Cammini e itinerari per un turismo ecosostenibile, tranquillo e moderno. Veneto e Consiglio d’Europa insieme

Il Presidente Roberto Ciambetti e l’ambasciatrice Luisella Pavan-Woolfe hanno tenuto presso la sede italiana del Consiglio d’Europa una conferenza stampa congiunta sui “Cammini del Veneto, opportunità di crescita per l’intero Veneto nel segno del turismo ecosostenibile”. Argomento di grande attualità come risposta ad un nuovo approccio turistico che metta in relazione l’uomo con il suo ambiente è stato ufficializzato l’otto gennaio scorso da una legge regionale approvata all’unanimità. “E’ di buon auspicio l’unanimità!” Ha sommessamente aggiunto Franzina, responsabile dell’ufficio stampa del Presidente regionale.
“Quest’incontro – ha introdotto il presidente del Consiglio regionale – mira a riconoscere, valorizzare e promuovere dei cammini in territorio veneto, analizzando le possibili sinergie attuabili con il programma degli itinerari culturali del Consiglio d’Europa.”
Il quadro emerso – ha detto la direttrice del Consiglio d’Europa in Venezia – ha un duplice interesse: da una parte numerosi Itinerari culturali europei già certificati dal Consiglio d’Europa transitano per il Veneto offrendo importanti possibilità turistico-culturali già consolidate, dall’altra nuove proposte di itinerario si stanno strutturando per essere in un prossimo futuro sottoposte a certificazione del Consiglio d’Europa. Nell’occasione del punto stampa che si è svolto nell’ufficio al terzo piano delle Procuratie Nuove, lato Caffé Quadri, sono stati presentati alcuni itinerari già ben strutturati che senz’altro avranno un prossimo riconoscimento “europeo” con una maggiore visibilità:

– La Via Querinissima, è stata presentata dal Segretario Generale del Consiglio Regionale Roberto Valente;
– Il Cammino Fogazzaro Roi, è stato illustrato dal Sindaco del Comune di Montegalda, Andrea Nardin;
– Il Cammino del Marin Sanudo, è stato esposto da Claudio Hueller, Vice Presidente del Comitato internazionale per il ripristino dell’«Itinerarium»;
– Il Cammino delle Apparizioni, è stato spiegato da OGD Pedemontana Veneta e Colli;
– La Via Europea della Seta, progetto del Comune di Venezia, è stata presentata dalla Direttrice Pavan-Woolfe.

Gli itinerari europei
Gli itinerari culturali del Consiglio d’Europa sono nati nel 1987 con il Cammino di Santiago di Compostela per accrescere la conoscenza dei principali siti culturali europei e del ruolo che essi possono svolgere per la valorizzazione culturale del tempo libero, favorendo l’idea di “scoprire viaggiando”.
Sin dall’inizio del programma, il Consiglio d’Europa ha posto l’accento sulla necessità di una sensibilizzazione nei confronti del patrimonio europeo, sullo scambio di persone e di idee, sulla protezione delle minoranze e sulla salvaguardia del paesaggio, ciò al fine di sviluppare e rafforzare la cooperazione culturale, fonte di una migliore sicurezza democratica.
Gli Itinerari Culturali, ad oggi, oltre ad essere strumenti preziosi per le politiche territoriali di sviluppo economico, costituiscono in ultima analisi un programma di cittadinanza europea ed un esercizio di democrazia culturale e paesaggistica.

Potenzialità nel Veneto 

Il Consiglio d’Europa riconosce e certifica gli Itinerari Culturali Europei secondo propri parametri qualitativi. Questi devono avere una forte valenza culturale ed una dimensione europea.

In Veneto sono presenti numerosi cammini, certificati e non dalla Regione, di diversi generi:
§ naturalistici (con un ampio ventaglio di offerte, dalla montagna alle riserve naturalistiche, Cammino delle Dolomiti);
§ culturali (Palladio, le Ville Venete, itinerario della Grande guerra, Cammino Fogazzaro-Roi, Itinerario del Martin Sanudo, Cammino da San Marco a San Marco, Via Claudia Augusta);
§ enogastronomici (strade del vino, prodotti IGP, prodotti delle Dolomiti);
§ religiosi (da S. Antonio di Padova a S. Francesco del Deserto, Via di San Martino, Via Romea Germanica, la Romea Strata che si articola nel Veneto in cinque cammini);
§ sportivi (sentieri per ciclisti e maratoneti, percorsi d’acqua per velisti);
§ per famiglie (ad esempio il Museo Interattivo delle Migrazioni di Belluno, lungo 13 tappe);
§ fluviali (dalla Laguna di Venezia ai fiumi di Padova e Treviso, al Po);
§ dei misteri (tra storie antiche e tradizioni culturali).

La legge regionale

Proprio per il crescente interesse turistico rivolto ai cammini, è stato approvato all’unanimità dal Consiglio regionale del Veneto la legge n° 432 del 21 gennaio 2020 per il riconoscimento, la valorizzazione e la promozione turistica dei cammini veneti. L’obiettivo delle recenti disposizioni è di ampliare l’offerta di prodotti turistici culturali regionali, creare nuove destinazioni e stimolare l’economia anche di piccoli borghi e comuni, costituendo varie opportunità di lavoro per i giovani.

Sinergie possibili con l’Europa

Sarebbe ora opportuno ed utile, nel processo di implementazione della citata legge regionale, verificare l’interesse e la possibilità per operatori culturali, turistici e autorità locali in Regione Veneto di avvicinarsi e partecipare ad alcuni itinerari culturali riconosciuti dal Consiglio d’Europa, entrando così a far parte di reti europee che possano sviluppare la varietà e l’eccellenza dell’offerta culturale e turistica
regionale.
Il Veneto è la prima Regione italiana in termini di presenze turistiche, con una storia unica in termini di accoglienza e di organizzazione. L’offerta turistica, già di per sé variegata e di alta qualità, potrebbe in questo modo diversificarsi ulteriormente.

La Regione del Veneto, singoli comuni o istituzioni culturali potrebbero candidarsi a partecipare ai seguenti itinerari già certificati dal Consiglio d’Europa:
§ Architettura dei regimi totalitari (ATRIUM);
§ Ceramica;
§ Cimiteri monumentali;
§ Città storiche termali;
§ Iter Vitis;
§ Mozart;
§ San Martino di Tours;
§ Olivo;
§ Patrimonio ebraico;
§ Transromanica;
§ Art Nouveau;
§ Patrimonio industriale.
Altri Itinerari, come la “Via Querinissima”, la “Via Europea della Seta”, la “Via Romea Strata”, la “Via Germanica” e l’Itinerario di “Martin Sanudo” sono ad oggi in corso di definizione. L’intenzione degli organizzatori è di sottoporli in un futuro al Consiglio d’Europa per ottenere la certificazione.

 

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