Morto Giorgio Mazzega, fotografo Interpress. Con lui se ne va un’attività tra l’artigiano e il mediatore della comunicazione

Apprendiamo dalla stampa veneziana della scomparsa del fotografo Giorgio Mazzega, noto a tutti per la sua instancabile attività nel documentare la cronaca di Venezia. Giorgio è spirato dopo un lungo ricovero a Venezia. Mazzega, 63 anni, aveva fondato l’agenzia Interpress. Lo piangono tanti colleghi che con lui hanno condiviso cronaca ed eventi.
“Chissà quante altre storie avrebbe raccontato, filtrandole attraverso l’obbiettivo della sua macchina fotografica. Venezia perde uno tra i suoi migliori cantori, capace di cogliere le magnificenze come le peggiori nefandezze di una città che è un romanzo vivente. Giorgio Mazzega, 63 anni, noto fotografo che ha fondato negli anni che furono l’agenzia forografica “InterPress” è spirato nella notte tra giovedì e venerdì dopo un lungo ricovero.
Veneziano doc, residente a Santa Croce assieme alla moglie, ha vissuto da protagonista l’evoluzione del mestiere collaborando con quotidiani e agenzie di stampa: con la predilezione per la cronaca, conosceva ogni calle e rio di Venezia, raccogliendo negli anni un bagaglio incredibile di esperienze vissute in prima persona assieme alle sue fidate macchine fotografiche.
In queste ore sono in tanti tra giornalisti e colleghi fotografi a ricordare Giorgio Mazzega, che ha lasciato un segno profondo anche tra chi è stato immortalato dalui per i più svariati motivi in questi anni, consapevole che a volte i protagonisti sono dietro la macchina fotografica o la cinepresa, non davanti.”

“InterPress fu aperto nel 1981 dai due soci Franco Tagliapietra e Giorgio Mazzega. Fotografo di esperienza il primo, con alle spalle una decennale carriera a fotografare gli eventi della città: l’alluvione del 1966 –e le dive di Hollywood alla Mostra del Cinema. Lidollywood il suo celebre libro che racconta la storia di Venezia per immagini degli ultmi cinquant’anni. Giorgio Mazzega, noto per il suo coraggio e la sua tecnica di fororeporter. Protagonista per immagini di tutti i fatti più importanti di cronaca degli ultimi decenni. Fotografi per la Nuova Venezia, autori di importanti scoop fotografici in laguna, a Marghera, sul Mose. Un negozio «storico» di fotografo chiude i battenti e lascia il posto a un supermercato cinese. Saracinesche abbassate da giorni nella bottega di Interpress, in campo delle Beccarie. Centro non soltanto commerciale di una Venezia autentica. Beccarie. Centro non soltanto commerciale di una Venezia autentica. Luogo dove da decenni si pensano e si stampano le fotografie che hanno fatto la storia recente della città. Ma a un certo punto i tre fondatori dell’Agenzia fotografica non ce l’hanno più fatta. Troppo alte le spese, a cominciare dall’affitto, entrate sempre più ridotte. I residenti sono pochi, le pellicole non ci sono più e con esse sono (quasi) sparite le classiche stampe. Anche le macchine fotografiche di qualità – Nikon e Canon – restano patrimonio per pochi. Tutti si sentono grandi fotografi quando scattano un’immagine con il telefonino. Nella Venezia che si offre al turismo di massa, il negozio Interpress era ormai tutt’al più di qualche compratore di cartoline.Così al posto del fotografo aprirà presto un bar-supermercato gestito da cinesi, gli stessi proprietari del ristorante bar sul ponte.”

Eloquenti questi due articoli della Nuova Venezia che appartengono ormai alla storia di Venezia “balneare” che iniziò a fine ‘800 con la nascita dei Bagni pubblici del Lido (la prima spiaggia attrezzata del Veneto) e via via con la fondazione della Biennale Arte (1897) e della prima Mostra del Cinema (1932). Mettendo assieme questi due importanti eventi, passando attraverso periodi di guerra e grande confusione, la fotocronaca è riuscita a ritagliarsi una propria nicchia. A Venezia i fotografi più capaci aprono bottega, offrendosi ad un pubblico sempre più vasto. Fino agli anni ’80 si stampano foto e diapositive. Con l’arrivo del digitale e dello smartphone gli stessi vengono spiazzati, anche perchè ormai l’immagine non appartiene più come esclusività ai pochi cosiddetti professionisti, fra l’altro categoria inquinata da appassionati (ricchi) fotografi o giovani freelance (alla Biennale e alla Mostra del Cinema raggiungono il 70%), il fotografo con negozio è in via di estinzione. Si salvano chi lo pratica per servizi puntuali come matrimoni, eventi o in stretto “contratto” con i media.
I fotografi veneziani possono dirsi comunque molto privilegiati se hanno resistito fino ad oggi, perchè in altre capitali sono spariti da un bel po’. Non è sparita la foto o la videocronaca! E’ cambiato il mondo della comunicazione, il modo di comunicare e per conseguenza anche il tipo di offerta del servizio. Un processo inarrestabile che coinvolge generazioni che hanno alla base sistemi e obiettivi diversi.    

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