Una banca popolare in scena al Teatro Goldoni. Nel cast Fabio Sartor

Oltre a essere uno degli scrittori che nell’ultimo ventennio hanno meglio raccontato il Nordest, Romolo Bugaro è anche un avvocato che conosce da vicino, per lavoro, le traiettorie di ascese e fallimenti nella nostra società.
A lui il Teatro Stabile del Veneto ha dunque affidato il compito di portare sul palcoscenico una riflessione sul sistema bancario veneto e sulla sua crisi.
Quella che un tempo era la locomotiva d’Italia ha assistito alla dissoluzione dei suoi più importanti istituti di credito, spazzati via da una serie di errori di gestione e inchieste giudiziarie. Un colpo molto duro per l’identità collettiva di una regione come il Veneto. Lo tsunami che ha investito famiglie e aziende è stato talmente distruttivo e violento da lasciare dietro di sé una desolazione senza fine.
Per raccontarla l’autore affida al regista cinematografico Alessandro Rossetto, noto per “Piccola patria”, una trama che osserva la vicenda dalla parte dei “cattivi”: i signori della finanza, convinti di essere al di sopra della legge, e la schiera dei beneficiati, pronti a voltare le spalle agli ex potenti in disgrazia.

Romolo Bugaro scrive per il teatro una riflessione sul sistema bancario veneto e sulla sua crisi. A parlare sono i cattivi, che a volte sono anche peggio di come appaiono… o forse meglio?

  • TEATRO STABILE DEL VENETO
    IN COLLABORAZIONE CON JOLEFILM
    di: Romolo Bugaro
    con (in o.a.): Mirko Artuso
    Valerio Mazzucato
    Diego Ribon
    Fabio Sartor
    Davide Sportelli
    Sandra Toffolatti
    Riccardo Gamba
    regia: Alessandro Rossetto
    aiuto regia: Angela Gorini
    scene: Alberto Nonnato
    costumi: Marianna Peruzzo
    luci: Paolo Pollo Rodighiero
    paesaggio sonoro: Lorenzo Danesin
    montaggio video per Jolefilm: Alessandra Cernic
    direttore di scena: Federico Rossi
    video/audio: Nicolò Pozzerle
    macchinista: Roberto Rossetto
    sarta: Silvana Galota
    realizzazione scene: Keiko Shiraishi

 

 

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