Dal 27 marzo 2018 l’architetto Renata Codello assumerà – con la qualifica di dirigente – l’incarico di Direttore Affari Istituzionali della Fondazione Giorgio Cini di Venezia. In particolare, Renata Codello sarà responsabile: a) della concezione e gestione di progetti complessi di valorizzazione del patrimonio storico-architettonico dell’isola di San Giorgio Maggiore, b) della gestione delle relazioni con le amministrazioni pubbliche, c) della definizione di politiche di fundraising pubblico, d) della individuazione e gestione di partnership coerenti con la missione e lo statuto della Fondazione.
Tra i progetti di valorizzazione del patrimonio storico-architettonico custodito a San Giorgio spiccano la ricerca di una nuova destinazione e la ristrutturazione dell’ex Istituto Professionale di Stato per le Attività Marinare, la ristrutturazione della piscina, il restauro del Teatro Verde.
Renata Codello vanta una particolare competenza nella gestione e valorizzazione dei beni e degli eventi culturali, competenza maturata nel corso di una lunga esperienza nella pubblica amministrazione, dove ha ricoperto ruoli apicali. Profonda conoscitrice della realtà veneziana e veneta, è stata Soprintendente ai beni architettonici e paesaggistici di Venezia e laguna dal 2006 al 2014. Fino al febbraio 2018 ha ricoperto il ruolo di Direttore del Segretariato Regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per il Veneto.
Il Segretario Generale della Cini, Pasquale Gagliardi, ha così commentato l’ingresso di Renata Codello nel management della Fondazione: “Negli ultimi dodici anni il paesaggio di San Giorgio è radicalmente cambiato. L’isola non è più un luogo conosciuto occasionalmente da chi partecipa ad un convegno, ma la sede di una comunità di studiosi residenti, interessati alla civiltà italiana, e veneziana in particolare, provenienti da tutto il mondo. Gli spazi e gli eventi gestiti dalla Fondazione si sono quadruplicati, la reputazione internazionale cresce di giorno in giorno, così come crescono le aspettative dei nostri diversi stakeholders. L’irrobustimento del management e una accresciuta capacità di coordinamento sono indispensabili per essere all’altezza delle aspettative degli utenti e degli standard che ci siamo dati. La condivisione, da parte di Renata Codello, di tutte le nostre scelte strategiche riguardanti il restauro e la destinazione degli edifici dell’isola (dal ‘ritorno’ delle nozze di Cana nel cenacolo palladiano ristrutturato alla nuova biblioteca della Manica Lunga, dalla creazione della residenza per gli studiosi alla trasformazione dello Squero in auditorium), la rendono una risorsa preziosissima per la nostra istituzione. Con lei affronteremo la più complessa tra le sfide che ci attendono: assicurare alla Fondazione Giorgio Cini un futuro in linea con la sua grande tradizione”.
Renata Codello ha dichiarato: “La prestigiosa Fondazione Cini di Venezia mi chiama per collaborare alla realizzazione dei suoi futuri progetti. Sono molto lieta di mettere a disposizione le competenze tecniche e gestionali che ho maturato in settori e contesti molto diversi. La progettualità e l’ampiezza dei temi da sviluppare sono di straordinario interesse culturale e posso assicurare il massimo impegno per la loro attuazione. Ringrazio il MIBACT, dove ho lavorato fino ad oggi con piena convinzione ed entusiasmo.”

RENATA CODELLO architetto, phd e dirigente del MiBact  Soprintendente ai Beni Architettonici e paesaggistici di Venezia e laguna dal 2006 al 2014 ed anche del Veneto Orientale nel 2009; Soprintendente per le Belle Arti e il Paesaggio di Roma nel 2015, è attualmente direttore del Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per il Veneto. Si è laureata allo I.U.A.V. con il massimo dei voti e dignità di stampa dove ha svolto anche attività di ricerca ed è stata tecnico a contratto. Ha conseguito il dottorato di ricerca nel 1996 ed è iscritta, dal 2013, al Royal Institute of British Architects (RIBA). A Venezia ha restaurato tutte le opere di Carlo Scarpa: Aula Manlio Capitolo del Tribunale Civile, ponte della Fondazione Querini Stampalia, monumento alla Partigiana ai Giardini, biglietteria della Biennale e negozio Olivetti in Piazza San Marco.
Ha redatto il progetto preliminare e diretto i lavori per la nuova sede dell’Accademia di Belle Arti nel complesso cinquecentesco degli Incurabili alle Zattere concluso nel 2004. Ha progettato con l’architetto Tobia Scarpa e diretto i lavori per l’ampliamento del Museo nazionale delle Gallerie dell’Accademia, concluso nel 2014. Ha collaborato con Tadao Ando nella realizzazione del Centro d’Arte Contemporanea di Punta della Dogana, di palazzo Grassi e del Teatrino Grassi della Fondazione Pinault. Ha seguito i progetti per la sede della Fondazione Bru Zane, per la Fondazione Annabianca ed Emilio Vedova, per la Fondazione Prada e per il Fondaco dei Tedeschi. Ha collaudato i lavori di restauro del Colosseo e diretto i lavori di apertura al pubblico al complesso del Quirinale a Roma nel 2016 in collaborazione, ancor oggi, con la Presidenza della Repubblica.  Ha insegnato presso la Florida University, la Facoltà di Architettura di Genova e di Ingegneria “Tor Vergata” a Roma. Dal 2001 al 2014 ha insegnato “Scienza e tecniche del  restauro architettonico” presso l’Università di Ca’ Foscari e dal 2010, chiamata per chiara fama, è docente di Fondamenti del Restauro presso lo I.U.A.V. Ha conseguito nel 2017 l’abilitazione scientifica nazionale per la docenza universitaria nelle discipline della Storia dell’architettura e Restauro.
E’ autrice di numerosi saggi e volumi, tra i più recenti: Il restauro dell’architettura contemporanea. Carlo Scarpa, Aula Manlio Capitolo (Milano, 2000); La nuova Accademia di Belle Arti. Cinque progetti per il complesso degli Incurabili (Venezia 2001); L’intonaco da risanamento a Venezia: sperimentazione sulle murature antiche (Reggio Emilia, 2003); Progettare un Museo. Le nuove gallerie dell’Accademia di Venezia (Milano, 2005); La nuova Accademia di Belle Arti di Venezia. Conservazione, restauro e modificazioni del complesso degli Incurabili (Venezia, 2007); Architetture veneziane di Carlo Scarpa. Percorsi e rilievi di cinque opere (Venezia, 2010); Architetture contemporanee a Venezia (Venezia, 2014); Venezia: la grande Accademia. Architettura e restauro (Milano, 2017).

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