Toyota lancia la macchina che vola per le Olimpiadi di Tokyo 2020

Nel 2012 è nato quasi per gioco il progetto che il costruttore giapponese ha affidato a un team di dipendenti denominato Cartivator. Sarà lunga 3 metri, larga 1,3 e in aria sarà spinta da 4 rotori. L’obiettivo è di presentarla ai Giochi di Tokyo del 2020 per l’accensione del Braciere Olimpico.
Quella del volo, si sa, per l’umanità è un’ossessione piuttosto datata. Dalle fondamentali idee di Leonardo da Vinci ai tentativi dei fratelli Wright, la voglia di volare ancora oggi resta un’occasione della quale la gente coune può usufrire solo in occasioni ben circoscritte: un viaggio di piacere oppure uno spostamento di lavoro, ma comunque sempre da passeggeri. Il futuro, però, potrebbe riservare qualcosa di diverso, di molto diverso. E così, se siete stanchi del traffico stradale e dei parcheggi selvaggi, per assaporare la libertà di una svolazzata quotidiana non vi resta che attendere i risultati del progetto della macchina volante che la Toyota ha affidato al team chiamato “Cartivator”.

Venezia e Parigi unite dalla Collezione di François Pinault

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“Con la nascita di questa nuova sede in cui la mia Collezione sarà esposta, si aggiunge un nuovo tassello alla realizzazione del progetto culturale che ho intrapreso, volto a condividere la mia passione per l’arte del nostro tempo con il maggior numero di persone. Il progetto è nato a Venezia, più di dieci anni fa, con l’apertura di Palazzo Grassi e di Punta della Dogana, spazi che saranno in relazione permanente con il sito parigino. Come per Venezia, questa iniziativa proviene da un impegno personale al quale ho voluto associare i membri della mia famiglia, i miei figli e in particolare François-Henri Pinault.”
François Pinault
Dal 2006 il progetto culturale di François Pinault si è articolato secondo tre principi: una rete di musei permanenti, ubicati a Venezia – Palazzo Grassi, arricchito nel 2013 da un auditorium, il Teatrino, e Punta della Dogana – un programma espositivo temporaneo extra muros, in collaborazione con numerose istituzioni in Francia e all’estero; infine, un programma di iniziative a sostegno della creazione e della storia dell’arte come la residenza di artisti di Lens o il premio Pierre Daix.
Con l’inaugurazione della Bourse de Commerce a Parigi – prevista per l’inizio del 2019 – la collezione Pinault introduce anche un cambiamento di scala. Rafforza la sua rete di siti culturali permanenti, pur preservando l’identità di ognuna delle sue componenti. La Bourse de Commerce, Palazzo Grassi, Punta della Dogana e il Teatrino interagiranno tra loro in una relazione di collaborazione, complementarità e sinergia. In linea con questa visione, è stato conferito l’incarico di direzione del nuovo museo parigino a Martin Bethenod, che continuerà a dirigere i musei veneziani.
Affidata a un’équipe composta da Tadao Ando (Tadao Ando Architect and Associates – TAAA), Pierre-Antoine Gatier, architetto specializzato nella conservazione dei beni architettonici, l’agenzia NeM – Lucie Niney e Thibault Marca e la SETEC Costruzioni, la ristrutturazione prevede uno spazio espositivo pari a circa 3000 metri quadrati, utilizzabili autonomamente o combinati per accogliere progetti che richiedono spazi di grande ampiezza. I volumi, che vanno dalla dimensione intima a quella monumentale, sono pensati per accogliere nel modo più idoneo opere realizzate con tecniche e formati diversi, dalla fotografia alle grandi installazioni, passando per la pittura, la scultura o i video.
Gli spazi destinati all’esposizione sono completati da un auditorium da 300 posti, in grado di ospitare conferenze, convegni, proiezioni e concerti, oltre a un ampio foyer e una sala per la presentazione di installazioni video, performance e progetti sperimentali.
 Lo spirito che guida il progetto architettonico e museografico è quello di un dialogo sereno, cordiale e non impositivo con il contesto storico e del patrimonio, con le opere e con il pubblico.

La Bourse de Commerce | ArtefactoryLab_TAAA_NeM_Agence PAG_Courtesy Collection Pinault-Paris

Maturità, oggi il quizzone. Ecco come si assegnano i voti

La maturità 2017 è entrata nel vivo: oggi toccherà al ”quizzone”, poi da fine giugno sarà la volta degli orali. Le ultime fatiche prima di lasciarsi alle spalle un percorso di studi, durato cinque anni, e per il quale il consiglio di classe ha attribuito, allo scrutinio finale, un credito scolastico fino a un massimo di 25 punti.
In attesa dell’entrata in vigore del Dlgs numero 62, uno degli otto decreti attuativi della «Buona Scuola», che riformerà gli esami di Stato dal 2018-2019, esaminiamo brevemente i meccanismi che le commissioni d’esame utilizzeranno per assegnare i punteggi alle varie prove.

Il punteggio delle prove
Si partirà con le tre prove scritte, la prova di italiano, quella di indirizzo e la terza prova, a carattere pluridisciplinare, intesa ad accertare le capacità del candidato di utilizzare ed integrare conoscenze e competenze relative alle materie dell’ultimo anno di corso.
Seguirà, poi, il colloquio, secondo un calendario stilato e pubblicato all’albo della scuola sede di esame.
Le commissioni disporranno di 45 punti per la valutazione delle tre prove scritte, ciascuna delle quali varrà fino a 15, con la sufficienza a10 punti.
Al colloquio potranno essere assegnati fino a 30 punti, con la sufficienza a 20 punti.

Esisto finale
Il punteggio minimo per superare l’esame è di 60 su 100.
Per integrare il punteggio, la commissione potrà anche utilizzare il cosiddetto “bonus” o assegnare la lode.
Il “bonus” da 1 a 5 punti potrà essere dato a quei candidati in possesso di almeno 15 punti di credito scolastico e 70 tra prove scritte e colloquio, in base a criteri oggettivi prefissati in sede di riunione dalla commissione.
Lo studente che parte con il punteggio massimo di 25 punti di credito, a cui la commissione assegnerà tutti i 45 punti a disposizione per le prove scritte e il punteggio massimo di 30 punti al colloquio, otterrà il più alto voto conseguibile, pari a 100 punti. A questi studenti meritevoli potrà essere conferita la lode, ma solo se in possesso di alcuni prerequisiti di ammissione agli esami, ossia aver ottenuto, nell’ultimo triennio, almeno “8” nel comportamento e in tutte le discipline all’unanimità dei componenti del consiglio di classe. (di Laura Virli)

Popolari – Ciambetti “Travolta una intera classe dirigente che guarda caso ha sempre osteggiato la Lega”

“Amarezza? Certo. Preoccupazioni? Molte”. Il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, commenta così lo scenario del “sistema creditizio regionale – ha detto Ciambetti – dopo la soluzione della liquidazione coatta amministrativa decisa dal governo per le Popolari venete. La prima preoccupazione è per i risparmiatori, le nostre imprese e i dipendenti, che non devono essere chiamati a pagare colpe, anche gravissime, altrui. Quindi garanzie ai cittadini e alle famiglie, ma anche garanzie alle imprese che non possono essere chiamate a rientrare da affidamenti o prestiti in tempi ristretti”. “Errori in questa vicenda – continua Ciambetti – ce ne sono stati troppi e non deve venir mai meno l’esigenza di far chiarezza e far emergere, e punire duramente, i responsabili di questa storia. Tutti i responsabili, compresi quanti avrebbero dovuto vigilare e intervenire per tempo: si intuisce un disegno di una rete di connivenze, silenzi e complicità davanti alle quali lo scandalo della Banca Romana a fine Ottocento è ben poca cosa. I governi Renzi e Gentiloni hanno anche loro non poca parte e in questo caso, pensiamo anche solo al grave ritardo con cui hanno operato, ed è necessario capire se siamo davanti, nel loro caso, a imperizie, negligenze, incapacità o che altro. Sorprende che il Parlamento davanti a questo scenario non solo abbia atteso sine die la costituzione della Commissione parlamentare di inchiesta ma non abbia accelerato nel ritorno alla netta di distinzione giuridica fra l’attività bancaria tradizionale e quella d’investimento”.
A chi gli chiede se un autonomista come lui non prova imbarazzo nel vedere lo stato intervenire nel salvataggio delle Popolari venete, Ciambetti replica che “La materia bancaria è sempre stata di competenza statale e se è potuto crescere un bubbone di queste dimensioni è stato perché chi doveva intervenire non è intervenuto, chi doveva vigilare non ha vigilato, chi doveva indagare non ha indagato: sorge il sospetto, anzi, che le due Popolari siano state uno strumento utile a molti e a troppi. Se volete una serie di indirizzi a cui rivolgervi iniziate da Palazzo Koch e passate poi a Palazzo Chigi. Ad essere travolta nel crack della Popolari c’è tutta una classe dirigente che guarda caso ha sempre guardato alla Lega e all’autonomismo con altezzosa supponenza e non s’è mai risparmiata critiche contro il processo autonomista. Nei Cda delle banche sedevano imprenditori noti per aver attaccato sistematicamente la Lega e sistematicamente sostenuto avversari di Zaia. Del resto – conclude Ciambetti – non sono stati sindaci leghisti a dare la cittadinanza onoraria a Consoli né ci sono foto di Zonin e soci ai gazebo leghisti. Cosa, quest’ultima, che altri partiti non possono dire.”

Verona, La Feltrinelli: Nabucco. Nel cuore dell’opera. Mostra fotografica

Martedì 27 giugno 2017, ore 18.30
inaugurazione della mostra
NABUCCO
Nel cuore dell’opera
presso la Feltrinelli via Quattro Spade, 2 – Verona

Una storia d’immagini per raccontare la nuova produzione del Nabucco verdiano che inaugura la 95a edizione del Festival Lirico 2017 all’Arena di Verona con regia e costumi di Arnaud Bernard e scene di Alessandro Camera.

Con oltre 200 recite Nabucco è il terzo titolo più rappresentato nell’anfiteatro veronese, dopo Aida e Carmen, e fra i più amati dal pubblico.
Il Sovrintendente della Fondazione Arena di Verona Giuliano Polo e il Direttore degli Allestimenti Scenici Giuseppe De Filippi Venezia illustrano la creazione della nuova messa in scena del capolavoro di Verdi fino al suo debutto sul palcoscenico areniano.
Filippo Nardo e Stefano Valentino dello studio fotografico ENNEVI, fotografi ufficiali della Fondazione Arena di Verona, svelano con uno sguardo curioso ed inedito i dettagli più nascosti della nascita di questo allestimento.
Seguirà un brindisi offerto dalla casa vinicola Sartori.
L’esposizione sarà visitabile da martedì 27 giugno a domenica 3 settembre con il seguente orario:
Domenica-Venerdì 9.30 – 20.30
Sabato 9.30 – 21.00
http://www.lafeltrinelli.it

Martedì 27 giugno 2017
ore 12, Palazzo Franchetti
Conferenza di presentazione della prima edizione di
The Venice Glass Week
che si terrà a Venezia dal 10 al 17 settembre 2017
All’incontro con la stampa saranno presenti:
Paola Mar
Assessore al Turismo del Comune di Venezia
Gabriella Belli
Direttore di Fondazione MUVE
Rosa Barovier Mentasti
Storica del vetro
Sandro Franchini
Cancelliere emerito Istituto Veneto di Scienze,
Lettere ed Arti
Pasquale Gagliardi
Segretario generale Fondazione Giorgio Cini
Luciano Gambaro
Presidente Consorzio Promovetro Murano
Giovanna Palandri
Cancelliere Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti

Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria: “Immaginare la musica” dal 30 giugno al 27 agosto

La Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia torna ad aprire le proprie sale alla musica, attraverso la collaborazione con Umbria Jazz e Trasimeno Music Festival.
Dal 30 giugno al 27 agosto 2017, la mostra Immaginare la musica propone un viaggio nel mondo della musica attraverso 85 immagini, a colori e in bianco e nero, scattate da Luca d’Agostino e Luciano Rossetti, tra i maggiori interpreti della fotografia di musica e spettacolo in Italia.
La preview riservata alla stampa si terrà
GIOVEDÌ 29 GIUGNO 2017, ORE 11.00
Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria (corso Pietro Vannucci, 19)
Interverranno:
Marco PIERINI, direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria
Claudio CHIANURA, curatore della mostra
Luca ALFONSO D’AGOSTINO, fotografo
Luciano ROSSETTI, fotografo

David Hockney a Ca’ Pesaro con 82 ritratti e una natura morta

E’ stata presentata oggi a Ca’ Pesaro – con gli interventi di Mariacristina Gribaudi, Presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia, Cesare Cucci, Vice-direttore generale di Crédit Agricole FriulAdria, Gabriella Belli, direttore della Fondazione Musei Civici di Venezia e Edith Devaney, curatrice, la mostra ‘David Hockney 82 ritratti e 1 natura morta’.
In esclusiva assoluta in Italia, la Fondazione Musei Civici di Venezia presenta la prima mostra di pittura di David Hockney, tra i più noti e affermati artisti Contemporanei.
La Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro ospita l’esposizione David Hockney 82 ritratti e 1 natura morta, brillantemente curata da Edith Devaney, Curator of Contemporary Projects della Royal Academy of Arts di Londra e la direzione scientifica di Gabriella Belli. Dopo la tappa a Venezia, realizzata con il sostegno di Crédit Agricole FriulAdria, la mostra sarà ospitata al Guggenheim Museum di Bilbao e al Los Angeles County Museum of Art.

David Hockney
“Barry Humphries, 26-28 March” 2015
Acrylic on canvas
48 x 36″
© David Hockney
Photo Credit: Richard Schmidt

Inglese di nascita ma californiano d’adozione, David Hockney è tra i più grandi artisti figurativi contemporanei. Nato nella cittadina industriale di Bradford nel 1937, dopo la formazione alla Bradford School of Art si trasferisce a Londra per frequentare il Royal College of Art (1959-1962). Dalla sua partecipazione nel 1961 alla mostra londinese Young Contemporaries, presso la Whitechapel Art Gallery insieme ad altri studenti del Royal College come Allan Jones e R. B. Kitaj, conquista una certa fama tra la critica specializzata e incontra il primo successo
di pubblico.
Al 1961 risale il primo viaggio negli Stati Uniti, a New York e poi nel 1964 a Los Angeles, metropoli di cui diverrà interprete e pittore traducendo l’atmosfera della vita americana in opere famosissime dalle campiture sature dell’abbagliante luce californiana. L’elemento figurativo riveste nella sua produzione un ruolo cardine, declinato nei generi del ritratto e del paesaggio, associato a una costante interazione tra tecniche artistiche tradizionali e nuovi media. Dai disegni a pastello ai dipinti ad olio, dai collage fotografici con diversi punti di vista alle stampanti laser, fino ad arrivare ai disegni su iPad, Hockney ritrae incessantemente la vita chelo attornia, distillando l’essenza delle persone, catturando la mobilità dell’acqua e dispiegando la spettacolarità dei paesaggi. (…)

Due giorni bresciani per Steve McCurry, 8 e 9 luglio

Due giorni bresciani per Steve McCurry: l’8 e il 9 luglio, a Santa Giulia e in città.
E, sempre il 9 luglio al MO.CA, la premiazione dei vincitori del primo premio MARIO DONDERO
L’8 e il 9 luglio, Steve McCurry sarà a Brescia.

Per una visita a “Leggere”, la grande mostra di sue opere dedicate al tema della lettura e dei luoghi della lettura, allestita in Santa Giulia. Ma anche per conoscere la città, i suoi luoghi e per incontrare i suoi estimatori.
McCurry è una star del mondo della fotografia. Molte sue immagini sono diventate icone universali. Tanto che è ormai comune vedere, nelle strade della vecchia Europa, dei “Madonnari” impegnati a trasporre su strade e piazze, con i loro gessetti, accanto all’immagine di qualche Madonna di Raffaello, la “Monna Lisa afghana”, la ragazza dagli occhi verdi e il velo, col mantello color ruggine, di McCurry. Testimonianza esplicita di una popolarità che ha traguardato da tempo i limiti del mondo della fotografia.
Pochi, pochissimi, sono oggi i fotografi la cui fama è paragonabile a quella di Steve McCurry, soprattutto in Italia.
McCurry è un artista che ha definito le caratteristiche fondamentali del reportage moderno.
Sulla sua carriera e sul successo dei suoi scatti indimenticabili, c’è poco da aggiungere, numerosissime le mostre in giro per il mondo e ancora più numerosi i riconoscimenti a livello internazionale.
Dell’interesse che ogni sua mostra solleva, in ogni città dove le sue opere sono pesare, è confermata anche da “Leggere” che è a Brescia sino al 3 settembre, in prima mondiale.
La rassegna di sue immagini allestita negli spazi del Complesso di Santa Giulia, presenta circa 70 fotografie che ritraggono persone da tutto il mondo assorbite nell’atto intimo e universale del leggere. Le persone sono catturate dall’obiettivo di McCurry che svela il potere insito in questa azione, la sua capacità di trasportare le persone in mondi immaginati, nei ricordi, nel presente, nel passato e nel futuro e nella mente dell’uomo. Dai luoghi di preghiera in Turchia, alle strade dei mercati in Italia, dai rumori dell’India ai silenzi dell’ Asia orientale, dall’Afghanistan all’Italia, dall’Africa agli Stati Uniti: immagini vibranti e colorate documentano i momenti di quiete durante i quali le persone si immergono nei libri, nei giornali, nelle riviste. Giovani o anziani, ricchi o poveri, religiosi o laici: per chiunque e dovunque c’è un momento per la lettura.
Fortissimo nel lavoro di McCurry è il fascino per i volti della gente comune, in strada o tra la folla, lontano dalla realtà dello studio dove si eseguono ritratti posati con luce artificiale.
Steve McCurry incontrerà i suoi estimatori presso l’Auditorium del Museo di Santa Giulia sabato 8 luglio alle ore 18.00 per una dialogo in diretta con il giornalista e fotografo Roberto Cotroneo e sarà una esperienza davvero memorabile. L’uomo è, oltre che un grande fotografo, un affascinante affabulatore. Il suo racconto fa entrare l’ascoltatore dentro i mondi e le situazioni che le sue immagini hanno saputo cogliere in modo potente. Ma c’è qualcosa che i soli scatti non possono comunque comunicare: la vita e le avventure professionali che si nascondono dietro alla carriera lunghissima di McCurry. E incontrarlo sarà una imperdibile occasione per svelarle. Così come essere resi partecipi dei suoi programmi per il futuro: camminare ancora per le strade del mondo scattando fotografie.
Steve McCurry. Leggere è curata da Biba Giacchetti e per la parte letteraria da Roberto Cotroneo ed è un’imperdibile produzione di Fondazione Brescia Musei e Civita Mostre, realizzata in collaborazione con SudEst57 e con un progetto di allestimento dello scenografo Peter Bottazzi.

Non solo McCurry, però. Domenica 9 luglio alle ore 19.00 al MO.CA avrà luogo infatti la premiazione dei vincitori del primo Premio Mario Dondero di reportage contemporaneo.
Selezionate tra circa 800 immagini pervenute da tutta Italia, le fotografie prescelte dalla giuria composta da Maddalena Fossati Dondero, Gianni Berengo Gardin, Uliano Lucas, Renato Corsini, Gianluigi Colin e Walter Guadagnini, che sraranno anche protagonisti di una presentazione pubblica, verranno esposte in una mostra che si inaugura contemporaneamente alla premiazione.
Nell’esposizione saranno presenti anche gli scatti più significativi del grande maestro ed una serie di circa 30 ritratti eseguiti allo stesso dagli amici fotografi che così intendono rendergli omaggio.
Il premio Mario Dondero che ha come traccia indicativa il tema “dalla parte dell’uomo”, sponsorizzato da Planet Vigasio nell’ambito del Brescia Photo Festival, vuole anche essere un momento di indagine e riflessione sul contesto nel quale si muove la fotografia contemporanea di reportage sociale.
Al grande fotoreporter è infine dedicato l’appuntamento di mercoledì 5 luglio al cinema Nuovo Eden dove verrà proiettato il film “Calma e gesso”, di Marco Cruciani, un percorso di quasi cinque anni trascorsi al fianco del fotografo seguendo le sue ricerche, le sue mostre, inaugurazioni, conferenze, premiazioni, eventi vari e semplici passeggiate.
Un tragitto di pensieri e di azioni da cui emerge uno spaccato di cronaca nazionale e mondiale vissuto in prima persona e in prima linea dagli anni ’50 ad oggi.

http://www.bresciaphotofestival.it

Il debutto di Biennale College-Danza tra Forsythe e Lachambre

Proiezioni, incontri, momenti performativi nei campi, spettacoli, fra cui il debutto dei 15 danzatori di Biennale College – Danza, sono in scena lunedì 26 giugno nell’ambito dell’11. Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia.
La mattina in Campo S. Agnese, alle Zattere (ore 11.30) la performer, coreografa e danzatrice Dana Michel, che martedì verrà premiata con il Leone d’argento, incontra spettatori, passanti, turisti con  Stahvin Mahvi, “un lampo di poesia spontanea recitata dal corpo che si dona” secondo la direttrice Marie Chouinard che ha ideato la serie di performance nella città.
Lo stesso Campo S. Agnese, sarà teatro di un altro appuntamento nel pomeriggio (ore 17.00) con i danzatori della Compagnie Marie Chouinard, protagonisti dell’adattamento per lo spazio aperto di In Museum, installazione coreografica originariamente solista, interpretata da Marie Chouinard. Uno spettatore alla volta è invitato a entrare in uno spazio designato e a condividere discretamente una speranza o un desiderio con il danzatore. Da ogni scambio nasce una risposta personalizzata, una danza libera di abbagliante spontaneità che evoca il potere di avverare il desiderio. In museum si sviluppa attraverso questo progressivo scambio tra l’artista e lo spettatore/visitatore. Tra un incontro e l’altro il danzatore si ritaglia il tempo della messa a fuoco per poter restituire forma all’invisibile. La performance ricorda la profetessa di Delfi, la Pizia, che consegnava le sue profezie in trance e in un linguaggio di cui solo i sacerdoti del tempio conoscevano l’alfabeto. Le sue divinazioni restano un mistero, ma l’iscrizione all’ingresso del tempio non ha perso la sua verità: “Conosci te stesso e conoscerai l’universo e gli dei”.

All’Arsenale (Teatro alle Tese, ore 15.00), il ciclo di proiezioni prosegue con The Co(te)lette Film, dall’omonimo spettacolo di Ann Van den Broek, seguito da un incontro con la saggista e storica della danza Elisa Guzzo Vaccarino (ore 16.30).
Sempre negli spazi dell’Arsenale, alla Sala d’Armi A (ore 18.00), i danzatori di Biennale College – Danza – che promuove i talenti offrendo loro di operare a contatto di maestri per la messa a punto di creazioni – presentano l’esito del loro lavoro con un “double bill”: un estratto del laboratorio su Sider di William Forsythe e una nuova creazione frutto del laboratorio condotto da Benoît Lachambre That choreographs Us. Il primo pezzo presenta alcuni estratti dal laboratorio durato tre mesi su Sider, recente opera di William Forsythe, trasmessa ai giovani interpreti da alcuni dei danzatori per cui e con cui l’opera fu originariamente creata: Katja Cheraneva, Frances Chiaverini, Josh Johnson, Roberta Mosca, David Kern. Opera dal forte impatto teatrale e di grande complessità strutturale, definita da Forsythe stesso “l’orchestrazione di una polifonia”, in Sider sono i danzatori che scelgono le dinamiche, compongono e scompongono architetture utilizzando grandi pannelli di cartone guidati da auricolari in cui ascoltano la registrazione di un testo elisabettiano volutamente non precisato. Il secondo brano in programma è una nuova creazione, ideata appositamente per i danzatori del College, di Benoît Lachambre, pluripremiato artista canadese, che ha fatto dell’improvvisazione l’asse portante del suo lavoro coreografico, alla ricerca delle radici e dell’autenticità del movimento. Al termine della restituzione del laboratorio il pubblico sarà invitato a partecipare ad una conversazione con Benoît Lachambre.

Conclude la serata The Black Piece, al Teatro Piccolo Arsenale (ore 21.30) di Ann Van den Broek, considerata una promessa della danza olandese, interprete con Elisa Monte Co., Galili Dance e Charleroi Dance prima di approdare alla coreografia fondando la WArdWaRD nel 2000.  Ispirato a un testo sulla storia di questo colore archetipico e carico di simbolismi scritto da Michael Pastoureau, lo spettacolo mette in scena i 5 performer immergendoli nella quasi totale oscurità, inframezzata dai bagliori che la stessa Van den Broek orchestra per segnalare frammenti, presenze, prospettive, lasciando che lo spazio prenda forma attraverso i suoni che lo spettatore percepisce. A moltiplicare le possibilità di lettura sono le immagini live dello spettacolo proiettate dal palco, che interrogano lo spettatore sul labile confine tra quello che vediamo e quello che accade realmente. “In questo nero, sensualmente fisico, pregno di movimento e di fantasie – scrive la coreografa fiamminga – si è condotti dalla voce, dalla telecamera, dai danzatori, passando attraverso il caos dei corpi e chiedendosi se ciò che si vede è reale. Come in una camera oscura immagini e idee si affollano e si associano, interrogando chi guarda”.

IL PROGRAMMA DI LUNEDI 26 GIUGNO

ore 11.30 Campo Sant’Agnese EVENTO IN CAMPO – STAHVIN MAHVIN (20’ca.) di Dana Michel
ore 15.00 Teatro alle Tese The Co(te)lette Film (2010, 58’)
ore 16.30 Teatro alle Tese incontro con Elisa Guzzo Vaccarino
ore 17.30 > 19.00 Campo Sant’Agnese EVENTO IN CAMPO  – IN MUSEUM V2 (2012 – rev. 2012. 90’) con Compagnie Marie Chouinard
ore 18.00 Sala d’Armi A estratto del laboratorio su SIDER (2011, 20’ ca.) di William Forsythe e NUOVA CREAZIONE (2017) coreografia Benoît  Lachambre con i danzatori di Biennale College – Danza; a seguire incontro con Benoît  Lachambre
ore 21.30 Teatro Piccolo Arsenale THE BLACK PIECE (2014, 80’) di Ann Van den Broek; a seguire incontro con Ann Van den Broek
i danzatori di biennale college in Sider

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