Il Sacrario di Cima Grappa invaso da turisti domenicali alla ricerca dello spazio libero senza controlli

Ora ci poniamo una domanda pertinente: si abbandona la posizione ma si tollera l’assalto alla montagna per gli affari, visto che il rifugio-ristorante presente, è di proprietà del Ministero della Difesa di cui l’Ente Onor Caduti fa parte?
Teniamo presente che sarebbe stato meglio chiudere il sito per evitare gli assembramenti che si manifestano nelle domeniche, dove la gente non potendo più passeggiare nei centri storici o nelle spiagge si riversa sulla cima del Sacrario.
Ordine e legittimità non sono distanziabili.

Derio Turcato, presidente Associazione Histoire, ex presidente Club Alpino di Castelfranco Veneto,
Angeo Miatelllo, AIDANEWS

Leggiamo oggi dell’abbandono della posizione di controllo del Sacrario monumentale di Cima Grappa, da parte dell’Esercito Italiano (Onor Caduti) e la conseguente dell’associazione Alpini. Il fatto già grave di per sé, sarà causa della montante inciviltà che interessa il sito da parte dei visitatori, e fa il paio con il paventato abbandono dell’area monumentale già nel 2007 e la conseguente presa di posizione dell’allora presidente del Club Alpino di Castelfranco per la gestione del monumento da parte delle associazioni. Si ricorda che nel 2007 si era già manifestato l’intento da parte dell’Esercito, di ritirare definitivamente il suo presidio presso il Sacrario monumentale.
La cosa ci meraviglia se si considera che durante la pandemia del 1918, della “febbre spagnola”, l’esercito non abbandonò le trincee, memore che Cadorna, a integrazione della circolare n. 1, autorizzò gli ufficiali e i Carabinieri Reali a punire con l’esecuzione sommaria i militari che abbandonavano il posto di combattimento: Nessuno deve ignorare che in faccia al nemico una sola via è aperta a tutti: la via dell’onore, quella che porta alla vittoria od alla morte sulle linee avversarie;
Sarà d’ora in poi considerato reo di tradimento ai termini dell’art. 72 del codice penale per l’esercito, chiunque abbandoni oppure autorizzi l’abbandono di posizioni sistemate a difesa.

Ci pare che non serva arrivare a tanto, ma che si abbandoni un posto di alto valore simbolico e patriottico da parte degli appartenenti dell’Esercito Italiano è un fatto di una gravità ingiustificabile, adducendo a scusa la pandemia del Covid 19.
E se ora, qualche esercito dovesse invadere l’Italia, come ci comporteremmo, resteremmo “chiusi in caserma” per la paura del virus?

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