Stadio della Roma: L’arte del “mai commesso reati”. Cinquestelle, Pd, Forza Italia. Le porte del carcere sono sempre aperte


Stadio della Roma, Parnasi dal carcere: “Mai commesso reati”. Indagato anche il sovrintendente Prosperetti è il titolo di uno dei tanti articoli della stampa romana e nazionale. La sindaca Raggi è finalmente sul bracere e i romani per bene si risvegliano dopo il lungo letargo dovuto alle malefatte dei precedenti politici di sinistra. Ma non finirà qui. Una cosa è certa: il cosiddetto sistema anti-corruttivo di casa nostra funziona, se dopo un anno si vengono a conoscere mosse, dichiarazioni, attitudini e mancette?
In precedenti casi si sono però sciolti molti reati sbandierati, seguendo i gradi che la giustizia italiana permette a chi è accusato penalmente. Lo abbiamo visto con “Mafia Capitale”. Non si trattava di mafia ma di altro generico fenomeno criminale corruttivo. Più una questione morale diversa da quella giudiziaria. Sulla prima tutti noi possiamo esprimerci, sulla seconda è solo il giudice che decide. A questo punto, gli avvocati sono i nostri angeli custodi. Chi ci rimette è l’immagine dello Stato.
Il progetto dello stadio della Roma AS, da circa 60mila spettatori (diciamo uno stadietto da tifoserie di provincia) aveva inizialmente cubature e sviluppi urbanistici complementari da far spavento. Torri, centri commerciali, servizi a pagamento, un quartiere cosiddetto di lusso ma senza tener conto della mobilità che sarebbe stata a carico della città eterna-mente incasinata, in più circondato dal Tevere.
Invece di pensare di rimettere in ordine la capitale, palmo a palmo, si pensa sempre a costruire il nuovo, a concentrarsi sul nuovo (le nuvole-sogni di Fuksas e Mandrelli…da duecento milioni di euro), per far piacere ai palazzinari che fuggiranno con il malloppo a Dubai, un po’ prima che si incasini il traffico.
Roma non è la prima e l’ultima. Di rome e romette in Italia ce ne sono parecchie. Chi sono i veri colpevoli? Gli architetti e ingegneri, sempre al servizio delle società immobiliari o i politici che ci stanno al gioco, bisognosi di supporto? La lupa si mangia la coda o i lupotti? Nella vicenda c’è di tutto dal “familismo”, all’amicizia sfrontata per raggiungere l’obietrtivo. La politica che non può rimanere in un limbo perchè è lei che acconsente e approva. Poi c’è lo Stato, quello che tutti conosciamo: dai corazzieri statuari del Campidoglio all’ultimo vigile urbano o della Polstrada. Solo che questi ultimi della scala gerarchica devono campare con stupendi bassi ed il rischio di essere “malmenati” (dichiarato dal capitano della polizia municipale di Jesolo Lido quando si deve affrontare i vu-cumprà nigeriani in spiaggia, ben robusti)!

Rassegna stampa da Rep.it; Facebook “Virginia Raggi”; Huftingpost, Corriere.it; TGCOM;

Parnasi venerdì sarà sentito per l’interrogatorio di garanzia. Secondo quanto si apprende, il costruttore romano sarebbe intenzionato ad avvalersi della facoltà di non rispondere. Sempre venerdì (oggi, ndr) si terranno, a Roma, gli interrogatori di garanzia delle altre otto persone arrestate (l’altro)ieri, cinque delle quali sono detenute a Regina Coeli e tre ai domiciliari.

I carabinieri hanno arrestato 9 persone nell’ambito di un’indagine sulla costruzione del nuovo stadio della Roma. Tra gli arrestati compaiono anche il vicepresidente del Consiglio Regionale del Lazio, Adriano Palozzi (Forza Italia), il presidente di Acea Luca Lanzalone e l’imprenditore Luca Parnasi. Oltre agli arresti ci sono 16 indagati tra cui figura anche il capogruppo M5s in Campidoglio, Paolo Ferrara. Il pm: “La As Roma non c’entra nulla”. Il Campidoglio valuta lo stop del progetto.

Indagato anche il sovrintendente Francesco Prosperetti. Il soprintendente si occupò del vincolo sulle tribune dell’ippodromo di Tor di Valle, è indagato nell’ambito dell’inchiesta sullo stadio della Roma. Secondo la Procura l’ex capo segreteria del Ministro ai Beni culturali, Claudio Santini, “avvicinò il Sovrintendente Francesco Prosperetti chiamato a pronunciarsi sul vincolo” che poi fu tolto.

Ferrara, comunicando la sua autosospensione dal Movimento 5 Stelle. Nei primi mesi del 2017 aveva partecipato alla trattativa con il gruppo Parnasi per la modifica della prima stesura del progetto sulla struttura che dovrebbe sorgere a Tor di Valle. Tra le persone raggiunte da provvedimento di custodia cautelare c’è inoltre anche l’ex assessore regionale, e attuale consigliere, Michele Civita del Pd. Stando a quanto emerso, Civita si trova agli arresti domiciliari come Lanzalone.

Come riscontro la Procura indica “un incontro tra il sovrintendente e il gruppo Parnasi il 19 maggio del 2017” e la successiva decisione di affidare all’architetto Paolo Desideri “la redazione di un progetto necessario per superare la questione del vincolo”.
Dalle intercettazione emerge che l’arch. Desideri “oltre ad essere amico di Prosperetti è anche il datore di lavoro della figlia Beatrice“. La procedura per il vincolo sulle tribune di Lafuente viene attivata il 15 febbraio 2017 e il 15 giugno dello stesso anno viene archiviata: nel frattempo Prosperetti era diventato direttore della nuova sovrintendenza speciale Archeologica-Belle arti-paesaggio di Roma. Secondo la Procura Santini per la sua “mediazione per conto di Parnasi” ha percepito “quale compenso per questa illecita attività 53.440 euro“.

Mibact dispone ispezione. In seguito ai provvedimenti giudiziari per lo stadio della Roma, il Ministero di beni culturali e turismo ha disposto un’ispezione. Lo rende noto il ministero guidato da Alberto Bonisoli, precisando che l’avvio del procedimento ispettivo è stato chiesto dal capo di gabinetto, Tiziana Coccoluto, al segretariato generale del dicastero.

I reati contestati. Le indagini, coordinate dalla Procura di Roma, hanno portato i militari a scoprire un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di una serie di reati contro la Pubblica amministrazione nell’ambito delle procedure connesse alla realizzazione del progetto. I carabinieri hanno perquisito la sede della società dell’imprenditore Luca Parnasi.

Arrestati l’imprenditore Luca Parnasi, proprietario della società Eurnova che sta realizzando il progetto dello Stadio, e cinque suoi collaboratori mentre ai domiciliari ci sono Luca Lanzalone, l’attuale presidente Acea (di cui il Comune detiene il 51%) che ha seguito, in veste di consulente per la giunta cinquestelle, il dossier sulla struttura che dovrebbe sorgere nella zona di Tor di Valle, il vicepresidente del Consiglio Regionale, Adriano Palozzi di Forza Italia, l’ex assessore regionale all’Urbanistica Michele Civita (Pd). Indagati il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Campidoglio, Paolo Ferrara, Davide Bordoni, capogruppo di Forza Italia al Campidoglio ed ex presidente del municipio X, che comprende anche Ostia e Mauro Vaglio, presidente dell’ordine degli avvocati di Roma e candidato (non eletto) per il M5S alle scorse elezioni politiche al Senato. (Huffington Post)

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