Marchionne prima dell’operazione diceva: “Starò via poco”, poi le speranze sono svanite. La lettera di John Elkann ai dipendenti di FCA

L’ex amministratore delegato di Fca, Sergio Marchionne, è ricoverato in terapia intensiva. Lo riferisce l’agenzia Ansa. Secondo quanto si apprende, le sue condizioni sono “irreversibili”. La notizia non viene confermata dall’azienda. Oggi si è anche appreso da fonti del Quirinale che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha avuto ieri contatti con i vertici di Fca per informarsi delle condizioni di Marchionne. In serata arriva anche il commento del presidente del Consiglio Giuseppe Conte: “Apprendo con profondo dispiacere le ultime notizie riguardanti le condizioni di Sergio Marchionne. In questo momento il mio commosso pensiero va ai suoi familiari”.
IL RICOVERO
Marchionne è ricoverato da oltre tre settimane all’Universitatsspital, l’ospedale universitario che sorge su una delle colline che si affacciano sul lago di Zurigo. Qui ha subito un intervento alla spalla destra per cui era previsto un breve periodo di convalescenza. Le sue condizioni si sono improvvisamente aggravate nei giorni scorsi, tanto da accelerare il processo di transizione nel gruppo automobilistico. Si parla di terapia intensiva e di condizioni irreversibili. Di ufficiale non c’è nulla, la famiglia non parla, l’azienda non conferma e neanche dall’ospedale arrivano bollettini medici. L’accesso ai media è off-limits, difficile superare il cordone, discreto ma fermo, della security.

“La lettera più difficile che abbia mai scritto: non tornerà più”. E’ un messaggio addolorato quello che John Elkann affida ai dipendenti per celebrare il ricordo di Sergio Marchionne poche ore prima che dall’ospedale di Zurigo dove l’ex ad è ricoverato filtri la notizia che le sue condizioni sono “irreversibili”.

Ecco il testo della lettera che John Elkann ha scritto ai dipendenti di Fca dopo la nomina di Mike Manley come nuovo ad della società.

Care colleghe, cari colleghi,
questa è senza dubbio la lettera più difficile che abbia mai scritto. È con profonda tristezza che vi devo dire che le condizioni del nostro Amministratore Delegato, Sergio Marchionne, che di recente si è sottoposto a un intervento chirurgico, sono purtroppo peggiorate nelle ultime ore e non gli permetteranno di rientrare in FCA. Negli ultimi 14 anni, prima in Fiat, poi in Chrysler e infine in FCA, Sergio è stato il miglior amministratore delegato che si potesse desiderare e, per me, un vero e proprio mentore, un collega e un caro amico. Ci siamo conosciuti in uno dei momenti più bui nella storia della Fiat ed è stato grazie al suo intelletto, alla sua perseveranza e alla sua leadership se siamo riusciti a salvare l’azienda.
Sergio ha anche realizzato un incredibile turnaround in Chrysler e, grazie al suo coraggio nel lavorare all’integrazione culturale tra le due aziende, ha posto le basi per un futuro migliore e più sicuro per noi tutti. Saremo eternamente grati a Sergio per i risultati che è riuscito a raggiungere e per aver reso possibile ciò che pareva impossibile. Ma come lui stesso ha detto più volte: “Il vero valore di un leader non si misura da quello che ha ottenuto durante la carriera ma da quello che ha dato. Non si misura dai risultati che raggiunge, ma da ciò che è in grado di lasciare dopo di sé”.
Fin dal nostro primo incontro, quando parlammo della possibilità che prendesse le redini della Fiat, ciò che mi ha veramente colpito di lui, al di là delle capacità manageriali e di una intelligenza fuori dal comune, sono state le sue qualità umane. Qualità che gli ho visto negli occhi, nel modo di fare, nella capacità di capire le persone. Ci ha insegnato ad avere coraggio, a sfidare lo status quo, a rompere gli schemi e ad andare oltre a quello che già conosciamo.
Ci ha sempre spinti ad imparare, a crescere e a puntare in alto – spesso andando oltre i nostri stessi limiti – ed è sempre stato il primo a mettersi in gioco. L’eredità che ci lascia parla di ciò che è stato davvero importante per lui: la ricerca dell’eccellenza, l’idea che esiste sempre la possibilità di migliorare. I suoi insegnamenti, l’esortazione a non accettare mai nulla passivamente, a non essere soddisfatto della mera sufficienza sono ormai parte integrante della nostra cultura in FCA: una cultura che ci spinge ad alzare sempre l’asticella e a non accontentarci mai della mediocrità.
La definizione che Sergio ci ha dato della parola leader è valida oggi più che mai. Quello che conta davvero è il tipo di cultura che un leader lascia a chi viene dopo di lui. Il miglior modo per giudicarlo è attraverso ciò che l’organizzazione fa dopo di lui. Questo è solo uno dei tanti esempi di quanto Sergio fosse un leader vero e molto raro. Già anni fa, abbiamo iniziato a lavorare ad un piano di successione che avrebbe garantito continuità e preservato quella cultura unica che vive in FCA.
Potendo contare su un piano già definito, stiamo ora anticipando il processo e oggi il Consiglio di Amministrazione ha nominato Mike Manley nuovo Amministratore Delegato di FCA. Mike è stato uno dei principali protagonisti del successo di FCA e ha già al suo attivo una lunga lista di successi e obiettivi raggiunti. Sotto la sua guida, il marchio Jeep ha vissuto un periodo di profonda trasformazione che ha portato a una crescita senza precedenti, da poche centinaia di migliaia di unità all’anno a diversi anni di vendite record, gli ultimi quattro dei quali superando il milione di veicoli venduti. Jeep è così diventato non solo uno dei marchi con il più alto tasso di crescita al mondo ma anche il più redditizio del Gruppo. Negli anni, Mike ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità e ha maturato una vasta esperienza gestionale in tutte le nostre regioni, raggiungendo risultati importanti in ognuna delle posizioni ricoperte e dimostrando sempre una grande determinazione nel conseguimento dei suoi obiettivi.
Sono certo che tutti voi fornirete il massimo supporto a Mike, lavorando con lui e con il team di leadership al raggiungimento degli obiettivi del piano industriale 2018-2022 con lo stesso impegno e la stessa integrità che ci hanno guidato fino ad ora.

Sergio Marchionne, il manager che ha rivoluzionato la Fiat assumendone la guida il 1 giugno 2004, pochi giorni dopo la morte di Umberto Agnelli, è nato a Chieti il 17 giugno 1952. Ha doppia nazionalità, italiana e canadese. In Canada, Paese in cui si trasferì con la famiglia quando aveva 14 anni, Marchionne si è laureato in filosofia e in legge all’Università di Toronto e in economia e commercio all’Università di Windsor, dove ha anche conseguito il Master in Business Administration. In Canada ha svolto la prima parte delle proprie esperienze professionali. Dal 1983 al 1985 ha lavorato alla Deloitte Touche e, dal 1985 al 1988, presso il Lawson Mardon Group di Toronto. al 1989 al 1990 ha ricoperto la carica di Executive Vice President della Glenex Industries. Dal 1990 al 1992 è stato Chief Financial Officer alla Acklands. Sempre a Toronto, nel periodo tra il 1992 e il 1994, ha ricoperto la carica di Vice President per lo sviluppo legale e aziendale e di Chief Financial Officer al Lawson Mardon Group. Nel 1994 il ritorno in Europa dove inizia a ricoprire incarichi di crescente responsabilità all’interno di Algroup, con sede a Zurigo, fino a diventarne amministratore delegato. In seguito ha guidato il Lonza Group in veste di amministratore delegato prima (2000-2001) e di presidente poi (2002). Nel febbraio del 2002 è stato nominato amministratore delegato del Gruppo Sgs di Ginevra. Nel marzo del 2006 è stato eletto presidente della società, incarico che mantiene tuttora. Dal 2008 fino ad aprile 2010 ha ricoperto la carica di vicepresidente non esecutivo e senior independent director della banca svizzera Ubs. Dal maggio del 2003 è stato consigliere di amministrazione di Fiat, diventandone amministratore delegato il primo giugno 2004.
A giugno 2009, inoltre, è diventato amministratore delegato di Chrysler Group (che nel dicembre 2014 ha cambiato la denominazione in Fca US), carica a cui nel settembre del 2011 ha aggiunto quella di presidente. Dal 13 ottobre 2014 è amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles e presidente di Ferrari. A maggio 2010 è entrato a far parte del cda (e nel maggio 2015 è stato nominato vice presidente non esecutivo) di Exor. Ricopre, inoltre, dal settembre 2013, la carica di Presidente di Cnh Industrial. È membro, infine, del consiglio di amministrazione di Philip Morris International, del Peterson Institute for International Economics, dell`International Council di J.P. Morgan e presidente del Consiglio per le Relazioni tra Italia e Stati Uniti.

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