Carolus Auguste Emile Duran alla prima Biennale 1895, dimenticato in Italia ma presente in tutti i grandi musei del mondo

Carolus Auguste Emile Duran, Lucica, Studio di nudo
Artista: Carolus Auguste Emile Duran
Opera: LUCICA (STUDIO DI NUDO)
Manifestazione: 1895 – 1. Esposizione Internazionale d’Arte della Città di Venezia
Soggetto: opera, dipinto
ID supporto virtuale R 36628
Materia e tecnica Digitale / virtuale da lastra

Questa è la scheda con la foto che si legge da tempo sul database ASAC, Archivio storico delle arti contemporanee. Poi, volendo, esce l’immagine a bassa risoluzione che riproduce una donna nuda vista di schiena dentro un campo tutto nero con grossa cornice dorata. Più fotografico che dipinto ad olio, in quanto la figura femminile sembra sfuocata all’altezza degli arti con dettagli poco leggibili da sembrare più silhouette che ritratto, forse munita di calze. Misure e colori dell’opera non sono indicati. La foto con la grossa cornice intagliata sarà quella reale? Chi è l’autore? Domande senza risposta che non trovano voci tra i faldoni conservati che raccolgono ritagli di giornali, estratti di riviste, minute del segretario Fradeletto, telegrammi, corrispondenza varia. Mancano persino molte “cartoline” di accettazione da parte degli artisti che assegnavano il diritto di riproduzione delle proprie opere esposte nelle sale.

Panzacchi scriveva: “Bisogna leggere le lettere di adesione di Carolus Duran, di Puvis de Chavannes, di Domenico Morelli e di altri ullustri per comprendere quanto il comitato  organizzatore della grande solennità artistica debba esser lieto e fiero della sua iniziativa.”

Il catalogo della Prima Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia (1895, una delle tante edizioni che circolavano a scopo commerciale e promozionale di beni e servizi), in cui mancano volutamente decine di opere esposte che riappaiono in altre pubblicazioni (periodici, supplementi speciali) pone a prima vista qualche perplesssità del servizio pubblico. La richiesta di un’immagine del database ha un costo standard di circa cento euro anche se non è quella originale. Alla Biblioteca comunale di Bassano del Grappa ci sta il catalogo dell’esposizione (Editori Fratelli Visentini, Venezia) ben conservato, donato da un privato cittadino, che riporta questa scheda sull’artista francese invitato: “Uno splendido colorista, uno spirito alieno da ogni forma di simbolismo e adorante la vita nella sua florida sanità, è Carolus Duran, nato a Lilla il 4 luglio 1837, di famiglia oriunda dalle Fiandre. Robusto, addestrato a tutti gli esercizi del corpo, coraggioso, parlatore scintillante di brio, invidiabile organismo pel quale si direbbe non doveva mai suonare l’ora della vecchiaia, egli ha qualche tratto di rassomiglianza con gli artefici del Cinquecento, coi maestri da lui studiati non per proposito di imitazione ma per impulso d’affinità. Dal 1862 al 1863 [1865] egli visse e lavorò in Italia (…).”
Non ci sono ulteriori dettagli del quadro che riporta solo il titolo e l’autore. La foto pubblicata nel catalogo della Prima Esposizione e in altre pubblicazioni dell’epoca è rigorosamente in scala di grigi.
L’immagine digitalizzata nel database ASAC confrontata con quella del catalogo è diversa. Dunque si tratterà della stessa opera d’arte? Forse il vetrino col tempo si è consumato e la riproduzione su pellicola ha perso inevitabilmente tutti i particolari delle ombre e del corpo che l’accademico ne era un grande esperto e maestro. “Secondo lui, il ritratto doveva essere realizzato a partire dall’abbozzo, direttamente sulla tela, senza uno schizzo preparatorio. Le cinque o sei parti principali del viso dovevano essere realizzate subito, senza fusione, e i dettagli costruiti sulla tela. La maggiore attenzione doveva essere posta sugli effetti di luce, piuttosto che sulla costruzione delle masse e dei volumi. Dal 1870 si dedicò soprattutto al ritratto con grande successo e aprì uno studio a Montparnasse, dove insegnò pittura secondo il modello dell’amato Velázquez. Ricevette la Légion d’honneur nel 1872, fu ufficiale nel 1878, commendatore nel 1889 e grand’ufficiale nel 1900. Dal 1889 al 1900, fu membro di giuria di ogni Exposition universelle tenuta a Parigi; nel 1890 fu tra i fondatori della Société Nationale des Beaux-Arts, nel 1895 fu invitato alla prima Biennale di Venezia e nel 1904 fu eletto membro dell’Académie des Beaux-Arts. Senza aver mai vinto un Prix de Rome, fu nominato direttore dell’Accademia di Francia a Roma nel 1905 che vi rimase fin quasi alla morte.” (wikipedia)
La foto in vendita dalla Biennale è stata alterata e mai corretta. La consultazione online con il motore di ricerca Google non ha dato risultati positivi sull’ubicazione di Lucica (studio di nudo), forse in un museo francese, ma alcune interessanti piste da approfondire: il Journal hebdomadaire gli dedicò un numero biografico del Paris – Theatre – Belles Lettres Beaux Arts; c’è una sua foto ritratto nella Collection Felix Potin; uno studio di Rachel Esner Ateliers d’artistes (1898): an advertorial for the ‘lady readers’ of the Figaro illustré, all’epoca firmato dal critico François Thiébaut-Sisson, in cui appare una foto di Carolus Duran nel suo atelier; e un disegno a matita conservato al Rijksmuseum di Amsterdam con questa didascalia: “Studie van een naakte vrouw, gezien op de rug, Emile Auguste Carolus-Duran, 1848 [1837, Ndr] – 1917 paper, h 188mm x 105mm, firmato in basso a sinistra “Carolus Duran”, della quale non siamo in grado di valutare l’autenticità troppo vicina alla fotografia del catalogo. (Copyright Angelo Miatello)

In corso di preparazione:
1895: NASCE LA PRIMA BIENNALE D’ARTE DI VENEZIA (180 PAGINE CON ILLUSTRAZIONI)

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