Archivi categoria: Marmolada, la battaglia del ghiacciaio

La Marmolata, la Regina delle Dolomiti, si trova tra Canazei e Rocca Pietore. La funivia parte da Malga Ciapela (Bl) ma da qualche anno anche Canazei (Tn) ne vorrebbe una per lo sviluppo turistico di Val di Fassa, Un colonialismo economico che ha tendenze di sopraffazione non certo di unirsi.

Il Paese delle scartoffie che va in malora. Il governatore Zaia depone una corona d’alloro ai caduti della Grande Guerra a Punta Serauta

MARMOLADA. ZAIA, “DIFENDEREMO I VENETI E I BELLUNESI CON OTTIME RAGIONI ANCHE GIURIDICHE. 45 ANNI DI SCARTOFFIE TESTIMONIANO DI UN PAESE IN MALORA”

“Purtroppo oggi siamo qui a celebrare la storia di un paese in malora. Dopo 45 anni di cause e scartoffie per un presunto problema che non dovrebbe esistere, l’ufficio complicazione affari semplici ha colpito di nuovo. Ricorriamo convinti delle nostre buone ragioni contro una rideterminazione di confini da parte dell’Agenzia del Territorio che disattende anche il famoso Decreto Pertini del 1982 e il solenne Protocollo d’Intesa siglato nel 2002 tra Regione Veneto, Provincia Autonoma di Trento e i Comuni interessati”.
Lo ha detto il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, intervenendo in apertura dei lavori del Consiglio regionale straordinario, convocato in Marmolada per difendere la parte veneta del ghiacciaio, trasferita in competenza a Trento da un atto amministrativo dell’Agenzia del Territorio.
“E’ anche singolare – ha fatto notare Zaia – come questa Agenzia sia intervenuta modificando i confini mentre è ancora pendente al Tar il nostro ricorso contro la decisione presa da Canazei nel gennaio 2017 di disconoscere il Protocollo del 2002. Sia chiaro a tutti – ha incalzato il Governatore – che della Marmolada non è fregato a nessuno finchè non sono arrivati gli impianti e le piste, e solo dopo è cominciato il valzer di carte e scartoffie. Sono un inguaribile ottimista – ha aggiunto Zaia – e spero si possa aprire una nuova fase di dialogo con gli amici trentini, come fu nel 2002. Certo è che, se si tratta di una questione di business, un accordo non si troverà mai, se invece ragioniamo di storia e identità, lo si trova subito. La partita non è chiusa, e la mozione in discussione oggi, che mi auguro sia votata all’unanimità, non è aria fritta, ma l’avvio della difesa dei diritti dei veneti e dei bellunesi”.
Non è mancato, nell’intervento del Governatore, il riferimento alle storie di eroismo vissute su questa montagna: “oggi portiamo quassù anche, ancora una volta, il ricordo dei caduti della guerra e delle sofferenze che gli uomini in divisa patirono su questi territori impervi. In fondo, questa assurda battaglia sui confini è un oltraggio alla loro memoria.
Allargando il ragionamento ai temi della montagna, Zaia ha rivendicato alla sua Giunta la massima attenzione alle necessità delle terre alte: “Alcuni sembrano non accorgersene – ha detto – ma se oggi si parla di Montagna è per il nostro impegno.
Qualcuno ha mai sentito palare – si è chiesto – di mondiali di Sci a Cortina 2021? Della candidatura alle Olimpiadi 2026? Dell’elettrificazione ferroviaria? Del Treno delle Dolomiti?. Nei fatti, non a parole, per noi la Montagna è sinonimo ed elemento di promozione e di identità”.

Marmolada – Dalla Libera (Veneti Uniti): “La Mozione 397 per chiudere definitivamente la controversia dei confini: la Marmolada è anche Veneta”


“La Marmolada è anche Veneta e sostengo che è necessario chiudere definitivamente l’annosa controversia dei confini ritornando a quanto stabilito dal Protocollo del 2002” Così il consigliere regionale Pietro Dalla Libera (Veneti Uniti) che è intervenuto nel corso del dibattito della Seduta straordinaria convocata presso la sede del Museo della Grande Guerra a Punta Sarauta (2.950 m). Dalla Libera ha preso la parola dalla sede della Protezione Civile in località Bosco Verde dove è stata predisposta la postazione per quei consiglieri che non potevano raggiungere la sede del museo stante l’elevata altitudine. “Sono contento che il Consiglio regionale veneto sia venuti qui a incontrare la Montagna e i cittadini che qui vivono. Questa è una terra bellissima,, dalla natura affascinante, ma che ha anche criticità complesse a asperità non da poco – ha detto Dalla Libera – Siamo qui per sostenere e difendere questo territorio, la nostra montagna, e vogliamo contribuire per dare risposte concrete ai problemi concreti della popolazione. Questa è una occasione importante a questo fine come è importante ripetere che la Marmolada è anche Veneta.”

Marmolada – Sandonà (Zaia P): “Altro che guerra: questa è una battaglia di ideali, idee e contributi in difesa della montagna veneta e della sua gente”

“Mio bisnonno, Luigi Tombola, morì sul Pasubio il 13 giugno del 1916; era un soldato di 28 anni, con 4 figli: sono qui per onorare la sua memoria e la memoria di quanti furono mandati a combattere e morire per conquistare o difendere pochi metri. Siamo qui per ribadire, coerentemente, quelli che sono i confini giusti e di buon senso come spiegato bene dal presidente Zaia e dal collega Guidoni”. Luciano Sandonà, Gruppo Zaia Presidente, al termine della seduta straordinaria al Museo della Grande Guerra a Punta Serauta nel comune di Rocca Pietore (Bl), ha  spiegato come “Non ha senso di parlare di guerra di confini, quanto – ha ribadito Sandonà –  di impegno serio per difendere i diritti della popolazione veneta di montagna: questa non è una guerra ma casomai una battaglia fatta di ideali, idee e contributi per la nostra gente e per tutelare i loro diritti e i diritti della montagna”.

Politica – “Seduta straordinaria del Consiglio regionale sulla Marmolada. Via libera a larghissima maggioranza alla Mozione: ‘Gruppo della Marmolada: si dia seguito al Protocollo d’Intesa sottoscritto il 13 maggio 2002’”

Il Consiglio regionale del Veneto si è riunito oggi, alle ore 11.00, in seduta straordinaria, presso il Museo della Grande Guerra di Punta Serauta della Marmolada, nel Comune di Rocca Pietore, per l’esame della Mozione, di cui il consigliere Franco Gidoni (LN) è primo firmatario, relativa a ‘Gruppo della Marmolada: si dia seguito al Protocollo d’Intesa sottoscritto il 13 maggio 2002’.
Al termine dell’esame in aula, la Mozione è stata approvata con 32 voti favorevoli su 35 consiglieri presenti; il Gruppo M5S, pur presente, non ha partecipato alla votazione avvenuta con appello nominale.
Questi gli interventi che si sono succeduti durante il dibattito in aula consiliare.
Il relatore Gidoni “La Marmolada, nota come ‘Regina delle Dolomiti’, è un gruppo montuoso delle Alpi, la cui cima più alta è Punta Penia (3.343 m), collocato tra Veneto e Trentino. La questione relativa ai confini amministrativi sul massiccio della Marmolada costituisce una lunga ed annosa vicenda iniziata nel 1911 e che ha portato, in data 13 maggio 2002, i legali rappresentanti della Provincia Autonoma di Trento, della Regione Veneto, della Provincia di Belluno, del Comune di Canazei e del Comune di Rocca Pietore, a sottoscrivere un Protocollo d’Intesa relativo alla valorizzazione della Marmolada e all’individuazione dei confini sulla stessa. Il Protocollo, in particolare, sancisce che la definizione dei confini della Marmolada consentirebbe alle comunità interessate di avviare progetti comuni di rilancio della montagna. La stessa Provincia Autonoma di Trento ha confermato, con delibera di Giunta provinciale n. 990 del 10 maggio 2002, ‘Approvazione dello schema di Protocollo d’Intesa e relativa cartografia’, la volontà del territorio trentino di aderire all’accordo raggiunto. Ma in data 24 maggio 2018, un atto amministrativo dell’Agenzia delle Entrate – sezione Agenzia del Territorio di Roma – ha stabilito quale sia il confine catastale lungo il massiccio della Marmolada, facendo ricadere l’intero ghiacciaio all’interno del territorio della Provincia Autonoma di Trento, basandosi su una delibera del Consiglio comunale di Canazei, contro la quale è pendente un ricorso al TAR del Lazio da parte della Regione del Veneto e del comune di Rocca Pietore. Il parere dell’Agenzia del Territorio si configura come un atto unilaterale che non considera adeguatamente né le esigenze dei due territori, né, soprattutto, la volontà manifestata dagli organi politici, nell’allora 2002 e sancita con il citato atto d’intesa. La definizione dei confini tra i due comuni, ovvero tra le due Regioni, rappresenta un elemento decisivo sia in relazione alla risoluzione di quest’annosa controversia sia perché questione preliminare rispetto a qualsiasi iniziativa di rilancio, sviluppo economico e valorizzazione turistica di quest’area montana.
Il Presidente della Regione del Veneto ha ribadito che la Regione del Veneto intende dare atto a quanto pattuito con la Provincia di Trento nel 2002, alla luce del fatto che solo il citato accordo aveva consentito, dopo molti anni, di pervenire ad una favorevole risoluzione della controversia”. “Con la Mozione presentata oggi – sottolinea il relatore – vogliamo invitare la Giunta a intraprendere qualsiasi iniziativa utile, nell’ambito delle proprie competenze, finalizzata a dare seguito al Protocollo d’Intesa siglato nel 2002, ovvero verificare, attraverso gli organi e gli uffici di competenza, se e come un semplice procedimento amministrativo, quale un parere dell’Agenzia del Territorio, possa prevaricare una procedura legale in corso quale, appunto, il sopra citato Protocollo”.
“Mi dispiace tuttavia vedere alcuni banchi vuoti – conclude Franco Gidoni – perché questa seduta straordinaria, più che per battere i pugni sul tavolo e rivendicare un confine, assume il significato più profondo di cercare di comprendere come si viva in alta montagna, per conoscere un territorio che presenta caratteristiche e quindi necessità peculiari. Dobbiamo questo impegno alla popolazione che qui vive e lavora, superando notevoli avversità e disagi. Questa non è quindi una passarella, ma una preziosa occasione per discutere in ordine ai problemi della montagna. Oggi mi sarebbe piaciuto conoscere l’opinione del Partito Democratico su queste tematiche, peccato, anche in previsione del futuro governo della Regione, dal 2020 al 2025 che dovrà programmare le azioni necessarie allo sviluppo del nostro territorio. Confido nell’avvio degli Stati Generali della Montagna, perché dobbiamo restituire alla nostra comunità il senso di appartenenza, prodromico alla crescita armonica del Veneto”.
Manuel Brusco (M5S): “Abbiamo deciso di partecipare a un Consiglio per noi, comunque, importante perché i consiglieri sono saliti fin qui per prendere coscienza del territorio e delle esigenze dei residenti. Però, non è con una Mozione così scritta che si difende un territorio, bensì sarebbe opportuno studiare un piano programmatico, per continuare a parlare di montagna anche nei prossimi mesi, ma anche di altri territori che stanno affrontando disagi, penso ad esempio al Polesine. Siamo qui anche per onorare la memoria dei caduti di tutte le Guerre. Ci asterremo comunque dalla votazione”.
Il Governatore Luca Zaia “Ringrazio l’ingegner Vascellari e il Sindaco di Rocca Pietore per l’ospitalità. Oggi celebriamo la storia di un Paese che è andato in rovina, perché ci troviamo a discutere di un problema che si trascina stancamente da ben 45 anni, ovvero dal 1973, quando i vecchi confini ‘storici’ del 1778, individuati dalla Repubblica Veneta e dal Vescovado di Pordenone, furono messi in discussione da Canazei. Tutti questi anni di ricorsi e contro ricorsi sono il simbolo di un Paese che non funziona. Almeno si rispetti l’accordo del 2002, disconosciuto nel 2017 da Canazei. Ma sono fiducioso che vinceremo il ricorso al TAR. Bisogna però essere sinceri: la Marmolada ha iniziato ad attrarre interesse quando è diventata meta turistica, finché era solo un ghiacciaio non faceva gola a nessuno. Non siamo guerra fondai, non ce l’abbiamo con gli amici trentini, però questo ginepraio di sentenze e documenti sta pregiudicando la qualità della vita della gente di montagna. E noi vogliamo tutelare i veneti che vivono sulle montagne e che accettano di affrontare quotidianamente una sfida difficile. Vogliamo difendere i nostri confini, a tutti i costi, ma confido comunque nella riapertura di un dialogo costruttivo con la Provincia Autonoma di Trento, per superare tutti assieme gli interessi e le logiche di parte, e combattere uniti per rispettare la nostra identità e la nostra storia, nonché per onorare la memoria e il sacrificio dei nostri caduti. Dobbiamo tornare a pensare in grande, anche con riferimento alla candidatura alle Olimpiadi 2026”.
Stefano Casali (CDV) “Voteremo l’ordine del giorno, di cui chiediamo la sottoscrizione, e voteremo a favore di questa Mozione, perché crediamo nell’importanza di difendere le radici di un popolo. Dobbiamo continuare a tutelare quei nobili ideali per i quali sono morti tanti nostri avi. Appoggiamo le giuste istanze di questi magnifici territori”.
Massimo Giorgetti (FI) “Essere qui oggi ha il significato innanzitutto di difendere il nostro territorio, oltre i problemi della montagna, per dimostrare che su questo tema non si transige. Mi dispiace quindi per l’assenza di parte delle opposizioni, perché hanno perso un’occasione preziosa per affermare con chiarezza che un tribunale non potrà mai incidere su una storia gloriosa, impreziosita dagli atti di eroismo dei nostri caduti. Voteremo quindi con convinzione la Mozione”.
Maurizio Conte (Veneto per l’Autonomia) “Essere qui è un dovere per chi rappresenta i veneti e deve dare voce ai territori. I confini, invece di diventare momento di condivisione, diventano purtroppo ancora una volta motivo di scontro, anche per colpa delle differenze troppo marcate tra regioni a statuto ordinario e quelle a statuto speciale. Vogliamo mantenere forte il nostro legame identitario e culturale con questi territori, ma per fare ciò dobbiamo offrire loro risposte adeguate e all’altezza delle legittime aspettative, nel segno dell’autonomia”.
Massimiliano Barison (FdI/MCR) “Questa per noi non è certo una passarella, ma un’occasione importante per schierarci a fianco delle Istituzioni democratiche e aiutarle a riappropriarsi del loro potere, scippato da una burocrazia troppo invadente. Sosteniamo inoltre con convinzione la montagna, preziosa risorsa per la nostra regione, che però va difesa con mezzi più adeguati, che possono essere forniti solo con l’autonomia. Voteremo quindi a favore della Mozione”.
Stefano Valdegamberi (Gruppo Misto) “Ricordiamo oggi l’ennesimo atto di arroganza di un potere che non riconosce la volontà espressa dai territori. Un atto di arroganza innanzitutto verso la nostra gente e la nostra storia. I veneti che vivono in questi posti hanno il diritto di essere ascoltati. Appoggio quindi con convinzione questo provvedimento”.
Pietro Dalla Libera (Veneti Uniti) “Come veneto voglio difendere la montagna e aiutarla ad affrontare i suoi problemi. La Marmolada è anche veneta, come sancito nel 2002 dal Protocollo d’Intesa. Voterò quindi a favore della Mozione”.
Nicola Finco (LN) “Oggi il Consiglio regionale ha dimostrato di avere una forte sensibilità verso i veneti che vivono nelle zone di montagna, per affrontare tutti i problemi della montagna veneta, a 360 gradi, analizzando tematiche importanti, quali la sanità, l’agricoltura, il turismo, e comunque tutta una serie di politiche che la Regione sta già affrontando. Ma oggi siamo qui anche per riaffermare la legalità e lo stato di diritto, combattendo una burocrazia cieca e sorda alle esigenze dei veneti. Vogliamo riaffermare oggi che questa è terra veneta. Grazie all’autonomia porteremo a casa questa battaglia di identità e di amore per la nostra terra. Da oggi inizia un percorso che ci aiuterà, anche grazie al nostro Governatore, a portare a casa le nostre legittime rivendicazioni”.
Assessore Bottacin “Questa è una giornata importante perché finalmente ascoltiamo le grida dei nostri territori. Ma voglio chiarire un concetto importante e superare così un equivoco che è sorto: alcune materie sono già in capo alla provincia di Belluno, in nome dell’autonomia amministrativa, ma questa forma di autonomia non basta per tutelare i nostri territori dalla vicinanza della Provincia Autonoma di Trento e Bolzano. Qui serve un’autonomia vera che ristabilisca regole uguali per tutti. Abbiamo chiesto l’autonomia per tutte e 23 le materie perché pensiamo di poterle gestire meglio. Dobbiamo pensare in grande per poter sviluppare questo territorio”.
Assessore Caner “Vogliamo semplicemente far rispettare un legittimo accordo che Canazei cerca di fare saltare solo per motivi economici, per costruire un nuovo impianto in cima alla Marmolada che, comunque, non potrà essere fatto senza mettere a rischio la certificazione Unesco. Ricordo infine che la Regione Veneto, negli ultimi anni, ha fatto molto per la montagna veneta, con finanziamenti significativi”.
Assessore Pan “Il 29% del territorio agricolo veneto è in montagna. Il 10% delle nostre aziende agricole ha sede in montagna. Ciò fa capire come quest’area abbia una propensione agricola importante e meriti adeguati finanziamenti, come del resto sta avvenendo negli ultimi anni.
Antonio Guadagnini (Siamo Veneto) “La vicenda storica è sempre stata chiara e, fino a quando è stata gestita da Stati seri, quali la Repubblica Serenissima e lo Stato austriaco, non c’è stato alcun problema. Poi è arrivato lo Stato italiano, con la sua burocrazia e i suoi ‘giochetti di potere’. Noi veneti, che siamo persone serie, non possiamo mai piegarci alle assurde logiche di uno ‘Stato Pulcinella’, quindi abbiamo fatto bene a essere qui oggi”.
Il Presidente del Consiglio regionale, Roberto Ciambetti, alle ore 13, ha chiuso la seduta straordinaria ricordando che “essere qui oggi sulla Marmolada, a rappresentare l’interesse del Veneto e dei veneti, è un grande onore e motivo d’orgoglio, per far sì che pezzi del nostro territorio non vengano sottratti proditoriamente da chi non è stato eletto dai cittadini. La montagna è sempre stata luogo di incontro e di collaborazione tra le genti, da una vallata all’altra, non certo di scontro. Questo accordo collaborativo è sempre stato portato avanti dalla Regione Veneto e dalla Provincia Autonoma di Trento e Bolzano, almeno fino al 2002. Vogliamo ripristinare questo dialogo costruttivo per affrontare e risolvere seriamente i problemi dei cittadini che vivono in montagna. Con questo atto del Consiglio regionale, la massima istituzione democratica del Veneto, vogliamo riaffermare con forza che i confini, noi, li vogliamo difendere, senza se e senza ma”.

Rizzotto (Zp): “Marmolada patrimonio della umanita’ ma da sempre e per sempre terra veneta”

“Abbiamo approvato una mozione a favore della montagna veneta, non una dichiarazione di guerra contro gli amici trentini. E per come la vediamo noi, che e’ il punto di vista della storia, la Marmolada e’ terra veneta”. Commenta così la Presidente del gruppo Zaia la mozione a sostengo della Marmolada in terra veneta approvata quest’oggi durante il consiglio regionale svoltosi, proprio per l’occasione, a 2.950 metri presso la Funiviaria di Serauta.
“Le Dolomiti sono un inestimabile patrimonio dell’umanità, senza dubbio. Ma altrettanto senza dubbio, noi abbiamo l’obbligo, da Veneti, di difenderne tanto i suoi confini, quanto gli accordi che lo tutelano, esattamente come quello del 2002 che già aveva chiarito la questione Marmolada. Mi dispiace per il fatto che i 5 stelle non abbiano partecipato al voto, tanto valeva non si facessero un giro in funivia, e per l’assenza dei colleghi del Partito Democratico, che hanno confuso i concetti: le gite si fanno di domenica, oggi, chi è stato eletto dai Veneti, doveva esser qui a difendere  i confini della Marmolada”

Vera autonomia e non a parole: Bottacin rilancia le sue teorie

“Credo che oggi sia una giornata epocale. Siamo qui infatti per raccogliere il grido che parte spesso da questi territori montani”. Lo ha detto l’assessore regionale alla specificità di Belluno Gianpaolo Bottacin intervenendo nel corso della seduta straordinaria del consiglio veneto sulla Marmolada per discutere la mozione relativa al Protocollo d’intesa sottoscritto il 13 maggio 2002 tra Veneto e Trentino Alto Adige sui confini.
Bottacin ha sottolineato che la questione si inserisce in un contesto caratterizzato da “un grande equivoco”, cavalcando il quale “qualcuno ha fatto credere che Venezia avrebbe potuto garantire a Belluno lo stesso trattamento delle province del Trentino Alto Adige concedendo l’autonomia amministrativa. Così non è. L’autonomia amministrativa è già stata realizzata in gran parte. In materia di urbanistica, caccia e pesca, traporto locale, canoni idrici la Provincia già decide autonomamente. Ma è una cosa diversa da quella delle province della vicina regione a statuto speciale. Per avere le stesse condizioni l’autonomia amministrativa non basta, nonostante l’attenzione che la Regione pone da sempre al territorio montano”.
“Tutte le azioni fatte – ha aggiunto – sono poi inficiate da due elementi. Il primo è quello che ha fatto il governo Monti eliminando i trasferimenti dello Stato: Belluno è passata da 28 milioni all’anno a zero. Il secondo è la legge Delrio che ha spogliato le Province delle materie e tagliato il personale. La Regione ha invece portato da 17 a 40 i milioni trasferiti alla provincia bellunese che vengono usati per colmare il gap creato a livello governativo. Il 53% del bilancio provinciale è ora costituito da risorse regionali, mentre fino al 2011 le risorse regionali ne costituivano il 19%”.
“Ciò che ci serve oggi – ha concluso Bottacin – è un’autonomia vera, quella che il Veneto ha chiesto con il referendum del 22 ottobre e non è solo una questione di soldi, anche se l’82% dei tributi oggi va allo Stato, ma anche di regole e di leggi che vorremmo poter fare senza vedercele impugnare dal governo. Abbiamo bisogno di un’autonomia vera perché abbiamo dimostrato di essere un’eccellenza e che potremo fare ancora meglio. La battaglia per il riconoscimento di una maggiore autonomia servirà a superare anche il grande equivoco in cui sta vivendo la provincia di Belluno: se la torta sarà grande per il Veneto, la fetta di Belluno sarà grande. Ma se la torta continua a essere piccola per il Veneto, anche la fetta per Belluno non potrà mai esser grande per quanto sforzi faccia il Veneto. Occorre però pensare in grande anche a livello locale per sviluppare questo territorio, altrimenti sarà inutile guardare al Trentino Alto Adige”.

Marmolada – M5S: “La montagna non si difende con passerelle e mozioni inutili: ecco perché non abbiamo votato la mozione 397”

“La montagna veneta non si difende con le passerelle e con mozioni inutili, ma con interventi precisi e mirati che possano ridare slancio a un territorio fatto di persone e tradizioni, e non di confini” A dirlo sono i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle che oggi hanno partecipato alla seduta d’altura del Consiglio Regionale del Veneto senza partecipare al voto: “Abbiamo deciso di partecipare alla seduta consiliare – spiegano i pentastellati – perché si tratta del momento in cui i rappresentanti dei cittadini si incontrano per discutere e trasformare in azioni legislative le istanze dei veneti, quindi era nostro dovere presenziare. Votare una mozione del tutto inutile è però un’altra cosa. Noi speravamo di poter venire sulla Marmolada, che rappresenta tutta la montagna veneta, per discutere dei problemi veri di questo territorio. Ci sarebbe piaciuto poter parlare delle azioni concrete da mettere sul piatto per risolvere la piaga dello spopolamento, che rischia di cancellare secoli di storia e tradizioni. Avevamo intenzione di parlare di scuola, di artigianato, di economia e della difficile situazione in cui la montagna veneta si viene a trovare quando deve affrontare la concorrenza di confinanti a statuto speciale – confermano i consiglieri del Pd – l’avevamo chiesto ai colleghi della maggioranza e ci hanno detto di no. Condividiamo la preoccupazione di chi si troverà senza un pezzo così importante del proprio territorio – sottolineano i consiglieri – ma questa passerella non è il sistema più adatto per risolvere un problema simile. Con questa mozione non si risolvono i problemi dei veneti e della montagna, è stata sprecata una grande occasione”.

Marmolada – Fracasso, Azzalin e Zanoni (PD): “Sulla Marmolada un Consiglio-passerella: votato un documento inutile”

“Che senso ha riunire un Consiglio a tremila metri per approvare un documento che invita la Giunta a mandare una lettera ai parlamentari? Oggi non è stata presa nessuna decisione che migliora la qualità della vita dei bellunesi. È un voto assolutamente inutile”. Così il gruppo regionale del Partito Democratico argomenta la mancata partecipazione alla seduta odierna a Rocca Pietore per rivendicare l’appartenenza del ghiacciaio della Marmolada al Veneto. “È inutile fare passerelle, pensando di illudere le persone quando per anni non si sono mai affrontati in maniera seria i problemi della montagna. Zaia rivendica l’impegno della sua Giunta? Gli ricordo che per i Mondiali di sci a Cortina è stato il Governo Gentiloni a stanziare 300 milioni, per l’elettrificazione ferroviaria della tratta Feltre-Belluno-Vittorio Veneto il ministro delle Infrastrutture Delrio ha messo 110 milioni. Ci dica, invece, per le Olimpiadi 2026 quante risorse garantirà il Governo Lega-Cinque Stelle ammesso che poi si facciano sul serio”, attacca il capogruppo del Pd Stefano Fracasso. “La politica risponda con i fatti e non con i teatrini, basta fiction. Abbiamo assistito a una sfilata della Giunta che non ha aggiunto niente. Servizi sociosanitari che chiudono, gestione delle strade, autonomia per la Provincia di Belluno? Silenzio assoluto. Questi signori governano il Veneto da decenni, ci dicano quali provvedimenti hanno preso o vogliono prendere per migliorare la quotidianità di chi vive in montagna. La seduta si può sintetizzare in tre parole: chiacchiere, chiacchiere, chiacchiere. Proprio le cose che i veneti non sopportano”, rincara Graziano Azzalin. “Una passerella fine a se stessa, dove per regolamento i singoli consiglieri nemmeno potevano intervenire visto che la parola era limitata a un solo rappresentante per gruppo. Che senso ha andare sulla Marmolada per votare una mozione che non cambia niente in merito, visto che la Giunta ha già fatto ricorso? Questo Consiglio è stata pura aria fritta – protesta il consigliere Andrea Zanoni – Il nostro gruppo non ha potuto far votare un documento per la montagna e non era neanche possibile emendare il testo della maggioranza senza accordo del presentatore. Infine è grave la strumentalizzazione dei caduti della Grande Guerra, accusando gli assenti di non conoscere la storia. Il 24 settembre non c’è alcuna ricorrenza e il presidente del Consiglio lo sa bene, ma preferisce usare i morti come foglia di fico per mascherare una passerella ad alta quota, con buffet e foto ricordo per il record del ridicolo, il Consiglio regionale più alto d’Europa”.