DISPOSITIVI FACCIALI ANTI SPUTI CORONAVIRUS DISTRIBUITI IN PIAZZA GIORGIONE DAI VOLONTARI DELLA PROTEZIONE CIVILE

Stamattina, piazza Giorgione è stata “presidiata” dalla Protezione Civile castellana. Un gruppo di volontari ha distribuito casa per casa una confezione del dispositivo facciale, chiamato comunemente “mascherina” per farne un uso quando si va a fare la spesa o a fare il giretto dei duecento metri (mi raccomando duecento passi). L’abbiamo ribattezzato “dispositivo anti sputi”, a scanso di equivoci, in linea con le raccomandazioni del presidente del Consiglio dei ministri, della Protezione Civile Nazionale e dell’ISS: “munitevi di un dispositivo protettivo per per voi e soprattutto verso gli altri, quando uscite di casa…”. Purtroppo la raccomandazione “urbi et orbi” del Premier Conte, come fosse una benedizione papalina dal balcone di piazza San Pietro, non poteva avere riscontro in tutt’Italia, compresa Pantelleria e Courmayeur. Le cosiddette mascherine “chirurgiche” erano esaurite da molti giorni o addirittura si vendevano nel mercato nero a dieci euro l’una o a Napoli, nei quartieri spagnoli, si commerciavano quelle taroccate. Maestri sono.
Prontamente il governatore Luca Zaia lanciò un appello ed il 18 marzo presentò in conferenza stampa a Marghera nella sede della P.C.R. la “mascherina made in Veneto”, grazie alla produzione di due milioni di mascherine di Grafica Veneta “nel giro di due o tre giorni!”.
La distribuzione capillare fu affidata alla collaudata Protezione civile di ogni Provincia e quindi ai singoli comuni. Un piccolo gesto di donazione ma pur sempre esemplare che stupì il mondo intero e stuzzicò la politica casereccia, sempre pronta a far polemica, correndo sul filo della stupidità. Ci furono sapientoni e sapientini che si unirono in coro con la regola “della libertà d’opinione”, dissacrando il dispositivo antisputi coronavirus e persino alludendo ad un imbroglio psicologico dei leghisti veneti.
L’organizzazione però mi ha stupito: ogni confezione aveva un’etichetta con il nominativo del residente, del suo indirizzo e del numero dei dispositivi in essa contenuti per nucleo familiare o “single”, onde evitare doppioni.
Si tratta – come ha spiegato in conferenza stampa il titolare di Grafica Veneta – di un dispositivo dall’aspetto inedito, rettangolare di <lunghezza 42 cm x larghezza 9 (13 cm per la parte frontale)> che si infila nelle orecchie, senza elastici fastidiosi o metalli lungo i bordi che lasciano il segno. La fascia bianca è realizzata con un “tessuto non tessuto”, consistente, morbida, resistente all’umidità, a elevata capacità di barriera, facile da indossare anche per gli anziani, utilissima per la protezione delle persone (circa l’80% del totale) nell’ambito della vita quotidiana.
Non sono così ridicole a confronto delle mascherine cosiddette “chirurgiche” che fino a qualche mese fa venivano date gratuitamente al Pronto soccorso, in seguito sparite! La provenienza – ricordiamolo – di tali “mascherine, bianche, azzurrine o rosa da uno a tre strati, è asiatica (Cina, Malaysia, Turchia), dove costano al massimo due cent di euro l’una; venivano vendute in scatole da dieci, cinquanta o cento pezzi come per le salviette da naso. In Cina, ad esempio, si trovano in distributori automatici come si fa per un bicchiere d’acqua. Credere che questi milioni di dispositivi stranieri siano super sterilizzati e privi di polveri (sottili) di fabbrica è una barzelletta. Inoltre qualsiasi mascherina – si legge nei manuali d’igiene – ha un tempo limitato nell’uso e si deteriora col calore del fiato che è sempre umidiccio. Una balla pensare che una “mascherina chirurgica” fosse sufficiente di proteggere il personale sanitario del pronto soccorso quando si trovò a contatto con un appestato di covid-19! E su questo, il ministero della salute dovrà un giorno rispondere di fronte ai familiari dei medici e del personale sanitario deceduti perchè infettati.
Parlando con il responsabile della protezione civile, ci son voluti alcuni giorni per confezionare tutte le buste con le etichette degli indirizzi e dividerle per frazioni, quartieri e vie. Sono stati esclusi gli esercizi commerciali e le attività produttive. La distribuzione è iniziata venerdì scorso.
“Alcune persone non le hanno ritirate e saranno distribuite a chi ne farà richiesta in caso di bisogno. Entro sabato si dovrebbe terminare la distribuzione capillare.”
Nell’occasione che conversavo con i ragazzi, vidi il vice sindaco Gianfranco Giovine e lo invitai di mettersi accanto per una foto di gruppo. Tra questi ho riconosciuto il neo laureato in matematica Francesco Sapu Gomiero che tanto stimavo quand’eravamo al liceo Giorgione, come rappresentanti in seno al Consiglio d’Istituto (presidi prof. Ceccon e De Vincenzis). Pensate, il giovane liceale inventò un programma per “la valutazione dei docenti da parte degli studenti”, una grande conquista di democrazia nella scuola italiana del XXI secolo. Viva dunque i giovani volontari della Protezione civile che agiscono per tutti noi. [Attendo i nomi dei volontari mascherati. Grazie]

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