Un architetto al tempo di Canova. Alessandro Papafava e la sua raccolta

di Marica Rossi

La mostra di Vicenza al Palladio Museum: “Un architetto al tempo di Canova. Alessandro Papafava e la sua raccolta” a cura di Susanna Pasquali e Alistair Rowan aperta dal 30 novembre fino al 13 settembre 2020, sta riscuotendo un gran successo e non solo tra i cultori della scienza del costruire. Già la sua location in Palazzo Barbaran Da Porto, tra i più prestigiosi di Palladio, è meta ambita. Diventata sede del Centro Studi Internazionali dedicato a questo grande dell’architettura di tutti i tempi, si pregia di documenti, opere, illustrazioni, video e registrazioni che di sala in sala comunicano molto di quanto c’è da sapere di Palladio, in un modo didatticamente divulgativo e senza mai nulla perdere in scientificità. L’attuale evento vi aggiunge un fiore collezione Papafavaall’occhiello di considerevole appeal. Sono 49 tra fogli e stampe di celebri architetti attivi tra il 1803 e il 1807 che danno vita ad una raccolta straordinaria. Una summa di disegni di architettura rimasta intatta, protetta per secoli nell’archivio di una nobile famiglia padovana, in grado di trasportarci in un mondo lontano: quello di Alessandro Papafava (1784-1861). Un architetto vissuto in tempi difficili ma fervidi di passioni, all’indomani della caduta della Serenissima. Dopo due secoli il prezioso materiale è stato donato dalla famiglia Papafava dei Carraresi a questo Centro Internazionale fondato negli anni ’50 da studiosi del calibro di Renato Cevese cui di recente è stata dedicata una targa commemorativa nel salone più rappresentativo al pianterreno dell’Istituto.
Tornando alla raccolta, va riconosciuto trattarsi di opere d’altissima qualità grafico-pittorica e di enorme valore storico: un’istantanea degli interessi d’un giovane studente di architettura fra Sette e Ottocento, totalmente immerso nella cultura architettonica negli anni in cui i modelli del Neoclassicismo romano arrivarono nel Veneto, rivoluzionandone il gusto.
I visitatori della mostra “Alessandro Papafava e la sua raccolta” e dell’appena inaugurata mostra “Ritratto di Donna” in Basilica Palladiana, hanno diritto alla riduzione reciproca nei biglietti d’ingresso.

Informazioni: Palladio Museum contrà Porti 11
Orari:da martedì a domenica dalle 10 alle 18

E’ il nuovo allestimento in Basilica Palladiana che non deturpa l’ingegno di Andrea Palladio, studiato dall’arch. Antonio Ravalli di Ferrara, presentato in conferenza stampa dall’arch. Guido Beltramini: “Modernità e innovazione, sono queste le parole chiave dell’allestimento studiato su misura per la più bella Basilica palladiana. Realizzato dal Gruppo Fallani srl, è stato finanziato da Cereal Docks Group di Camisano Vicentino con l’Art bonus per una spesa di 160.095 euro (esclusa iva). All’interno del grande salone – ha spiegato il direttore del CISA – è stato installato un parallelepipedo di 8 metri, alto 3,5 metri che, in assenza di mostre, sarà sempre presente, consentendo di leggere nella sua interezza l’architettura e la copertura a carena di nave rovesciata.”
Dopo la mostra dedicata al “Ritratto di donna” (’19-’20) a cura di Stefania Portinari, ce ne saranno altre due “Dietro le quinte del Rinascimento” (’20-’21) a cura di Guido Beltramini (direttore CISA Palladio), Davide Gasparotto, Xavier Salomon e Mattia Vinco e “Tebe nel nuovo Regno” (’21-’22) a cura di Christian Greco (direttore Museo Egizio di Torino).                                                

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