Lettera aperta a quei professori di greco e latino divenuti pigri e fannulloni

cimg0087A VERONA, IL TEATRO ROMANO PIU’ IMPORTANTE DEL NORD ITALIA

Ci riferiamo beninteso a quegli insegnanti dei licei classici e scientifici dove si impartiscono corsi di latino e greco durante lunghi cinque anni.  Ci siamo accorti che la maggior parte di essi non sono mai stati a visitare i nostri piccoli musei cittadini o di provincia che hanno importanti collezioni di storia romana, cioè latina. Uno fra questi è il muovo museo del Teatro Romano in Verona che si trova ai piedi del Colle di San Pietro lungo l’Adige, quasi di fronte al ponte di pietra.

cimg0089Per anni rimasto chiuso, usato solo per rappresentazioni teatrali estive, quando i vichinghi scendono in Italia dal Brennero, ora da soli due mesi è stato trasformato in un piacevole museo che raccoglie frammenti, statue, decori, suppellettili funerarie (“la tomba del medico” con strumenti chirurgici), un plastico in legno dell’Anfiteatro Romano del Settecento. Non mancano comunque difetti e trascuratezze della municipalità per renderlo pulitisssimo e luogo nobile (una chiesetta mezza abbandonata, scalinate sporche, sporcizia e fori con calcinacci, frammenti abbandonati, erbacce, però due bagni nuovi pultissimi ed un ascensore abbastanza funzionante. Bookshop ridicolo da poaretti.  

cimg0100Ma quello che più colpisce sono i due grandi quadri che illustrano com’era il teatro nel Rinascimento. Senza i quali non si potrebbe avere un’idea precisa di questa strabiliante struttura scenica. Oggi sono visibili solo la cavea, la gradinata, numerose arcate di logge e importanti resti dell’antica scena assieme ai muri portanti dell’edificio che risale al I secolo a.C.
Il Teatro Romano di Verona è considerato il teatro romano più importante di tutto il nord Italia.

cimg0104Il Teatro è costituito dai resti dell’edificio scenico, dell’orchestra, della cavea, di due ordini di gallerie e di 3 terrazze di raccordo con la sommità del colle. L’edificio scenico (di cui oggi si conservano solo i muri portanti in tufo) in origine era alto quanto l’intera cavea ed era ornato da statue e da ricche decorazioni architettoniche.
La cavea (le gradinate in marmo) in calcare della Valpolicella non era completamente appoggiata alla collina bensì sorretta da muri radiali di cui sono ancora visibili i resti. Sul frontescena si aprivano 3 porte e 2 parasceni d’accesso al palcoscenico. Sotto il palcoscenico si trovava la fossa scenica di cui sono visibili elementi quadrangolari in pietra, coi fori in cui scorrevano le corde che sollevavano e abbassavano il sipario. Davanti al palcoscenico si trova il piano semicircolare dell’orchestra (nel teatro romano, spazio destinato ai seggi dei personaggi importanti della vita pubblica), con resti di pavimentazione in marmi colorati e disegni a motivi geometrici; in prossimità della cavea, è rimasto il fossato per il deflusso delle acque piovane (il Teatro era scoperto).
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Dal 1948, nella stagione estiva, il Teatro è sede dell’Estate Teatrale Veronese e della rassegna Verona Jazz.
Chiudiamo questa notizia storica invitando i professori di latino e greco affinché si sforzino di trasmettere ai loro studenti l’amore per la cultura del classico e trovino il coraggio di portarli a visitare questo straordinario sito archeologico, completandolo con il Museo Lapidario Maffei, l’Anfiteatro Arena, Porta Borsari, l’Arco dei Gaovi.

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