YELA-ELENA CON VITTORIO EMANUELE III: UNA COPPIA PERFETTA

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Elena del Montenegro, Regina d’Italia. Nacque a Cettigne (Cetinje), allora “modesta” capitale del Montenegro, poiché era poco più che un borgo di montagna, abitato per lo più da pastori.

I REALI SAVOIA AI GIARDINI
M. i Re Umberto e S. A. la Regina Margherita in visita alla prima Biennale

(Copyright Angelo Miatello) Il padiglione per l’allestimento fu progettato dal pittore Marius De Maria che ne realizzò a tempo di record in sole poche settimane prima dell’inaugurazione tutta “in stucco, gesso e marmorino che resistette tuttavia alle intemperie fino al 1914”, ci fa notare la responsabile dell’Archivio storico ASAC della Biennale, una miniera di libri, fotografie, film, materiali e documenti inediti, conservati negli spazi Vega di Marghera, in parte digitalizzati che richiedono una consultazione sul posto, a differenza di altri archivi di istituzioni internazionali meglio organizzate. Da noi, in Italia, sembra che la storia sia una prerogativa di qualche giornalista e docente universitario e non del mondo intero. La Biblioteca di Castelfranco, ad esempio, ha lo 0,02 di materiale digitalizzato ed ancora uno schedario manoscritto non del tutto ordinato dal punto di vista di contenuti e soggetti. Ci ha sorpreso l’impossibilità di sfogliare le schedine compilate a mano o con la macchina dattilografica, bloccate nel contenitore “da una speciale chiave”. Fu un incontro discretamente combinato da Francesco Crispi, in accordo con il padre Umberto.
Discordanti sono le notizie relative alla la visita dei regnanti Umberto e Margherita. Non è chiara se si trattasse di una vernice qualsiasi, dato che l’apertura era prevista per il 22 aprile ma fu spostata per il fragore sollevato dal Supremo convegno, oppure della Prima Esposizione d’arte, tuttavia Indro Montanelli insiste nell’affermare che a Venezia “scese il figlio Vittorio Emanuele per farlo incontrare a Yela, sua futura sposa”. Infatti nell’Almanacco (1871-1901) troviamo queste notizie di cronaca: “30 aprile. A Venezia, presenti i Sovrani, solenne inaugurazione dell’Esposizione Internazionale d’Arte. Ai festeggiamenti partecipano anche la Regina del Montenegro con le figlie, fra cui la Principessa Elena. In tale occasione avviene il primo incontro de1 Principe Ereditario con la futura Regina d’Italia.” Poi di seguito “1 maggio mercoledì, a Venezia, pranzo a Corte” e il “2 maggio alla Fenice, serata di gala col Cristoforo Colombo de1 Franchetti.” Il prof. Mario Monti, capo redattore dell’Almanacco, intramezza quest’altre notizie: “30 aprile: Eleonora Duse è oggetto dei più vivi elogi della stampa estera; 1 maggio, a Milano si fonda il giornale sportivo Il ciclista; 8 maggio, La Gazzetta Ufficiale pubblica il decreto reale di scioglimento della Camera dei Deputati e quello che convoca i collegi elettorali a rieleggere i loro rappresentanti per domenica 26 di maggio.”
A parte l’abuso di titoli nobiliari (la Regina del Montenegro) e da Yela diventa Elena, sul Montenegro vanno chiariti alcuni punti: l’origine del Montenegro inizia dalla separazione di un vasto territorio che, da secoli era su base teocratica, attorno agli anni 1860, dopo l’assassinio del principe Nikola, il nipote di Danilo divenne il successivo sovrano fino al 1910. Con il Trattato di Berlino del 1878 gli fu riconosciuta una sovranità “limitata” per il patronage esclusivo dello Zar. Il 28 agosto 1910 si autoproclamò “Regno di Montenegro”. L’estensione territoriale e la popolazione nell’anno del matrimonio tra Yela e Vittorio Emanuele era di circa 9.400km2 ed una popolazione tra i 140.000-200.000 abitanti (non ci sono dati statistici precisi). La capitale era Cettigne con circa diecimila anime. Il codice si basava su usi e consuetudini.
L’approccio tra il giovane napoletano e la ventunenne Yela fu “discretamente combinato” da Francesco Crispi, in accordo con il padre Umberto. Da questo momento in poi l’organizzazione delle nozze del secolo fu talmente ben pianificata che contraddice “il caso fortuito di un incontro mondano”, come vorrebbe far credere il prof. Monti.
Grazie a Montanelli possiamo ora constatare che aveva ragione. “L’anno seguente il principe fu invitato a Pietroburgo per l’incoronazione dello Zar Nicola II. Guarda caso – fa notare Montanelli – c’era anche Yela. E, a quanto pare, il principe fu il solo a non capire come mai se la ritrovava accanto ai banchetti e ai balli”.

*In preparazione: 1895: LA PRIMA BIENNALE D’ARTE DI VENEZIA, a cura di A. Miatello e D. Turcato, Collana Il Veliero, Castelfranco Veneto 2019

La sudditanza dei castellani benpensanti. Vittorio Emanuele II e i soldi degli Italiani

Durante la stesura del volume “1895: NASCE LA BIENNALE D’ARTE” di A. Miatello e D. Turcato, ci si è imbattuti su questa frase, tratta dall’Almanacco italiano (1871-1901), a cura di A. Monti, ed. Vallardi (Milano, 1942), “Impersonò il genio di espansione dell’Italia marittima e quando Vittorio Emanuele comperò coi denari della lista civile la Baia di Assab, l’acquisto fu contratto in nome del Rubattino. Lo stesso fu fatto per l’acquisto della ferrovia Tunisi-Goletta.”, abbiamo chiesto lumi in paese ma nessuno sapeva risponderci, così dopo inutili attese, la Rete ci ha dato la risposta che volevamo, con le schede di Carmine De Marco (dal libro “Revisione della Storia dell’Unità d’Italia”), che riportiamo qui sotto.

DAL LIBRO”1895: NASCE LA BIENNALE D’ARTE” di A. Miatello e D. Turcato

(…) Il Re Umberto appoggiò lo ‘slancio’ coloniale in Africa, con l’occupazione dell’Eritrea (1885-1896) e della Somalia (1889-1905). Il governo italiano con il consenso del re aveva già acquistato, il 10 marzo 1882, la baia di Assab dall’armatore genovese Rubattino, il quale a sua volta l’aveva comperata dal sultano locale come scalo per le proprie navi.
L’atto di compravendita aveva valore privatistico non certamente di “sovranità territoriale”, intesa come fosse un prolungamento dello stato nazionale. Un dettaglio non da poco che non viene mai puntualizzato nei manuali di storia. Bastino queste righe dell’Almanacco del 2 novembre 1881: “Muore a 72 anni, nella villa San Vito, presso Genova, il patriota Raffaele Rubattino, suscitando largo compianto. Cominciò la sua carriera a Genova come semplice armatore di piroscafi. Dal 1849 al 1859 il Rubattino estese la sua piccola flotta e i suoi vapori servirono per audaci fatti patriottici. A lui appartenne il Cagliari del quale si servi Carlo Pisacane per la spedizione di Sapri, a lui il Piemonte e il Lombardo che servirono per la traversata dei Mille. Accolse gli esuli del Piemonte e della Liguria nei suoi navigli e nella sua amministrazione. Impersonò il genio di espansione dell’Italia marittima e quando Vittorio Emanuele comperò coi denari della lista civile la Baia di Assab, l’acquisto fu contratto in nome del Rubattino. Lo stesso fu fatto per l’acquisto della ferrovia Tunisi-Goletta.”
A voi di capire quanto affarismo ci fosse stato nel retroscena dell’Unità d’Italia e degli sviluppi nell’ambito internazionale. Il 15 gennaio 1885 “il Re firma i decreti relativi all’amministrazione della giustizia militare nel territorio della Colonia di Assab che è posta sotto la giurisdizione del tribunale militare di Bari”.Il re investiva i suoi denari in proprietà immobiliari e titoli con il fondo costituito che gli veniva concesso dal governo e votato dal parlamento. Quindi nell’incapacità di far fronte a improbabili “gestioni” rifilava i suoi beni con passività al demanio in cambio di congrue somme, per poi reinvestirli all’estero o spenderli per i propri consumi e piaceri. Parlarne significa aprire gli occhi e scovare la mano morta dello Stato e della Chiesa. Ci vuole rivoluzione?

VITTORIO EMANUELE E I SOLDI*

(…) La lista civile del re, il suo appannaggio, era un punto particolarmente dolente per il governo. Vittorio Emanuele, dopo il 1860, aveva un tenore di vita modesto, ma non aveva il senso dell’economia, e allo scopo di mantenere intatto il prestigio della casa reale si era allegramente addossato le spese di manutenzione di palazzi e riserve di caccia che erano appartenuti a una mezza dozzina di dinastie spodestate. Arrivò persino a comprare o a farsi assegnare nuove tenute per soddisfare la sua insaziabile passione per la caccia. Amava fare lussuosi regali alle sue amanti. Si vantava di essere solito corrompere gli uomini politici con regali e di servirsi di una sua polizia privata. Era circondato da truffatori di ogni genere, che sfruttavano la sua ingenuità e la sua generosità; e in fatto di contabilità amministrativa la gestione economica della casa reale non aveva fatto molti passi avanti dai tempi di suo padre. La frequenza con cui Letizia Rattazzi parla nelle sue memorie di malversazioni della casa reale, induce a pensare che suo marito Urbano debba essere stato debitore della sua influenza a corte anche all’abilità dimostrata nel districare il re da difficoltà economiche; in particolare ella ricorda quanto discredito gettassero sul re alcune equivoche operazioni finanziarie riguardanti i beni ecclesiastici e la concessione di appalti ferroviari a compagnie straniere (VE). Letizia Rattazzi aggiunse con una punta di malizia, naturalmente senza fornirne le prove, che il re percepiva con regolarità parecchi milioni l’anno dagli stanziamenti per l’esercito e che nel 1868 intascò la bella somma di venti milioni, un peccatuccio che nel bilancio fu nascosto con difficoltà (VE).
Nel 1864 si fece molto chiasso intorno alla generosità regale che acconsentiva a diminuire di tre milioni la lista civile di Vittorio Emanuele; ma questa riduzione seguiva di poco l’aumento del suo reddito annuale da quattro milioni a dieci e poi a diciassette. Questa riduzione non era niente altro che un bel gesto, ed è chiaro che le spese di corte non furono ridotte in proporzione; il tesoriere di corte non aveva altro mezzo che far accumulare i debiti e ricorrere quindi al governo perché vi ponesse rimedio. I radicali protestavano perché la lista civile di Vittorio Emanuele II era superiore a quella inglese e americana (VE).
Le finanze della corte costituivano sempre un problema delicato. Nel 1867 Vittorio Emanuele aveva fatto ancora un altro bel gesto, quello di rinunciare a quattro milioni della sua lista civile. Meno reclamizzato era il fatto che per far ciò egli aveva posto come condizione di ricevere in cambio una somma molto maggiore con la quale pagare i suoi debiti, minacciando in caso contrario di fare uno scandalo e di accumulare nuovi debiti. Il ministro delle finanze Sella era convinto che questa fosse una delle cause dei gravi problemi finanziari dell’Italia e in parlamento si rivolse al re, senza nominarlo apertamente, invitandolo a dare alla nazione miglior esempio di economia e di moralità (VE).
Il 31 luglio 1867 Vittorio Emanuele telegrafava al Rattazzi: “Posto che la Camera è ancora in numero, La prego di fare in modo onde passi legge Lista civile, senza di ciò dichiaro di fare nuovi debiti e di non pagare gli antichi: forse ciò sarebbe un mezzo termine che potrebbe andare. Giudichi Lei se esso è adattato alla stagione” (AL).
*Cf. Carmine De Marco dal libro Revisione della Storia dell’Unità d’Italia
http://www.adsic.it/storia/VITTORIO_EMANUELE_II.htm
Copyright – 1999 – 2003 – © Fioravante BOSCO)

Abbiamo chiesto a politici, docenti, studenti liceali, maestri, studenti scuole superiori, poliziotti, clienti di Alì e Iper, negozianti e industriali*: “lei sa dirmi cosa significhi:Vittorio Emanuele comperò coi denari della lista civile”?

60% ha risposto di non sapere di che cosa si trattasse
30% ha risposto di una lista civica, cioè di una lista elettorale, come le comunali di Asolo e Borgoricco
10% non ha dato nessuna risposta
98% non conosce Vittorio Emanuele
Amedeo di Savoia ha soggiornato a Castelfranco Veneto tra il luglio e l’ottobre 1866, secondo la cronaca di regime “ospite del ciambellano podestà Francesco Bolasco nella sua villa maestosa di borgo Treviso per curarsi di una ferita subita sul Monte Croce vicino Custoza”, fu la disfatta del regio esercito che seguì quella marittima di Lissa e poco confortevole di Bezzecca con garibaldini scalzi, digiuni, ammalati. A Stra (villa imperiale Pisani) c’era il quartier generale a capo del generale Cialdini (e sua moglie), mentre a villa Treves di Padova (quartiere Pontecorvo) ci stava il re Vittorio Emanuele II con le sue amanti. Nella città del Santo si sentiva molto più sicuro (Ferrovia, telegrafo, teatro, donne) e di certo poteva contare dei notabili. Soldi da spendere per le feste e cerimonie o battute di caccia estive sui Colli non mancavano.  Il figlio Amedeo di Savoia fu più tardi chiamato a rivestire il ruolo di regnante della Spagna con difficoltà e rischio di essere assassinato. Di brutto fu mandato via e riparò dalla sorella a Lisbona. Poi continuò una vita “tranquilla” nella sua Torino …a guardarsi le partite della Juve.     

WI-FI ZONE: SONDAGGIO DEMOSCOPICO (aprile-maggio 2019)

“Lei sa dirmi cosa significhi: “Vittorio Emanuele comperò coi denari della lista civile” ?

Politici
candidati sindaco e consiglieri alle comunali, europarlamentare
sindaco, vicesindaco e consigliere locali
Scuola
docenti di lettere, matematica e ginnastica
maestre
studenti liceali, incontrati in Stazione dei treni
studenti (istituti tecnici), incontrati al piazzale dei bus
Società
bibliotecarie
addetti alle forze dell’ordine
clienti supermercati
negozianti del centro storico

1898, Donne in duello, al cinema muto in memoria di “Cavallotti – Macola”

This Victorian duel between knife-wielding women was taken from an existing stage production, thought to be the Drury Lane theatre melodrama ‘Women and Wine’. The actresses are believed to be Edith Blanche and Beatrice Homer. (collections of the BFI National Archive)

Duel to the Death (1898) | BFI National Archive
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Gli Italiani fanno la pace con la Storia: la regina Elena ritorna dopo 65 anni da Montpellier

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* Il primo incontro tra i due “rampolli principi”, Vittorio Emanuele ed Elena Petrovich, secondo l’Almanacco avvenne “a Venezia nel 1895, mercoledì primo maggio con il pranzo a corte” che i ben informati riportano la notizia che il giorno prima, “il 30 aprile, presenti i Sovrani, solenne inaugurazione dell’Esposizione Internazionale d’Arte. Ai festeggiamenti partecipano anche la Regina del Montenegro con le figlie, fra cui la Principessa Elena. In tale occasione avviene il primo incontro del Principe Ereditario con la futura Regina d’Italia (26 maggio 1896)”.  “Il 2 maggio ci fu una serata di gala alla Fenice.”
Il 26 maggio dell’anno dopo, ci sarà “il secondo incontro del principe di Napoli con la principessa Yela” a Pietroburgo (per Montanelli), “a Mosca” (per l’Almanacco) “A Mosca, al Kremlino, solenne cerimonia di incoronazione di Nicolò II [Zar Nicola II]. L’Italia è rappresentata dal Principe Ereditario che rivede in tale occasione la Principessa Elena del Montenegro (vedi 30 aprile 1895).”
Porsi una domanda è d’obbligo: che ci andava a fare il ventisettenne Vittorio a Pietroburgo (o a Mosca) per inchinarsi allo Zar o per rivedere la “daina ferita” e gran mora, alta un metro e ottanta? Un po’ di svago ci voleva per il giovanotto visto che nel suo paese la situazione politica era bloccata da manifestazioni o intaccata da  emigrazioni di massa, guerre abissine con gravi perdite e naturalmente una sinistra sempre in agguato (ma quale sinistra?). Non si sa che tipo di viaggio ed itinerario abbia dovuto scegliere per arrivare a destinazione. Tuttavia, due mesi dopo la bella notizia (gossip) fatta uscire dalla stanza del segretario del Re, si viene a sapere che il “31 luglio 1896 si sparge la voce del prossimo fidanzamento del Principe Ereditario con una delle figlie del Principe Nicola del Montenegro, la Principessa Elena.” La notizia è collegata ad un’altra “positiva” che qualcuno avrà tirato un sospiro di conforto: “Giungono a Massaua 48 dei 50 prigionieri italiani liberati da Menelik. Due sono morti in viaggio” La nota rimanda al 26 maggio precedente: “Menelik consegna all’ambasciatore russo Leontieft cinquanta prigionieri italiani che ha liberato in omaggio allo czar Nicola II per la sua incoronazione.”
Dunque lo scambio di prigionieri non avviene tra governo italiano e abissino, ma tra quest’ultimo e lo Zar. Una notizia sensazionale che nessun libro di storia e manuale scolastico hanno mai pubblicato. Soldati come merce umana consegnati come pacco dono all’imperatore russo. Per quanto riguarda invece l’aspetto virile del principe latino, par di capire che l’opinione pubblica, rispettosa delle istituzioni, esprime un “tripudio di gioia e fiducia”, in quanto finalmente si sa che “al generale Vittorio Emanuele” piacciono le more, dalla bellezza orientale. “Tutti i nostri giornali descrivono la futura Regina d’Italia come una meravigliosa principessa dagli opulenti capelli neri, dagli occhi neri sfolgoranti, dalla figura slanciata, dalla bellezza orientale” (p. 1431).
“Il Principe di Napoli conta 26 anni e la Principessa Elena 23 anni e mezzo (nata a Cettigne 18 gennaio 1873). L’incontro dei due Principi è avvenuto nella primavera dello scorso anno all’Esposizione Artistica di Venezia, dove la Principessa Milena del Montenegro aveva condotto le due figlie Elena ed Anna. La Principessa Elena era stata ammiratissima al banchetto solenne di Corte del 2 maggio e quella sera stessa alla rappresentazione di gala al teatro La Fenice, dove la bellissima fanciulla vestita di rosa sedette nel palco a fianco della Regina Margherita. Il Principe di Napoli rivide la Principessa Elena alla Corte di Mosca, durante le feste per l’incoronazione dello Czar e tale incontro decise il fidanzamento.”

Cover Michetti

IN PREPARAZIONE
1895: Nasce la Biennale d’Arte. Tra novità e scandali si fa avanti Ferruccio Macola, giornalista e parlamentare. Ed. by Angelo Miatello e Derio Turcato

Biennale Teatro e Musica: al via la prevendita dei biglietti

Da domani, giovedì 16 maggio, iniziano le prevendite dei Festival di Musica e Teatro della Biennale di Venezia, presieduta da Paolo Baratta.
Si potranno acquistare i biglietti e gli abbonamenti degli spettacoli del 47. Festival Internazionale del Teatro (22 luglio > 5 agosto) e dei concerti del 63. Festival Internazionale di Musica Contemporanea (27 settembre > 6 ottobre). Continua la prevendita per gli spettacoli del 13. Festival Internazionale di Danza Contemporanea (21 > 30 giugno).

Fra le varie proposte:
–       l’abbonamento giornaliero a due spettacoli e/o concerti al prezzo di 30 euro (ridotto 20 euro)
–       la collaudata formula “Arte + Teatro” e “Arte + Musica” che offre in abbinamento al prezzo di 35 euro uno spettacolo del Festival di Teatro o un concerto del Festival di Musica a scelta e l’ingresso alla Mostra Internazionale d’Arte

BIENNALE TEATRO 
Intitolato Drammaturgie, il 47. Festival Internazionale del Teatro (22 luglio > 5 agosto), diretto da Antonio Latella, si focalizza sulle tante e differenti forme di scrittura della scena, raccontate attraverso gli spettacoli di quattordici artisti, protagonisti del panorama teatrale nazionale e internazionale.
Si spazia da un caposaldo del secondo Novecento come Heiner Müller ai campioni della nuova drammaturgia come Sybille Berg e Patricia Cornelius, da registi che mettono in scena i propri testi come Pino Carbone, Lucia Calamaro, Manuela Infante, agli autori di un teatro squisitamente visivo come Julian Hetzel e Miet Warlop, per citarne alcuni, fino al teatro-ragazzi di Jetse Batelaan (Leone d’argento), a pieno titolo partecipe della ricerca teatrale più aggiornata. Leone d’oro è Jens Hillje, condirettore artistico del Gorki Theater, figura che riassume tutte le declinazioni del drammaturgo oggi.

BIENNALE MUSICA
La scena musicale europea come punto di riferimento della cultura del nostro tempo è al centro del 63. Festival Internazionale di Musica Contemporanea (27 settembre > 6 ottobre), diretto da Ivan Fedele e intitolato Back to Europe.
Interpreti-performer, ambienti sonori scenografici, installazioni multimediali immersive caratterizzano le proposte delle nuove generazioni. Così, accanto ai maestri George Benjamin, premiato con il Leone d’oro alla carriera, e Georges Aperghis, spiccano in programma il quartetto rock con ensemble classico amplificato di Matteo Franceschini (Leone d’argento), l’arpa “elettrica” di Emanuela Battigelli, il concerto in forma scenica di Filippo Perocco e Lucia Ronchetti, il connubio tra Monteverdi e il contemporaneo Cresta, e ancora, il viaggio tra arte e musica dell’Hermes Ensemble.
I biglietti e gli abbonamenti agli spettacoli dei Festival di Danza Musica e Teatro potranno essere acquistati in tutte le sedi della Biennale di Venezia (Ca’ Giustinian, Arsenale, Giardini), o in uno dei punti vendita Venezia Unica (al Lido, Piazzale Roma, Mestre, Dolo e Sottomarina), o ancora on line sul sito della Biennale ([http://www.labiennale.org<http://www.labiennale.org%5Dwww.labiennale.org<http://www.labiennale.org&gt;) e sul sito di Vivaticket ([http://www.vivaticket.it<http://www.vivaticket.it%5Dwww.vivaticket.it<http://www.vivaticket.it&gt;).

foto di War di Jetsi Batelaan (Leone d’argento) che inaugura la Biennale Teatro

TREVISO, MAGGIO F.BENETTON: incontri, visite, video e musica

21 maggio
martedì
ore 18

spazi Bomben
La biblioteca incontra – si conclude il ciclo dedicato alla valorizzazione del patrimonio librario e documentario della Fondazione con l’appuntamento Lorenzo Lotto, Tintoretto: tracce e percorsi dall’archivio di Luigi Coletti.
22 maggio
mercoledì
ore 18

spazi Bomben
En las antípodas de lo embellecedor: progetti di paesaggio per la città – una conversazione sul ruolo del paesaggio e dello spazio pubblico nel disegno e nella gestione della città contemporanea con gli architetti Aldo Aymonino e Julio Gaeta.
23 maggio
giovedì
ore 20.45

Tipoteca
di Cornuda
Treviso urbs picta – Il lavoro dedicato dalla Fondazione alla Treviso urbs picta, il volume e la banca dati online trevisourbspicta.fbsr.it vengono presentati presso la Tipoteca Italiana Fondazione.
30 maggio
giovedì
ore 18

chiesa di
San Teonisto
Spazi sacri. Fotografia e video, Tomba Brion – conferenza su Carlo Scarpa di Francesco Dal Co, storico dell’architettura e direttore della rivista «Casabella», organizzata da Casabella Formazione in collaborazione con Cersaie.
Esposizioni

Gallerie delle Prigioni
Treviso, p.zza Duomo 20
martedì–venerdì
ore 15–19
sabato e domenica
ore 10–13 / 15–19
ingresso libero

sabato 11 maggio – domenica 30 giugno
The Ground We Have in Common
esposizione dedicata a I giardini del tè di Dazhangshan, che riunisce ricerca nell’ambito del paesaggio e ricerca artistica e che rivisita idee e temi che hanno attraversato le trenta edizioni del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino.

I premiati della 58. Biennale: Lina Lapelyte, Vaiva Grainyte e Rugile Barzdziukaite (Leone d’oro partecip. nazion.), Jos de Gruyter & Harald Thys (menzione speciale), Arthur Jafa (leone d’oro partecipante), Haris Epaminonda (Leone d’argento giovane partecip.), Teresa Margolles, Otobong Nkanga (menzioni speciali), Jimmie Durham (leone d’oro carriera)

La Giuria della 58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, composta da Stephanie Rosenthal (Presidente di Giuria, Germania), Defne Ayas (Turchia/Olanda), Cristiana Collu (Italia), Sunjung Kim (Corea) e Hamza Walker (USA), ha deciso di attribuire così i premi ufficiali: Leone d’Oro per la miglior Partecipazione Nazionale: LITUANIA Sun & Sea (Marina)
Lina Lapelyte, Vaiva Grainyte e Rugile Barzdziukaite
Commissario: Rasa Antanaviciute. Curatore: Lucia Pietroiusti.
Sede: Magazzino No. 42, Marina Militare, Arsenale di Venezia, Fondamenta Case Nuove 2738c
Una menzione speciale è stata attribuita alla Partecipazione NazionaleBELGIO
Mondo Cane
Jos de Gruyter & Harald Thys
Commissario: Fédération Wallonie-Bruxelles. Curatore: Anne-Claire Schmitz.
Sede: Giardini
Leone d’Oro per il miglior partecipante alla Mostra Internazionale May You Live In Interesting Times a: Arthur Jafa
(n. 1960 Stati Uniti, vive e lavora a Los Angeles)
Leone d’Argento per un promettente giovane partecipante alla Mostra Internazionale May You Live In Interesting Times aHaris Epaminonda
(n. 1980 Repubblica di Cipro, vive e lavora a Berlino)

La Giuria ha inoltre deciso di assegnare due menzioni speciali ai partecipantiTeresa Margolles
(n. 1963 Messico, vive e lavora a Città del Messico e Madrid)
Otobong Nkanga
(n. 1974 Nigeria, vive e lavora ad Anversa)
Il Leone d’oro alla carriera a Jimmie Durham (USA), su proposat del direttore Rugoff.

Le motivazioni
I premi della Giuria internazionale sono assegnati con le seguenti motivazioni: Leone d’Oro per la miglior Partecipazione Nazionale alla Lituania per l’approccio sperimentale del Padiglione e il suo modo inatteso di affrontare la rappresentazione nazionale. La giuria è rimasta colpita dall’originalità nell’uso dello spazio espositivo, che inscena un’opera brechtiana, e per l’impegno attivo del Padiglione nei confronti della città di Venezia e dei suoi abitanti. Sun & Sea (Marina) è una critica del tempo libero e della contemporaneità, cantata dalle voci di un gruppo di performer e volontari che impersonano la gente comune.
Menzione speciale come Partecipazione Nazionale al Belgio. Con il suo humor spietato, il Padiglione del Belgio offre una visione alternativa degli aspetti, spesso trascurati, dei rapporti sociali in Europa. L’inquietante rappresentazione di una serie di personaggi che hanno l’aspetto di fantocci meccanici ispirati a stereotipi di folklore fanno sì che il Padiglione agisca su vari registri creando due, se non più, realtà parallele.
Leone d’Oro per il miglior partecipante alla Mostra Internazionale May You Live In Interesting Times aArthur Jafa per il suo film del 2019 The White Album (sede: Padiglione Centrale, Giardini), che è in egual misura un saggio, una poesia e un ritratto. Jafa utilizza materiale originale e d’appropriazione per riflettere sul tema razziale. Oltre ad affrontare in modo critico un momento carico di violenza, nel ritrarre con tenerezza gli amici e i familiari dell’artista il film fa anche appello alla nostra capacità di amare.
Leone d’Argento per un promettente giovane partecipante alla Mostra Internazionale Haris Epaminonda per le sue costellazioni che uniscono in un’attenta costruzione immagini, oggetti, testo, forme e colori, fatte di memorie frammentate, storie e connessioni frutto dell’immaginazione; per mostrarci che la dimensione storica e quella personale possono essere compresse in un intreccio di molteplici significati, potente e duttile al tempo stesso.
Due sono le menzioni speciali attribuite quest’anno ai partecipanti:
Teresa Margolles, per le sue opere acute e commoventi che trattano il dramma delle donne gravemente coinvolte dal narcotraffico nel suo Messico, creando potenti testimonianze che spostano strutture esistenti nel mondo reale alle sale espositive.
Otobong Nkanga, per la sua ricerca continua e carica di ispirazione attraverso i media nella politica della terra, del corpo e del tempo.

Isola di San Giorgio, Venezia: Convegno internazionale Maurice Marinot: 1911-1934. Il vetro

L’incontro mira ad approfondire la figura dell’artista francese che da autodidatta dedicò oltre vent’anni della sua carriera alla creazione di opere basate sull’antica tecnica del vetro soffiato.
È in programma per giovedì 16 maggio 2019 a partire dalle 9.30 alla Fondazione Giorgio Cini il convegno internazionale Maurice Marinot: 1911-1934. Il vetro, promosso dal Centro Studi del Vetro. I temi del simposio sottolineano anche l’importanza della mostra primaverile de LE STANZE DEL VETRO, Maurice Marinot. Il vetro, 1911-1934, a cura di Jean-Luc Olivié e Cristina Beltrami, aperta al pubblico sull’Isola di San Giorgio Maggiore fino al 28 luglio 2019.
L’Archivio e la Biblioteca del Centro Studi del Vetro sono aperti per la consultazione, previo appuntamento, dal lunedì al venerdì, con i seguenti orari: 9.30 – 13 / 14 – 17.

Piccolotto perde la causa contro la SPV. Il cantiere va riaperto dopo sei mesi di stallo.

SUPERSTRADA PEDEMONTANA VENETA. RIPRENDONO I LAVORI SUL TRATTO IN CORRISPONDENZA DEL “BOSCO DELLA SPERANZA” 

La Struttura di progetto della Superstrada Pedemontana Veneta (SPV), comunica quanto segue: Riprendono i lavori della Superstrada Pedemontana Veneta sul lotto 3, tratta b, in corrispondenza del “Bosco della Speranza”. È stato, infatti, revocato, dal Tribunale di Treviso, in sede di sentenza definitiva, il decreto emesso dal medesimo Tribunale in data 6 dicembre 2018, di accoglimento dell’istanza di sospensiva avanzata da Giuseppe Piccolotto. Superstrada Pedemontana Veneta S.p.a. ed il subappaltatore Costruzioni Generali Santangelo S.r.l. hanno disposto l’immediata ripresa dei lavori sulle aree suddette del Comune di Altivole (TV). Giuseppe Piccolotto è stato condannato alla rifusione, in favore di Superstrada Pedemontana Veneta S.p.a., delle spese del procedimento.  Il Concessionario congiuntamente con la Struttura di Progetto Superstrada Pedemontana Veneta stanno valutando come recuperare i sei mesi di stallo imposto a causa dell’azione giudiziaria proposta dal privato.