Test d’ingresso a Medicina: un danno alle famiglie e un attacco alla scuola: La ministra Grillo, il vice premier Salvini e il governatore Zaia contrari

“È una battaglia che conduco da anni e mi auguro che quello che ho sempre sostenuto sia riconosciuto, modificando finalmente una norma che danneggia gli studenti e il nostro sistema sanitario”.
Il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, saluta con soddisfazione l’affermazione della ministra della salute, Giulia Grillo, sulla necessità di dire basta ai test d’ingresso per la facoltà di medicina all’università, condivisa anche dal vicepremier Matteo Salvini.
“Spero che alle parole seguano velocemente i fatti – prosegue Zaia – e che si metta fine a un metodo che sta depauperando una professionalità importante e la qualità della formazione: io resto fermamente convinto che la selezione si faccia a scuola, si faccia sul campo e non con i test. Non si individuano e valorizzano i ragazzi che hanno le doti e la propensione per diventare bravi chirurghi attraverso rigidi questionari, e questo vale anche per molte altre discipline. Fermo restando che siamo senza medici e che avanti di questo passo saremo colonizzati anche sul fronte della medicina”.
“A tutti deve essere garantita la possibilità di far emergere le proprie attitudini e capacità – conclude Zaia – e la stessa università deve essere per tutti. Facciamo presto, quindi, cambiamola questa legge evidentemente sbagliata”.

Pubblichiamo questa lettera di F.U. I nomi di persona sono di fantasia

Questa comunicazione del governatore Luca Zaia fa il punto della situazione. Non è propaganda politica. Diversi genitori stanno vivendo un mezzo trauma per l’esclusione del proprio figlio dall’ingresso a Medicina. Condivido il disagio.  Il test di Medicina è straordinariamente antidemocratico. Si legge dalla stampa recente che siamo già sprovvisti di medici e che ne arriveranno dall’estero. Non capisco come si possa sapere da un test di settembre, dopo un mese e mezzo dalla fine degli esami di stato, se un giovane liceale sia “out”. Non lo capisco proprio.
La flotta dei candidati del Sud straripa. Le percentuali sono identificativa da che parte sta la bilancia.
Oltre ad avere un tasso di natalità al Nord che si sta abbassando, perdiamo colpi nella formazione sanitaria. E’ colpa dei licei!
Il test non si adatta alla riforma che ha sconquassato la scuola superiore italiana, la cosiddetta Buona Scuola del governo del “giglio magico”, con le famigerate duecento ore tra lezioni, uscite e prove tecniche. Una barzelletta. Almeno per quello che ho potuto constatare in questi tre anni (alti e bassi, progetti abortiti, esperti senza logica e fuori dal mondo, un dirigente poco attento, occupato per le sue passioni ed interessi privati, le “sue amicizie mirate” (il don Ciccio, il giornalista del petrolio, la figlia orfana, il magistrato in pensione che si trasforma in scrittore ambulante).
Subiamo l’imposizione e la demagogia dalla politica, un po’ perchè siamo arretrati rispetto ad altri paesi Erasmus (ci dicono che il liceo si può fare in quattro anni!), un po’ perchè chi va al governo fa finta di accontentare “tutti” con bonus e aiuti a pioggia. Il misero budget per l’Alternanza scuola lavoro ripartito in tre anni dovrebbe essere uguale per il liceo del Centro storico di Milano o Venezia e chi invece si trova a cento chilometri da un capoluogo di provincia (sprovvisto di metropolitana)? Chi paga la mobilità e i tempi sono tutti uguali? La bell’idea di occuparci del nostro territorio, ora che le province si sono dissanguate e non dispongono di capitali per nuove strutture, con improvvisati professionisti che si dileggiano “storici”, “curatori di mostre d’alto livello”, “comunicatori”, “paesaggisti”, “promotori patentati del terzo settore”, impiegati scansafatiche, si scontra poi con l’irreale impreparazione dei futuri maturi nel campo delle istituzioni pubbliche, della cronaca politica, delle scienze,.. cioè di una visione generale e laica che manca.
Nessuno mai insegna al Liceo scientifico, classico, musicale,… di scienze applicate come e cosa siano le istituzioni europee (quale differenza tra Consiglio d’Europa e Consiglio europeo? Forse non lo sa nemmeno la professoressa Matilde o il preside Fico), anche se nell’arco dei cinque anni ci si può imbattere in elezioni politiche, amministrative e referendarie. Vuoto totale. Si vota per “simpatia” o “antipatia”.
Poi ci sono le “problematiche politiche”, le crisi internazionali, le scoperte scientifiche che naturalmente seguendo l’indole di qualche docente ci si spinge oltre, violando persino la sensibilità e la “doppia vittimizzazione” di ciascuno. L’anno scolastico ha una miriade di anniversari, giornate mondiali, decretati da Miur, Usr. Prevale su tutti, in certe scuole, “la giornata dedicata alle vittime delle mafie”. Bene, mandiamo i nostri figli allo sbaraglio (vedi test d’entrata) mentre quelli dei licei che sono dirimpettai delle Università ci sanno fare. Come mai a macchia di leopardo ci devono essere “presidi”, “cellule”, “filiali” di agenzie e sigle politiche? Il caso Regeni che in un Liceo del trevigiano ha tenuto banco per quasi tre anni, ma mai trovato l’unanimità per dedicargli la saletta della biblioteca. Si sono alzati gli scudi di chi proponeva altre vittime dei famigerati crimini ideologici e di Stato (Valeria Solesin, Russo, …Trevisan, Gottardi). Sarebbero “43 le vittime di attentati e rapimenti” ha dichiarato il presidente del Consiglio Regionale alla solenne cerimonia in onore della scomparsa della veneziana Valeria.
A questo punto mi fermo qui.

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