L’ORFEO di Giorgione, strappato dal Fregio: chissà che a Natale ritorni a Casa

Leggendo e rileggendo una monografia su “Giorgione” del prof Fiocco, volume stampato a Bergamo presso le Arti Grafiche nel 1948, ci siamo accorti che c’è uno strepitosissimo ritratto strappato dal Fregio di Museo Casa Giorgione. Il Fiocco già indicava il luogo dove nel 1948 si trovava murato: “Casa Rostirolla”, dandogli un titolo “busto di Imperatore romano, di notevolissima efficacia pittorica, che si trova ora in casa Rostirolla a Castelfranco” (Tav. 10a).
Chi era costui? Sui registri comunali e del catasto, il cav. Rostirolla fu possidente a Castelfranco e a Vedelago, libro professionista come avvocato e notaio, consigliere, sindaco, assessore, membro di commissioni. Un pezzo da novanta.
Passarono tanti anni, tanti sindaci, parroci e bibliotecari. L’opera non fu più ricongiunta al suo storico nucleo domestico, all’ombra del Duomo. Nessuno mai si fece avanti per chiedere una restituzione alla “cittadinanza” orfana dell’Orfeo. Non si sa che fine abbia fatto e le bocche a più riprese sono rimaste cucite, sebbene Casa Marta Pellizzari ora Museo Giorgione, sia stata donata dalla Regione Veneto e la CassaMarca abbia pagato il totale restauro conservativo dell’immobile per uso esclusivamente culturale, museale e “identitario”.
Lo strappo di affreschi antichi possono essere giustificati per degrado, demolizione dell’immobile o altri fattori di forza maggiore. Subentra il diritto di proprietà ma non quello di rovinare l’integrità dell’opera.
Ad esempio, gli affreschi strappati dal nob. Balbi dalla Villa la Soranza nel 1820 (attribuiti ai Veronese, Canera, Zilotti…, di cui una Mnerva con Aritmetica e Geometria si trova a Palazzo Balbi, sede della Regione Veneto), trasferiti a Londra per venderli alla Galleria Maddox, secondo la Literary Gazette of London Decembre 1825 non era andato incontro a nessuna illegalità. Erano suoi e la dimora fu rasa al suolo per le imposte!
[Vedi: A.M. , THE BELLONA, B+M Editions, Aidanews 2014]
Il caso invece dello strappo voluto dal cav. ROSTIROLLA negli anni 1880 è uno scempio che richiama riparazione.
La testa dell’Imperatore (Fiocco) secondo recenti studi si troverebbe da “Rostirolla-Piccinini, casa padronale nel vicoletto lungo il canale Musonello (fronte ex casa Enel). Come mai? Le fonti parlano di un restauro del Fregio pagato dall’avv. Rostirolla, già sindaco (sic), che volle dal restauratore in cambio “un ricordo”. Chi lo poteva contestare?
Dal catalogo GIORGIONE del 2009, pag. 94 leggiamo questa puntuale e precisa riflessione del prof. D’Amicone: “Benché il pittore non abbia inteso caratterizzare in alcun modo il personaggio coronato di lauro che avrebbe dovuto fungere da musico esemplare – probabilmente immaginato come Orfeo, in qualità di eroe fondatore dell’arte musicale – la sua aulica dignità deve aver fatto gola, in qualche modo, a chi ha voluto strapparlo dalla parete per farlo cimelio di famiglia., distruggendo così le massime che lo fiancheggiavano, per non parlare poi, dell’integrità del Fregio stesso…” (cf. “Le arti dell’oracolo”, Silvio D’Amicone)

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