Tag

Elena del Montenegro, Regina d’Italia. Nacque a Cettigne (Cetinje), allora “modesta” capitale del Montenegro, poiché era poco più che un borgo di montagna, abitato per lo più da pastori.

I REALI SAVOIA AI GIARDINI
M. i Re Umberto e S. A. la Regina Margherita in visita alla prima Biennale

(Copyright Angelo Miatello) Il padiglione per l’allestimento fu progettato dal pittore Marius De Maria che ne realizzò a tempo di record in sole poche settimane prima dell’inaugurazione tutta “in stucco, gesso e marmorino che resistette tuttavia alle intemperie fino al 1914”, ci fa notare la responsabile dell’Archivio storico ASAC della Biennale, una miniera di libri, fotografie, film, materiali e documenti inediti, conservati negli spazi Vega di Marghera, in parte digitalizzati che richiedono una consultazione sul posto, a differenza di altri archivi di istituzioni internazionali meglio organizzate. Da noi, in Italia, sembra che la storia sia una prerogativa di qualche giornalista e docente universitario e non del mondo intero. La Biblioteca di Castelfranco, ad esempio, ha lo 0,02 di materiale digitalizzato ed ancora uno schedario manoscritto non del tutto ordinato dal punto di vista di contenuti e soggetti. Ci ha sorpreso l’impossibilità di sfogliare le schedine compilate a mano o con la macchina dattilografica, bloccate nel contenitore “da una speciale chiave”. Fu un incontro discretamente combinato da Francesco Crispi, in accordo con il padre Umberto.
Discordanti sono le notizie relative alla la visita dei regnanti Umberto e Margherita. Non è chiara se si trattasse di una vernice qualsiasi, dato che l’apertura era prevista per il 22 aprile ma fu spostata per il fragore sollevato dal Supremo convegno, oppure della Prima Esposizione d’arte, tuttavia Indro Montanelli insiste nell’affermare che a Venezia “scese il figlio Vittorio Emanuele per farlo incontrare a Yela, sua futura sposa”. Infatti nell’Almanacco (1871-1901) troviamo queste notizie di cronaca: “30 aprile. A Venezia, presenti i Sovrani, solenne inaugurazione dell’Esposizione Internazionale d’Arte. Ai festeggiamenti partecipano anche la Regina del Montenegro con le figlie, fra cui la Principessa Elena. In tale occasione avviene il primo incontro de1 Principe Ereditario con la futura Regina d’Italia.” Poi di seguito “1 maggio mercoledì, a Venezia, pranzo a Corte” e il “2 maggio alla Fenice, serata di gala col Cristoforo Colombo de1 Franchetti.” Il prof. Mario Monti, capo redattore dell’Almanacco, intramezza quest’altre notizie: “30 aprile: Eleonora Duse è oggetto dei più vivi elogi della stampa estera; 1 maggio, a Milano si fonda il giornale sportivo Il ciclista; 8 maggio, La Gazzetta Ufficiale pubblica il decreto reale di scioglimento della Camera dei Deputati e quello che convoca i collegi elettorali a rieleggere i loro rappresentanti per domenica 26 di maggio.”
A parte l’abuso di titoli nobiliari (la Regina del Montenegro) e da Yela diventa Elena, sul Montenegro vanno chiariti alcuni punti: l’origine del Montenegro inizia dalla separazione di un vasto territorio che, da secoli era su base teocratica, attorno agli anni 1860, dopo l’assassinio del principe Nikola, il nipote di Danilo divenne il successivo sovrano fino al 1910. Con il Trattato di Berlino del 1878 gli fu riconosciuta una sovranità “limitata” per il patronage esclusivo dello Zar. Il 28 agosto 1910 si autoproclamò “Regno di Montenegro”. L’estensione territoriale e la popolazione nell’anno del matrimonio tra Yela e Vittorio Emanuele era di circa 9.400km2 ed una popolazione tra i 140.000-200.000 abitanti (non ci sono dati statistici precisi). La capitale era Cettigne con circa diecimila anime. Il codice si basava su usi e consuetudini.
L’approccio tra il giovane napoletano e la ventunenne Yela fu “discretamente combinato” da Francesco Crispi, in accordo con il padre Umberto. Da questo momento in poi l’organizzazione delle nozze del secolo fu talmente ben pianificata che contraddice “il caso fortuito di un incontro mondano”, come vorrebbe far credere il prof. Monti.
Grazie a Montanelli possiamo ora constatare che aveva ragione. “L’anno seguente il principe fu invitato a Pietroburgo per l’incoronazione dello Zar Nicola II. Guarda caso – fa notare Montanelli – c’era anche Yela. E, a quanto pare, il principe fu il solo a non capire come mai se la ritrovava accanto ai banchetti e ai balli”.

*In preparazione: 1895: LA PRIMA BIENNALE D’ARTE DI VENEZIA, a cura di A. Miatello e D. Turcato, Collana Il Veliero, Castelfranco Veneto 2019