Ferrara: Ultimi giorni ancora per l’Orlando Furioso a Palazzo Diamanti

cimg0018 cimg0165E’ vero che fin dai suoi albori raggiunge già l’eccellenza il 1500, secolo d’oro dell’arte della nostra penisola. Così per la terra veneta con un Palladio(1508-1580) giunto adolescente da Padova colla famiglia a Vicenza, dov’ebbe a incontrare il Trissino, l’uomo del suo destino, che lo erudì, oltre che su Vitruvio, sulle meraviglie della stampa veneziana di Aldo Manuzio che s’era spento 1515, sui versi dell’Ariosto che visse fino al ‘33 e su quelli del Bembo che era a Roma quando il Palladio fece il primo viaggio nella città eterna. Al di là dei dati anagrafici, ad accomunare questi personaggi sul versante degli eventi culturali contemporanei son le mostre (che rinviano l’una all’altra per i colti rimandi e l’impostazione di base) dedicate da Beltramini, direttore del CISA a Vicenza. Parliamo dell’esposizione in città fino a giugno sul “Vero Volto di Palladio”, di quella di tre anni fa a Padova sul Bembo, poi su Manuzio a Venezia nel 2015 e ora sull’“L’orlando Furioso 500 anni. Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi” al Palazzo dei Diamanti a Ferrara fino al 29 di questo mese. Nata dall’intento di celebrare il mezzo millennio dalla stampa a Ferrara dell’”Orlando Furioso” capolavoro della letteratura rinascimentale, la mostra promossa dal Comune della città pone al centro il personaggio del Furioso tenendo sullo sfondo la fortuna del poema nell’arte e lavorando sull’immaginario visivo dell’autore mentre scrive la fantasmagorica opera. C’è il sogno divertito del mondo cavalleresco medievale e l’ironico sguardo della modernità attraverso cimeli di tradizione come il “Corno d’Orlando” a Roncisvalle, tipologie di oggetti del primo cinquecento, gioielli, arazzi, strumenti musicali, libri a stampa con illustrazioni silografiche, bronzetti, documenti epistolari, quadri d’autore importanti all’epoca e ancor più adesso. Due esempi per tutti: ”Minerva che scaccia i Vizi dal giardino delle Virtù” del Mantegna ammirato da Ariosto nello studiolo di Isabella d’Este e il “Gattamelata” del Giorgione. Ma i capolavori sono tantissimi passo dopo passo magnificamente illustrati dall’utilissima audio-guida dello stesso Guido Beltramini. C’è ancora qualche giorno per vedere o rivedere questa mostra straordinaria!

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