Scandalo sanità in Basilicata: trenta arrestati Marcello Pittella, Vincenzo Montagna, Pietro Quinto, Maria Benedetto…scambio tra poteri apicali

Operazione della Guardia di Finanza su nomine e concorsi nel sistema sanitario lucano: ordinanze nei confronti di una trentina di persone. Il presidente della Regione ai domiciliari per falso e abuso d’ufficio. Il gip: “Deus ex machina della distorsione istituzionale” (di L.  AMATO Repubblica.it)

È un vero e proprio terremoto quello che si è abbattuto sulla Regione Basilicata. C’è anche il governatore Marcello Pittella (Pd), infatti, tra i destinatari dell’ordinanza di misure cautelare eseguita questa mattina dagli agenti della Guardia di finanza di Matera. L’inchiesta riguarda nomine e concorsi nella sanità lucana. Per Pittella il gip della città dei Sassi ha disposto gli arresti domiciliari. In carcere, invece, è finito il commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Matera, Pietro Quinto, che attraverso il suo legale, Vincenzo Montagna, ha già annunciato le dimissioni dall’incarico. In carcere anche il direttore amministrativo dell’Asm Maria Benedetto.
Ai domiciliari il commissario straordinario dell’Azienda sanitaria di Potenza, Giovanni Chiarelli, il direttore amministrativo dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza, Maddalena Berardi, e un dirigente del Centro oncologico regionale della Basilicata di Rionero, Gianvito Amendola. Nella stessa inchiesta ai domiciliari anche il direttore generale della Asl di Bari, Vito Montanaro. In tutto le misure cautelari eseguite sono una trentina. Pittella è sospeso dall’incarico di governatore, i poteri passano alla vicepresidente Flavia Franconi, che è anche assessore alla sanità.
IL PROCURATORE: “SCAMBIO RECIPROCO TRA POTERI APICALI”
Il sistema sanitario lucano è stato piegato a “interessi privatistici e logiche clientelari”. È quanto ha sostenuto il procuratore capo di Matera, Pietro Argentino, commentando l’inchiesta della Guardia di finanza. Argentino ha parlato di concorsi pilotati col “taroccamento” dei punteggi e la distruzione dei verbali con i voti reali ottenuti dai “raccomandati”. Il gip Rosa Nettis, che ha accolto la richiesta di misure cautelari avanzata dal pm Salvatore Colella, parla di “un sistema di corruzione e di asservimento della funzione pubblica a interessi di parte di singoli malversatori, su sollecitazione di una moltitudine di questuanti espressione (…) di pubblici poteri apicali che si interfacciavano tra loro, in uno scambio reciproco di richieste illegittime e promesse o dazioni indebite”.
IL GIP: “PITTELLA SUGGERIVA DI ACCONTENTARE TUTTI”

Il giudice evidenzia un motivo di fondo dietro tutte le condotte contestate: “la politica nella sua sempre più fraintesa accezione negativa e distorta, non più a servizio della realizzazione del bene collettivo ma a soddisfacimento dei propri bisogni di locupletazione e di sciacallaggio di potere e condizionamento sociale”. Pittella è accusato di abuso d’ufficio e concorso in falso e sarebbe stato il “deus ex machina di questa distorsione istituzionale nella sanità lucana”, in cui le assunzioni sarebbero servite ad alimentare “il consenso elettorale” e come merce di scambio per “politici di pari schieramento che governano regioni limitrofe, come è il caso della Puglia e della Campania”. Inoltre, nell’ordinanza di custodia cautelare, il gip scrive anche che, relativamente a un concorso del 2015 “il cui esito ha vacillato fino alla fine”, tutto è stato poi “sopito con la mediazione del governatore Pittella, che avrebbe suggerito… di accontentare tutti”.
In questo senso andrebbe inteso il ruolo del direttore generale dell’Asl di Bari Vito Montanaro, finito a sua volta agli arresti domiciliari, che si sarebbe attivato per favorire un paio dei concorrenti ad alcune delle selezioni finite sotto indagine, 4 in tutto: in particolare l’attuale responsabile dell’anticorruzione della stessa Asl di Bari, Luigi Fruscio. Dalla Campania, invece, arriva la vincitrice del concorso per un posto da dirigente amministrativo al Centro oncologico regionale di Basilicata, Lucia Esposito (non indagata), prima di non eletti in Senato del Pd nel 2013, ma entrata lo stesso a Palazzo Madama a settembre dell’anno scorso per l’ultimo scampolo della scorsa legislatura.
SPUNTA ANCHE IL VESCOVO DI MATERA (NON INDAGATO)
Tra gli altri sponsor, che non risultano indagati, gli inquirenti hanno individuato l’ex viceministro degli interni Filippo Bubbico (Leu). Mentre il vescovo di Matera Antonio Caiazzo, il deputato nonché ex sottosegretario lucano alla Salute Vito De Filippo (Pd), il deputato barese Gaetano Piepoli (Cd), e il questore di Matera, Paolo Sirna (tutti non indagati) avrebbero sollecitato il commissario straordinario dell’Azienda sanitaria della città dei Sassi, Pietro Quinto, a intercedere su altre vicende, come l’assunzione del figlio di Piepoli alla Fondazione Matera 2019 (mai avvenuta perché secondo il gip gli indagati avrebbero saputo dell’inchiesta).
Quinto, per cui è stata disposta la custodia cautelare in carcere, è accusato anche di corruzione per aver affidato una serie di incarichi legali al professore di diritto amministrativo dell’Università di Bari, Agostino Meale, in cambio della sua disponibilità come relatore della tesi di laurea del figlio e dell’impegno per assicurargli un dottorato di ricerca.
Montanaro e Fruscio sono coinvolti nell’indagine a causa di un presunto abuso d’ufficio, che si sarebbe consumato proprio per l’assunzione a tempo indeterminato del responsabile dell’Anticorruzione, inserito in una graduatoria, che sarebbe stata fatta scorrere in maniera poco trasparente. Montanaro attualmente è commissario dell’Asl di Bari, in attesa di essere riconfermato direttore generale nell’ambito delle nuove nomine che la Regione dovrà effettuare per tutte le aziende sanitarie pugliesi. La riconferma di Montanaro per Bari era data come quasi certa.
Ai domiciliari è finito anche Agostino Meale, professore ordinario di diritto amministrativo dell’Università di Bari con l’accusa di corruzione in concorso con il dg della Azienda sanitaria di Matera, Pietro Quinto, per aver ottenuto incarichi di consulenza e assistenza legale in cambio della disponibilità ad agevolare la carriera universitaria e professionale del figlio di Quinto, studente a Bari.
In particolare, Meale avrebbe accettato di fare da relatore della tesi di laurea del figlio di Quinto, studente a Bari, lo avrebbe poi indirizzato per la pratica forense presso un avvocato amico e, infine, avrebbe dato la sua disponibilità a supportarlo nel dottorato di ricerca presso la propria cattedra.
Dal dg Quinto avrebbe in cambio ottenuto, fra giugno 2017 e gennaio 2018, incarichi per complessivi 57 mila euro circa in qualità di legale di volta in volta della ASM, della ASP e della Asl di Bari, in sette diversi procedimenti dinanzi ai Tribunali amministrativi di Matera, Potenza e Bari.

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