Ex centrale Enel Porto Tolle, Bartelle (M5S): “Preoccupati per il mancato coinvolgimento di soggetti territoriali”

cons0418 “Forte preoccupazione per il mancato coinvolgimento del territorio” La consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle Patrizia Bartelle ritorna sulla vicenda dell’ex centrale Enel di Porto Tolle dopo le notizie degli ultimi giorni: “Per il sito polesano, infatti, al pari di quello laziale di Montalto di Castro, nel viterbese, concluse le acquisizioni delle manifestazioni di interesse,  procede a ritmi serrati il recupero nell’ambito del percorso dettato dal bando Futur – E” si legge in una nota diffusa dalla consigliera pentastellata.  “La dead line – continua  la Bartelle – resta fissata al 3 febbraio prossimo, termine ultimo per depositare le varie proposte progettuali con offerte economiche vincolanti ma dobbiamo rilevare come ai tavoli decisionali non siano stati previsti soggetti locali. Si tratta di una grave svista che penalizza ulteriormente un territorio già duramente provato in passato dalla presenza prima della centrale e poi dalla sua dismissione, il tutto nell’ambito di un Parco e di una zona quindi che a rigor di logica si voleva protetta e tutelata”.  centrale-p-tolle-attuale1Secondo la Bartelle: “Con i suoi due milioni e più di metri quadrati di superficie, Porto Tolle è non a caso una delle più importanti tra le 23 ex centrali che hanno esaurito la propria funzione alla luce di un modo di produrre ed erogare energia che nel tempo è mutato in modo radicale introducendo ad esempio concetti nuovi come le fonti rinnovabili e il  ‘green’.  Leggiamo dalle parole di Enrico Viale, direttore di Global Thermal Generation Enel – prosegue la consigliera regionale – di workshop e dibattiti promossi per coinvolgere la popolazione ma noi rilanciamo: oltre ad esser arrivati decisamente lunghi sui tempi dettati dal bando, resta il fatto che nessun soggetto territoriale è stato coinvolto in un progetto così centrale e nevralgico non solo per il recupero del sito ma anche per quel suo rilancio in chiave turistico-territoriale come più volte evidenziato. Il rischio? Dover assistere al solito film, già visto”.

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