Venerdì 2 febbraio, ore 10-12 Palestra del Liceo: Divieto di tortura e caso Regeni: le osservazioni sulla responsabilità internazionale del prof. Riccardo Pisillo Mazzeschi (diritti dell’uomo)

Due anni esatti sono trascorsi dal crimine efferato commesso da agenti segreti  egiziani  nella sparizione, tortura e uccisione del nostro connazionale Giulio Regeni. “Ci sarebbero già molti indizi sui suoi assassini”, tuona il procuratore della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone che assieme al sostituto procuratore Sergio Colaiocco, segue le indagini su questo omicidio. “Ci si muove su un’invisibile ma netta linea di confine, tra il diritto italiano e quello della Repubblica araba con la quale si è riusciti ad avviare una inedita collaborazione, senza regole, che non può che procedere a piccoli passi” – afferma il sen. Giovanni Bianconi sulle colonne del Corriere della Sera. Bianconi aggiunge: “La necessità di cercare prove anche a Cambridge, oltre che al Cairo, discende dal movente del delitto, pertanto verranno a galla anche le contraddizioni su cui occorre fare luce, cioè nei confronti della professoressa (tutor) che seguiva i suoi studi.”

Detto questo, il dibattito, anzi il coinvolgimento dei liceali del Giorgione attorno al caso Regeni è sempre stato vivo fin dal primo momento. Il Comitato degli Studenti ha tenuto opportuno di organizzare un incontro e dibattito con il prof. avv. Riccardo Pisillo Mazzeschi, LL.M. (Harvard), professore ordinario di diritto internazionale all’Università di Siena, esperto di diritti dell’Uomo e della “Responsabilità degli Stati”.
La sua relazione al Liceo Giorgione (Palestra) tratterà dei seguenti punti: 1) Se vi sia stato un illecito internazionale dello Stato egiziano; 2) Quali azioni poteva compiere o può ancora compiere lo Stato italiano nei confronti dell’Egitto. O addirittura quali azioni doveva e deve compiere; 3) Quali altre azioni possono intraprendere i genitori di Giulio Regeni.
“I miei colleghi esperti di diritto internazionale” (materia obbligatoria per laurea in scienze politiche e giurisprudenza, ndr.) – si rammarica il prof. Pisillo Mazzeschi – “non si sono sufficientemente mobilitati sul caso Regeni. L’indignazione morale ed il dolore per la gravità del crimine subito da Giulio Regeni e dalla sua famiglia sono doverosi, ma non sono sufficienti. Le pratiche di tortura e le violazioni arbitrarie del diritto alla vita mettono in crisi uno dei valori fondamentali del diritto internazionale contemporaneo; e quindi richiederebbero una risposta netta e forte da parte della nostra comunità, a prescindere dalle azioni intraprese o meno da parte del Governo italiano.”
Infatti, per gli studenti è di avere un quadro generale della situazione che si dimostra essere complessa non di facile soluzione. Una delle verità che vorrebbero sapere dall’esimio accademico è quanto margine ci sia ancora per ulteriori azioni legali, oltre a quelle indicate dalle autorità italiane.

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