Cos’è una mozione di sfiducia? Il ready-made nella politica. Duchamp aveva ragione

Seguiamo con tanta ansia cosa succederà fra qualche giorno.  Non siamo in diretta con il centro smistamento dei dispacci ma comunque qualcosa ci arriva. Tutto è silenziato sia al Balbi che al Ferro Fini, ma anche nel Comune della Città di Giorgione e al Sant’Artemio. Il che significa che le ferie per uno statale o amministrativo sono sacre in barba “all’alzata di culo” come comandò il Capitano a Pescare.
In questi giorni ne sono uscite di belle, tra “banditi” e “cospiratori”. Investigare è lecito ma non approfittarsene, come del resto la libera concorrenza in libero mercato ma non raggrupparsi e formare dei cartelli del cartone ondulato (500milioni di fatturato, sanzione di 47milioni di euro!). Due facce della stessa medaglia di un Veneto laborioso e furbacchione. Ma è così anche in altre parti d’Italia. Solo Duchamp ha capito che un orinatoio può essere anche una “fontanella”, basta cambiare il nome e portarlo in una galleria. Poi ci sarà sempre qualche matto che lo compra e lo rivende all’asta internazionale come “novità”. L’arte può essere “ready-made”, anche la politica lo può fare. Da oggi i 5-S possono tornare all’ovile. La politica è una “casa d’appuntamento”, la calle delle Tette, il vicolo delle donzelle o del Paradiso (schei, notorietà).
Ora la politica per chi non è di mestiere è “una roba” (come dicono Calenda, Di Maio e Paragone anche Carofiglio) seria e non da “giullari” (Di Maio). Ma qui si parlava tanto di autonomia fin quasi farne una malattia: aprivi i giornali, accendevi le tv provinciali, andavi ai punti stampa, entravi nei municipi si parlava solo di questo. Pan e autonomia, autonomia marcata, lupi e autonomia, moeche e autonomia, prosecco e autonomia, Cortina e autonomia, scuole e autonomia, pillole e autonomia, medici specialisti e autonomia, infrastrutture e autonomia, latterie e autonomia, fagioli borlotti e autonomia, scuole materne e autonomia, insomma tutto era condito con la parola magica “autonomia = responsabilità”. Come se tutto fosse automatico, anzi magico come viene narrato nell’ultimo prodotto editoriale “Diversamente veneto”. Parola già usurata per il “diversamente abile” che è “parlamentarizzato” ma è bloccato per barriere architettoniche…
Altri pongono traguardi impossibili, come il dimezzamento dei parlamentari che per la specifica riforma ha bisogno di almeno due anni (per iter parlamentare e referendum abrogativo, campa cavallo!). A questo punto è da pensare: questi napoletani (Di Maio) e pugliesi (Conte) sono così preparati che possono tenere l’alleato con il cappio al collo all’infinito? Il presidente Conte dice con il suo vocione che “loro hanno lavorato giorno e notte…” dunque le pensano tutte anche della riforma costituzionale impossibile (metà parlamento), così da poter campare per altri tre anni e mezzo? Non è forse stata la tattica dei Democrats Renziani?
Renzi è ritornato a casa sua per il referendum straperso. Così dovrebbe essere anche per Conte e Di Maio. Non vi pare? Le europee e le regionali hanno dimezzato i 5-S perchè dovrebbero vantarsi di stare ancora lì a fare i ministri e sottosegretari? Conte ha preferito uscire dall’aula con il Si al TAV, dunque lui stesso si è messo da una parte. Giustificarlo è come essere d’accordo con chi bleffava. Giocano a pocker con niente in mano e rilanciano.
Elezioni entro ottobre. Il prof. Conte ritorni a fare quello che ha sempre asserito di voler fare. Si prenda un anno sabbatico per migliorare il suo speak- English che era piuttosto miserevole per coprire quel posto. Suvvia professore meno ciacole e meno bluff.

“Conte non in Aula per spiegare il sì alla Tav”
Ecco il testo della mozione di sfiducia della Lega Tweet 09 agosto 2019

Ecco quanto si legge nel testo della mozione di sfiducia, presentata dalla Lega in Senato, a prima firma del capogruppo Massimiliano Romeo: “Il Senato, premesso che: l’esame in aula delle mozioni riguardanti la Tav ha suggellato una situazione di forti differenze di vedute, tra le due forze di maggioranza, su un tema fondamentale per la crescita del paese come lo sviluppo delle infrastrutture;  tenuto conto che: il Presidente del Consiglio non era presente in aula, nel momento delle votazioni sulle citate mozioni, per ribadire l’indirizzo favorevole alla realizzazione dell’opera che egli stesso aveva dichiarato pochi giorni prima nell’altro ramo del Parlamento e si è verificata la situazione paradossale che ha visto due membri del governo presenti esprimere due pareri contrastanti; preso atto che: le stesse divergenze si sono registrate su altri temi prioritari dell’agenda di governo quali la giustizia, l’autonomia e le misure della prossima manovra economica; visto l’articolo 94 della Costituzione e visto l’articolo 161 del Regolamento del Senato della Repubblica, esprime la propria sfiducia al Governo presieduto dal Prof. Giuseppe Conte”. Da rainews.

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