eneti provenienti dalla Paflagonia (attuale Turchia) ed emigrati nell’attuale Veneto a seguito di Enea ed Antenore, il quale fondò la città di Padova fuggendo dalle rovine di Troia. Nel corso dei secoli, gli Eneti hanno saputo elevare la nostra terra al centro delle rotte commerciali e culturali tra Occidente ed Oriente. Avevano una propria religione, il culto della Dea Reitia, e una propria lingua, dotata di un alfabeto strutturato, anche se poi l’idioma veneziano è stato contaminato, come d’altra parte accadde anche per la lingua latina”. “Tutti i classici greci e latini – conclude l’autore della ricerca – parlano del popolo veneto, come ad esempio Tito Livio, che inizia la sua ‘Storia di Roma’ raccontando proprio l’origine dei Veneti, per spiegare come veneti e romani condividevano la comune discendenza troiana. Negare quindi l’esistenza del popolo veneto è come confutare una realtà storica; dobbiamo difendere la nostra storia, recuperando dignità e spirito identitario. Non è infatti giusto che pochi veneti conoscano la loro storia, la loro origine”.