PIAZZA GIORGIONE, L’EVOLUZIONE ANTROPOLOGICA: IL PRIMATO EPIDEMICO

Le foto dei Fratelli Alinari di Firenze che circolavano alla fine dell’800, poi divenute “copyright” di cartolerie o fotografi cittadini (TRUFFALDINI) mostravano la maestosità della piazza con il castello, parte del giardino, il monumento e le bastie.Anzi la didascalia della foto in prima pagina aveva questo titolo: Piazza Maggiore o Bastia Nuova, mentre quella delle varie vedute e scorci: Piazza del Mercato. Per dare sontuosità al luogo avevano qualche figurina con uno o due calessi e le rispettive ombre di un sole pomeridiano. Non mancavano figurine femminili con un pargolo davanti al Giorgione. Poi vennero foto con la piazza stracolma di venditori o con un enorme mercato aperto di animali (a Verona si svolgeva dentro l’Arena fino al 1912!) o con qualche gara ciclistica “femminile” e tante foto dentro il castello e alle sue porte con la gente spesso rivolta verso il fotografo. Da grande bellezza a luogo popolato il passo fu breve, quasi che ci fosse nell’aria un imminente conflitto mondiale. Al posto di animali ingombranti e sudici la piazza della Marca più famosa al mondo (tre milioni di like) si è trasformata in parcheggio a cielo aperto, un’unica tettoia di tante auto allineate a spina di pesce o che corrono lungo l’asse principale. Dall’alto è un via vai di auto, camioncini, bus, qualche moto e pochissime bici. L’auto moderna come il cellulare sono indispensabili alla sopravvivenza della specie umana che oggi è in ginocchio per il panico da coronavirus.

La Piazza è vuota, le vie pure. Il primato epidemico 
Diffondere una notizia di un signore anziano di 93 anni che è deceduto “anche” per “coronavirus”, mescolando la sua notorietà di ex sindacalista di una fabbrica che comunque generò malattie cancerogene e rischi di far saltar per aria l’intera cittadina durante le due guerre mondiali, è fuori luogo. “Speriamo sia il primo (e l’ultimo) a morire per coronavirus” è l’incipit di un altro signore che ha postato sul “Sei di Castelfranco” con la foto dell’articolo da mezza pagina della Tribuna di Treviso. La diagnosi dovrebbe essere privata e se il cronista l’ha voluto precisare all’inizio del suo articolo forse è per un appello pubblico per quanti avranno incontrato il defunto amico e parente prima dell’otto marzo, giorno del ricovero? Non si capisce se il Coronavirus dà una patente in più ad un “compagno che ha combattuto tante battaglie sindacali e politiche” perché oggi si parla solo di questo e Castelfranco ha la sua “prima vittima”, in base a quali studi e certezze. Il cronista è una sentinella vivente che c’è ma non si vede. Una conversazione telefonica, una mail, un fax sono sufficienti per confezionare la notizia.
Ad un’età vicina al secolo di vita (1927) con patologie regresse “era ricoverato dall’8 marzo ma da qualche anno sofferente” (di che cosa? ha mai avuto problemi con materiali inquinanti?) richiede uno sforzo di rigore assoluto sanitario e non di voler fare cronaca, per sentirsi allineati allo stato di cose dei bollettini regionali. Non è un podio. Altrimenti c’è chi ha scritto “ci voleva un’epidemia” per riportare alla naturale bellezza di piazza Giorgione, aggiungendo però “bella finché volete ma con l’aria più pulita è tutt’altra cosa”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...