I funebri per i soldati morti in Africa, aprile 1896: dalla Gazzetta di Venezia

Dalla Gazzetta di Venezia (direttore proprietario Ferruccio Macola, gerente responsabile Giacomo Gavagnin), 16 aprile 1896  N. 195, Anno CLIV

CRONACA VENETA (III pagina)

Castelfranco, 15 aprile – I funebri per i soldati morti in Africa (G.). “Sabato prossimo [18] ha luogo la funzione religiosa in Duomo per i morti di Abba Garima. Il catafalco che si sta costruendo in chiesa tutto adorno di fiori e trofei ed il tempio parato a lutto. Interverranno le autorità civili e militari, i Collegi Convitti Giorgione e Spessa e parte dell’intero squadrone qui di stanza. Non sappiamo poi quali disposizioni siano state prese circa l’intervento della Banda ed orchestra. Alla solenne cerimonia certo speriamo che qualche cosa si sarà deliberato in proposito.
Se non si può fare a tempo per la orchestra si provvede con la banda; appunto come si fece in altre circostanza di questo genere. Senza dell’una e dell’altra si toglierebbe l’importanza alla funzione.”

Il rito si svolse regolarmente sabato 18 aprile 1896 con il Duomo stracolmo di gente. A quanto pare l’intero consiglio comunale ed il sindaco non ricevettero un invito formale nel parteciparvi.Lo dimostra il tono polemico del cronista locale “G.” che spera ci sia almeno la banda  si non si potrà fare a meno dell’Orchestra. Partecipano gli studenti e i loro insegnanti di due Convitti e le autorità civili e militari.
Consultando le sedute del Consiglio Comunale di quei giorni si viene a sapere che non era giunta nessuna convocazione per partecipare al rito funebre. Anzi, sembra che un consigliere anziano, che diverrà sindaco, chiese luni al sindaco conte Venezze, ma questi cadde dalle nuvole. La notizia della Gazzetta di Venezia in un certo senso colse di sorpresa i politici locali, dato che un consigliere sollevò il problema nella seduta speciale del 17 aprile 1896, appunto ricavando dalla notizia apparsa il 15 aprile sulla Gazzetta di Venezia.
Ricordiamolo: in quel periodo il direttore proprietario era il conte Ferruccio Macola che si recò di persona in Abissinia assieme ai primi contingenti nel dicembre 1895, che furono imbarcati con navi militari e di società marittime per la campagna d’Africa.
Come mai il Municipio di Castelfranco non ricevette l’invito di partecipare alla solenne celebrazione? Dissidi tra militari e politici? Gli storici locali (Urettini, Lanaro, Bordigno Favero) hanno poco o niente studiato il periodo e i personaggi coinvolti. Ferruccio Macola, ad esempio, è stato sia nel 1887 sia nel 1896 in Africa come inviato di guerra, ma poco studiato.  

In preparazione:
– 1895: Nasce la Biennale di Venezia (da la Gazzetta di Venezia)
– Ferruccio Macola, giornalista e politico fin de siècle
– Ferruccio Macola: Come si vive nell’Esercito e nella Marina. Il primo libro sulla tortura e la corruzione

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