Veneto: Una task force per la Pedemontana. Ci saranno anche i droni AVEPA

tracciato_pedemontana_veneta hqdefault c-libro_cover_intera_condorso 16-pagine-iniziali 73-2017-task-force-x-pedemontana 73-2017-punto-stampaIl coordinamento è stato affidato alla dottoressa Ilaria Bramezza, segretario generale della programmazione della Giunta regionale del Veneto; il commissario Autorità Vigilante è l’avvocato dello Stato, Marco Corsini, specializzato in contrattualistica pubblica, dipendente di ruolo dell’Avvocatura Generale dello Stato, che opererà a titolo gratuito; i compiti di carattere tecnico sono stati attribuiti all’ingegner Elisabetta Pellegrini, oggi direttore generale della Provincia di Verona e dal prossimo primo febbraio nuovo dirigente regionale; Responsabile Unico del Procedimento (RUP) è l’ingegner Giuseppe Fasiol, responsabile della direzione regionale delle infrastrutture e trasporti.
Questi sono i vertici della task force voluta dal presidente Luca Zaia, che ha il compito di supportare la Regione del Veneto nelle funzioni di concedente, stazione appaltante, alta vigilanza e supporto tecnico per il completamento della superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta, che con i suoi i 95 chilometri di tracciato, 16 caselli e i 35 comuni coinvolti, è la più grande opera pubblica attualmente cantierata in Italia.
“Arteria fondamentale per la viabilità regionale – ha precisato Zaia – che, se verrà definito entro la prossima estate il closing finanziario di 1 miliardo e mezzo, sarà ultimata e aperta al traffico entro tre anni, cioè entro il 2020. Il primo tratto, quello tra Breganze e Bassano del Grappa, sarà già percorribile nel 2018. Intanto, sia chiaro, i cantieri sono aperti e operativi”.
La nuova Direzione della Struttura di Progetto “Superstrada Pedemontana Veneta”, con sede a Venezia, è stata costituita oggi con una deliberazione illustrata alla stampa dal presidente Zaia, dal vicepresidente Gianluca Forcolin, nella veste di assessore al personale e dall’assessore alle infrastrutture e trasporti, Elisa De Berti.
Il presidente ha anche dettato le linee generali sulle quali il task force dovrà impegnarsi, preannunciando l’uso dei droni per fotografare e filmare l’intera arteria in costruzione e possibilmente ricavarne anche uno spot pubblicitario e di promozione per l’avanzamento dei lavori. Alla domanda precisa di un giornalista su questo specifico argomento, il governatore ha risposto che il servizio sarà affidato all’AVEPA, controllata dalla Regione, che ha già una buona esperienza in campo di pilotaggio dei droni nell’agricotlura. Come si sa l’uso dei droni per la fotogrammetria potrebbe ulteriormente servire per un’altra applicazione: nell’esatta ricostruzione di un modello tridimensionale dell’intera arteria di 95 km.
“Il movimento spaziale di precisione e l’aerofotogrammetria sono solo alcuni esempi in cui questa tecnologia può trovare riscontro” – ci precisa al telefono Daniele Pauletto che, assieme a Angelo Miatello e la collaborazione di Claudio Malvestio, hanno di recente pubblicato un libro a tiratura limitata con questo emblematico titolo “I droni tra arte, cinema e politica” (pagine 267, Edizioni Aidanews), autografato dal critico d’arte Vittorio Sgarbi, dal governatore Luca Zaia e dal giornalista Gianantonio Schiaffino.

Il governatore ha avuto innanzi tutto parole di ringraziamento per l’ingegner Silvano Vernizzi, che ha svestito i panni del commissario straordinario alla fine del 2016, dopo che i ministeri competenti avevano deciso non vi fossero più esigenze di gestione commissariale di protezione civile per le opere infrastrutturali.
“Abbiamo voluto affidarci a un gruppo di professionisti di alto profilo giuridico, tecnico e amministrativo – ha sottolineato Zaia, riconoscendo anche l’ottimo rapporto di collaborazione con il ministro delle infrastrutture e trasporti, Graziano Delrio su questo fronte – perché vogliamo una struttura molto performante, chiamata a gestire una delle fasi più delicate dal punto di vista finanziario. Ma anche perché abbiamo a cuore i tremila soggetti espropriati che attendono di ricevere 200 dei 340 milioni totali di euro di indennizzo previsti, risorse preziose da distribuire in quei territori che hanno subito enormi danni conseguenti al tracollo della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca”.
“Quest’opera deve essere seguita con molta attenzione anche per quanto concerne i rapporti con il territorio – ha detto l’assessore De Berti –. I cittadini interessati dagli espropri, gli amministratori locali e la popolazione residente nei territori attraversati dal tracciato, hanno bisogno di certezze sui tempi e le modalità di realizzazione dell’intervento, sul pagamento delle indennità, sullo sviluppo dei cantieri, ecc. Non stiamo parlando di un’opera marginale, ma di una infrastruttura che inciderà fortemente sul futuro economico, e non solo, dell’intera area pedemontana veneta”.

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