“Sana morta per volere di Allah”. Le bugie del padre in carcere

Le prove lo accusano ma Ghulam resiste. “Non l’ho uccisa io, forse c’era un disegno”. Ma in paese c’è chi dice “Se una ragazza sbaglia è giusto che paghi”
Di che cosa stiamo parlando: Sana Cheema, 25 anni, di origine pachistane, è morta ad aprile nel villaggio di Mangowal, in Pakistan. Cresciuta a Brescia, Sana era tornata a casa per qualche settimana. Il 21 aprile gli amici in Italia hanno denunciato che era stata uccisa per avere rifiutato un matrimonio combinato. Il 24 aprile la polizia pachistana ha messo agli arresti domiciliari il padre Ghulam Mustafa, e il fratello della ragazza, Adnan. Entrambi accusati di omicidio.

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