Unesco, Scarabel (M5S): “Bocciata la candidatura delle colline del Prosecco”. Picchi (Sottosegretario). “Oggi si è vinto con 12 Paesi a favore che chiedono il rinvio semplice al 2019”

“Ci risiamo: ancora una volta Zaia è tanto fumo e poco arrosto. E stavolta ci va di mezzo un territorio meraviglioso come quello delle colline del Prosecco”. A dirlo, commentando la ‘bocciatura’ dell’Unesco alla candidatura delle colline del Prosecco a patrimonio dell’umanità, è il Consigliere regionale veneto del Movimento 5 Stelle Simone Scarabel.
“La Regione – continua – ha speso, nel corso degli anni, un milione di euro per formalizzare questa candidatura. Ma hanno applicato la stessa logica che Zaia applica alla scelta dei suoi collaboratori, cercando degli yes-men che danno sempre ragione al capo. Alla fine è risultato che il dossier non era sufficiente e tutti abbiamo visto come è andata a finire. Questo dovrebbe far capire ai veneti e ai trevigiani in primis che questo modo di fare politica ci fa perdere dei treni che il Veneto non può permettersi di mancare, nemmeno per un solo anno. Se vogliamo davvero portare le colline del Prosecco a diventare patrimonio dell’umanità bisogna iniziare dalle tematiche ambientali, senza fingere che ‘va tutto ben’ ”.
“A chi esulta per questa sconfitta – conclude Scarabel – voglio ricordare che non c’è affatto da far festa per una bocciatura di un territorio meraviglioso, uno dei tanti che compongono questo nostro inimitabile Veneto. Ne va del futuro dei veneti, non si scherza su questi temi. Zaia passerà, il Veneto resta”.

In realtà, a parte le speculazioni politiche, la definitiva approvazione viene rinviata al 2019 per ulteriori integrazioni come è di solito richiesto per le candidature che non trovano il consenso di tutti i membri del Comitato Unesco. La diplomazia italiana ha il compito di portare a casa sempre un risultato positivo perchè è solo lei che può “condurre per mano” i soggetti locali che chiedono di essere “iscritti” nel registro del patrimonio mondiale. La riunione del World Heritage Committee (Whc) a Manama (Bahrain) su 21 votanti, 12 si sono pronunciati a favore 9 contro. La maggioranza richiesta per l’iscrizione immediata nella Lista Mondiale Unesco era di 14 su 21.
Un altro importante aspetto “tecnico” è il “rinvio semplice” e non una totale esclusione come avevamo letto nelle cronache dei mesi scorsi. Nella decisione finale di Manama il Comitato dell’Unesco ha riconosciuto “le alte potenzialità del sito candidato, che ha elementi di unicità che devono essere meglio precisate. E invita l’Italia a presentare il prossimo anno il dossier con le correzioni richieste per l’iscrizione”.
Dunque con un piede già dentro, il Veneto si giocherà la partita proprio sotto elezioni europee. L’analisi del voto, ci viene spiegata da Venezia, riguarda il risultato che è stato ottenuto su proposta della Tunisia e nonostante l’opposizione di Spagna e Norvegia, dopo due ore di dibattito, come mai si era visto prima in questa sede, e di pressing della commissione italiana interministeriale, guidata dal sottosegretario agli Affari Esteri Guglielmo Picchi (Lega) e dall’ambasciatore Vincenza Lomonaco, rappresentante permanente dell’Italia presso l’Unesco.
“Abbiamo un anno di lavoro per sciogliere ogni dubbio”, ha dichiarato Picchi. “Oggi si è vinto – ha proseguito – con 12 Paesi a favore per la candidatura paesaggistica delle colline venete, al voto popolare, ma per solo due mancate astensioni si è arrivati al rinvio semplice”.
Sulla stessa linea un altro componente della delegazione italiana, Pier Luigi Petrillo, per il quale “abbiamo ottenuto una quasi promozione”.
Per il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, l’esito del voto sul riconoscimento Unesco della qualità paesaggistica e ambientale dell’area del Prosecco Docg “è la dimostrazione palese che il dossier sulle Colline del Prosecco Conegliano-Valdobbiadene Patrimonio dell’Umanità è stato redatto correttamente. Faremo tutte le integrazioni che l’Unesco richiede – ha aggiunto – e ci rivedremo tra un anno a Baku, alla prossima sessione del Whc”.
La Coldiretti si è detta fiduciosa che il rinvio all’anno prossimo permetterà di annullare tutte le criticità che sono state al centro di questa diatriba: “ci sono tutte le condizioni per ripresentare la candidatura” per il riconoscimento, da parte dell’Unesco, della qualità paesaggistica e ambientale dell’area del Prosecco Docg. Dalla politica si ritorna di nuovo nel campo dei tecnici che si spera siano in grado di colmare le lacune.

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