Berlato da uomo incatenato a uomo libero con Fratelli d’Italia. Trent’anni di politica

Berlato (FDI): “L’arroganza leghista: non mi faccio intimidire da chi ha costruito la propria fortuna politica su slogan e su promesse raramente mantenute”.     “Ho già visto questo film diverse altre volte durante la mia esperienza ed il mio impegno in politica”. Sono le parole che Sergio Berlato, Presidente del gruppo  di Fratelli d’Italia nell’Assemblea legislativa veneta, affida a una nota che così prosegue: “Sono arrivato per la prima volta in Consiglio regionale del Veneto nel lontano 1990, periodo in cui la Democrazia Cristiana e i socialisti gestivano il potere in modo assoluto. Quando i vecchi democristiani ti guardavano di traverso incutevano ai più un timore reverenziale ragguardevole. Da giovane inesperto di politica, ma da uomo libero, non mi sono mai fatto intimidire da quei potenti ed ho avuto sempre il coraggio di denunciare le loro malefatte, fino a quando le stesse non li hanno portati alla rovina”.
“Ho vissuto poi il periodo dello strapotere di Galan, Sartori & C. – continua Berlato – quando sembrava che tutto dovesse passare per le loro mani e che nulla si potesse muovere senza il loro benestare. Anche in quel periodo ho avuto il coraggio di denunciare il malaffare e di oppormi a quello strapotere che sembrava invincibile. Ho vissuto poi il periodo in cui Renzi ed il Pd sono arrivati a raccogliere più del 40% dei consensi alle europee del 2014. Anche allora ho sempre avuto il coraggio di dire quello che pensavo senza alcun timore reverenziale”.
“Sia i potenti democristiani che i loro compari socialisti – aggiunge Berlato – sia i potenti forzisti che i rampanti renziani rappresentano oggi, nell’immaginario collettivo, un lontano ricordo come se fossero vissuti in un’era geologica molto lontana. Adesso è il periodo dello strapotere leghista”.
“Sono nato uomo libero – afferma ancora il Consigliere – e anche oggi, come da quel lontano 1990, voglio continuare a vivere da uomo libero, anche esercitando il ruolo di esponente di un Partito politico all’interno delle istituzioni. Libero di dire quello che penso, libero di fare sempre le scelte che ritenevo più giuste, anche se raramente le stesse si sono rivelate le più convenienti, libero di denunciare le malefatte di esponenti politici anche e soprattutto se alcuni di essi facevano o fanno parte della mia stessa maggioranza. Gli stessi sorrisini beffardi e la stessa arroganza che vedo affiorare sui volti di alcuni leghisti di oggi  sono gli stessi che ho visto affiorare sui volti dei democristiani e socialisti del 1990, travolti poi da tangentopoli nel 1991/1992. Gli stessi identici sguardi, gli stessi atteggiamenti, la stessa arroganza che ho visto affiorare sui volti dei potenti di Forza Italia dal 2000 al 2014, travolti e spazzati via dagli scandali di cui il più eclatante è stato il Mose. Non mi sorprende di assistere oggi ad una puntata di un film che purtroppo ho già visto altre volte. Con la pazienza proverbiale del cacciatore e del pescatore, aspetterò che si spengano quei sorrisini beffardi e quell’arroganza che affiorano oggi sui volti di coloro che si credono i nuovi padroni, convinti, come i loro predecessori, di gestire il potere da qui all’eternità”.
“Forse un giorno si imparerà il senso del rispetto e la consapevolezza del fatto che chi tanto velocemente sale, altrettanto repentinamente e rovinosamente può cadere. Non mi sono fatto spaventare da chi effettivamente sapeva gestire il potere – conclude Berlato – figurarsi se mi faccio intimidire da chi ha costruito la propria fortuna politica sugli slogan e sulle promesse raramente mantenute”.

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