Hofesh Shechter, un grande coreografo, con la Shechter II alla memoria del marchese Giuseppe Roi

di Marica Rossi
Non c’è dubbio che lo spettacolo serale di danza  sabato primo dicembre al Teatro Comunale di Vicenza ha superato ogni aspettativa. E questo anche se davvero molte erano le attese per Hofesh Shecther coreografo israeliano londinese d’adozione che spopola col suo pedigree di danzatore, di compositore e artista delle luci oltre che quale autore di pièces tra le più applaudite del pianeta. Un talentuoso che piace unanimemente tanto per la tellurica energia della sua danza, per l’abilità di coniugare la potenza fisica con quella del pensiero rivelando un senso dell’umano d’una drammaturgica asprezza che attiene soprattutto alla teatralità. Un quarantenne-artista di conclamata fama, che ha già ottenuto riconoscimenti importanti e che è chiamato per la sua autorevolezza anche in qualità di regista nei teatri più prestigiosi del mondo. Il progetto con cui è ritornato a Vicenza dopo il suo strepitoso successo quattro anni fa è stato affidato a otto interpreti dai 18 ai 25 anni provenienti da ogni dove e accuratamente selezionati. Giovani aitanti e comunicativi che avendo avuto la possibilità di lavorare con lui per un biennio, hanno costituito la Shechter II approdando a “SHOW” definito da tutti: show di nome e di fatto. Leggeri e agili come piume, ma forti nel trasmettere l’acme di drammi e passioni, hanno mantenuto ritmi ineccepibili e assolute sincronie.
Sono clowns molto speciali che anche grazie ai costumi sono apparsi a volte più pierrot e fauni che saltimbanchi, aiutati anche dal fatto che l’ andamento era più da lavoro teatrale tradizionale che clownesco. C’è stata una introduzione , una parte centrale e una conclusione, tutte ben dirette e interpretate concedendo pure alla spiritualità il giusto spazio. Per questo anche gli applausi sono stati più convinti del consueto.
Del resto era giusto che fosse così. La serata era stata dedicata alla memoria del marchese Giuseppe Roi, intellettuale, mecenate, amico delle arti e sostenitore fin dagli inizi di Vicenza Danza. L’omaggio ha inteso ricordare il suo profilo umano e culturale, e il suo essere stato infaticabile sostenitore della rinascita artistica della Città, guidata da bellezza, armonia, orgoglio. Il suo ricordo a nove anni dalla scomparsa è vivissimo e sempre presente nell’animo e nei cuori degli organizzatori di questa stagione di Danza.

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