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Step 1: Referendum proposto dal Consiglio regionale del Veneto. Autonomia, Indipendenza, Federalismo, Sovranismo? Un’Italia unita ma federata. Non è una “truffa” – come dice la consigliera Moretti – ma “un principio di libertà costituzionale” come affermano i costituzionalisti Antonini e Bertolissi. Negarlo o fraintenderlo come “uno spreco” significa mettersi contro la sovranità popolare.
Step 2. Su un piano tecnico giuridico il referendum ha dato mandato al governatore della Regione di avviare la procedura per raggiungere l’obiettivo. Sono stati convocati tutti i soggetti pubblici e privati per raccogliere le loro osservazioni in merito. Il governatore Zaia con gli esperti ha relazionato alla Commissione parlamentare.
Step 3. Il progetto di legge statale n. 43 è stato licenziato il 10 novembre 2017 con 36 voti favorevoli, 3 contrari e 2 astenuti su 41 voti rappresentati. La maggioranza richiesta era di 21 voti.
Step 4. Il dibattimento in aula è iniziato da martedì 14 novembre.
Step 5. ….

LE BUONE REGOLE DI TRASPARENZA PER LE ELEZIONI COMUNALI: IL CASO ESTREMO DI CASTELFRANCO VENETO

  1. TRASPARENZA DELLE CANDIDATURE

La legge 9 gennaio 2019, n. 3 recante “Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici” ha introdotto alcune importanti novità in materia di adempimenti per le consultazioni elettorali.
In particolare, la legge n. 3/19 ha stabilito, per i partiti e movimenti politici e per le liste civiche collegate ai candidati sindaco dei Comuni sopra i 15.000 abitanti, l’obbligo di pubblicare on line il curriculum vitae e il certificato penale dei candidati.
Pubblicazioni CV e certificato penale dei candidati sul sito internet dei partiti e dei movimenti politici Dunque, in tutti i Comuni sopra i 15.000 abitanti, i partiti politici, movimenti e liste civiche che presentino liste di candidati alle prossime elezioni amministrative dovranno:
a) avere un proprio sito internet;
b) pubblicare su tale sito il curriculum vitae e il certificato penale dei candidati.
È quanto prevede, infatti, l’articolo 1, comma 14, della citata legge n. 3.
Il certificato penale deve essere rilasciato dal casellario giudiziario non oltre novanta giorni dalla data fissata per la consultazione elettorale.
Non sussistono indicazioni in merito al formato del CV che, dunque, può essere compilato liberamente.
L’obbligo di pubblicazione deve essere adempiuto entro il quattordicesimo giorno
antecedente la data delle elezioni (6 settembre).
Non è richiesto il consenso espresso degli interessati.
Si rileva, infine, che l’omessa pubblicazione del curriculum vitae e del certificato
penale non comporta l’esclusione delle liste o dei singoli candidati da parte delle
commissioni elettorali circondariali. Tuttavia, in caso di violazione di tali obblighi di
pubblicazione da parte dei partiti o movimenti politici, la Commissione per la
trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti e dei movimenti politici (Nota), commina una sanzione pecuniaria amministrativa da euro 12.000 a euro 120.000.
La previsione di cui al comma 14 in commento va evidentemente letta in combinato
disposto con quanto previsto al successivo comma 15 del medesimo articolo 1, esaminato di seguito.
Pubblicazioni CV e certificato penale dei candidati sul sito internet dell’ente cui si riferisce la competizione elettorale
I Comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, secondo quanto stabilito dal comma 15, dovranno predisporre un’apposita sezione del proprio sito internet,
denominata “Elezioni trasparenti”, in cui saranno pubblicati il curriculum vitae ed il
certificato penale dei candidati.
La pubblicazione deve avvenire entro il settimo giorno precedente la consultazione
elettorale (13 settembre) e il certificato penale deve essere rilasciato dal casellario
giudiziario entro novanta giorni dalla data fissata per la consultazione elettorale.
La norma specifica che il curriculum vitae ed il certificato penale sono quelli già
pubblicati nel sito internet del partito, movimento politico, lista o candidato con essa collegato, previamente comunicati agli enti interessati dalla consultazione elettorale.
5 La Commissione, istituita con la legge n. 96/2012, effettua il controllo di regolarità e di conformità alla legge del rendiconto dei partiti e movimenti politici. La Commissione ha sede presso la Camera dei deputati ed è composta da cinque componenti, di cui uno designato dal Primo presidente della Corte di cassazione, uno designato dal Presidente del Consiglio di Stato e tre designati dal Presidente della Corte dei conti. Tutti i componenti sono scelti fra i magistrati dei rispettivi ordini giurisdizionali con qualifica non inferiore a quella di consigliere di cassazione o equiparata. Ai componenti della Commissione non è corrisposto alcun compenso o indennità per l’attività prestata. Il mandato dei componenti della Commissione è di quattro anni ed è rinnovabile una sola volta.
Le informazioni oggetto della pubblicazione devono essere facilmente accessibili e
devono consentire all’elettore di accedervi attraverso la ricerca per circoscrizione,
collegio, partito e per cognome e nome del singolo candidato.
Il mancato adempimento a quanto previsto dal comma 15 in commento non comporta sanzioni.
Rapporti tra partiti politici e fondazioni, associazioni e comitati L’articolo 1, comma 20 della legge 3/2019, ha modificato il comma 4 dell’articolo 5 del decreto-legge n. 149 del 2013 introducendo una equiparazione, in materia di trasparenza e rendicontazione, tra partiti o movimenti politici e fondazioni, associazioni e comitati così come individuati e definiti dalla norma stessa.
Ai sensi del nuovo comma 4, dunque, gli obblighi in materia di trasparenza e rendicontazione stabiliti per i partiti o movimenti politici dalla legge in esame e dall’art. 5 del DL 149/2013 trovano applicazione anche per le fondazioni, le associazioni e i comitati:
 la cui composizione degli organi direttivi sia determinata in tutto o in parte da deliberazioni di partiti o movimenti politici;
 i cui organi direttivi siano composti in tutto o in parte:
 da membri di organi di partiti o movimenti politici ovvero
 da persone che siano o siano state, nei 10 anni precedenti, membri del Parlamento nazionale o del Parlamento europeo o di Assemblee elettive regionali o locali (quindi consiglieri regionali, consiglieri comunali, ecc.)
ovvero
 da coloro che ricoprono o che abbiano ricoperto, nei 10 anni precedenti, incarichi di governo a livello nazionale, regionale o locale ovvero incarichi istituzionali nelle fondazioni, associazioni o comitati per esservi stati eletti o nominati in virtù della loro appartenenza a partiti o movimenti politici;
 che erogano somme a titolo di liberalità o contribuiscono in misura pari o superiore a 5.000 euro annui al finanziamento di iniziative o servizi a titolo gratuito in favore di partiti, movimenti politici o loro articolazioni interne, di membri di organi di partiti o movimenti politici o di persone che ricoprono incarichi istituzionali.
Nota 5 La Commissione, istituita con la legge n. 96/2012, effettua il controllo di regolarità e di conformità alla legge del rendiconto dei partiti e movimenti politici. La Commissione ha sede presso la Camera dei deputati ed è composta da cinque componenti, di cui uno designato dal Primo presidente della Corte di cassazione, uno designato dal Presidente del Consiglio di Stato e tre designati dal Presidente della Corte dei conti. Tutti i componenti sono scelti fra i magistrati dei rispettivi ordini giurisdizionali con qualifica non inferiore a quella di consigliere di cassazione o equiparata. Ai componenti della Commissione non è corrisposto alcun compenso o indennità per l’attività prestata. Il mandato dei componenti della Commissione è di quattro anni ed è rinnovabile una sola volta. (Vademecum Anci)

Magra constatazione quella di Castelfranco Veneto, comune da 33mila abitanti, abbia avuto dei contraccolpi soprattutto da parte della maggioranza. Dove sono i siti, i CV più o meno esplicativi di ogni candidato e i programmi? A parte la capacità di saper fare politica, disciplina che non è solo manovalanza o prender in mano un microfono e parlare a braccio, qui ci voleva un ufficio elettorale con le palle che organizzasse e mettesse in riga tutti, soprattutto quelli che credono di essere ai tempi bui e delle streghe. L’analogico e il fax sono ormai sorpassati da tempo. Il digitale avanza e sarà dirompente assieme ad una politica del full green. Chi sono i compagni di viaggio o di altre carrozze dello stesso treno “Elezioni 20-21 settembre 2020?
Liste senza siti url e curriculo dettagliati dei candidati consiglieri sono “fuori legge o contro l’etica”?
Tre righe di CV non è un CV, età e professione non sono un CV, fra l’altro generica (imprenditore, avvocato, pensionato). L’urna sarà impietosa e non farà sconti a nessuno. 

Lettera aperta di Claudio Malvestio, seguendo i dettami dell’esimio prof. Mario Bertolissi

Concepite per generare una discontinuità rispetto al passato, tutte le ipotesi di riforma dell’attività delle Regioni ordinarie hanno suscitato enorme clamore, ma quali conseguenze utili per il Paese?
L’obiettivo di tradurre in pratica un sogno del Costituente, valorizzando il principio del buon andamento – ossia buon governo e buona amministrazione – non è stato raggiunto.
Perché? E quali sono le mosse giuste per non perdere oggi un’altra preziosa occasione?
Il prof. Mario Bertolissi, costituzionalista dell’Università di Padova, spiega i motivi per cui non sussistono più le condizioni di un tempo, quali sono i problemi reali e quanto corrispondono agli argomenti che animano il dibattito pubblico; esamina l’articolo «della discordia» – 116 comma 3 – della Costituzione e ricostruisce in breve le vicende legate a un federalismo mai compiuto; infine, numeri alla mano, analizza le ricadute concrete dell’attuazione della riforma come si prospetta oggi, evidenziando le urgenze indifferibili e la reale posta in gioco.
Ne emerge come debito pubblico, disoccupazione giovanile ed emigrazione dei migliori talenti siano strettamente collegati alla riforma che deve quindi essere pensata come un reale rinnovamento dell’amministrazione.
Credp che ormai i tempi sono diventati maturi per una riforma politico-burocratica dello Stato, quella che noi Veneti da molto tempo reclamiamo. Abbiamo iniziato sul piano strettamente culturale e storico, sempre vivo. Poi con l’istituzione delle Regioni che iniziarono ad essere espressione “autonoma” di un popolo stanziato dentro determinati confini non tanto fisici ma per origini storiche antiche, ci siamo accorti che il divario si allargava rispetto a quello di regioni che sono state pienamente “colonizzate” dalla burocrazia romanocentrica, allora rimboccandoci le maniche ed accettando le regole costituzionali abbiamo iniziato un nuovo viaggio. Il prof. Bertolissi con il suo gruppo di esperti non ha fatto altro di canalizzare le nostre richieste tramutandole in progetti di legge e procedure indispensabili. Non mi sembra che altre esperienze nazionali siano state così puntigliose, anzi nella storia dell’Italia. l’autonomia o meglio la “specificità” è stata conquistata con ben altri mezzi, della forza (i fasci siciliani), del separatismo (Val d’Aosta, Friuli) e del patronage di accordi internazionali (Sud Tyrol).
E allora, faccio mio l’invito del governatore Zaia: Vota per chi vuoi ma vai a votare! Il tuo voto alla Lista Veneta Autonomia, rafforza la nostra Regione – la meglio governata d’Italia – e ci consentirà di continuare con rinnovato vigore la battaglia che più ci sta a cuore: l’Autonomia del nostro Veneto. Ne sono certo!

CENSITI E MAPPATI 8 MILA CHILOMETRI DI PERCORSI CICLABILI NEL VENETO. ASSESSORE ANNUNCIA: “DA OGGI TUTTI I DATI SONO PUBBLICI E CONSULTABILI NEL SITO DELLA REGIONE”

(di A. Miatello)
“Abbiamo completato la mappatura dei percorsi ciclabili del Veneto: il data base è disponibile sul sito della Regione. Da oggi i cittadini, gli appassionati di bici, gli escursionisti, gli operatori turistici e tutte le persone interessate possono consultare i contenuti online e sviluppare sistemi di ‘navigazione’ utili a definire i propri itinerari attraverso gli 8 mila chilometri censiti della rete regionale”.
Lo ha annunciato stamane a Verona l’Assessore regionale alle infrastrutture e trasporti, nel corso del decimo incontro del Tavolo della mobilità ciclabile, istituito dalla Giunta veneta nel 2017 al fine di coordinare e monitorare tutte le iniziative riguardanti la mobilità ciclistica nel territorio regionale. Ai lavori hanno partecipato le Province del Veneto, l’Anci, Trenitalia, l’Arpav, Veneto Strade, la FIAB, la Soprintendenza e le diverse strutture regionali competenti in materia di pianificazione territoriale, prevenzione, turismo, ecc.
L’Assessore ha ringraziato tutti gli Enti e le Associazioni che a vario titolo hanno partecipato in questi anni ai lavori del Tavolo che, come lei stessa ha sottolineato,  “rappresenta un ‘unicum’ a livello nazionale”.
Dei quasi 8.000 km censiti, 2.563 sono su sedi riservate, compresi quelli su fondo non asfaltato. I percorsi sono stati distinti principalmente in base alle loro caratteristiche (strada, argine, pista ciclabile), specificandone la tipologia (a uso promiscuo veicolare, a uso promiscuo pedonale, corsia riservata, sede propria), la gerarchia (di livello europeo, nazionale, regionale e provinciale) oltre che in base al fondo del tracciato (asfalto, ghiaia, terra battuta). Il data base contente tutti i percorsi mappati è disponibile sul sito della Regione al seguente indirizzo:

https://idt2.regione.veneto.it/idt/webgis/viewer?webgisId=82

I dati saranno scaricabili gratuitamente a partire dalla prossima settimana.
“La mappatura dei percorsi – ha detto l’Assessore – è stata una delle prime esigenze rappresentate dal Tavolo sin dal suo insediamento. Questo traguardo lo abbiamo raggiunto, ma molto lavoro rimane ancora da fare, in termini di implementazione e aggiornamento costante della banca dati, ma soprattutto sul fronte del potenziamento e della messa in sicurezza della rete ciclabile veneta. In tal senso si sta procedendo anche alla concretizzazione degli itinerari di interesse nazionale, in corso di progettazione e realizzazione a cura della Regione con il cofinanziamento del Ministero: ben cinque di queste dieci ciclovie interessano il Veneto: Ven.To, Sole, Garda, Venezia-Trieste, Adriatica. Molti dei lavori programmati partiranno nella primavera del 2021”.
L’Assessore si è poi soffermata sulle importanti esperienze di integrazione treno-bici e bici-bus, riguardanti soprattutto l’area veronese e quella delle Dolomiti, sul tema relativo al Piano regionale della mobilità ciclabile, in attuazione del nuovo piano regionale dei Trasporti e della programmazione nazionale, nonché sull’opportunità di introdurre con maggior rilevanza l’integrazione degli itinerari ciclabili, non solo con il ferro e la gomma, ma anche con la navigazione.

AUTONOMIA: un principio generale erga omnes che noi Veneti abbiamo sottoscritto. Una conversazione con Claudio Malvestio, candidato alle Regionali 2020

“Per il Veneto l’autonomia delle regioni rimane al primo posto” queste le parole di Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, a margine della seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni per l’approvazione del documento “1970-2020: le istituzioni regionali 50 anni dopo”

Da sempre, Claudio Malvestio, nostro designer della comunicazione e co-autore di tante monografie e giornali, si batte per l’autonomia del Veneto, quella che il nostro Luca Zaia sta portando avanti con professionalità e passione. Non è una battuta e nemmeno una battaglia, è un “principio generale erga omnes” sul quale la nostra Terra ha accettato di unirsi al resto degli altri “popoli” siciliani, sardi, lombardi, toscani, umbri, campani, piemontesi…dal 1861 al 1867 (mancavano Trento e Trieste con l’Istria).
Certamente l’obiettivo era di cacciare (a calci in culo) gli stranieri oppressori e di unire le nostre forze, chi mirava ad una Repubblica (Mazzini e Garibaldi) e chi invece ad una Monarchia costituzionale (Cavour). Fu scelta questa seconda esperienza, un po’ per pigrizia un po’ per scopiazzare gli imperiali europei. Eravamo poveri e analfabeti. Ci fregarono.
Poi ci fu il Ventennio, dopo una Guerra che vide il Triveneto devastato, città bombardate, milioni di morti. Fregati per la seconda volta con i Trattati di Losanna. Per certi versi fu unico sistema che voleva plasmare l’italiano, renderlo forte ed orgoglioso. Purtroppo l’ideologia gioca brutti scherzi. Non possono sentirsi indenni i comunisti. La storia per chi l’ha vissuta fu tragica. Di nuovo disastri, bombardamenti, morti ma in tutt’Italia. E come se non bastasse italiani contro italiani. Sparì la dittatura, grazie agli Alleati. Risorse un’Italia democratica, liberale e prettamente cattolica. Almeno così sembrava.
Nacquero la Ceca, l’Euratom e il Mec e poi via via si formò l’Europa delle Regioni.
In Italia abbiamo festeggiato i cinquant’anni della loro nascita con una mostra al Ferro Fini che a causa del lockdown nessuno se ne è accorto.
Altri tempi, altri partiti, altre forme elettorali. Oggi, più che mai, possiamo essere orgogliosi di stare al passo di una prossima “autonomia funzionale”, elaborata dal prof. Mario Bertolissi e votata dall’ottantasette per cento dei Veneti.
E su questo, Claudio Malvestio non vuole essere frainteso: “il mio Veneto lo vedo sempre molto avanti rispetto ad altre regioni, appunto perchè noi Veneti ci hanno abituati di essere responsabili in “famiglia” e di aiutarci qualora ci fosse bisogno”, in altre parole nel linguaggio politico significa far valere il principio di solidarietà nei confronti altre regioni. Un principio ripetuto anche dal presidente Sergio Mattarella quando ha incontrato i presidenti di tutte le Regioni.
“La solidarietà – come ha detto il Capo dello Stato – rafforza il dovere di utilizzo equo, efficace ed efficiente delle risorse da parte di tutte le Regioni”  Angelo Miatello  

CINQUANTENARIO DELLE REGIONI
A 50 anni dalla nascita delle Regioni a statuto ordinario, è d’obbligo tirare le somme. Il Veneto è riuscito con forza e passione a trasformarsi in una delle realtà socio-economiche più rilevanti d’Europa. Non a caso chiediamo con insistenza di tradurre la nostra virtuosità in autonomia differenziata, cioè di migliorare il benessere del nostro Paese. Al  recente incontro col  capo dello Stato e del Ministro Boccia, Luca Zaia ha ribadito che vanno usati i fondi del Recovery fund per i Lep, cioè i Livelli essenziali di perequazione.
Claudio Malvestio

REPERTORIO

23 settembre 2019 | Incontro tra il Presidente Zaia e il Ministro Boccia sull’Autonomia del Veneto | In evidenza il Dossier consegnato al Ministro Boccia

10 aprile 2019 | Audizione del Presidente Zaia presso la Commissione Parlamentare per le questioni regionali

3 aprile 2019 | Audizione del Presidente Zaia presso la Commissione Parlamentare per l’attuazione del Federalismo Fiscale

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LINGUE MINORITARIE: ACCORDO PER TUTELA RECIPROCA FVG-VENETO

Friuli Venezia Giulia e Veneto stringono un’alleanza per la tutela e lo sviluppo delle lingue minoritarie e delle reciproche varietà linguistiche.
È quanto stabiliscono due delibere approvate dalle rispettive Giunte con cui le due Regioni hanno dato il via libera ad un “Accordo di collaborazione per la tutela e per lo sviluppo del patrimonio linguistico e culturale della componente friulanofona della Regione del Veneto e venetofona della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia”.
Presupposto dell’accordo – che attiva una collaborazione richiesta da anni dalle comunità locali – è l’uso della lingua friulana anche in aree circoscritte dei comuni veneti di Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro e Portogruaro, ma anche – come riconosciuto nel 2006 dal Consiglio Provinciale di Venezia – nei comuni di San Michele al Tagliamento, Teglio Veneto e Cinto Caomaggiore. Allo stesso modo, in Friuli Venezia Giulia persiste l’uso di dialetti veneti (il triestino, il bisiaco, il gradese, il maranese, il muggesano, il liventino, il veneto dell’Istria e della Dalmazia, il veneto goriziano, pordenonese e udinese) che la Regione è impegnata a valorizzare in base alla legge regionale 5/2010.
Con questo accordo la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia si impegna ad estendere alcuni servizi erogati dall’Agenzia regionale per la Lingua Friulana (Arlef) anche agli organismi veneti riconosciuti, nonché a consentire l’accesso ai finanziamenti regionali per la promozione della cultura e della lingua friulana ai Comuni veneti interessati. La Regione Veneto, a sua volta, si impegna a promuovere il finanziamento di progetti a sostegno della lingua friulana con i fondi previsti dalla legge regionale 73/1994 e a favorire le iniziative culturali volte all’approfondimento del friulano nell’area del portogruarese, anche con il coinvolgimento delle Università presenti nelle due Regioni. L’accordo ha durata triennale ma potrà essere prorogato. L’Arlef è incaricato della gestione operativa dell’attività.
Le due Regioni potranno collaborare per sviluppare iniziative mirate alla piena attuazione delle leggi statali e regionali istituite per la tutela della lingua minoritaria, con particolare riferimento alla componente linguistica friulana presente nel territorio portogruarese del Veneto. Potranno inoltre favorire la cooperazione tra i soggetti firmatari per la salvaguardia del patrimonio linguistico e culturale della componente friulanofona in Veneto e venetofona in Friuli Venezia Giulia. Il friulano potrà essere proposto come attività integrativa nelle scuole dei comuni interessati, così da promuoverne la conoscenza e l’uso della sua grafia ufficiale. Infine, le due Regioni potranno supportare le amministrazioni locali, gli enti, le società pubbliche e le associazioni di categoria nell’attuare progetti per la promozione della lingua minoritaria, il recupero del patrimonio lessicale desueto e la pratica del polilinguismo.
Per parte propria la Regione Veneto – sottolinea l’assessore alla sanità e sociale, ai flussi migratori e alle minoranze linguistiche – si impegna a sviluppare, di concerto con il Friuli Venezia Giulia e con il coinvolgimento delle amministrazioni locali, iniziative di sostegno delle minoranze linguistiche, della storia e della cultura veneta nel territorio friulano, anche mediante l’attuazione di progetti statali e comunitari.

BEPI PAOLIN, IL CUSTODE DELLE LISTE PRO ZAIA

Amichevolmente è Bepi ma ufficialmente è on. Giuseppe Paolin, deputato della Lega alla Camera dall’agosto 2018. L’abbiamo incontrato, giornalisticamente parlando, nel tardo pomeriggio alla sede K3 di Fontane di Villorba intento a modificare l’ennesimo annuncio per la conclusione delle “tre” liste pro governatore Luca Zaia. Non ci sono ancora i loghi ufficiali e i listoni che saranno stampati sui manifesti elettorali (quelli che si possono leggere fuori del seggio). L’on. Paolin ha una lunga storia di attivista politico, iniziato come consigliere comunale con l’allora sindaco Gianni De Paoli. Arriva dall’esperienza di segretario nazionale organizzativo e di presidente di Asco Piave Energie S.p.A.
Una persona pacata che vuole essere al servizio del bene pubblico, soprattutto in un momento così difficile come l’attuale che Possagno e di tutta la Pedemontana ne hanno bisogno. “Il mio compito è dare risposte ai problemi della gente”, afferma l’onorevole. “Certo, arrivo in una squadra che lavora da oltre due anni – aggiunge – e non mi resta che mettermi a disposizione, partendo dalla panchina; se ci sarà un posto libero in una commissione, ben venga”.
“L’obiettivo da cui mai distogliere lo sguardo – tiene a sottolineare – rimane l’autonomia, un caposaldo del governatore Luca Zaia”.
Le tre liste pro Zaia hanno come primo obiettivo l’autonomia, quella che da più di tre anni è in fase “di discussione istituzionale”. La vittoria sancirà una svolta storica, “ne siamo certi”. 

IL VENETO HA LE PROPRIE MASCHERINE, SENZA SE E SENZA MA! Una donazione di due milioni di mascherine di Grafica Veneta di Fabio Franceschi

CORONAVIRUS. ARRIVANO MASCHERINE MADE IN VENETO. PRESENTATE DA ZAIA E FABIO FRANCESCHI. LE PRODUCE GRAFICA VENETA CHE NE HA DONATE 2 MILIONI ALLA REGIONE. PROTEZIONE VALIDA PER L’80% DELLE PERSONE.

(A. Miatello-Aidanews on line)
Tra pochissimo, le finora introvabili mascherine per la protezione della gente comune dal coronavirus, potrebbero non essere più così inarrivabili.
Parola del Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e di Fabio Franceschi, titolare di Grafica Veneta Spa, azienda leader mondiale nelle soluzioni avanzate per la stampa che, in costante contatto con la Regione e i suoi esperti, ha sperimentato la realizzazione di una mascherina, che ha tutte le caratteristiche per fornire un’ottima protezione per circa l’80% della popolazione, ad esclusione dell’uso prettamente sanitario e chirurgico.
Quella che Zaia ha definito “la soluzione alla veneta per un problema cruciale in tutta Italia” è stata presentata oggi, nel corso del consueto appuntamento dall’Unità di Crisi della Regione Veneto a Marghera per fare il punto della situazione, dallo Stesso Governatore e dall’imprenditore padovano, che ha deciso di riconvertire una delle sue linee di produzione alla realizzazione di un innovativo dispositivo di protezione individuale (DPI). Zaia, come in ogni occasione in questa emergenza, era affiancato dagli Assessori Manuela Lanzarin (Sanità) e Giampaolo Bottacin (Protezione Civile)
Si tratta di una mascherina dall’aspetto inedito, realizzata con un “tessuto non tessuto”, consistente, morbida, resistente all’umidità, a elevata capacità di barriera, facile da indossare anche per gli anziani, utilissima per la protezione delle persone (circa l’80% del totale) nell’ambito della vita quotidiana che ora, ha annunciato Zaia, sarà distribuita da Protezione Civile e Volontari in confezioni da 10 a 20 pezzi in punti particolarmente adatti a creare un’osmosi di diffusione su tutto il territorio, per esempio fuori dagli ospedali ai visitatori che vi arrivano privi di protezione, nei supermercati e nella rete commerciale ancora aperta.
La potenzialità produttiva della mascherina presentata oggi è di 500-700 mila pezzi al giorno (800 mila ne sono già state prodotte) ma, “in circa dieci giorni – ha detto Franceschi – siamo in grado di arrivare a 1,5 milioni al giorno”. Franceschi ha anche annunciato che due milioni di pezzi saranno regalati alla Regione Veneto per gli usi più opportuni.
Con questa sua straordinaria generosità, e altrettanta capacità di innovazione di processo e di prodotto – ha detto Zaia ringraziando Franceschi – Grafica Veneta entrerà nella storia. Anche di più che per essere la stampatrice dei romanzi di Harry Potter. Il suo dono di due milioni di mascherine è di vitale importanza ma, se necessario, ne prenderemo tutte quelle che serviranno, pagandole, com’è giusto che sia”.
Per giungere al risultato di oggi, Grafica Veneta, nel corso della sperimentazione, ha prodotto circa 500 mila mascherine che, essendo il risultato di un work in progress, sono poi state eliminate.

Autonomia Regionale: gli imprenditori veneti a convegno. Relatori: Mario Bertolissi, Luciano Greco, Ario Gervasutti, Marco Cagol

« L’AUTONOMIA REGIONALE: LA POTENZIALITÀ DI UNO STRUMENTO CHE TUTTI VOGLIONO MA CHE TARDA AD ARRIVARE»
PADOVA, DOMANI, SABATO 22 FEBBRAIO, ore 9.30, INGRESSO LIBERO
 Auditorium Antonianum – Centro Ignaziano di cultura e formazione
Prato della Valle 56, Padova
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 “La nostra aspirazione è quella che le energie locali possano bene e ordinatamente sviluppare e consolidarsi, non contro uno stato unitario, ma entro lo stato e garantite dallo Stato“. “La provincia autonoma e il comune autonomo, in un coordinamento di poteri e di limiti, devono creare finalmente il cittadino autonomo” .
Luigi Sturzo, Politica di questi anni, 1950-51

Il programma della Tavola Rotonda
9.30 Accoglienza
10.00  Introduzione e saluti Massimo D’Onofrio presidente UCID Padova
10.15 Interventi
Mario Bertolissi, professore di diritto costituzionale Università di Padova
Luciano Greco,  professore Advanced Public Economis Università di Padova
Moderatore Ario Gervasutti, Redattore capo  de Il Gazzettino
Marco Cagol consulente ecclesiastico UCID Padova

Padova, 21 febbraio 2020. Con questo incontro dedicato al delicato tema dell’iniziativa sull’Autonomia Regionale, che si terrà sabato 22 febbraio 2020 all’Auditorium Antonianum di Padova (Prato della Valle 56, ore 9.30, ingresso libero), la Sezione UCID di Padova torna ad occuparsi del tema individuato per quest’anno sociale: Democrazia e Governabilità. Una coppia in crisi?
L’obiettivo è capire se l’eventuale attribuzione di un certo numero di deleghe a livello locale possa in qualche maniera attutire le conseguenze dello scollamento fra democrazia e buon governo. Infatti il riavvicinamento fisico potrebbe creare le premesse per una migliore e più attiva partecipazione, ma anche di controllo sui criteri e modalità di spesa.«Certo è  – commenta Massimo D’Onofrio Presidente UCID Padova ­– che se queste sono le nostre aspettative, ci si chiede se siano le stesse per tutte le Regioni che al momento sembrano impazienti di esercitare una più ampia autonomia; il dubbio è legittimo visto che sono quasi tutte a chiederlo pur partendo da situazioni economico-finanziarie e ideologiche anche molto distanti fra loro »
Per analizzare i pro e i contro della delicata questione, e per indagare i riflessi e le conseguenze della Autonomia con particolare attenzione rivolta al Veneto, l’UCID Padova ha deciso di strutturare questo incontro in forma di  Tavola Rotonda moderata dal giornalista Ario Gervasutti, capo redattore centrale del Gazzettino, che intervisterà il professor Mario Bertolissi, ordinario di diritto costituzionale-UniPd, estensore e postulatore della proposta veneta, e il professor Luciano Greco, Advanced Public Economis-UniPd-laurea magistrale in Economia & Finanza il quale cercherà di tratteggiare la previsione di una potenziale ricaduta economico-finanziaria sia a livello locale e nazionale.
«Il tema della tavola rotonda proposta dall’UCID di Padova – anticipa Ario Gervasutti sarà quella di fare una riflessione operativa su come l’Autonomia possa tradursi in un vantaggio economico, analizzando con i due relatori i pro e i contro secondo un approccio analitico. Ed è interessante che questa discussione venga fatta.»
« Oggi come oggi, tutto è regolato e stabilito da Roma – spiega Bertolissi che centra il focus in particolare sulle imprese –. Chi chiede aiuto, chiede che vengano tolti di mezzo tutti quei lacci e lacciuoli che impediscono di lavorare al meglio. E le imprese sono le prime ad essere interessate dall’Autonomia.»
L’Autonomia regionale pone dinanzi ad una sfida ben precisa secondo Luciano Greco: «Cosa poter fare di meglio con gli stessi soldi che investe lo Stato, ad esempio per l’istruzione che è il capitolo più importante? Che servizi migliori si potrebbero fornire? Questa è la partita
Una delicata questione che UCID Padova tenterà di affrontare in maniera analitica, e soprattutto super partes, nell’incontro di sabato 22 febbraio prossimo, cercando di conciliare le diverse posizioni, e le molteplici e differenti attese: «Ma da qualche parte pur bisognerà partire – conclude D’Onofrio sarà l’Autonomia Regionale il cantiere da cui far ripartire pratiche di governo virtuose?»

 La “UCID – UNIONE CRISTIANA IMPRENDITORI DIRIGENTI – SEZIONE DI PADOVA” è un’Associazione privata di fedeli, regolata dalle norme del Codice di Diritto Canonico, dalle norme di legge e dallo Statuto. Ad essa aderiscono Cristiani che siano Imprenditori, Dirigenti e Professionisti, organizzati come Federazione di SEZIONI aderenti alla “UCID – UNIONE CRISTIANA IMPRENDITORI DIRIGENTI”, formalmente costituite.
L’Associazione aderisce attraverso il rispettivo GRUPPO REGIONALE alla “UCID – UNIONE CRISTIANA IMPRENDITORI DIRIGENTI – FEDERAZIONE NAZIONALE”, costituita il 31 gennaio 1947, si riconosce nei suoi fini e si impegna a promuoverne la realizzazione per quanto di sua competenza nell’ambito di una sua autonomia di iniziativa, e a rispettare tutte le norme dello statuto e sue successive modifiche approvate a norma dì legge e di statuto. Tra le sue finalità: la formazione cristiana dei suoi iscritti e lo sviluppo di una alta moralità professionale alla luce dei principi cristiani e della morale cattolica; la conoscenza, l’attuazione e la diffusione della dottrina Sociale della Chiesa; lo studio e l’attuazione di iniziative volte a conformare le opere ed attività degli iscritti ai principi della Dottrina Sociale della Chiesa e ad assicurare un’efficace ed equa collaborazione fra i soggetti dell’impresa, ponendo la persona al centro dell’attività economica, favorendo la solidarietà contro ogni discriminazione e sviluppando la sussidiarietà; la testimonianza cristiana dei Soci con le loro opere nelle imprese, nelle organizzazioni, nel contesto sociale.

Castelfranco Merita! Parte la campagna elettorale dell’avv. Sebastiano Sartoretto

Castelfranco merita più opportunità per i giovani, più sviluppo, più ambiente, più cultura, più servizi per gli anziani, più sicurezza, più salute“.
Non ha voluto farsi attendere dai vari giochi in corso dentro e fuori il PD, dopo le recenti scissioni e provocazioni dei renziani. Ufficialmente sabato 15 febbraio, presso un locale pubblico di fronte al Teatro Accademico, il consigliere comunale e provinciale Sebastiano Sartoretto si è presentato alla stampa quale candidato della neonata coalizione “Castelfranco Merita”. Per ora è sostenuto da alcuni gruppi, tra cui il partito ecologista dei Verdi, capitaniato dal prof. Colombo, e una buona parte dei consiglieri dell’opposizione, che matureranno assieme la stesura di un programma “condiviso”. La condivisione sarà comunque aperta e dibattuta in tutti i quartieri e frazioni della Città di Giorgione.
Rottura o innovazione?
“Siamo l’alternativa a questo governo locale che ha portato così in basso Castelfranco. Il nostro Comune ha bisogno di un sindaco che possa ridarle la sua anima, quella di una città sicura, attrattiva e accogliente, che sa prendersi cura delle persone, a cominciare dai più fragili, e dell’ambiente. Castelfranco Merita di essere sana, pulita, democratica, umana e solidale, capace di crescere e di rafforzarsi nel contesto veneto, italiano e europeo“.
Attorno al tavolo, ricoperto dei primi manifesti, tutti di un colore diverso con lo slogan e il nome della futura lista c’erano anche i rappresentanti della coalizione che lo sosterrà nella campagna elettorale.
Come pensa di sviluppare la sua campagna?
“Assieme agli alleati della coalizione, adesso siamo impegnati ad allargare il progetto, costruire una bella squadra, ascoltare le comunità locali, concordare attività, coinvolgere giovani, adulti, donne, uomini, insomma coinvolgere tutte le persone di buona volontà interessate a una nuova visione per Castelfranco“.

Un inizio soft, di persona pacata che vuole costruire una squadra vincente
Come inizio, si può dire che l’avv. Sartoretto, sessantenne, ex liceale del Giorgione e politico ormai da trent’anni, se non forse di più, che iniziò il suo percorso con la D.C. di Aldo Moro e Amintore Fanfani, da dieci milioni di elettori e quattordici correnti, è piuttosto sobrio ma combattivo. Questa è l’ultima chance, un po’ come François Mitterrand che non ha mai smesso, finché c’è riuscito anche lui. Una differenza: Mitterrand è sempre stato socialista, in Italia purtroppo è successo di tutto e il contrario di tutto.
La strategia comunicativa per ora è soft, non ci sono i simboli o etichette. Sparisce dalla scena il super “io” e della “star-madonnina”.
Oggi la forza proviene dalla coalizione, dal gruppo che dev’essere coeso e che gli sta veramente a cuore questa cittadina dove si continua costruire, aprire nuovi centri commerciali ma le strade sono sempre le stesse, anzi sempre più incasinate e l’ospedale perde pezzi. E la biblioteca non ha sedie!

Il maggioritario a doppio turno
Il contagio del sistema elettorale maggioritario aveva esasperato i toni e portato alla ribalta una forte personalizzazione del primo cittadino. L’io maschilista aveva persino trasformato “lei” in “lui”, invece di preparare in dieci anni un’altra “lei” ripiegò sul solito bulletto. Lo ha battuto un bullo vero, uno di quelli che amano la moto BMW. Una strategia comunicativa sbagliata. Nessuno a Castelfranco dubitava che il doge sarebbe finito ai ferri corti. Cosa ci stiano a fare quelli di FI, lo sa solo il diavolo. Sono scappati tutti dalla Meloni. Zaia vincerà ma non è detto che faccia il tris a Castelfranco. Troppo incattiviti per il nosocomio e la rotatoria promessa ma non esaudita.
L’esperienza di Bologna e dell’Emilia Romagna ha avuto effetto anche qui: “vogliamo una grande civica alla Bonaccini”. “Ben vengano le sardine se ci fanno prender voti”.
Castelfranco merita di più.

Le sette priorità
L’avv. Sebastiano Sartoretto elenca sette priorità: per i giovani, più sviluppo, più ambiente, più cultura, più servizi per gli anziani, più sicurezza, più salute.
I giovani sono al primo posto. Chissà che ci sia anche una lista di giovani dai 18 ai 30 anni, metà maschi e metà femmine. Speriamo.
Certo che non se ne può più con questo traffico caotico e inquinante in centro, nella viuzza Pio X, unica al mondo dove scorrono migliaia di auto, camioncini, moto e bus della stessa larghezza della stradina. Non è una questione di vita o di morte dei bar o dei negozi. Passano troppi veicoli in questo tratto. L’aria puzza, il semaforino rimane cinque minuti col rosso! Una palazzina ha dei crepacci, le strade sono piene di gobbe. Dov’è la pista ciclabile? La statua di Giorgione pende e forse crollerà?
Il problema Ospedale potrà essere migliorato?
Perchè la sicurezza non è garantita dalle forze dell’ordine?
Il problema giovani: quali saranno le richieste da esaudire?
La Biblioteca funziona, sono sufficienti le sedie? Perchè dieci quotidiani? La politica degli acquisti è ancora valida?
Come motivare i giovani, come integrarli durante l’estate? Si possono offrire lavori part time con crediti formativi sociali e culturali (300 euro per contratto) ?
Come far conoscere il patrimonio nascosto della Biblioteca e del cosiddetto Museo Civico, costituito nel 1894?
Erminia Fuà, Paola Bianchetti Drigo, Guido Fusinato, Ferruccio e Evaristo Macola, Alberto Prosdocimi, Augusto Benvenuti, Domenico Moresco, Pietro Damini, Giovanni Bordigioni,…chi sono costoro?