Treviso e la Merde d’Artiste di Piero Manzoni. “RE.USE. Scarti, oggetti, ecologia nell’arte contemporanea”, di Valerio Dehò

Nel 2016, in pieno governo Gentiloni, in un asta d’arte per un valore di 275 mila euro viene battuta la scatoletta firmata da Piero Manzoni che dovrebbe contenere trenta grammi della sua merda. Ce ne dovrebbero essere novanta in giro per il mondo, tuttavia non sarebbe difficile riprodurle uguali e identiche. Nessuno può essere certo che si tratti della materia prima dell’artista milanese, molto più famoso in Danimarca che nel suo Paese. La critica lo ha catalogato come “il simbolo del Nouveau réalisme italiano”, una genialità che nessun altro ci aveva pensato prima. Ora la scatoletta con l’etichetta giallo-ocra è esposta a Treviso fino al 10 febbraio 2019 nell’ambito della “RE.USE. Scarti, oggetti, ecologia nell’arte contemporanea” a cura di Valerio Dehò.
L’esposizione, composta da 87 opere di 58 artisti internazionali, è disseminata in tre diversi spazi espositivi della città di Longhin e Bailo, di cui due sedi museali (il museo di Santa Caterina e il museo Casa Robegan) e uno privato, il piano nobile di Ca’ dei Ricchi. RE.USE è un progetto ideato dall’associazione Treviso Ricerca Arte, realizzato in co-organizzazione con il Comune di Treviso e con la collaborazione dei musei civici della città. Numerosi anche i partner istituzionali del progetto quali Camera di commercio, Confcommercio, Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, Coldiretti, Consorzio di promozione turistica Marca Treviso, Assindustria Venetocentro e Contarina spa. La mostra ha inoltre il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e della Regione Veneto. L’esposizione traccia un viaggio nella storia dell’arte e nella cultura artistica, dal Novecento fino ai nostri giorni, per guardare nel dettaglio come il tema del riuso sia stato affrontato nelle varie decadi e dai vari artisti e come questo grande tema continui a produrre opere ancora oggi stimolanti per la creatività delle attuali generazioni, ricoprendo un ruolo attivo e propositivo per comunicare al pubblico valori condivisi e socialmente rilevanti. A titolo esemplificativo sono esposte opere di artisti come Marcel Duchamp, Piero Manzoni, Michelangelo Pistoletto, Alberto Burri, Mimmo Rotella, Tony Cragg, Christo e Damien Hirst “nel documentare in un arco cronologico che va dai primi decenni del Novecento fino ai giorni nostri, il rapporto continuo che l’arte ha avuto con gli oggetti d’uso comune e con gli scarti. La mostra sarà, quindi, un vero e proprio viaggio per ammirare la nascita, l’evoluzione e lo stato attuale del concetto di riutilizzo con finalità etica ed estetica nel mondo dell’arte moderna e contemporanea.“

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