Castelfranco Veneto: Nuova tassa di soggiorno (Lega e FI la vogliono)

In tasca non ha la tessera della Lega, movimento al quale ha sempre espresso le sue simpatie. Perlomeno non quella da militante, come ribadisce la segreteria del Carroccio castellano. Ma Grazia Azzolin, consigliera comunale eletta tra le file della maggioranza e presidente della commissione cultura, ribadisce la sua adesione al progetto del centrodestra, quello che ha portato al governo la squadra capitanata dal sindaco Stefano Marcon. Lo fa con forza all’indomani della bagarre esplosa in consiglio comunale sulla doppia mozione per la candidatura di Castelfranco a capitale italiana della cultura. Una presentata da lei, l’altra, il giorno dopo, dai “suoi” capigruppo: Fabrizio Baraciolli (Lega) e Claudio Bergamin (Forza Italia). Entrambe inserite nell’ordine del giorno del consiglio comunale svoltosi lunedì scorso e oggetto di un vivace scambio tra Azzolin e il suo gruppo. «Non sono in fuga da nulla», puntualizza la consigliera, «tantomeno dalla mia maggioranza. Resto al mio posto». Spiega l’origine della mozione con cui chiedeva un impegno preciso alla giunta per la candidatura di Castelfranco a capitale della cultura Italiana per il 2021. «In un momento in cui la Regione finanzia progetti per il turismo emozionale e il Governo mette a disposizione fondi per chi rilancia la cultura nel proprio territorio, ho ritenuto urgente proporre l’inizio di un iter per partecipare al bando di “capitale italiana della cultura”, bando a cui hanno già concorso Montebelluna, Vittorio Veneto e ora Treviso». La Castellana ha tutte le carte in regola visti i suoi tesori architettonici, culturali, artistici e storici. Quindi Azzolin, che già lo scorso ottobre sul caso Asco Holding si era allontanata dalla linea del sindaco Marcon per poi tornare sui suoi passi, ripercorre quanto successo. «Oltre un mese fa», riferisce, «ho proposto al sindaco di candidare Castelfranco e il suo territorio a capitale della cultura, chiedendo di condividere l’iniziativa con tutte le forze politiche in commissione cultura. Nel breve confronto avuto con la maggioranza ho percepito che l’idea di un simile progetto non era mai stata presa in considerazione, pertanto gli uffici competenti non erano pronti ad affrontarlo. Per questo ho ritenuto urgente sollecitare l’avvio dell’iter con una mozione». Ed ecco la sua azione “solitaria”. Quindi l’affondo ai capigruppo della sua maggioranza, autori della “contromozione”: «Qualcuno mi ha ritenuto colpevole di avere avuto un’iniziativa propositiva per Castelfranco e il suo territorio e ha pensato di presentare una mozione fotocopia: l’unica differenza era lo slittamento di un anno per la
presentazione della candidatura. Ciò che mi sta a cuore è l’avvio di una progettualità seria per Castelfranco. Ho chiesto l’accorpamento delle due mozioni ma mi è stato rifiutato. Ho comunque votato la mozione del mio gruppo». Vicenda chiusa? Per il resto della maggioranza forse no.

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