Test d’ingresso a Medicina: un danno alle famiglie e un attacco alla scuola: La ministra Grillo, il vice premier Salvini e il governatore Zaia contrari

“È una battaglia che conduco da anni e mi auguro che quello che ho sempre sostenuto sia riconosciuto, modificando finalmente una norma che danneggia gli studenti e il nostro sistema sanitario”.
Il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, saluta con soddisfazione l’affermazione della ministra della salute, Giulia Grillo, sulla necessità di dire basta ai test d’ingresso per la facoltà di medicina all’università, condivisa anche dal vicepremier Matteo Salvini.
“Spero che alle parole seguano velocemente i fatti – prosegue Zaia – e che si metta fine a un metodo che sta depauperando una professionalità importante e la qualità della formazione: io resto fermamente convinto che la selezione si faccia a scuola, si faccia sul campo e non con i test. Non si individuano e valorizzano i ragazzi che hanno le doti e la propensione per diventare bravi chirurghi attraverso rigidi questionari, e questo vale anche per molte altre discipline. Fermo restando che siamo senza medici e che avanti di questo passo saremo colonizzati anche sul fronte della medicina”.
“A tutti deve essere garantita la possibilità di far emergere le proprie attitudini e capacità – conclude Zaia – e la stessa università deve essere per tutti. Facciamo presto, quindi, cambiamola questa legge evidentemente sbagliata”.

Pubblichiamo questa lettera di F.U. I nomi di persona sono di fantasia

Questa comunicazione del governatore Luca Zaia fa il punto della situazione. Non è propaganda politica. Diversi genitori stanno vivendo un mezzo trauma per l’esclusione del proprio figlio dall’ingresso a Medicina. Condivido il disagio.  Il test di Medicina è straordinariamente antidemocratico. Si legge dalla stampa recente che siamo già sprovvisti di medici e che ne arriveranno dall’estero. Non capisco come si possa sapere da un test di settembre, dopo un mese e mezzo dalla fine degli esami di stato, se un giovane liceale sia “out”. Non lo capisco proprio.
La flotta dei candidati del Sud straripa. Le percentuali sono identificativa da che parte sta la bilancia.
Oltre ad avere un tasso di natalità al Nord che si sta abbassando, perdiamo colpi nella formazione sanitaria. E’ colpa dei licei!
Il test non si adatta alla riforma che ha sconquassato la scuola superiore italiana, la cosiddetta Buona Scuola del governo del “giglio magico”, con le famigerate duecento ore tra lezioni, uscite e prove tecniche. Una barzelletta. Almeno per quello che ho potuto constatare in questi tre anni (alti e bassi, progetti abortiti, esperti senza logica e fuori dal mondo, un dirigente poco attento, occupato per le sue passioni ed interessi privati, le “sue amicizie mirate” (il don Ciccio, il giornalista del petrolio, la figlia orfana, il magistrato in pensione che si trasforma in scrittore ambulante).
Subiamo l’imposizione e la demagogia dalla politica, un po’ perchè siamo arretrati rispetto ad altri paesi Erasmus (ci dicono che il liceo si può fare in quattro anni!), un po’ perchè chi va al governo fa finta di accontentare “tutti” con bonus e aiuti a pioggia. Il misero budget per l’Alternanza scuola lavoro ripartito in tre anni dovrebbe essere uguale per il liceo del Centro storico di Milano o Venezia e chi invece si trova a cento chilometri da un capoluogo di provincia (sprovvisto di metropolitana)? Chi paga la mobilità e i tempi sono tutti uguali? La bell’idea di occuparci del nostro territorio, ora che le province si sono dissanguate e non dispongono di capitali per nuove strutture, con improvvisati professionisti che si dileggiano “storici”, “curatori di mostre d’alto livello”, “comunicatori”, “paesaggisti”, “promotori patentati del terzo settore”, impiegati scansafatiche, si scontra poi con l’irreale impreparazione dei futuri maturi nel campo delle istituzioni pubbliche, della cronaca politica, delle scienze,.. cioè di una visione generale e laica che manca.
Nessuno mai insegna al Liceo scientifico, classico, musicale,… di scienze applicate come e cosa siano le istituzioni europee (quale differenza tra Consiglio d’Europa e Consiglio europeo? Forse non lo sa nemmeno la professoressa Matilde o il preside Fico), anche se nell’arco dei cinque anni ci si può imbattere in elezioni politiche, amministrative e referendarie. Vuoto totale. Si vota per “simpatia” o “antipatia”.
Poi ci sono le “problematiche politiche”, le crisi internazionali, le scoperte scientifiche che naturalmente seguendo l’indole di qualche docente ci si spinge oltre, violando persino la sensibilità e la “doppia vittimizzazione” di ciascuno. L’anno scolastico ha una miriade di anniversari, giornate mondiali, decretati da Miur, Usr. Prevale su tutti, in certe scuole, “la giornata dedicata alle vittime delle mafie”. Bene, mandiamo i nostri figli allo sbaraglio (vedi test d’entrata) mentre quelli dei licei che sono dirimpettai delle Università ci sanno fare. Come mai a macchia di leopardo ci devono essere “presidi”, “cellule”, “filiali” di agenzie e sigle politiche? Il caso Regeni che in un Liceo del trevigiano ha tenuto banco per quasi tre anni, ma mai trovato l’unanimità per dedicargli la saletta della biblioteca. Si sono alzati gli scudi di chi proponeva altre vittime dei famigerati crimini ideologici e di Stato (Valeria Solesin, Russo, …Trevisan, Gottardi). Sarebbero “43 le vittime di attentati e rapimenti” ha dichiarato il presidente del Consiglio Regionale alla solenne cerimonia in onore della scomparsa della veneziana Valeria.
A questo punto mi fermo qui.

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Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia lunedì 24 settembre parteciperà alla seduta straordinaria del Consiglio regionale convocata nella sede del Museo della Grande Guerra, a Punta Serauta

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia lunedì 24 settembre parteciperà alla seduta straordinaria del Consiglio regionale convocata nella sede del Museo della Grande Guerra, nella stazione funiviaria di Serauta, nel comune di Rocca Pietore. Il presidente partirà con la prima corsa della funivia per la Marmolada (ritrovo in località Malga Ciapela alle ore 10).
Al termine della seduta straordinaria, previsto per le ore 13.30, il presidente deporrà una corona di alloro al Monumento ai caduti della Grande Guerra.
Per coloro che non intendono salire sulla Marmolada il ritrovo è alle10.45 nella sede della Protezione civile in località Boscoverde (mt. 1170), in comune di Rocca Pietore, dove sarà possibile seguire il dibattito consiliare in diretta streaming.

Museo Marmolada Grande Guerra 3.000 m. il più alto d’Europa.

E’ il primo museo in alta montagna dedicato ai cimeli della Grande Guerra rinvenuti sul massiccio della Marmolada. Nel 2015 l’associazione Museo della Grande Guerra in Marmolada Onlus lo ha rinnovato in occasione delle manifestazioni del Centenario, grazie al finanziamento di Marmolada Srl. Il nuovo Museo è stato ampliato in uno spazio all’interno della seconda stazione della funivia (Serauta). Il filo conduttore del nuovo Museo è il racconto della vita del soldato tra il tunnel della morte e la galleria della vita in cima ad una montagna, che sicuramente non era un luogo adatto per una guerra. E’ un museo interattivo e multisensoriale, adatto a tutti i tipi di visitatore: dal bambino, allo storico, allo sciatore che vuole fare una pausa culturale nella sua giornata sugli sci, immergendosi nella storia della guerra di allora. Il significato più grande di questo museo sta nella volontà di trasmettere i valori di pace e di solidarietà, e ogni anno lo fa presentando nuovi eventi utili a mantenere vivi i ricordi di un tragico periodo vissuto dalle popolazioni di questi territori.

Bartelle (M5S): “Zaia porta in gita il Consiglio regionale sulla Marmolada”

“A leggere le istruzioni logistiche allegate alla convocazione del prossimo Consiglio Regionale, previsto alle 11 di lunedì 24 Settembre al museo della grande guerra di Punta Serauta della Marmolada, nel comune di Rocca Pietore(BL), c’è da non credere ai propri occhi: temperatura prevista -2 gradi centigradi e suggerimento di portarsi giacca a vento e scarponcini. Per chi non salirà sulla Marmolada, vin brûlé nel rifugio della Protezione Civile a Rocca Pietore. Insomma, Zaia porta tutto il Consiglio Regionale in gita sulla Marmolada. Con tutta evidenza deve dare risalto alla candidatura olimpica di Cortina, adesso che il Tridente è saltato e il tutto si è ridotto al Bidente con Milano”. Sono le parole della consigliera penta stellata Patrizia Bartelle che prosegue” A questo proposito, suggerisco a Zaia la formula del Bidente anche per la cima della Marmolada: perché non propone al Trentino la doppia intestazione? Ne risulterebbe che la vetta è per metà veneta e per metà trentina, con salomonica decisione che farebbe risparmiare i soldi spesi per un Consiglio in alta quota utile solo alla sua vanagloria. Se lo scopo per Zaia è quello di organizzare dei Consigli regionali itineranti utili ai cittadini veneti, sarebbe il caso che ne convocasse uno a Camposampiero, nell’Ospedale falcidiato dalle dimissioni di medici sfiniti dalle insopportabili condizioni di lavoro. Oppure uno a Porto Tolle per affrontare i problemi della Pesca, in questo periodo colpita dalla moria della semina di cozze e  vongole per l’acqua troppo calda. Oppure, infine,  nel tunnel sotto sequestro della Pedemontana”.

Il Consiglio Regionale sulla Marmolada: Ciambetti replica alla Consigliera Bartelle

“Il Consiglio a Punta Serauta è una cosa seria, non è assolutamente una gita e chi fa dell’ironia gratuita forse non si rende conto di cosa sta dicendo e della gravità di certe affermazioni”. Dura replica del Presidente del Consiglio regionale del veneto, Roberto Ciambetti,  alle “dichiarazioni di consiglieri  che riportano tra l’altro anche notizie false, vere e proprie menzogne ammantate di tono ironico   – spiega Ciambetti –  ma che risultano essere irridenti se non insultanti nei confronti di chi in questi giorni ha cercato di organizzare al meglio una seduta che, da un punto di vista logistico, presenta non poche difficoltà. C’è chi non si rende conto di gettare discredito sulle Istituzioni e su disposizioni assunte a seguito di una regolare deliberazione presa dall’Ufficio di Presidenza.  Mi riferisco in specialmodo alla Consigliera Bartelle che irride le istruzioni fornite a chi vorrà partecipare alla seduta, sostenendo tra l’altro che ‘Per chi non salirà sulla Marmolada, vin brûlé nel rifugio della Protezione Civile a Rocca Pietore’, quando l’allestimento di questa sede è stato predisposto per assicurare la partecipazione alla seduta anche ai consiglieri che non vogliono, o non possono, affrontare i 2950 metri del Museo della Grande Guerra di Punta Serauta. In nessuna comunicazione si fa menzione di vin brûlé o amenità del genere, mentre l’indicazione della temperatura prevista in quota è servita per dare a tutti una idea dello sbalzo termico anche in considerazione del brusco abbassamento di temperatura previsto proprio nelle prossime ore.  Che non si tratti di una gita, lo dimostra anche la presenza di un medico in sala e di una unità di pronto intervento con una ambulanza alla stazione di partenza.  La valenza simbolica di questa seduta, la sua portata per il Bellunese e per l’intera montagna veneta  è ben comprensibile. Non dimentichiamo, poi,  che, oltre alla discussione e al voto della mozione proposta ai consiglieri regionali,  altro  momento qualificante della giornata sarà la deposizione della Corona d’alloro a tutti i Caduti, a quanti qui dal maggio del 1916 a novembre del 1917 si affrontarono con le truppe italiane schierate contro lo sbarramento austriaco di Forcella a Vu e Sasso delle Undici.  Non mi sembra sia il caso di fare alcuna ironia su un omaggio a maggior ragione doveroso visto l’approssimarsi del centenario della conclusione del Primo Conflitto mondiale. Desidero infine – ha concluso Ciambetti – ringraziare anticipatamente quanti in queste settimane si sono prodigati cercando di fare il possibile e il meglio affinché la seduta del 24 settembre avesse tutte le caratteristiche, comprese quelle di sicurezza,  necessarie per l’adunanza dell’assemblea legislativa veneta in una giornata che mi auguro sarà memorabile”

Il Governo gialloverde accorda alla Campania la prima zona franca d’Italia. In Veneto il Progetto di Legge per l’istituzione della zona franca di Venezia è fermo in Consiglio Regionale da giugno 2016

Da sempre non ho nessun dubbio – dichiara il Consigliere Conte – nel sostenere che i 5 stelle rappresentano un Partito che ha a cuore solamente gli interessi del Mezzogiorno d’Italia, ma di certo non avrei mai potuto immaginare che il primo provvedimento di matrice autonomista del Governo Lega-5Stelle fosse quello di riconoscere alla Regione Campania una “Zona economica speciale” dando seguito a quanto previsto da un Decreto Legge dello scorso Governo Gentiloni.
Di Maio ha sicuramente fatto un bel regalo ai giovani imprenditori campani, accordando meno burocrazia e meno tasse ai soggetti interessati ad avviare nuove attività produttive in Campania, oppure nel caso decidessero di trasferire la propria attività in questa Regione d’Italia. E non c’è voluto neppure un Referendum!
Anche Abruzzo,  Basilicata,  Calabria,  Campania,  Molise,  Puglia, Sardegna e Sicilia attendono l’avvio delle «Zes» e sono certo che non si faranno scappare questa possibilità; non rinunceranno ai vantaggi (fiscali, creditizi, deroghe e semplificazioni normative) concessi alla “Zona economica speciale” e al corrispondente contesto più favorevole agli investimenti.
In Veneto, analoga proposta legislativa è stata presentata a giugno 2016 e tra i firmatari è presente anche il sottoscritto. Purtroppo questa Proposta di Legge Statale, la numero 24/2016 che ha come obiettivo l’istituzione della Zona Franca di Venezia, attende di essere discussa nella competente Commissione regionale. Le specifiche per far approvare una zona economica speciale nella laguna veneziana ci sono tutte, a partire dalla sua specificità e oggigiorno, alla luce della difficile situazione economico-sociale del nostro Veneto che ha coinvolto molte piccole e medie imprese della laguna veneziana.
Mi auguro – conclude il Consigliere Conte – che la proposta di istituire la Zona Franca di Venezia sia esaminata ed approvata quanto prima dalla competente Commissione Consiliare Regionale perché ad oggi, non mi risulta che il Governo abbia approvato concreti provvedimenti economici a sostegno delle piccole e medie imprese del Nord, e di sicuro, ne abbiamo avuto prova, non è una priorità dei 5 Stelle al Governo. (Maurizio Conte, Consigliere Regionale)

Il Liceo ha sessant’anni per la Legge Fornero gli mancano otto anni per andare in pensione

Il Liceo senza storia né arte né parte. Da anni si dice che il Liceo Giorgione è di sinistra. Non si scopre l’acqua calda. Sarà per alcune materie colonna portante (lo erano una volta) o per refugium di docenti incalliti che capitano proprio lì, il Liceo di Castelfranco con una storia più che secolare di studi ginnasiali (fino a 16 anni) si è guadagnato dopo la II Guerra Mondiale, in piena Cold War l’autonomia scolastica, staccandosi dal cordone ombelicale del Liceo Canova di Treviso nel 1959. Nel 2009 per i il Cinquantesimo non si fece nulla a causa di imprevisti e insormontabili problemi amministrativi. Si preferì puntare sulle nuove aperture che si raccoglievano per il fallimento di un liceo linguistico e nuovi indirizzi “scientifici” snaturati di latino, italiano e storia dell’arte. Poi cadde dal cielo il Musicale (sprovvisto di Coreutico). Il nuovo asset ha cinque indirizzi con serie carenze strutturali (container, aulette) e qualche volta anche con personale insufficiente che ogni anno cambia con supplenze. Se per il personale siamo nella media nazionale (si controllino i dati Miur) per le strutture invece siamo al punto di partenza: aule di serie A, B e C. Laboratori scientifici da serie B o C, spazi poco adatti per lo studio (una biblioteca senza banchi e PC), per incontri e assemblee che si devono tenere in palestra, seduti per terra (castigo da collegio), ma mai tutti insieme, è il rovescio della medaglia. Il Liceo porte aperte e il passaparola causano le perdite d’iscrizione. Il preside dovrebbe capirlo.
Nonostante tutto, il Liceo ben piazzato geograficamente con treni che vanno e vengono ed una MoM calendarizzata può dormire sonni tranquilli. Le iscrizioni sono abbastanza costanti attorno al mille. L’indotto del Liceo con mille studenti, tremila con i relativi genitori, si aggira attorno a qualche milione di euro. Le dieci scuole superiori di Castelfranco compresi i suoi Istituti Comprensivi (elementari e medie) sommano quasi diecimila iscritti. Vorremmo sapere l’indotto.
Il preside, rivolto ad un centinaio di genitori, ha sollevato il problema “come mai Cittadella, Montebelluna, Camposampiero, Possagno e Paderno aumentano d’iscritti e noi diminuiamo?”
Il Classico vantava due sezioni, ora ne ha una a malapena. Scienze applicate ne aveva tre ora due…il musicale non può offrire il coreutico ed ha una sola sezione…il linguistico rimane ancora troppo ancorato alle tre o quattro lingue europee … trascurando quelle nuove russo, cinese, arabo.
Precarietà e come dicevamo strutture al limite conducono le famiglie di andare altrove.
Ora la festa d’anniversario viene stabilita in camera caritatis. E’ espressione di un’élite per di più con una precisa collocazione politica (a volte antisistema). Doveva essere la festa dei liceali di ieri e di oggi invece è stata trasformata in una sorta di cavallo di Troia. Politically correct, ci dicono gli appassionati che credono di ricavarci qualche spintarella. Inutile e sprecona ci rimarcano molti altri, fra i quali gli studenti che sono al quinto anno. (Segue 2)

Grande Guerra – Sinigaglia (PD): “Medaglia d’oro per Padova, approvata all’unanimità una Mozione che ho presentato in aula per un doveroso riconoscimento: nella città del Santo furono curati oltre 170mila feriti”

“Il voto unanime del Consiglio regionale è una bella notizia, mi auguro che la Giunta ne prenda atto e sostenga attivamente la richiesta di conferimento a Padova della Medaglia d’oro al merito della sanità pubblica per quanto fatto nel campo didattico e assistenziale durante la tragedia della Grande Guerra”.
Con queste parole, il consigliere regionale del Partito Democratico, Claudio Sinigaglia, commenta “l’approvazione all’unanimità della Mozione, di cui sono primo firmatario, sottoscritta da tutto il Gruppo consiliare PD, e poi, trasversalmente, da altri colleghi”.
“Nell’ambito delle celebrazioni per il Centenario della fine del conflitto – esordisce l’esponente dei Democratici – credo che questo sia un riconoscimento doveroso. Negli anni del conflitto, Padova assunse infatti il ruolo di ‘città ospedale’: vennero ricoverati e assistiti complessivamente 170mila feriti, provenienti soprattutto dai fronti del Vicentino, del Trentino e del Carso, e allestiti migliaia di posti letto, fino a 14mila, dislocati tra gli ospedali di Santa Giustina, Santa Croce, scuola Selvatico, Civile, Seminario, scuola Ardigò, scuola Arria, Reggia Carrarese, Istituto Camerini Rossi e Fatebenefratelli”.
“Inoltre – ricorda ancora il consigliere Dem – arrivarono in città più di 1.300 studenti di Medicina per frequentare i corsi dell’Università e della Scuola medica d’emergenza istituita a San Giorgio di Nogaro, nella Bassa friulana”.
“Adesso, la palla passa alla Giunta – aggiunge il vicepresidente della Prima Commissione consiliare –  che è chiamata a supportare in maniera fattiva la richiesta del Comitato padovano, sorto proprio in occasione della ricorrenza del Centenario della Grande Guerra, per conferire alla città del Santo la Medaglia d’oro al merito della sanità pubblica”.
“Sarebbe, questo, un gesto minimo di ringraziamento alla città euganea – chiosa Claudio Sinigaglia – e il riconoscimento di un valore che ha da sempre caratterizzato il Veneto come terra di pace e di fratellanza”.

Geneva, Artvera’s Gallery: Eiyna, celebrating the 70th of the State of Israel. Curator Mirav Katri of 9 contemporary Israeli artists

The Mission of Israel to the UN in Geneva together with Artvera’s Gallery
cordially invite you to the opening of Eiyna, celebrating the 70th anniversary of the State of Israel.
Curated by Mirav Katri, the exhibition will feature works by 9 contemporary Israeli artists.
Opening reception Thursday, September 20th 2018 at 6pm at Artvera’s Gallery
With the participation of H.E. Ambassador Aviva Raz Shechter.

Eiyna is an Aramaic word for the Hebrew letter Ayin which also means eye. All the letters in the Hebrew alphabet carry a numerical value known as “Gematria”, which were ascribed a mystical meaning in the esoteric Jewish tradition. The assigned numerical value of the letter Ayin is 70, which is a number of great significance in Judaism. For instance, there are 70 different perspectives of the Torah as well as 70 names for Jerusalem.

The letter Eiyna, Ayin, eye, symbolizes the act of observation and more so, spiritual viewing. Eiyna points at the most important human sense − sight. Jewish mysticism teaches us that through contemplation we can truly see.

Through their work, the artists allow the viewer different ways of observing art, one that forces the viewer to not only look at something but also to see it. Other kinds of art are less bound to the artists’ intentions – though the viewer still feels the artist’s presence, there is more room for his eye and mind to roam.Eiyna, Ayin, our eye, is the link through which one can see beyond the form and colour. This contemplation is what allows one to see into the heart of an artwork.

Museo Mocenigo: LA VENEZIA DI TINTORETTO. Le collezioni di Elio Dal Cin

In occasione delle celebrazioni del cinquecentenario della nascita del grande artista veneziano e in concomitanza con la straordinaria mostra Tintoretto 1519 – 1594 ospitata nell’Appartamento del Doge di Palazzo Ducale (fino al 6 gennaio 2019), va in scena al Museo di Palazzo Mocenigo una preziosa esposizione che intende esplorare alcuni aspetti legati alla moda e agli usi e costumi in voga nella Venezia del XVI secolo, l’epoca in cui visse Jacopo Robusti.
Ospitata lungo il percorso permanente e nel Pòrtego del museo, a cura di Chiara Squarcina, la mostra intende approfondire – attraverso momenti diversi – alcuni aspetti legati al contesto storico in questione. Il primo focus, qui presentato, è dedicato all’artigianato legato alla produzione di manufatti in rame e ottone, di grande pregio, oltre a stoffe dal Seicento all’Ottocento, provenienti dalle collezioni del noto antiquario trevigiano Elio Dal Cin (1909 – 1963).
Le opere, oltre un centinaio, offrono l’opportunità di comprendere il virtuosistico livello esecutivo con cui si personalizzavano gli oggetti d’uso quotidiano: rami e ottoni dimostreranno ancora una volta che l’arte sconfina in territori impensati come gli ‘scaldini’, gli scaldamani e altri contenitori (secchi, secchielli, piatti e lanterne), di cui noi oggi percepiamo solo la bellezza e non la valenza pratica.
Seguiranno, nelle settimane successive, fino al 9 gennaio 2019, ulteriori approfondimenti che consentiranno di conoscere di volta in volta le fogge dei costumi d’epoca, attraverso la proposta di ricostruzioni di abiti rinascimentali, indossati dai personaggi ritratti nelle opere di Tintoretto e la loro “coreografia esistenziale”. Un universo ricco di riferimenti simbolici spesso incomprensibili all’osservatore contemporaneo.
L’esplorazione della moda e del gusto dell’epoca continuerà poi con la presentazione dei velluti, damaschi e broccati provenienti dalle collezioni del Museo, che impreziosiscono le fogge dei protagonisti delle celeberrime tele tintorettiane.
Saranno inoltre presentati, sempre lungo il percorso espositivo, anche alcuni manufatti d’epoca, come le famose calzature alte 32 centimetri, i Calcagnini, e il corsetto maschile o Cuoietto.
Per rendere ancor più vivida la memoria, in questo affascinante viaggio nel passato, saranno inoltre riproposte le copie degli abiti indossati dai personaggi ritratti dal Maestro. Grazie al coinvolgimento di Stefano Nicolao e dei suoi studenti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, della “Sartoria Poetica” – sarte professioniste che lavorano all’interno dell’Accademia da Ponte di Vittorio Veneto – si potrà quindi rivivere questo mondo lontano grazie ad ambientazioni di grande suggestione.
La mostra è accompagnata da un catalogo dedicato alla collezione Dal Cin, edito dalla Fondazione Musei Civici di Venezia.

Regione del Veneto, Spazio Film Commission: La cronaca del 5 settembre in rete a cura di Nino Porcelli

Hotel Excelsior, Lido di Venezia, 5 settembre 2018. Quindici minuti riassuntivi dell’ora e mezza durante la quale si è svolta la promozione dei due video realizzati dall’Ipsia Galilei e da Nino Porcelli pro Histoire. Protagonisti: Alpini volontari a Cima Grappa e studenti della scuola superiore a giocare la carta della cittadinanza attiva. Fiction: Attori, registi, montatori. Cronaca: Pubblico, relatori, alpini volontari, storia. Filo rosso: passione della registrazione e del montaggio. Un nuovo mondo che da alcuni anni sta prendendo forma sulla piattaforma dei social. Il lato “A” di Internet che mette gratuitamente a disposizione di tutti “il farsi conoscere” (io esisto, noi esistiamo). Inimmaginabile due lustri orsono. Il lato “B” invece è l’immaterialità che ciascuno di noi possiede e la trasforma in un prodotto visuale, sonoro, fotografico e storico. Nino Porcelli monta, disfa, incolla, mette del suo. Quindi la sua ricerca è un work in progress. A differenza invece degli studenti del quarto anno dell’Istituto Galilei che, partendo da un tema e da precisi vincoli temporali, costruiscono il loro racconto con messaggi chiari. Un 25 aprile diverso che piace. Da una parte il volontariato civile e dall’altro la formazione scolastica alla quale il docente, nel nostro caso Fabiana Zanchetta, deve stare dentro determinati canoni. Ambedue però sono mossi da una passione vera di creare un’opera intellettuale. La tecnica s’impara a scuola ma non basta. Come del resto l’astrazione ha le sue precise regole comunicative. Interessante il confronto. Più se ne fanno e più s’impara. Andare alla Mostra del Cinema, anche di striscio, è pur sempre un ricordo ed un’esperienza.
Il video qui proposto di Nino Porcelli è un draft di 15 minuti sull’evento del 5 settembre (Cronaca) che ha come obiettivo di far conoscere ai cittadini di Castelfranco le grandi opportunità che si possono cogliere a Venezia, la più grande miniera d’oro che possiamo avere fuori porta. Le Biennali, le Mostre, i Convegni, le stanze del potere legislativo, le facoltà universitarie di rango internazionale, i Teatri sono a circa un’ora e mezza dalla stazione di Castelfranco Veneto. Giusta la precisazione del vicesindaco G. Giovine “la ferrovia sarà a doppio binario da Venezia a Bassano” con grande nostro vantaggio come cent’anni fa. Gli fa da eco l’assessore F. Pivotti che ricorda i precedenti risultati positivi dell’apertura verso la città dei Dogi con le mostre di Giorgione. Eppure ci sono ancora docenti e dirigenti (“stranieri in Patria”) che la snobbano, preferendo voli pindarici, manifestazioni e cortei politici, inutili gite in secondari luoghi remoti. Non è una mancanza dell’amministrazione comunale ma delle singole forze in campo che antepongono i costi prima ancora di iniziare.

PS
Tre anni fa abbiamo portato i minidroni dell’Ipsia (con Pauletto e Bolzon, gli artefici) dentro i padiglioni della Biennale, al Museo archeologico nazionale e persino nel Palazzo Regionale delle Grandi Stazioni con lo stupore degli studenti.