Biennale Teatro: Clément Layes, Simone Aughterlony, Giuseppe Stellato, tre modi diversi di fare performance

Si intrecciano percorsi artistici diversi alla Biennale Teatro sempre nel segno della performance. Giovedì 26 luglio è di scena Clément Layes con la sua straordinaria coreografia degli oggetti sospesa tra meditazione metafisica e teatro dell’assurdo che caratterizza Allege, primo tassello della monografia a lui dedicata in replica alle Tese dei Soppalchi (ore 19.00). Un mondo che Layes stesso racconterà al pubblico del Giardino della Marceglia insieme al critico di teatro Claudia Cannella (ore 17.00) nell’incontro a lui dedicato.
Sempre giovedì replica Oblò di Giuseppe Stellato nel foyer del Teatro alle Tese (ore 20.45), mentre si conclude la personale dedicata all’artista neozelandese Simone Aughterlony con Uni*Form che debutta al Teatro alle Tese (ore 21.00).
Allege di Claude Layes lavora sul linguaggio del corpo, forte degli studi in giocoleria che fanno parte del suo bagaglio artistico: partendo da un bicchiere tenuto in equilibrio sulla testa del suo attore-performer Layes costruisce una rete di azioni e reazioni all’insegna del nonsense in cui il suo ingenuo e stupito personaggio, attonita presenza che sembra presa di peso dalle comiche del cinema muto, rimane inestricabilmente impigliato, salvo fuggire seminando il caos dietro di sé.
Oblò, invece, lavora sul mondo delle immagini e sul cortocircuito tra finzione e realtà mettendo di fronte la “vita” di una lavatrice, oggetto familiare e rassicurante, e la “morte” del performer. Il performer, come davanti a uno schermo, fissa l’oblò della lavatrice, metafora dell’estraniamento provocato dai display di smartphone e computer, protagonisti della nostra quotidianità. Giuseppe Stellato, così, pone al centro dell’attenzione la nostra sensibilità rispetto alle immagini di cui godiamo quotidianamente e analizza la cosiddetta “viralità” che ci rende in parte indifferenti a queste ultime.
“Forse la tecnologia di oggi, oltre a facilitare le comunicazioni, ci fa da filtro con la realtà che abbiamo intorno, lavandoci un po’ la coscienza. Come fa la lavatrice con i nostri panni sporchi. Come succede a noi davanti all’immagine di una morte, magari di un bambino” (G. Stellato).
Con Jen Rosenblit (da New York, Bessie Award per la danza) l’artista radicale Simone Aughterlony firma l’ultima parte del trittico a lei dedicato, Uni*Form, sul tema dell’esercizio del potere e la società. In scena sei bambini intenti ai loro giochi, preambolo allo spettacolo, cedono il passo ad altrettanti adulti in uniforme da poliziotti che eserciteranno in maniera irriverente il potere simboleggiato dalla loro divisa. Circondati dal pubblico, i performer cercano di espletare quelle funzioni imposte dal loro travestimento con risultati spesso grotteschi. “Il potere è una forza ma hanno dimenticato come organizzarla”, dichiarano le autrici. Che spiegano: “Gruppo che detiene ed esercita un potere discrezionale su tutta la società, il corpo di polizia è simultaneamente parte del tessuto sociale e ai margini dello stesso, una rete imposta che soffoca il dissenso o qualsiasi cosa si esprima in antitesi alla struttura sociale normativa. Nello spettacolo i performer travestiti da poliziotti interagiscono in un ambiente delimitato che confonde i confini stabiliti e rimette in gioco l’imprevedibile abuso di distanza e contatto associato al controllo poliziesco. Al centro dello spettacolo c’è un gioco tra il dominio del desiderio, l’ubiquità del potere e un profondo interesse per le interazioni umane (e non umane), con i performer che creano modi per riuscire a evocare un senso di solidarietà e percorrono l’inevitabilità dell’essere intimamente legati”.
Al termine dello spettacolo una navetta messa a disposizione gratuitamente per gli spettatori partirà dalle Gaggiandre per S. Elena, S. Zaccaria, Zattere, Tronchetto, P.le Roma.

IL PROGRAMMA DI GIOVEDÍ 26 LUGLIO
ore 17.00 Giardino della Marceglia (Arsenale) incontro con CLÉMENT LAYES condotto da Claudia Cannella
ore 19.00 Tese dei Soppalchi (Arsenale) ALLEGE (2010, 40’) di Clément Layes
ore 20.15 Foyer Tese (Arsenale) OBLÓ (2018, 30’) di Giuseppe Stellato
ore 21.00 Teatro alle Tese (Arsenale) UNI*FORM (2015, 75’) di Simone Aughterlony
Informazioni e punti vendita La Biennale di Venezia – Ca’ Giustinian (mar.>sab., 10.00>17.00) o http://www.labiennale.org
Venezia Unica (P. le Roma, Lido S.M.E., Ferrovia, P.zza San Marco, Tronchetto, Rialto, Accademia, Tessera, Mestre, Dolo, Sottomarina)

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