Gli indicatori socioeconomici: Lombardia, Emilia e Veneto

Secondo un sondaggio Swg realizzato nel novembre 2018, l’incertezza verso il futuro e la sicurezza sono le prime due paure che affliggono gli emiliano-romagnoli. Per valutare gli indicatori socioeconomici occorre confrontare i numeri dell’Emilia alla Lombardia e al Veneto, le tre regioni locomotiva d’Italia. A trainare l’economia emiliana sono le esportazioni e il manifatturiero, con distretti produttivi come la Motor Valley, l’agroalimentare e la ceramica.
Se nel 1980 l’export valeva il 15% del totale, oggi è al 40%. Dopo gli anni della crisi generale tra il 2008 e il 2009, il suo motore economico è in costante espansione con un mercato che vale 157 miliardi di euro, più 2,21% di Pil, al passo con Lombardia e Veneto, secondo gli ultimi dati Istat disponibili e riferiti al 2017 sul 2016. Anche la disoccupazione è in calo costante e oggi è al 5,9%. Risente della sofferenza nazionale: nel 2018 le imprese calano dello 0,5%, le attività artigiane meno 1,3%, e hanno chiuso il 2% fra negozi e attività commerciali, anche qui in linea con le altre due Regioni trainanti. Il Pil pro-capite è di 32.468 euro, in Lombardia di 35.234 e in Veneto di 30.445, mentre il reddito medio pro-capite, che esprime la disponibilità di denaro di ciascun abitante al netto delle tasse, è il più elevato del Paese, e in crescita negli ultimi 4 anni: 22.463 euro, pari alla Lombardia con 22.418 euro e sopra al Veneto con 20.349. (Corriere.it)

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