AIDANEWS rivista culturale

Orlan e Resi Girardello, le migliori di Open 20

Paolo De Grandis e ORLAN

Gli artisti ed il pubblico invitato a OPEN Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni hanno festeggiato il suo ventesimo anniversario assieme al curatore Paolo De Grandis all’Hilton Molino Stucky con:
Nutopia – Yoko Ono Belgio – Phil Akashi Francia – ORLAN Germania – Günter Sponheuer Giappone – Kengiro Azuma Islanda / Cina – Inga Svala Thorsdottir e Wu Shanzhuan Italia – Giancarlo Bozzani, Stefano Bressani, Nando Crippa, Gillo Dorfles, Marco Fioramanti, Laura Fiume, Salvatore Fiume, Ferruccio Gard, Resi Girardello, Alessandro Manfredini, Gaspare Manos, Federica Marangoni, Davide Medri, Gianfranco Meggiato, Lucio Micheletti, Luigi Ontani, Max Papeschi, Antonio Paradiso, Gabriele Polidori, Maurizio Radici, Reverie, Marco Nereo Rotelli, Giuseppe Verri, Nanda Vigo, Laura Zeni Norvegia – Marianne Heske Pakistan – Amin Gulgee Perù – Ana Maria Reque Polonia – Igor Mitoraj Ucraina – Yana Rusnak USA – Richard Humann.
Assente Yoko Ono e la performance in programma di Richard Humann con la sua Ascension sulla terrazza dell’ex silos di granaglie è saltata a causa di un forte temporale che si è protratto per quasi tutta la serata. Poco convincente la performance dello sciamano Marco Fioramanti e Ana Rusiniuc “Il Relitto della Sirena”, con al pianoforte Theo Allegretti. Il gioco di parole del titolo sembra quasi che voglia evocare la mostra di Hirst a Palazzo Grassi e a Punta della Dogana “Treasures from the Wreck of the Unbelievable”, con il suo recupero del relitto dai fondali marini. Ha prevalso su tutti il  ritorno di ORLAN che al grido “Open, Open, Open” ha riscaldato gli animi dei presenti.
L’artista francese che vive anche a Los Angeles ha portato per quest’edizione un’installazione site specific basata su Le Plan du Film, una serie importante concepita nel 2001 alla ricerca di quello che Jean-Luc Godard ha chiamato “l’inverso del cinema”: un’opera sulla creazione di un film all’inverso partendo dalla comunicazione e dalla pubblicità di un’opera cinematografica, unici aspetti, in questa geniale finzione, che rendono il film reale. Non meno interessante la vicentina Resi Giradello con il suo copriletto dal titolo L’amore dà, l’amore toglie, un intreccio di fili di rame che al tatto “che evoca nella struttura misteriosamente tenue e trasparente una libidine solo sognata, un erotismo che è soprattutto nella mente e leoo sguardo” come ha scritto Gloria Vallese. A concludere vi sarà iindetta l’ottava edizione del Premio Speciale Arte Laguna che sarà assegnato ad un giovane artista selezionato dalla giuria del Premio Arte Laguna. Tale premio offrirà al vincitore la possibilità di figurare tra i finalisti del Premio Arte Laguna 2018 ed esporre nell’ambito del circuito organizzato dalla stessa associazione.
OPEN, come hanno precisato Rumiz e De Grandis, ha cambiato l’isola, modificando “il tessuto di una città, rendendola piattaforma internazionale di opere a cielo aperto, per insegnare ad un pubblico stupito una nuova, involontaria, stupefacente fruizione dell’arte nella dinamica leggera di una passeggiata fuori da pareti e perimetri troppo connotati e contenitivi che poi muta nella visione il suo contenuto”. Certo che fare una mostra di opere d’arte in concomitanza della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica ha un senso mediatico diverso rispetto a quello che si è svolto ieri nel sontuoso e imponente Molino Stucky della Giudecca, lontana periferia, rispetto al centro del potere e dei 30 milioni di turisti che Piazza San Marco “ospita” ogni anno. Si vive nel sogno, tant’è bella Venezia di sera quando navighi il canale e le sagome dei palazzi e chiese si allontanano.
Un ritorno di Open al Lido? Non si sa. Per ora De Grandis si è impegnato di andare in Cina e in Pakistan a fare il co-curatore con Chang Tsong-zung e Amin Gulgee. Buon viaggio!