Veneto terza regione in Italia per la produzione di ricchezza, dopo Lombardia e Lazio: il 9,2% del PIL nazionale

AL TAVOLO DI CONCERTAZIONE GENERALE IL DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA REGIONALE (DEFR) 2019-2021
Attuare gli aspetti finanziari dell’Autonomia differenziata: è il primo degli indirizzi generali sui quali la Regione del Veneto sarà operativamente impegnata per sostenere con la massima priorità le attività necessarie a garantire l’efficacia del processo autonomistico sotto il profilo dell’analisi interna dei profili economico-finanziari e nel confronto con lo Stato. Lo ha sottolineato il vicepresidente della Giunta regionale che, su delega del Presidente, ha presentato – insieme al Segretario Generale della Programmazione, presenti anche i Direttori di Area – al Tavolo di concertazione generale il Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) per il triennio 2019-2021, che sarà ora adottato dalla Giunta e trasmesso al Consiglio regionale per l’approvazione. Il DEFR rappresenta il documento di programmazione strategica e finanziaria della Regione che è alla base della manovra di bilancio che verrà discussa a fine 2018.
“Il Veneto rimane la terza regione in Italia per la produzione di ricchezza, dopo Lombardia e Lazio: il 9,2% del PIL nazionale è realizzato in Veneto – ha evidenziato il vicepresidente -; si stima che il PIL del Veneto nel 2018 cresca dell’1,7% (stima Prometeia), un tasso leggermente superiore rispetto al dato nazionale dell’1,5% (Stima Mef – DEF 2018)”.
Il Vicepresidente si è soffermato sull’importanza, in una prospettiva di crescita consolidata, di mantenere alta l’attenzione sugli investimenti richiamando, a tal proposito, l’intervento della Corte dei Conti secondo cui il continuo calo degli investimenti pubblici costituisce uno dei principali elementi di preoccupazione del quadro di finanza pubblica. Non è mancata una forte critica ai tagli lineari che gravano sulle Regioni e sugli Enti Locali che addirittura vanno ad incidere sui contratti in essere, creando potenziali aree di pesante contenzioso. Risulta del tutto iniquo e inefficiente anche il carico riservato al territorio in termini di contributo al risanamento del debito pubblico (dal 2014 al 2018 il debito delle Amministrazioni locali si è ridotto del 10,3% e negli anni 2018-2021 è in progressiva riduzione), quando il debito riferito alle Amministrazioni centrali è previsto addirittura in ulteriore crescita.
“I continui tagli lineari alla spesa sanitaria a cui la Regione del Veneto ha sempre fatto fronte con sforzi titanici – ha detto il vicepresidente – fanno sì che si stia raggiungendo la soglia minima del 6% del PIL, al di sotto della quale non solo viene messo in discussione il diritto di cura, ma che costituisce anche il valore al di sotto del quale le persone abbandonano le cure”.
Per il 2018, la parte di manovra a carico dei bilanci regionali in termini di taglio dei trasferimenti – pari a 194 milioni di euro- è stata realizzata con la riduzione di 100 milioni di euro del fondo per il trasporto pubblico locale e di 94 milioni di euro dei trasferimenti per l’edilizia sanitaria.
Oltre all’attuazione degli aspetti finanziari dell’Autonomia differenziata, gli altri indirizzi generali del DEFR sono: la volontà di non aumentare la pressione fiscale regionale e in questo senso la Regione del Veneto è l’unica Regione a Statuto Ordinario a non aver utilizzato la leva fiscale sull’addizionale regionale all’Irpef, ed anzi ad aver ridotto la pressione su alcune categorie di soggetti (disabili); continuare a rispettare gli equilibri di finanza pubblica, forti del fatto che la Regione del Veneto è sempre risultata adempiente rispetto alle regole poste prima dal patto di stabilità ed ora dal pareggio di bilancio; garantire priorità di spesa ai programmi dell’Unione europea rendendo disponibili i relativi cofinanziamenti regionali, in modo da beneficiare di un fondamentale “effetto leva”; confermare l’opera di controllo e razionalizzazione delle spese correnti; qualificare, dove possibile, la spesa, attraverso la canalizzazione delle risorse disponibili a investimenti prioritari.
Infine, il vicepresidente ha invitato i partecipanti al Tavolo a fare “lobby” in tutti i tavoli a Roma per garantire gli interessi del Veneto e, in quanto regione in grado di continuare ad essere locomotiva e punto di riferimento per altri territori, di portare benefici a tutta l’Italia.

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