Asolo al femminile: La stanza ovale di Freya Stark. Un omaggio alla scrittrice, archeologa, ricamatrice, pittrice e divulgatrice british (1893-1993)

Dopo una lunga gestazione, dovuta soprattutto alle esigue forze che un piccolo Comune del Trevigiano può permettersi, la Città di Asolo ha inaugurato sabato 12 maggio con una cerimonia al Teatro Duse, e con il rituale taglio del nastro “La stanza di Freya”, nella sezione permanente del Museo civico. Uno spazio con gli angoli smussati, arredato intelligentemente con poche cose ma essenziali per accompagnare il visitatore, di varie età, in un mondo interattivo che metta in risalto la personalità poliedrica di Freya, che fu esploratrice e scrittrice con doti artistiche innate. Il centinaio di oggetti, personali, i suoi taccuini di viaggio, i suoi album fotografici, dei brevissimi filmati, i suoi bauli, con la sua scrivania “circolare” da lei disegnata e l’armadio ad ante che aprono a rispettivi box audiovisivi, catturano il visitatore e lo immergono nella storia di questa donna, straordinariamente moderna. Il Museo asolano dalla sua iniziale esistenza come luogo di memoria si sta femminilizzando, trasformandosi in tanti racconti. La raccolta attorno alla regina di Cipro, Caterina Corner in Lusignano che ha avuto pochi anni fa un convegno internazionale a Venezia e Vienna, e moltissima letteratura, poi è venuta la volta di Eleonora Duse, la Divina, la Sublime, alla quale si era innamorato anche Gabriele D’Annunzio, e per ultima l’inglese eccentrica poliglotta Dame Freya che, non di meno alle precedenti, ha veramente amato questo luogo incantevole. Ad Asolo si parla un veneto diverso, rispetto al resto del territorio, con cadenza e parole molto veneziane.
Ora la stanza dedicata a Freya, che si trova a ridosso di quella cateriniana, imporrà col tempo di una rielaborazione museale che ormai i tempi impongono. Asolo “alto” vive di letteratura, musica, arte, enogastronomia; vanno ampliati i contenitori, prevedendo un’offerta che superi la collocazione statica di oggetti e quadri appesi sulle pareti o dentro teche. Il museo è il luogo formativo e di riflessione per eccellenza, anche per visite estemporanee e di scolaresche. Immergersi nella storia di questo grazioso borgo collinare (longobardo, romano, ezzeliniano, rinascimentale, postmoderno) e poter salire sulla Torre Civica (castello) per ammirare “i cento orizzonti” sono il biglietto da visita delle guide turistiche, molto ben preparate.
Attenzione però al disordine che viene causato dal traffico automobilistico e dalla trascuratezza nel decoro urbano (un aspetto sottovalutato dal sindaco e dal parroco). Abbiamo trovato la cattedrale spoglia della “Madonna” Lotto e del fonte battesimale donato dalla regina Corner al suo insediamento nel 1490, chiuso dentro un telo bianco senza alcun avviso. La triste Madonna si sarà evaporata? Il fonte marmoreo scolpito in bassorilievo dal Pirgotele (?) che simboleggiava “la sudditanza alla regina di Cipro-Asolo”, uno “ius soli asolano” molto speciale, unico nel suo genere, per quanto tempo rimarrà recluso?
Troppe auto sul sagrato e dietro la chiesa, e fuori accanto ai loggiati, e di qua e di là della strada che porta al castello, non sono forse intriganti?

Freya Stark nel nuovo progetto espositivo diretto da Annamaria Orsini e realizzato da Corde Architetti Associati “non viene raccontata bensì si racconta”, protagonista ancora una volta della sua esistenza: lo fa ricorrendo a codifiche nuove, attraverso uno spazio reso emozionale, l’uso e l’assenza del colore, i suoi oggetti, la tecnologia. Si tratta di linguaggi che in parte la stessa Stark utilizzò, pur prediligendo la scrittura, e che oggi, attualizzati, diventano predominanti ed indispensabili a dare ancora voce ai suoi messaggi. Visitare “La stanza di Freya” porterà con sè il piacere e l’emozione della scoperta: si potranno aprire ante e cassetti, sfiorare abiti e lettere come se davvero ci si trovasse nella sua casa respirando la sua presenza, e la si potrà incontrare attraverso la sua voce, le sue immagini, il suo pensiero, seguendola fino alla fine della sua esistenza.

“Asolo, piccolo e incantevole borgo collinare tra i più belli d’Italia, fu per Freya Stark, british nelle origini e nel temperamento, la patria d’elezione, il luogo del cuore in cui tornare sempre per ritemprarsi e meditare, e oggi esso celebra la sua incredibile esistenza dedicandole uno spazio d’onore nel Museo civico accanto ad altre due grandi donne che hanno influenzato la storia e favorito la ricchezza culturale del territorio, la regina di Cipro, Gerusalemme Armenia Caterina Cornaro (che portò la propria corte ad Asolo divenendone signora dal 1489 – 1510) e Eleonora Duse, la Divina”.

Freya Stark è riconosciuta per i viaggi in Medio Oriente, in luoghi sconosciuti. Per essersi occupata anche di cartografia e archeologia, nel periodo in cui gli inglesi si espandevano nel Medio Oriente durante gli anni precedenti al secondo conflitto mondiale. Lavorava per il governo britannico, esattamente per il ministero dell’Informazione e Istruzione. Una via di mezzo di Intelligence che poteva basarsi su persone poliglotte, disponibili a viaggiare. Una sub-diplomazia che ha aperto e allargato i confini politici ed economici della Corona. I suoi rapporti con Londra rimarranno sempre ottimi, anche durante la guerra. E chissà che un giorno potremo avere molte più informazioni su questa estravagante figura femminile, dal carattere deciso ma ben capace di crearsi attorno una propria campana di vetro. Ad ogni suo viaggio fece seguire articoli e libri attraverso i quali condividere con i lettori occidentali il suo sguardo su un mondo misterioso e affascinante, scrivendo pagine di viaggi vivaci e appassionati: dai racconti di Baghdad Sketches a The Valleys of the Assassins nel 1934, passando per una trentina di opere e concludendo con il volume fotografico Rivers of Time nel 1982 (tutti pubblicati dall’editore londinese Jhon Murray). Fu, infine, una donna che non si lasciò influenzare dagli stereotipi e dalle convenzioni della propria epoca: non si fece condizionare dal suo viso segnato da una profonda cicatrice dovuta ad un incidente d’infanzia, studiò in modo approfondito la storia, le lingue (ne parlava una decina), la letteratura, coltivando curisosità e intelligenza, seppe raggiungere l’indipendenza economica e viaggiò sempre da sola, confidando nelle capacità delle guide locali, nell’appoggio dei diplomatici inglesi e dei potentati dei paesi visitati, condividendo le abitudini della gente che la ospitava. Ci rimane sorprendentemente una donna molto coraggiosa (l’unica che si conosca) che si sia spinta così in profondità nei paesi arabi, lontanissimi per costumi e regole di vita. Oggi inimmaginabile che una donna sola senza scorta di body gard armati possa viaggiare tra deserti e montagne.
Dame Freya arriva ad Asolo, non per caso, come del resto altri suoi connazionali giramondi. A ventiquattro anni è stata crocerossina nella tragica ritirata di Caporetto (da un suo diario) e dopo il conflitto mondiale si dedicherà allo studio della lingua e cultura araba che la porterà a lunghi soggiorni in Medio Oriente, durante il periodo espansionistico britannico (Persia/Iran, Arabia/Iraq, Yemen, Palestina, Anatolia…). Sembra appagata dal fatto di essere la prima esploratrice di luoghi che non erano descritti nelle carte geografiche. In Freya c’è una curiosità infantile, ingenua però è anche “interiorizzazione e accrescimento”. Ci dimostra di aver avuto “un’intelligenza attiva, fertile, duttile”, scrive Annamaria Orsini nel volume a lei dedicato (Vaghe stelle dell’orsa…, 2014).

“La stanza di Freya” si trova al secondo piano del Palazzo del Vescovado con l’annesso edificio della Loggia della Ragione, che ospita il Museo civico di Asolo. Si tratta di una stanza, uno spazio – mondo, in cui la viaggiatrice è presente attraverso i suoi disegni, i suoi oggetti, i suoi taccuini di viaggio che ne raccontano le sfaccettature della personalità, le passioni, la determinazione oscillando tra aspetti noti della sua vita e aspetti più intimi. In uno spazio che suggerisce la circolarità dell’esistenza in un gioco di richiami, in un rimbalzare da oggetto ad oggetto, il racconto, come ideato dalla curatrice Annamaria Orsini – che già si è occupata della mostra “Vaghe stelle dell’Orsa… Il viaggio sentimentale di Freya Stark”, ad Asolo nel 2014 -, si snoda attorno a tre nuclei – l’armadio, la scrivania circolare, il baule da viaggio collocato accanto ad una porta -, oggetti d’arredo che hanno fatto parte delle stanze più amate nella vita di Freya Stark. Essi sono stati ricostruiti in modo fedele e resi completamente bianchi, a sottolineare il processo di astrazione che li smaterializza consentendo al contenuto di prendere il sopravvento. L’assenza di colore, inoltre, permette l’immediata individuazione dei materiali originali rispetto a ciò che è pura rappresentazione (allestimento e progetto a cura di Corde Architetti Associati – Venezia).

Gli eventi collaterali.
Domenica 13 maggio alle 16.00 con “Un tè con Freya” nel parco di Villa Freya, ad Asolo, poiché la Dame inglese rimase sempre molto legata alla tradizione inglese del tè, ritrovandola, con modalità e riti differenti, anche nei paesi mediorientali: per i partecipanti (massimo 40, numero chiuso e prenotazione obbligatoria all’Ufficio Cultura del Comune di Asolo) sarà allestito un poetico Afternoon Tea con la tea tester Stefania Andriolo, che racconterà la tradizione del tè tra Inghilterra e Medio Oriente e offrirà la degustazione.
Domenica 20 maggio alle 15.30 per i bambini dai 6 ai 10 anni sarà organizzato “A casa di Freya”, un pomeriggio alla scoperta del giardino della scrittrice e delle sue avventure mozzafiato;  attraverso divertenti laboratori, un picnic all’inglese ed una storia dal sapore antico in terre lontane con la fantasia i più piccoli potranno intraprendere con Freya un viaggio fantastico (evento organizzato in collaborazione con Ullallà Teatro Animazione, a numero chiuso per massimo 60 bambini. Prenotazione obbligatoria alla Biblioteca comunale). In caso di maltempo l’evento sarà annullato.
Domenica 26 maggio alle 18.00 nella Sala consiliare del Municipio di Asolo sarà la volta dell’incontro “Gli inglesi e il Gand Tour: da Robert Browning a Freya Stark”: l’archeologo Jacopo Turchetto guiderà il pubblico in un viaggio virtuale tra Inghilterra, Italia e Medio Oriente sulle orme di quei viaggiatori inglesi che si riposavano ad Asolo. Le testimonianze dirette dei protagonisti saranno lette da Allegra Sieni.
Ogni seconda domenica del mese alle 16.00 sarà possibile partecipare alla visita guidata al Museo civico di Asolo e alla sezione “La stanza di Freya”.

Per informazioni:
Museo civico di Asolo
Apertura: sabato e domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00
Tel. Museo civico di Asolo 0423 952313, Tel. Ufficio Cultura del Comune di Asolo 0423 524637 info@museoasolo.it
http://www.museoasolo.it

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