Le sorgenti del Piave restano venete!

SORGENTI DEL PIAVE. ZAIA, “LA COMMISSIONE DI ESPERTI LE CONFERMA IN VENETO, NON POSSO CHE COMPIACERMI. È IL FIUME SIMBOLO DELLA NOSTRA REGIONE E DELLA NOSTRA GENTE”

“Le sorgenti del Piave sono ancora in territorio veneto. Non posso che rallegrarmene per quello che ha sempre rappresentato il nostro fiume per la nostra regione e tutti i veneti. La commissione presieduta dal professor Luigi D’Alpaos, quella che lo ha confermato, l’ho richiesta io più di un anno fa proprio perché ci fosse un giudizio terzo da parte di luminari di riconosciuto valore ed evitare dispute campanilistiche e antistoriche”.
Non nasconde la soddisfazione il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia nell’apprendere che il tavolo tecnico guidato dal professor D’Alpaos ha stabilito che è solo convenzionale la collocazione della nascita del Piave in comune di Sappada, dal momento che le sorgenti sono più d’una e interessano principalmente la bellunese Val Visdende.
“Col passaggio di Sappada al Friuli Venezia Giulia si era creata un po’ di confusione –aggiunge Zaia – e qualcuno paventava che le fonti all’origine del Piave fossero ora fuori dei confini del Veneto. È una preoccupazione comprensibile perché il Piave è il simbolo della nostra terra, proprio perché vi nasce e da essa si getta al mare, attraversandola e senza mai passare per altre regioni. Un simbolo di storia ma anche di lavoro, in poche parole di identità da molti secoli, che si esteso con gli eventi della Grande Guerra fino a farlo denominare sacro. Non avevo dubbi che le sue sorgenti fossero venete, ora lo certificano tecnici di indiscussa competenza”.
“Chi sostiene che il Piave ora nasce in Friuli e non più nel Veneto – sottolinea l’Assessore regionale all’Ambiente Gianluca Bottaccin – dice per convenzione una cosa non sbagliata ma sostiene un falso storico. La commissione, di cui fa parte anche il professor Vladimiro Achilli, docente di Topografia e Cartografia all’università di Padova, ed altri esperti tra cui una storica, sta confermando che dal punto di vista idrologico e idraulico va considerata come sorgente quella del bacino più ampio, che in questo caso è proprio il ramo della Valvisdende”.

A parte la notizia di per sé molto importante, il Bottaccin rischia di fare confusione a chi la legge. I termini “convenzionale” e “storico” come possono essere tradotti in un linguaggio culturale? Significa che si sono messi d’accordo per convenzione scritta ma che non potrà essere cancellate dalla storia. “Miserabile affermazione, fa notare un anziano alpino. Sappada, a parte le targhe delle auto non si è mai sentita bellunese né tanto meno “veneziana”. L’amarcord di Solero era quello di rammaricarsi che prima di Venezia c’era Monaco di Baviera. Tornato si accorse che le sue aspirazioni in Venezia erano nulle dopo una piccola parentesi con Ca Pesaro. Se ne andò con la moglie tedesca in Argentina. Quindi nel ’17 fu costretto di rimpatriare a rischio di galera. Così fece e fu anche deportato dagli Austriaci. La Regione Veneto ha fatto ben poco “difendere i suoi confini a Oriente”. Anche con Cortina si rischiava parecchio ed il presidente Zaia l’aveva ben capito. Forse dopo il ’26 andrà sotto Bolzano in una nuova regione.
Sarebbe stato più intelligente impugnare l’atto già prima che finisse nelle urne il verdetto di separazione dal Veneto. Tuttavia, i sappadini furlani sono numericamente superiori rispetto ai veneti. Che farà la Regione sul piano della comunicazione? Mappe e carte geografiche come saranno riscritte?

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