Scarabellotto, il blogger castellano di Cent’anni fa. Cenone di Natale e poi tempesta di bombe su Castelfranco Veneto

DA DINO SCARABELLOTTO (Dattiloscritto senza data, ripreso da Luigi Urettini, in “Storia di Castelfranco”, Il Poligrafo, Padova,1992, p. 122).
 
“I cuochi delle mense francesi acquartierati qui per festeggiare il Santo Natale acquistarono tutti i tacchini e i polli che i contadini della zona avevano portato al mercato. Pagando profumatamente ogni cosa si portarono via tutta la verdura, compreso naturalmente il rinomato radicchio di Castelfranco, ed altri ortaggi e frutta che si trovavano nella piazza quella Vigilia di Natale del 1917. Quel Natale fu passato qui in fraterna unione fra la cittadinanza castellana e i soldati alleati e si manifestava vieppiù con le abbondanti libagioni e gli evviva di “Bon Noel”. I soldati uniti a borghesi castellani tutti cantavano la popolare canzonetta di guerra francese allora in voga “La Maddalen….capural de fantasie“.
Lo scenario sembra uscire più dalle pagine della cavalleria rusticana che da un blogger che da lì a poco capiterà una tragedia incombente. Fortunati dunque i contadini ma non certo quelli che perirono sotto le macerie nella notte di San Silvestro e nei giorni tra il 4 e il 5 gennaio 1918.
Luigi Urettini scrive che il bombardamento più terribile avvenne nella notte di San Silvestro del 1917 in cui furono lanciate ben ottocento bombe (ndr, sulla Castellana?) con morti e feriti. Di fronte a questo dato da bollettino militare non ci sono prove, perchè altri castellani dichiararono essere cadute circa 400 bombe, così anche la “mappa bombe” inviata alla Reale Commissione parlamentare del 17 giugno 1919. Memoria e Storia che si sovrappongono di fronte ai fatti delittuosi accaduti, sui quali militari, politici e preti non avrebbero reso giustizia e verità (ad esempio le violenze su donne e bambini). Castelfranco non ha avuto la fortuna di Guernica, un Picasso che l’abbia immortalata. Il marasma e la confusione hanno spianato la strada della dittatura e sopraffazione. Come possiamo leggere nell’interrogazione del socialista ferrarese Lollini nella tornata del 27 febbraio 1921: “Onorevoli colleghi, il gruppo parlamentar e socialista, al quale mi onoro di appartenere, ha presentato una mozione sulla politica interna, e mi ha dato l’incarico di chiederne al Governo ed alla Camera la immediata discussione. La mozione presentata è del seguente tenore: “La Camera, costatando che gli ultimi episodi di violenze organizzate in varie regioni d’Italia conducono inevitabilmente il paese alta guerra civile: rilevando che il Governo e le autorità locali assistono impassibili alle minacce (Interruzioni – Rumori), alle violenze, agli incendi da parte di bande armate, e pubblicamente organizzate a tale scopo, e le proteggono anche con l’impedire la difesa legittima delle persone, delle amministrazioni, e delle organizzazioni colpite, condanna la politica del Governo”. (…) “Ma lasciate, onorevoli colleghi, che affermi che quello, che sta avvenendo ora in Italia, ha un carattere tale che, se qui dentro, e dai banchi del Governo, e dai banchi dei deputati di qualsiasi colore, “si lasciasse anche solo intravveder e che non si ha la sensazione della enorme gravità dei fatti, ciò vorrebbe dire che quest’Assemblea manca nonché di anima politica, di anima umana. (Approvazioni all’estrema sinistra – Rumori da altre parti)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...