Governo Conte: diciannove ministri, da Di Maio e Salvini (con i fedelissimi) agli istituzionali come Moavero. poi il prof. di educazione fisica e il generale che indagò su terra dei fuochi

(Il fatto quotidiano, 1 giugno 2018). Alcune biografie brevi dei componenti dell’esecutivo M5s-Lega. Storie, esperienze e mondi completamente diversi: dal ministro dell’Economia Tria vicino a Quagliariello e Brunetta alla sorpresa Toninelli che guiderà le Infrastrutture dopo l’esperienza partita coi meetup nel 2009, dall’avvocata leghista Stefani (Affari regionali) sempre in linea con i berlusconiani nelle battaglie sulla giustizia alla Bongiorno che amministrerà la Pubblica amministrazione
Alla Farnesina un montiano che iniziò con Ciampi, Moavero Milanesi. All’Economia un eurocritico vicino a Brunetta. All’Ambiente il generale dei forestali della Terra dei Fuochi. Fino ai grillini della prima ora che guideranno ministeri “pesanti” come la Giustizia (Bonafede) e le Infrastrutture (Toninelli). E poi i due leader che volevano fare il presidente del Consiglio e saranno invece vice: Luigi Di Maio e Matteo Salvini “affiancheranno” il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ma saranno a capo di due dicasteri fondamentali nei loro programmi di governo, cioè Lavoro e Sviluppo e gli Interni. In totale sono 20: solo 5 le donne (di cui tre senza portafoglio). Sono 9 in quota M5s (compresi i tecnici), 7 in quota Lega (compresi i tecnici) e due indipendenti. Ecco chi sono i ministri del governo nato 88 giorni dopo le elezioni politiche del 4 marzo.

Presidente del Consiglio dei ministri:
Giuseppe Conte (Indipendente in quota M5s)
Sottosegretario alla presidenza del Consiglio e segretario del Consiglio:
Giancarlo Giorgetti (Lega)
Vicepresidente e ministro del Lavoro, del Welfare e dello Sviluppo:
Luigi Di Maio (M5s)
Vicepresidente e ministro dell’Interno:
Matteo Salvini (Lega)
Ministri senza portafoglio
Rapporti con il Parlamento e democrazia diretta: Riccardo Fraccaro (M5s)
Pubblica amministrazione: Giulia Bongiorno (Lega)
Affari regionali e autonomie: Erika Stefani (Lega)
Sud: Barbara Lezzi (M5s)
Famiglia e disabilità: Lorenzo Fontana (Lega)
Affari europei: Paolo Savona (Indipendente in quota Lega)
Ministri con portafoglio
Affari esteri e cooperazione internazionale: Enzo Moavero Milanesi (Indipendente)
Giustizia: Alfonso Bonafede (M5s)
Difesa: Elisabetta Trenta (Indipendente in quota M5s)
Economia e finanze: Giovanni Tria (Indipendente)
Infrastrutture e trasporti: Danilo Toninelli (M5s)
Politiche agricole, alimentari e forestali: Gian Marco Centinaio (Lega)
Ambiente e tutela del territorio e del mare: Sergio Costa
(Indipendente in quota M5s)
Istruzione, università e ricerca: Marco Bussetti (Indipendente in quota Lega)
Beni e attività culturali e turismo: Alberto Bonisoli (indipendente in quota M5s)
Salute: Giulia Grillo (M5S)

Agricoltura: Gianmarco Centinaio – Pavese, 46 anni. Direttore commerciale di un’agenzia turistica. E’ stato vicesindaco di Pavia dal 2009 al 2013 nella giunta di centrodestra guidata da Alessandro Cattaneo (Forza Italia). E’ diventato capogruppo della Lega nel 2014 quando ha sostituito Massimo Bitonci, eletto sindaco di Padova. E’ uno dei più fedeli a Matteo Salvini e alla sua linea, ricevendo anche incarichi di commissario di Noi con Salvini per esempio nel Lazio. Protagonista di molte proteste plateali della Lega nell’Aula del Senato, nella scorsa legislatura in diverse occasioni si è ritrovato a scontrarsi con il presidente del Senato Piero Grasso. In un’occasione, durante il dibattito sulle riforme istituzionali, ha lanciato verso Grasso il regolamento di Palazzo Madama. Nel giugno 2017, durante un dibattito sullo ius soli, urlò verso il presidente: “Sei un infame” e “terrone di merda”. Sempre in quella seduta corse per occupare i banchi del governo. Sostiene che la Lega è antifascista ed è stato uno dei sostenitori più convinti dell’accordo di governo con il M5s.

Esteri: Enzo Moavero Milanesi – Giurista, avvocato, 64 anni, originario della provincia di Lodi, la sua famiglia ha un legame con  Luigi Bocconi. E’ da sempre vicino a Mario Monti, del quale è stato capo di gabinetto già quando il Professore ricoprì l’incarico di commissario europeo tra il 1995 e il 2000. E’ considerato uno dei massimi esperti di diritto comunitario in Italia e non solo, materia che ha insegnato alla Sapienza, alla Luiss e alla Bocconi. E’ stato ministro per gli Affari Europei nei governi guidati da Monti e da Enrico Letta, ma il primo incarico da sottosegretario agli Affari europei lo ha ricevuto nel 1994 da Carlo Azeglio Ciampi, nello stesso governo di cui faceva parte anche Paolo Savona (che guidò il ministero dell’Industria). Tra i suoi incarichi anche quello di vicesegretario generale della Commissione europea (2002-2005), di giudice alla Corte di giustizia dell’Unione Europea e di componente della “commissione dei saggi” nominata dal presidente Giorgio Napolitano nel 2013. E’ stato il consigliere di Palazzo Chigi durante il governo Gentiloni per “la promozione della dislocazione a Milano della sede dell’Agenzia europea per i medicinali”: come noto la sede è finita ad Amsterdam. Si candidò, senza essere eletto, con Scelta Civica. E’ stato definito “l’eurocrate più potente d’Italia” e il “Gianni Letta di Monti”. Quando diventò ministro, secondo le cronache del Corriere, preferì una Lancia Delta alla Bmw come auto di servizio in dotazione e rifiutò una scrivania appartenuta a Benito Mussolini: “Sono antifascista, non la voglio”, spiegò.

Istruzione: Marco Bussetti – Milanese, varesotto d’adozione, 56 anni. Insegnante di educazione fisica, è dirigente dell’ufficio scolastico regionale della Lombardia. E’ stato docente all’università di Milano e a quella dell’Insubria, oltre ad essere stato allenatore di diverse squadre di  basket della Lombardia. Simpatizzante leghista, sul profilo facebook si vedono numerose foto in cui si trova in compagnia di Salvini. Viene considerato un fedelissimo di Giorgetti.

Beni  Culturali e turismo: Alberto Bonisoli – Mantovano ma cresciuto a Cremona, vive a Castelletto Ticino. Ha 57 anni ed è Education Management e di design e sviluppo. E’  dal 2012 direttore della Naba, l’Accademia di Belle arti di Milano, vivaio di talenti nel campo di arti visive, moda, design, che – spiega in un ritratto il giornale specializzato Artribune – “fa una serrata concorrenza a Brera“. Con il M5s è stato candidato alla Camera, ma non è stato eletto. Con il ministero della Cultura ha già collaborato come consulente dal 2005 al 2007. L’incontro con Di Maio, ha raccontato il padre ai giornali locali, è stato casuale: si trovava al ministero e nella stanza accanto c’era il capo politico del M5s. La sua candidatura nelle liste dei 5 stelle venne considerata un successo e uno dei segnali che il Movimento stava aprendosi alla società civile e attirando anche nomi di spessore oltre la cerchia dei primi attivisti. Il programma del governo gialloverde sulla Cultura non avanza proposte specifiche, a parte una riforma del “finanziamento del Fondo Unico per lo Spettacolo”.

Affari regionali: Erika Stefani – Vicentina di Valdagno, 47 anni da compiere, fa politica da quasi vent’anni. E’ stata eletta per la prima volta consigliera comunale nella piccola Trissino con una lista civica. Poi ha aderito alla Lega. E’ entrata per la prima volta in Parlamento nel 2013, eletta al Senato, dov’è stata rieletta il 4 marzo attraverso il collegio uninominale. E’ avvocata: nella scorsa legislatura ha fatto parte della commissione Giustizia e della Giunta per le immunità nelle quali ha sempre tenuto la linea tradizionale del centrodestra. Tra i vari casi, quello della decadenza da senatore di Silvio Berlusconi, contro la quale la Stefani si espresse a nome della Lega: “Forse alla fine sono più i dubbi e le perplessità che non le certezze. I dubbi e le perplessità sono sulla costituzionalità della Legge Severino” disse tra l’altro. Stesso atteggiamento tenuto contro la decadenza di Augusto Minzolini.

Rapporti con il Parlamento e democrazia diretta: Riccardo Fraccaro – Per giorni è stato dato tra i nomi “politici” che avrebbero potuto strappare addirittura la nomina a presidente del Consiglio. Ma ha preso il posto previsto dal governo M5s prima del voto. Dovrà dimettersi da questore alla Camera (dove era anche il questore anziano e quindi con più peso) e lasciare ai colleghi la battaglia per il taglio dei vitalizi, che porta senza dubbio la sua firma. E’, come il guardasigilli Bonafede, uno dei fedelissimi di Luigi Di Maio e anche lui al secondo mandato parlamentare. Nato in Veneto, si è formato a Trento, dove si è laureato in diritto internazionale dell’ambiente e dove ha fondato il primo meetup M5s nel 2010. Prima di scegliere la strada della politica è stato dipendente di una società elettrica. Nel 2013 è stato l’unico deputato dei Cinquestelle eletto in Trentino Alto Adige. In Parlamento nella scorsa legislatura ha debuttato con una proposta di legge sul conflitto di interesse che ha fatto la sua fortuna politica: il ddl approvato alla Camera e bloccato al Senato è diventato uno dei simboli delle battaglie M5s. Dalle elezioni regionali in Sicilia in poi è diventato stabilmente nella cabina di comando dei vertici M5s. Avrà anche la delega per la democrazia diretta: è uno dei temi ritenuti fondamentali per i 5 stelle e su cui il figlio del cofondatore Davide Casaleggio chiede più impegno agli eletti, ma anche uno dei settori su cui meno si è avanzato nelle scorsa legislatura (sia sul fronte dei contenuti del programma che su quello degli atti realizzati o fatti approvare).

Sottosegretario alla presidenza del  Consiglio: Giancarlo Giorgetti – Potrebbe avere la delega ai Servizi segreti e allo Sport. Ha 51 anni, è parlamentare da sei legislature, è stato eletto per la prima volta nel 1996.
Segretario della Lega Lombarda da  dal 2002 al 2012, ha attraversato tutte le stagioni del partito, fedele prima a Bossi, poi a Maroni e infine a Salvini. Laureato in Economia alla Bocconi, commercialista e revisore, è stato presidente della commissione Bilancio della Camera dal 2001 al 2006 e dal 2008 al 2013. Nel 2001 è stato il principale autore della legge 40 del 2004 sulla procreazione assistita, poi smontata quasi del tutto dalla corte costituzionale. Cugino del banchiere Massimo Ponzellini, è stato tra l’altro nel cda della Credieuronord. Di quegli anni è il suo contatto con Gianpiero Fiorani della Banca Popolare di Lodi: lo stesso Fiorani nel 2004 si presentò nell’ufficio di Giorgetti alla Camera con 100mila euro in contanti, mentre Giorgetti era assente. Il deputato leghista restituì la mazzetta, ma non denunciò mai ai carabinieri il tentativo di corruzione. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel 2013 lo scelse nel “gruppo dei saggi” per le riforme istituzionali. Schivo e silenzioso, restio ai talk-show televisivi. Ha ricoperto incarichi in diverse partecipate e società pubbliche, è considerato “l’uomo delle nomine”

Ambiente: Sergio Costa – I 5 stelle riescono a mettere uno dei loro anche sulla poltrona dell’Ambiente e non una pedina a caso, ma uno dei simboli della campagna elettorale, Sergio Costa, 59 anni, generale di brigata dell’Arma dei carabinieri e comandante della Regione Campania dei carabinieri forestali. Laureato in Scienze Agrarie, master in Diritto dell’Ambiente e specializzato in investigazioni ambientali, da sempre impegnato nel contrasto alle ecomafie e al clan dei Casalesi. All’inizio del 2000 ha guidato la sua indagine più famosa: quella sui rifiuti tossici interrati dal clan dei Casalesi nella cosiddetta Terra dei Fuochi, la piana agricola del Casertano al confine con Napoli. E’ così che venne presentato dai grillini ai propri elettori: “Ha scoperto”, continua il testo di presentazione, “la più grande discarica di rifiuti pericolosi di Europa seppellita nel territorio di Caserta, mettendo a nudo gli opachi rapporti delinquenziali nell’ambito dei rifiuti tossici. Ha anche scoperto la discarica dei rifiuti nel territorio del Parco Nazionale del Vesuvio“. Inoltre, si legge, “ha operato attivamente nell’ambito di indagini internazionali sempre nell’ambito di traffico illecito di rifiuti nocivi. Ha collaborato con la Direzione Nazionale Antimafia nello svolgimento di analisi investigative ambientali sull’intero territorio nazionale”. E’ stato molto critico con lo scioglimento del Corpo forestale nell’Arma dei carabinieri per effetto della Riforma Madia.

Giuseppe Conte, presidente del Consiglio. Nato a Volturara Appula (Foggia) ma vive a Roma è il titolare di un grande studio legale, Conte dal 2010 al 2011 ha fatto parte del Cda dell’Agenzia Spaziale Italiana; nel triennio 2012-2015 è stato componente dell’Arbitro Bancario e Finanziario (sede di Napoli). Come si legge sul curriculum diffuso dal Movimento prima delle elezioni, è laureato in Giurisprudenza all’Università di Roma “La Sapienza” ed è stato borsista del Cnr. “Vanta”, si legge, “un’ampia esperienza di studio in Italia e all’estero (Yale University, New York University, Institute of Advanced Legal Studies, Université Sorbonne) e di insegnamento (Università di Sassari, Roma Tre, Luiss); è direttore di prestigiose riviste e collane scientifiche; è componente del Comitato scientifico della Fondazione Italiana del Notariato”. Il Parlamento lo ha designato, a partire dal 2013, componente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa, di cui è diventato vicepresidente. E’ stato anche presidente della Commissione disciplinare e, tra gli altri incarichi, “ha coordinato l’istruttoria che, recentemente, ha condotto alla destituzione del consigliere di Stato Francesco Bellomo, per i suoi comportamenti inappropriati con le allieve dei corsi di preparazione alla magistratura”. Come riporta il Sole 24 Ore, nel 2009 è stato chiamato nella Sottocommissione di consulenti ed esperti giuridici a cui è stato chiesto di riformare la disciplina dell’Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi.
“Abbiamo scelto Giuseppe Conte per la sua grande capacità ed esperienza professionale”, aveva detto Di Maio il giorno della presentazione della squadra di ministri in campagna elettorale. Lui, sempre nel giorno della presentazione, aveva ribadito “da giurista”, il rispetto per il ruolo di Sergio Mattarella e riconosciuto che la sua nomina da ministro era solo “simbolica”. Quindi aveva spiegato le sue intenzioni: “Ho accettato di collaborare con Luigi Di Maio”, aveva detto, “nella logica dello spirito di servizio. Sono impegnato in particolare per obiettivi ambiziosi: semplificare i rapporti tra la pubblica amministrazione e i cittadini e diffondere la cultura della legalità. E rispettare l’articolo 54 della Costituzione, là dove recita che coloro a cui sono affidate funzioni pubbliche hanno l’obbligo di adempierle con disciplina e onore”. Quindi il racconto del “primo contatto con Di Maio e il Movimento che “risale a 4 anni fa”: “Fui contattato e mi venne chieste la disponibilità di farmi nominare come membro dell’organo di autogoverno della Giustizia amministrativa. Per onestà intellettuale gli precisai: ‘Non vi ho votato e non sono un simpatizzante’. In questi 4 anni in cui ho svolto questo alto incarico non ho mai ricevuto una telefonata che volesse interferire con il delicato incarico che ho ricoperto. La promessa è stata mantenuta.
Nel corso della telefonata mi venne subito detto: a noi non interessa, vogliamo un indipendente. Ecco allora io ho potuto verificare con mano che nel Dna di questi giovani amici c’è la cultura della legalità e il rispetto delle istituzioni e la difesa di un concetto di etica pubblica che era tanto caro a Rodotà. Si è avviato un dialogo più recentemente: la svolta è stata quando ho visto come sono state composte le liste”. Quindi aveva illustrato i suoi obiettivi come ipotetico ministro della Pa: “Dobbiamo combattere l’ipertrofia normativa. Dobbiamo fare in modo di contrastare l’ignoranza coatta che avvantaggia i disonesti. Serve un riassetto di interi settori. Bisogna abrogare le leggi inutili. Io penso che saranno più delle 500 già censite dal Movimento”. E ancora: “Bisogna semplificare al massimo tutti i passaggi burocratici; occorre un riassetto delle autorità indipendenti. Infine puntare sulla meritocrazia e da ultimo con il ministero dell’Istruzione rivedere pressoché integralmente la riforma della cattiva scuola“.
Come riportato dall’agenzia Ansa, Conte nelle scorse settimane disse anche di avere un passato di elettore a sinistra: “In passato ho votato a sinistra”, aveva dichiarato. “Oggi penso che gli schemi ideologici del ‘900 non siano più adeguati. Credo sia più importante valutare l’operato di una forza politica in base a come si posiziona sul rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali. E sulla sua capacità di elaborare programmi utili ai cittadini”. 

Lavoro-Sviluppo economico: Luigi Di Maio  Negli 88 giorni di trattative che hanno portato all’accordo sul governo era stato dato in corsa per molte caselle: non solo quella di presidente del Consiglio, come richiesto in un primo momento, ma si era anche ipotizzato un suo approdo al ministero degli Esteri. Nato ad Avellino, ma cresciuto a Pomigliano d’Arco, 32 anni da compiere, è stato eletto in Campania come deputato per la seconda volta. Non è laureato: diplomato al liceo classico, ha frequentato la facoltà di Giurisprudenza alla Federico II di Napoli senza però terminare gli studi. Dal 23 settembre scorso è il capo politico del Movimento 5 stelle dopo aver vinto le primarie online tra gli iscritti: una incoronazione avvenuta quasi senza avversari e che ai tempi aveva rappresentato un cambio epocale per il M5s. Salvo cambiamenti delle regole interne, questo è l’ultimo mandato in Parlamento e una volta terminata la legislatura non potrà più ricandidarsi. La deroga era stata ipotizzata solo nel caso in cui si fosse tornati alle urne senza nemmeno o quasi far insediare l’assemblea. Di Maio è ormai leader affermato dentro il Movimento anche se in passato non sono mancati malumori, soprattutto per il suo dualismo con Roberto Fico. Quest’ultimo, ora presidente della Camera, è considerato esponente degli ortodossi e aveva sempre chiesto più dialogo e condivisione delle decisioni. Di Maio ha gestito la partita dell’esecutivo principalmente con il suo braccio destro Vincenzo Spadafora. Oltre a guidare il “super-ministero”, sarà anche vicepresidente del Consiglio. 

Interno: Matteo Salvini – E’ iscritto alla Lega Nord dal 1990: aveva 17 anni. E’ stato eletto per la prima volta al consiglio comunale nel 1993, seggio che manterrà per 19 anni. E’ stato per due volte europarlamentare. La formazione giovanile è in movimenti di estrema sinistra, tanto da fondare la corrente leghista dei Comunisti Padani. Lo spostamento verso destra è stato progressivo. Dal dicembre 2013 è segretario della Lega Nord, riconfermato nel maggio 2017. La gestione del partito è stata contraddistinta da un rinnovamento della classe dirigente (mantenendo però le figure di riferimento come Calderoli o lo stesso Giorgetti) e soprattutto da uno spostamento delle linee-guida del partito da posizioni “nordiste” a posizioni “sovraniste”, tanto da eliminare la parola Nord dal nome. Ha concentrato l’attività del partito sulla difesa dei pensionati e dei risparmiatori e soprattutto, naturalmente, su sicurezza e immigrazione, che non a caso rappresentano una grossa parte del contratto di governo di M5s e Lega. E per questo avrà la guida del Viminale, dove avrà il primo banco di prova da amministratore dopo le esperienze meno complicate a Palazzo Marino e da europarlamentare sempre all’opposizione. Tra le altre dichiarazioni, nel merito, si ricordano quelle del Ferragosto di due anni fa quando dal palco di Ponte di Legno disse che serve “ripulire le città dagli immigrati” e “dare mano libera a carabinieri e polizia”. Dopo la morte dell’ex capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi lo ricordò come “un traditore dell’Italia e degli italiani”. Oltre a guidare il Viminale, sarà anche vicepresidente del Consiglio.

PS
Il testo di questo articolo è tratto da Il fatto quotidiano, di Castigliani e Pretini, 1 giugno 2018. E’ stato scelto tra tanti che circolavano già la notte del 30 maggio. Si ringrazia la redazione per la disponibilità..

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...