IL GIOCATTOLO MES E LE REAZIONI SCOMPOSTE DEL PREMIER CONTE

Photo d’archives / REUTERS / Kai Pfaffenbach

LA CRONOLOGIA DEL MES: GOVERNI CHE SI SUSSEGUONO ED UNA DIPLOMAZIA VARIABILE? IL PRESIDENTE CONTE DA CHI E’ LEGITTIMATO? UN ACCORDO INTERNAZIONALE CHE SEGNA IL FUTURO DI DUE GENERAZIONI PUO’ ESSERE DECISO DA UN UOMO NON ELETTO DAL POPOLO? LA COSTITUZIONE LO PERMETTE? L’OPPOSIZIONE HA DIRITTO DI RIBALTARE DELLE TESI ED IPOTESI?
PAPA’ MONTI E NONNO NAPOLITANO, LA GRANDE FORZA ITALICA

Gentile Antonio, scelgo la forma discorsiva non la battuta con lo smart. La ringrazio. A lei di replicare.
Mi ha obbligato di ricorrere di nuovo ad una piccola e veloce rassegna di link. Mi ha impressionato il video dell’europarlamentare Elisabetta Gardini di Padova arrabbiatissima. Ci confrontiamo su un particolare strumento per specialisti che per primo devo perdere del tempo. E’ un dato positivo, almeno parliamo di qualche cosa che riguarda il futuro dei nostri figli e nipoti. Per questo non è una guerra e smettiamola di usare termini e contesti assurdi. Qui la POLITICA deve riprendere il suo giusto spazio: Parlamento. E’ una vergogna che questa situazione si protragga a lungo con leggi “speciali” e abbastanza antidemocratiche da gestapo.

LA POLITICA DEL VOLEMOSE BEN
L’opposizione, componente politica sancita dalla nostra Costituzione, viene estromessa dalle decisioni “governative”, come fossimo in tempo di guerra. Non ci sono militari in divisa con le patacche sul petto e occhiali fumé a palazzo Ghigi che controllano la comunicazione e tutto il resto. Abbiamo un presidente del consiglio che proviene da esperienze diverse da quelle della Politica (non da elezione diretta, esperienze ministeriali o organizzazioni politiche internazionali). Ormai nello stato di emergenza, che supereremo la soglia dei trentamila decessi e duecentomila contagiati, dopo aver eliminato i due guastatori e nella confusione in cui il Paese è caduto (false forniture emergenziali, rapporti Stato-Regioni, Stato-politica estera, burocrazia invadente, complicatissima e piena di errori), ha dato segno di ingiustificata autorità, trasformatasi in puro autoritarismo becero e qualunquista.
Parole forti, senz’altro che lei mi contesterà. Tuttavia, mi permetta, non si potrà continuare sempre con questa storia “non l’ho fatto io ma qualcun altro”, come è abituato il prof. Mario Monti (un milanes dritto che è riuscito ad andare dove ha voluto con le sue entrature bocconiane) per arrivare oggi alla vigilia di una amara e dolorosa sconfitta che si sta profilando dell’ANDRA’ TUTTO BENE.

LA VENDETTA DEL PREMIER E L’INVIDIA DEI GRASSI BORGHESI ALLEATI
Viste le poche garanzie che l’Italia potrebbe offrire agli alleati potenti Germania (economia) e Olanda (capitali e paradiso fiscale), i quali come abbiamo riscontrato ci hanno chiuso la porta in faccia, anzi ci hanno detto che non siamo sicuri perchè dei “corrotti e mafiosi”, pieni di debiti e litigiosi.
Per questo, l’affondo del premier Conte alla vigilia di Pasqua, non me l’aspettavo così diretto e offensivo per due motivi:
1. non avevo strumenti per farmi un’idea se fosse esatto o tutta una montatura politica,
2. in secondo luogo abbiamo bisogno di certezza per sapere se i “Seicento euro” arriveranno e se ns figlio potra rimpatriare da uno dei due paesi potentissimi, di cui “Frau Merkel che dice Ich liebe Italien (di amare l’Italia), Ischia, l’Alto Adige e un sorsetto si Cartizze Millesimato” e Herr Rutte sa benisssimo che “circa tre milioni di olandesi scendono ogni anno nell’Adriatico. persino a Caldonazzo e Levico per fare il bagnetto e lubrificarsi il pisello ecc. ecc.” e bevono anche loro i vini rossi e bianchi veneti, vanno tutti pazzi dell’Amarone e dell’Arena di Verona. I numeri: Arena di Verona 26 milioni di fatturato in biglietteria, poi c’è l’indotto.
Come vede, la sua puntualizzazione cronologica di questi accordi internazionali buttata lì come ha fatto il premier foggiano l’altra sera con tv “unificate” può essere anche accettata ma ne mancano delle altre che fanno parte della pratica diplomatica, prima e dopo il passaggio in Parlamento e quindi con la firma del presidente Giorgio Napolitano ex comunista.
Chi ha iniziato l’iter, come è passato attraverso i vari ministeri competenti (tesoro, esteri, politica europea), quindi chi ha seguito, cosa è successo con le crisi in corso (Grecia, bolla finanziaria, politica cialtrona) e quindi chi ha voluto mettersi la medaglietta del buon padre che sa fare 2+2 fa 4. Guarda caso due milanes e un napolitan!
A questo punto, l’avvocatino Conte del 10 aprile 2012 dovrebbe sapere che gli “accordi internazionali vanno rispettati, sebbene cambino governi o ministri. L’unica riserva è confrontarsi con le forze in campo nelle due Aule: Senato e Camera. Tv e dalla strada non sono un buon esempio, andreebbe bene per Crozza.

IL PARLAMENTO E’ SOVRANO PER DECIDERE COSA E COME FARE UN NUOVO TRATTATO INTERNAZIONALE
La Costituzione italiana è scritta, ha pochi articoli (139), ma il penultimo “Dpcm 21.03.2020 firmato dal bisconte ha la bellezza di 123mila parole, qualcuna in più della Carta del 1948. Non prevede, come per il diritto costituzionale inglese (non scritto come la nostra), la possibilità di intervenire con un referendum popolare per accettare o cassare un accordo economico e politico. Figuriamoci, il popolo è ignorante va da Padre Pio a pregare che scacci il virus (come ha fatto quel prelato monsignore a salire sulla terrazza del Duomo….). L’abbiamo visto con la Brexit! Il popolo inglese ha detto la sua per un pugno di voti: FUORI. L’Ue, cioè NOI, gli abbiamo concesso due anni e mezzo per ripensarci, sono caduti tre governi e si son fatte le elezioni europee. Tutti zitti a Roma, se no Boris ci infetta tutti i nostri poveri connazionali, trattati come merce di scambio o peggio degli schiavi da cacciare a calci in culo (ho riscontrato che i voli erano zeppi e costavano una cifra con due o tre scali pur di fuggire!).
In Francia, Monsieur Macron non si permetterebbe mai di fare tutto da solo, saltare il Parlamento per andare al Consiglio Europeo di Bruxelles senza un mandato politico diretto.
Frau Angela Merkel (la “Marchetta”) o Herr Rutte (il “Rutto”), nonostante lo stato di emergenza con aeroporti, scuole, università, negozi chiusi, sono stati obbligati di passare attrverso le forche caudine dei loro parlamenti, persino dei rappresentanti dei Lander (una specie di senatori regionali). In più hanno spinto i giornaloni e tv a sospettare che ci siano degli inganni di “camorristi” e della “S.C.U.” o “Maffie”.
E qui sta la differenza, caro Trolese, che il nostro simpatico professorino col fazzolettino bianco a tre punte e la camicia bianca di popeline, vuole darci una lezione di democracy, avendo infranto quella costituzionale. Mi dispiace che il prof. Della Zuanna e i sui sostenitori non ammettano questa strana incongurenza che mina i principi base della nostra democrazia, cioè di un comportamento più da governo “crispino” (F. Crispi) che da degasperiana o togliattiana memoria. Si gridava e si scriveva ma poi la battaglia era a Montecitorio.

LA POLITICA DEL SANTO PROTETTORE
Starei molto attento prima di dire “è tutto sotto controllo”, “ho ampia fiducia”, “sono ottimista di natura”, “mi batterò fino in fondo”, senza aver avuto l’intero Parlamento che ti ha dato il consenso di andare in guerra. Non capisco nemmeno il presidente Mattarella e delle sue buone e “ragionevoli” parole pasquali. Noi aspettiamo risposte concrete, non gradualità che si mescola alla farraginosa burocrazia italica. Vogliamo lavorare di nuovo, rispettare l’ambiente, pagare le tasse. Non essere presi in giro con il “vedremo i dati forniti dagli scienziati”. Lo sappiamo tutti che le scuole non potevano essere all’altezza o che il nostro brand turistico da 40milioni di presenze annuali va a farsi fottere. Ma cavolo, questa gente ancorata solo nelle roccaforti del Sud come crede di farci ripartire? Con il padre Pio nel portafogli! Dunque uno scaramantico e burlone che ci manda in guerra con le scarpette di tela e la suola di cartone. Mio zio me la raccontava quando andavo a trovarlo a Neuchatel. Prima non se n’era accorto ma vedendo suo figlio che teneva in casa armi, divisa, riserva di cibo in caso di guerra e naturalmente di una maschera a gas ebbe il coraggio di dirmelo. “Ti rendi conto Angelo, ci hanno mandato sulle montagne in Grecia che dopo tre giorni le scarpe erano già rotte!”.

IL GIOCATTOLO MES
Durante il Consiglio dei Ministri n° 149 del 3 agosto 2011, approvò il disegno di legge di ratifica del trattato attinente alla modifica dell’articolo 136 TFUE
Il 3 aprile 2012 il disegno di legge ”Ratifica ed esecuzione del Trattato che istituisce il Meccanismo europeo di stabilità (Mes)” è approdato al Senato e approvato dal Parlamento il 19 luglio 2012, quindi venendo promulgato dal Presidente della Repubblica il 23 luglio 2012.
Sul voto di quel giorno, dato che Monti era sostenuto da Napolitano, il Pd votò compatto a favore, assieme al movimento di Fini, Futuro e Libertà, all’Unione di Centro e al Popolo delle Libertà che si divise tra favorevoli, astenuti, assenti (nella maggior parte), e soli due contrari (Guido Crosetto e Lino Miserotti). La lega di Bossi non lo votò.

PAPA’ MONTI E NONNO NAPOLITANO, LA GRANDE FORZA ITALICA
Il prof. Mario Monti, già commissario Europeo con “mister mortadella” è stato nominato senatore a vita il 9 novembre 2011, e dal 16 novembre 2011 fino al 28 aprile 2013 è stato Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana a capo del rispettivo governo Monti, conservando inizialmente l’incarico anche di Ministro dell’economia e delle finanze dello stesso governo, lasciato a Vittorio Grilli l’11 luglio 2012 (l’artefice diplomatico del MES)
Onori alla patria e ai bigiardi.

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