Scuola Grande di San Rocco: Tintoretto ritrova la luce

Il progetto di valorizzazione della Sala Capitolare della Scuola Grande di San Rocco a Venezia, attraverso una nuova illuminazione artificiale, pone come obiettivi primari il tema della conservazione delle opere e quello di una loro fruizione innovativa, capace di scaturire nuove potenzialità di visita a beneficio di una contemplazione di tutta la sala. Allo stesso tempo è prevista la restituzione dei particolari, dei dettagli più puntuali delle singole opere tramite la qualità di una luce più viva e ricca nella sua composizione spettrale. A tal fine il progetto pone due macro-ambiti principali da valorizzare: l’insieme delle grandi opere pittoriche del Tintoretto unito alle opere lignee e lapidee e, in secondo luogo, l’apparato architettonico e decorativo della sala. A tale fine il nuovo impianto è previsto in tre ubicazioni principali delle quali due pre-esistenti: l’interno delle storiche piantane di Mariano Fortuny e il pavimento adiacente alla balaustra dell’altare, mentre per l’illuminazione puntuale dei teleri verticali, delle bifore in pietra e delle allegorie lignee è scelta una posizione supplementare, lineare e longitudinale, al di sopra delle dorsali lignee.

L’integrazione con l’Architettura
Tutti gli elementi tecnici ex-novo dell’impianto di illuminazione sono stati pensati per garantire la minima invasività spaziale e pertanto finalizzati ad integrarsi nell’architettura e negli apparati decorativi della Sala. Le soluzioni illuminotecniche coniugano le caratteristiche fotometriche di fasci di luce consoni alle proporzioni dimensionali delle grandi opere pittoriche con le caratteristiche spettrali, qualitativamente appropriate per la restituzione cromatica e figurativa dei segni pittorici e dei colpi di luce del maestro veneto. Tale obiettivo è conseguito con flussi che lambiscono le opere dal basso verso l’alto per evitare fastidiosi effetti di riflessioni e conseguenti aloni opacizzanti. La scelta di un binario miniaturizzato elettrificato lungo i lati lunghi della sala ha permesso di ospitare e occultare i nuovi corpi illuminanti, a quota intermedia, appena sotto i teleri del Tintoretto che raccontano la vita di Cristo.

Le sorgenti luminose
Si tratta di apparecchi ingegnerizzati da iGuzzini per soddisfare i puntuali e rigorosi requisiti di progetto, attraverso un estruso di alluminio con ottiche ellittiche e relativi accessori per distribuire il flusso luminoso su tutta la superficie pittorica con effetto semi-radente. Diversamente, le opere a tema biblico, a soffitto, sono 13 di cui tre principali sulle quali è pensato un rafforzamento dell’illuminazione per garantire un incremento della percezione visiva attraverso proiettori posizionati nelle piantane storiche. Infatti, sono stati inseriti proiettori rettangolari e tondi della serie View, con ottiche Optilinear, per fornire rispettivamente un’illuminazione indiretta a soffitto con i primi, e un effetto puntuale d’accento con i secondi caratterizzati da ottiche di 16°, 28° e 46°.
Le allegorie lignee di Francesco Pianta esprimono 23 temi scultorei di raffinata fattura che hanno richiesto un’illuminazione puntuale e al contempo un delicato bilanciamento dei flussi luminosi con fuochi incrociati per esaltare la tridimensionalità e l’espressività delle figure rappresentate. Per ottenere questo effetto la vecchia illuminazione ad incandescenza è stata sostituita da luce d’accento che utilizza il piccolissimo proiettore Palco su binario Low Voltage. Quest’ultimo è retto da braccetti che lo distaccano di circa 45 cm dalle pareti su cui sono distribuiti i proiettori con fasci incrociati per valorizzare l’effetto plastico delle decorazione lignee.
In corrispondenza dell’altare, gli armadi posti a lato destro e sinistro sono illuminati con un sistema a pavimento di doppio flusso luminoso.  Da una parte gli apparecchi Palco con ottica a 42°, permettono una velatura diffusa sull’insieme della superficie verticale, dall’altra l’effetto d’accento su precise campiture è reso possibile da piccoli sagomatori della linea Palco Framer, sempre su binario Low voltage, per valorizzare i bassorilievi di Giovanni Marchiori.
Infine, l’illuminazione delle bifore, delle opere scultoree su piedistallo e degli archetipi architettonici dell’altare sono frutto di un attento confronto tra la forma, il rilievo plastico degli elementi e l’ampiezza di fascio luminoso unita alla direzionalità di quest’ultimo. Anche gli storici fanaloni perimetrali sono parte degli elementi caratterizzanti del contesto ambientale. In questo caso sono inserite lampade customizzate, di forma circolare, con schermo opalino e tecnologia RGBW in sostituzione delle lampadine precedenti a basso risparmio energetico. La luce bianca che possono emettere corrisponde ad una temperatura di colore molto calda, 2500 K, per rievocare lo storico effetto incandescente delle candele. L’effetto della luce colorata di questi apparecchi è prevista solo durante particolari eventi o cerimonie.
Nel resto della sala, per l’illuminazione delle opere d’arte, sono in uso due principali temperature di colore e una resa cromatica superiore a Ra 90. Infatti, per le opere pittoriche del maestro veneziano e per il soffitto dorato è impiegata la temperatura di colore corrispondente a 3000 K, raccomandata dalle prescrizioni ufficiali del Ministero per i Beni Culturali, mentre sulle parti lignee scure, in assenza di dorature e di tonalità chiare, la scelta è ricaduta sulla temperatura di 2700 K, per aumentare l’effetto plastico materico del legno.
La gestione ed il controllo delle scene luminose della sala è affidata ad un sistema digitale, su protocollo DALI, che permette un livello flessibile delle intensità luminose dei singoli punti luce e dei raggruppamenti tipologici per aree omogenee, al fine di conseguire nuove interpretazioni e nuove forme di lettura delle opere e degli apparati decorativi tramite accensioni differenziate, in linea con i parametri di conservazione per la tutela del patrimonio artistico.

Lo Studio Pasetti si occupa dal 1998 di lighting design applicato all’Architettura e al progetto espositivo. La valorizzazione dei beni culturali costituisce uno degli ambiti di intervento principali e ha permesso di affinare una conoscenza molto approfondita sulla qualità della luce.
Negli anni, l’esigenza di individuare soluzioni adatte alla specificità degli ambienti a cui la luce è destinata ha determinato una forte vocazione nell’ingegnerizzazione di prodotti per l’illuminazione. Questa attività simboleggia lo spirito complessivo del rapporto con il committente: una ricerca approfondita sulle scelte tecniche e formali che permettono di ottimizzare il valore funzionale ed emozionale in un dato contesto. Lo studio si fa carico di risolvere le tematiche di progettazione della luce all’interno di un ampio spettro di competenze che coinvolgono aspetti di percezione visiva e di comfort  fisiologico,  oltre alle specificità  di conservazione, di rispetto delle norme  e di implicazioni impiantistiche.
Informazioni:
Committente
Confraternita della Scuola Grande di San Rocco
Guardian Grando: Arch. Franco Posocco
Coordinatore progetto: Ing. Demetrio Sonaglioni
Progettazione illuminotecnica
STUDIO PASETTI lighting
Arch. Alberto Pasetti Bombardella
Con Arch. Chiara Brunello, Arch. Claudia Bettini
Sponsor e partner Tecnico
iGuzzini illuminazione
Credits
Montaggio: Bieffezeta Srl
Carpenteria metallica: Dumasca Srl
Restauro braceri Fortuny: Ruggero Corazza

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