Archivi categoria: Istruzione, Formazione

Istruzione e Formazione, due facce della stessa medaglia che dovrebbe essere uguale per tutte le scuole superiori. Invece per i Licei scientifici e classici è una chimera riuscire a praticarle assieme. Forse è colpa della Scuola italiana se il tasso di disoccupazione giovanile arriva a punte estreme del 42% su scala nazionale?

Lettera aperta di Claudio Malvestio, seguendo i dettami dell’esimio prof. Mario Bertolissi

Concepite per generare una discontinuità rispetto al passato, tutte le ipotesi di riforma dell’attività delle Regioni ordinarie hanno suscitato enorme clamore, ma quali conseguenze utili per il Paese?
L’obiettivo di tradurre in pratica un sogno del Costituente, valorizzando il principio del buon andamento – ossia buon governo e buona amministrazione – non è stato raggiunto.
Perché? E quali sono le mosse giuste per non perdere oggi un’altra preziosa occasione?
Il prof. Mario Bertolissi, costituzionalista dell’Università di Padova, spiega i motivi per cui non sussistono più le condizioni di un tempo, quali sono i problemi reali e quanto corrispondono agli argomenti che animano il dibattito pubblico; esamina l’articolo «della discordia» – 116 comma 3 – della Costituzione e ricostruisce in breve le vicende legate a un federalismo mai compiuto; infine, numeri alla mano, analizza le ricadute concrete dell’attuazione della riforma come si prospetta oggi, evidenziando le urgenze indifferibili e la reale posta in gioco.
Ne emerge come debito pubblico, disoccupazione giovanile ed emigrazione dei migliori talenti siano strettamente collegati alla riforma che deve quindi essere pensata come un reale rinnovamento dell’amministrazione.
Credp che ormai i tempi sono diventati maturi per una riforma politico-burocratica dello Stato, quella che noi Veneti da molto tempo reclamiamo. Abbiamo iniziato sul piano strettamente culturale e storico, sempre vivo. Poi con l’istituzione delle Regioni che iniziarono ad essere espressione “autonoma” di un popolo stanziato dentro determinati confini non tanto fisici ma per origini storiche antiche, ci siamo accorti che il divario si allargava rispetto a quello di regioni che sono state pienamente “colonizzate” dalla burocrazia romanocentrica, allora rimboccandoci le maniche ed accettando le regole costituzionali abbiamo iniziato un nuovo viaggio. Il prof. Bertolissi con il suo gruppo di esperti non ha fatto altro di canalizzare le nostre richieste tramutandole in progetti di legge e procedure indispensabili. Non mi sembra che altre esperienze nazionali siano state così puntigliose, anzi nella storia dell’Italia. l’autonomia o meglio la “specificità” è stata conquistata con ben altri mezzi, della forza (i fasci siciliani), del separatismo (Val d’Aosta, Friuli) e del patronage di accordi internazionali (Sud Tyrol).
E allora, faccio mio l’invito del governatore Zaia: Vota per chi vuoi ma vai a votare! Il tuo voto alla Lista Veneta Autonomia, rafforza la nostra Regione – la meglio governata d’Italia – e ci consentirà di continuare con rinnovato vigore la battaglia che più ci sta a cuore: l’Autonomia del nostro Veneto. Ne sono certo!

CENSITI E MAPPATI 8 MILA CHILOMETRI DI PERCORSI CICLABILI NEL VENETO. ASSESSORE ANNUNCIA: “DA OGGI TUTTI I DATI SONO PUBBLICI E CONSULTABILI NEL SITO DELLA REGIONE”

(di A. Miatello)
“Abbiamo completato la mappatura dei percorsi ciclabili del Veneto: il data base è disponibile sul sito della Regione. Da oggi i cittadini, gli appassionati di bici, gli escursionisti, gli operatori turistici e tutte le persone interessate possono consultare i contenuti online e sviluppare sistemi di ‘navigazione’ utili a definire i propri itinerari attraverso gli 8 mila chilometri censiti della rete regionale”.
Lo ha annunciato stamane a Verona l’Assessore regionale alle infrastrutture e trasporti, nel corso del decimo incontro del Tavolo della mobilità ciclabile, istituito dalla Giunta veneta nel 2017 al fine di coordinare e monitorare tutte le iniziative riguardanti la mobilità ciclistica nel territorio regionale. Ai lavori hanno partecipato le Province del Veneto, l’Anci, Trenitalia, l’Arpav, Veneto Strade, la FIAB, la Soprintendenza e le diverse strutture regionali competenti in materia di pianificazione territoriale, prevenzione, turismo, ecc.
L’Assessore ha ringraziato tutti gli Enti e le Associazioni che a vario titolo hanno partecipato in questi anni ai lavori del Tavolo che, come lei stessa ha sottolineato,  “rappresenta un ‘unicum’ a livello nazionale”.
Dei quasi 8.000 km censiti, 2.563 sono su sedi riservate, compresi quelli su fondo non asfaltato. I percorsi sono stati distinti principalmente in base alle loro caratteristiche (strada, argine, pista ciclabile), specificandone la tipologia (a uso promiscuo veicolare, a uso promiscuo pedonale, corsia riservata, sede propria), la gerarchia (di livello europeo, nazionale, regionale e provinciale) oltre che in base al fondo del tracciato (asfalto, ghiaia, terra battuta). Il data base contente tutti i percorsi mappati è disponibile sul sito della Regione al seguente indirizzo:

https://idt2.regione.veneto.it/idt/webgis/viewer?webgisId=82

I dati saranno scaricabili gratuitamente a partire dalla prossima settimana.
“La mappatura dei percorsi – ha detto l’Assessore – è stata una delle prime esigenze rappresentate dal Tavolo sin dal suo insediamento. Questo traguardo lo abbiamo raggiunto, ma molto lavoro rimane ancora da fare, in termini di implementazione e aggiornamento costante della banca dati, ma soprattutto sul fronte del potenziamento e della messa in sicurezza della rete ciclabile veneta. In tal senso si sta procedendo anche alla concretizzazione degli itinerari di interesse nazionale, in corso di progettazione e realizzazione a cura della Regione con il cofinanziamento del Ministero: ben cinque di queste dieci ciclovie interessano il Veneto: Ven.To, Sole, Garda, Venezia-Trieste, Adriatica. Molti dei lavori programmati partiranno nella primavera del 2021”.
L’Assessore si è poi soffermata sulle importanti esperienze di integrazione treno-bici e bici-bus, riguardanti soprattutto l’area veronese e quella delle Dolomiti, sul tema relativo al Piano regionale della mobilità ciclabile, in attuazione del nuovo piano regionale dei Trasporti e della programmazione nazionale, nonché sull’opportunità di introdurre con maggior rilevanza l’integrazione degli itinerari ciclabili, non solo con il ferro e la gomma, ma anche con la navigazione.

CASTELFRANCO VENETO PUO’ ENTRARE A PIENO TITOLO NEL PERCORSO FRANCESCANO DA CAMPOSAMPIERO A TREVISO, LUNGO IL MUSON DEI SASSI

BERSAGLIO MOBILE
(di A. Miatello).

Siamo in campagna elettorale che, per nostra fortuna, ci trova abbinati alle regionali. Castelfranco Veneto è al centro dei 41 comuni che rinnoveranno i loro sindaci e consigli comunali. L’elezione diretta con maggioranza del 50+1 è la rivoluzione del secolo scorso. Sono cresciuto con sistemi elettorali e gruppi politici tanto diversi da oggi. Non ho partecipato a guerre, manifestazioni cruente di piazza o sindacali. Ho sempre visto i capi politici con soggezione per la loro aureola mediatica (catodica) e per la retorica che diffondevano. Destra o sinistra, ma qui primeggiava il cosiddetto “centro” moderato, laborioso, cattolico, a volte reazionario e inconcludente. Si viveva a 15 km con mine atomiche “pronte” a neutralizzare i missili sovietici! Incoscienti furono i nostri padri, incoscienti lo siamo ancora…
A titolo di cronaca, all’epoca della guerra fredda, il Sindaco Gino Sartor si fece intervistare da un giornalista che era al soldo della Nato con sede a Parigi (poi a causa di De Gaulle il quartier generale si trasferì a Bruxelles). Tutto normale, si direbbe, tuttavia le sue rassicurazioni di un territorio con popolazione devota e non comunista ebbero un risultato, possiamo dire oggi, positivo, nonostante anche l’avv. Sartor non sapesse cosa significasse guerra nucleare lampo senza rifugi e riserve anti atomici! [traccia vedi nota 24 a pag. 85 di Posocco-Pozzobon; nostra ricerca sulla dottrina “Bishop Grundtvig”, in questa rivista e della Fondazione Studi e Ricerche Benetton, Premio Scarpa 2013)
Il primo difetto che incontro è una cultura ancora “analogica” e cartacea (biblioteca con dieci quotidiani e duecento riviste, pochi posti a sedere) non adatta ai tempi, il secondo è l’assoluto bisogno di far passare messaggi catastrofici che vanno tutti nella stessa direzione: un bersaglio mobile di chi è sindaco, presidente di Regione o capo del Governo. Io stesso, durante il lockdown, mi sono trovato in seria difficoltà a causa di drastiche misure contingenti ed assurde, per noi, reddito di cittadinanza confuso con “reddito di sussistenza”. Il Comune non si è fermato, così pure l’ospedale, la scuola, il sociale, l’economia. Chi ha potuto ha lavorato e prodotto. Tutti gli altri a casa. Inutile nasconderlo: la scuola ha perso colpi su colpi. Soluzione? Sedie con le rotelle e mascherine gratis a tutti. Prima avevamo sedie di plastica e tavolini in formica con lavagne luminose, sprovviste di Rete. Oggi possiamo comperare un monopattino elettrico, una bici nuova con il bonus. Andare due giorni in “vacanza” con 300 euro.
Bisogna avere la forza e il carattere per dire come stanno le cose e smetterla di fare tanta retorica. Avere le antenne sempre aperte, adoperarsi per migliorare la comunicazione, i servizi e la salute pubblica. Se un reparto non eccelle va migliorato, sgridando chi non fa il proprio dovere.

I LOVE CASTELFRANCO VENETO
“La Città che amo” o “che amiamo” è lo slogan di Stefano Marcon, amministratore da quindici anni che lo ha portato ad essere presidente di Provincia (da decenni mai avuto un castellano). Mi trova suo sincero sostenitore all’interno della lista “Forza Italia per Castelfranco” con ventidue altri compagni di viaggio.
Il mio slogan è “uniamoci” in quanto le potenzialità della Castellana è pari o superiore ad una città capoluogo: sia per abitanti, attività economiche e produttive, estensione agro-territoriale e savoir faire (Castelfranco, Resana, Vedelago, Riese, Loria e Castello di Godego).
Unirsi vuol dire: servizi sempre più efficienti, mobilità di città, sicurezza tangibile, strutture adeguate alla popolazione (centro culturale, museo, scuole, strutture sanitarie), rete di piste ciclabili comunicanti non mozze.
“Unirsi” non significa comandare o appagare il proprio io “inferocito”, vuol dire avere consapevolezza di diventare grandi ed avere gli stessi servizi di una città che ci mancano.
L’esempio del “percorso francescano” green messo in atto dalla Regione Veneto che va dal Convento di Sant’Antonio a Camposampiero (Pd) a quello di San Francesco a Treviso, trova la nostra piena adesione.

SANT’ANTONIO PROTEGGICI
Nell’ambito delle iniziative per l’attuazione della Strategia regionale per lo Sviluppo Sostenibile, la Giunta veneta, su proposta dell’assessore al turismo, ha approvato lo schema di Protocollo d’Intesa tra Regione e Associazione di Promozione Sociale “Cammino della Vita”, per la realizzazione di questo percorso francescano, al quale il nostro Comune potrà benissimo far parte.
“Il percorso – spiega l’assessore Caner – si sviluppa lungo la ‘Treviso-Ostiglia’, l’ex linea ferroviaria oggi trasformata in una delle più interessanti e meglio attrezzate piste ciclabili della regione, che sarà ulteriormente valorizzata con la realizzazione di un cammino di meditazione: un percorso verde, adatto a tutti, famiglie, anziani e bambini, che consentirà di apprezzare la bellezza paesaggistica dei luoghi e fornirà un’occasione originale di scoperta turistica e culturale del territorio”.
“Questa forma di escursionismo, così come il turismo spirituale più in generale, è un segmento in forte espansione. Lo testimonia il moltiplicarsi di prodotti editoriali e di siti internet specializzati dedicati ai cammini – sottolinea l’assessore – e nel Veneto, che vanta innumerevoli luoghi di straordinario interesse religioso e storico, le potenzialità di sviluppo di questi itinerari sono notevoli. Recentemente la nostra Regione si è dotata di un’apposita legge per il riconoscimento e la valorizzazione dei percorsi, istituendo anche il Registro della Rete dei Cammini Veneti”.
“Stiamo gradualmente strutturando e arricchendo l’offerta di visita e di accoglienza nel Veneto anche in questa direzione – conclude l’assessore –, investendo in un prodotto emergente del cosiddetto turismo slow, valorizzando le destinazioni e i percorsi che già sono affermati, ma anche sviluppandone di nuovi come il cammino francescano da Camposampiero a Treviso, che, sono certo, susciterà ulteriore interesse e accrescerà l’attrattiva dei nostri territori”.

DA MURILLO A NOE’ BORDIGNON

“Sant’Antonio di Padova adorante Gesù Bambino”, opera collocata al Museo di Belle Arti di Bordeaux (Francia), opera riprodotta da Noé Bordignon e collocata sul primo altare a sinistra del Duomo di Castelfranco Veneto.
Soggetto e contenuto sopra descritto in questo post sono pienamente in regola con le tappe della via “francescana”. Gli avversari se ne sono accorti?

Bienvenue à Marie-Laure Salles, nouvelle directrice de l’Institut ! Welcome Marie-Laure Salles, the Institute’s New Director!

En ce 1er septembre 2020, l’Institut a le grand plaisir d’accueillir Marie-Laure Salles, première femme à diriger l’Institut depuis sa création en 1927.

Marie-Laure Salles succède à Philippe Burrin, qui a dirigé l’Institut durant 16 années, d’abord comme directeur de l’Institut universitaire de hautes études internationales (HEI) puis de l’Institut de hautes études internationales et du développement (IHEID), né en 2008 de la fusion de HEI et de l’Institut universitaire d’études du développement (IUED).
Avant de rejoindre l’Institut, Marie-Laure Salles était professeure des universités au Centre de sociologie des organisations de Sciences Po Paris et doyenne de l’École du management et de l’innovation à Sciences Po, école qu’elle a fondée en 2016. Auparavant, elle avait été doyenne de la faculté, doyenne du programme doctoral et responsable du Centre de recherche sur le capitalisme, la globalisation et la gouvernance à l’École supérieure des sciences économiques et commerciales (ESSEC
Business School) à Paris, tout en y occupant un poste de professeure.

Marie-Laure Salles est titulaire d’un doctorat en sociologie de l’Université Harvard et d’une habilitation à diriger les recherches de l’Université Dauphine. Ses travaux explorent, dans une perspective historique et comparative, l’évolution et la gouvernance du capitalisme, les questions d’éthique et de responsabilité sociale de l’entreprise, le rôle des réseaux dans la diffusion des normes, pratiques et idées, et les dynamiques de gouvernance, en particulier transnationales, de l’action économique.Marie-Laure Salles a été professeure invitée dans de nombreuses institutions académiques de prestige aux États-Unis et en Europe. Elle connaît bien l’Institut puisqu’elle y a été, durant une année, professeure et chercheuse invitée au Centre sur la gouvernance globale. Elle est titulaire d’un doctorat honoris causa de l’Université de Stockholm et est par ailleurs chevalier de la Légion d’honneur.« C’est avec grand plaisir et grande humilité que je rejoins l’Institut. Dans un monde toujours plus complexe et incertain où les défis auxquels nous sommes confrontés vont forcément imposer une réinvention de la collaboration internationale, l’Institut a plus que jamais un rôle important à jouer. Je me réjouis à l’idée d’écrire, avec l’ensemble de l’équipe et tous nos partenaires, cette nouvelle page de l’histoire de l’Institut. » (Marie-Laure Salles).

Lire l’entretien avec Marie-Laure Salles.

FIRST EVER HYBRID ALUMNI REUNION | The Consequences of COVID-19 on the International Politics of Tomorrow, 8 September 2020

Dear Alumni,

As part of the 7th Annual Alumni Reunion, we have the pleasure of challenging your knowledge of the Institute with a 20 questions history quiz and invite you to the following programme. Please feel free to join us at your leisure on Tuesday 8 September starting at 18:00.
18:00pm
General Assembly of the Alumni Association (AAID) managed by Jason Shellaby, Vice President of the Committee (MIA ’08)
18:10pm
Discussion between Marie-Laure Salles, Director of the Institute, and Ambassador Walid M. Abdelnasser, Member of the AAID Council (PED ’86, PhD ’91)
18:30pm
Panel Discussion followed by a Q&A session on The Consequences of COVID-19 on the International Politics of Tomorrow withNico Krisch
Professor, International Law, Faculty Associate, Global Governance Centre and Albert Hirschman Centre on Democracy
Suerie Moon
Co-Director, Global Health Centre, Visiting Lecturer, Interdisciplinary Programmes
Suerie Moon
Co-Director, Global Health Centre, Visiting Lecturer, Interdisciplinary Programmes
Marie-Laure Salles
Director of the Institute

Moderated by Jennifer Blanke (MA’02, PhD ’05), Former President of the Committee (AAID), Vice President Agriculture, Human and Social Development, African Development Bank Group and Chief Economist, World Economic Forum.

To sign up to participate virtually, please CLICK HERE.

To sign up to participate in person, at the Pictet Auditorium in the Maison de la Paix, Geneva (maximum 90 guests), please CLICK HERE.

We look forward to welcoming all of you to this unique hybrid reunion. Let’s give our new director a very warm welcome and show her the dynamic and cosmopolitan community that we are!

Carine Leu-Bonvin

Head of Alumni Relations & Professional Networks

 

MORTO PHILIPPE DAVERIO. PRESIDENTE DEL VENETO, “UN GIGANTE DELLA CULTURA CHE SI ESPRIMEVA ALLA PORTATA DI TUTTI”

“Di Philippe Daverio mi resterà impressa la sensazione che ho provato nelle occasioni che ho avuto di incontrarlo personalmente. Un dialogo con lui lasciava sempre l’impressione di aver trovato il modo di leggere un libro in maniera rapida ma molto approfondita e sempre esaustiva. Sentirlo parlare, sembrava quasi che rendesse banale ogni spiegazione in qualsiasi ambito artistico o culturale; eppure lo faceva senza venir mai meno al rigore di studioso. Penso che la sua preparazione e il suo stile fossero quelli più congeniali per spiegare la nostra terra dove una bellezza così diffusa rischia di passare per banalità e deve essere approfondita con concetti immediati per tutti”.
Così il Presidente della Regione del Veneto ricorda Philippe Daverio alla notizia della sua scomparsa.
“Era un gigante della cultura che si esprimeva alla portata di tutti – prosegue il Governatore – l’esatto contrario di alcuni soloni che amano restare chiusi in un mondo elitario. È stato un amico del Veneto e dei Veneti. Non solo come giurato storico del premio Campiello ma anche per come ha dimostrato più volte nelle sue trasmissioni a cominciare dall’intramontabile Passepartout. Grazie alle incursioni di Daverio in terra veneta, il mondo ha sicuramente scoperto e apprezzato qualcosa di più della nostra regione, non solo di quel grande tesoro che è Venezia o delle importanti città d’arte ma anche di angoli conservati dalle nostre campagne come il Barco della Regina Cornaro, le Ville o più semplicemente il patrimonio di memorie lungo il Piave”.
“Di un personaggio di simile levatura culturale e dalla così grande capacità di rendere familiare l’arte non solo fuori ma addirittura lontano dai salotti – conclude il Presidente del Veneto – si sentirà la mancanza. A lui un pensiero di gratitudine ed un sentimento di vicinanza ai suoi familiari”.

SCOMPARSA DI PHILIPPE DAVERIO. ASSESSORE REGIONALE ALLA CULTURA: “ADDIO A UNO SPECIALE UOMO DI CULTURA A CUI IL VENETO SARÀ SEMPRE GRATO”

“Uno degli aspetti più gratificanti dell’incarico di assessore alla cultura, per di più in una terra che vanta eccezionali ricchezze artistiche, storiche e culturali come il Veneto, è l’incontro con persone dallo spessore intellettuale e umano ragguardevole: Philippe Daverio è una di queste e l’averlo conosciuto sarà un privilegio che porterò per sempre con me”.
Con queste parole l’assessore alla cultura della Regione commenta la scomparsa del noto storico dell’arte, “che in molte occasioni ha raccontato il Veneto con quel trasporto, quella capacità di coinvolgimento, quella competenza e quell’amabilità che oggi rendono la sua uscita di scena ancor più dolorosa e toccante”.
“Solo pochi mesi fa – prosegue l’assessore – abbiamo presentato insieme il libro ‘100 Sguardi sul Veneto’, edito dalla Regione insieme ad Antiga Edizione, un’opera che attraverso immagini e testi descrive le meraviglie, i segreti, le tradizioni e la bellezza della nostra terra, della quale ci si può solo innamorare, come era successo a Daverio”.
“Voglio rendere omaggio all’innato garbo e all’originale eleganza di un uomo colto che ha distribuito la sua vasta conoscenza con generosità e ironia – conclude l’assessore –, un divulgatore culturale che mai si è atteggiato a inarrivabile e nel contempo mai è stato banale. Un professore intelligente tutt’altro che professorale, che considerava il sapere un bene collettivo da propagare il più diffusamente possibile: cosa che lui ha fatto come pochi altri.

SCUOLA: Assessore Regionale Donazzan, “Vittoria del Veneto sulle mascherine. Ora termoscanner in tutti gli edifici scolastici”

“Sull’utilizzo delle mascherine in classe alla fine è prevalso il buon senso”, dichiara l‘assessore regionale all’istruzione e formazione del Veneto, signora Donazzan, commentando la decisione assunta ieri sera su indicazione del Comitato tecnico scientifico. “Da subito, insieme al presidente della Regione Veneto, avevamo detto che sarebbe stato sbagliato imporre le mascherine per ore in classe a bambini e ragazzi in fase di crescita”…
“Non solo sotto l’aspetto della salute dello studente, ma anche sotto l’aspetto della didattica – aggiunge l’assessore – la mascherina è incompatibile con la comunicazione tra docente e studente e non contribuisce affatto a creare un clima di empatia in classe”.
“Bene quindi che il Cts ieri sera abbia corretto la rotta – prosegue la referente delle politiche per la scuola in Veneto – Resta il nodo trasporti perché la mediazione raggiunta della capienza all’80 per cento dei posti è ingiustificata e inapplicabile e creerà solo complicanze nella gestione dell’importante flusso di studenti, soprattutto nelle scuole superiori. Il governo deve inoltre trovare le risorse per aumentare il servizio, posto che in tempi così brevi sarà anche difficile trovare mezzi e autisti. Ancora una volta si evidenzia che la già difficile situazione viene  peggiorata dai ritardi con cui il governo ha trattato il tema riapertura scuole”.
Tra i problemi aperti per la ripartenza della scuola resta anche quello della misurazione della temperatura in ingresso per studenti, docenti e personale scolastico.
“Propongo l’installazione di termoscanner in tutte le sedi scolastiche – dichiara l’assessore del Veneto – così come già avviene negli uffici pubblici, negli aeroporti, in alcune grandi aziende. Affidarsi alla misurazione a casa da parte delle famiglie è chiaramente inattendibile, così come sarà impraticabile misurare individualmente la temperatura con l’uso della ‘pistola’. La soluzione più logica, veloce ed efficace non può che essere quella di installare alle porte di ingresso delle scuole apparecchiature per il rilevamento automatizzato della temperatura. Costa troppo? Invece di spendere inutilmente milioni per l’acquisto di banchi con lo rotelle che non serviranno a nessuno, il governo investa su questi dispositivi, attendibili e funzionali”.

Gli appuntamenti di Palazzo Ferro Fini: “Il Bicentenario della nascita del poeta Giacomo Zanella” e una rilettura “degli ultimi giorni di Enrico Berlinguer”

Il Presidente del Consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti ci annuncia:
1  – la presentazione del progetto culturale “Zanella VR: Il poeta si racconta” del Comune di Chiampo volto a rievocare il poeta Giacomo Zanella, in occasione del Bicentenario dalla nascita: Giovedì 3 settembre 2020 alle ore 11.30
Interverranno: Roberto Valente, Segretario Generale del Consiglio regionale
Matteo Macilotti, Sindaco del Comune di Chiampo, Sofia Bertoli, Assessore alla cultura e all’istruzione del Comune di Chiampo, Mario Bardin, studioso di Giacomo Zanella, Manuel Bazzanella, CEO Digital Mosaik.

2  – la presentazione del libro 
“Eppure il vento soffia ancora. Gli ultimi giorni di Enrico Berlinguer” di Piero Ruzzante con Antonio Martini: mercoledì 9 settembre 2020 alle ore 11.30, sempre alla Sala Cuoi di Palazzo Ferro Fini.
Interverranno: Piero Ruzzante, autore del libro e Consigliere regionale del Veneto, Antonio Martini, coautore del libro, Roberto Valente, Segretario Generale del Consiglio regionale del Veneto, Pietro Folena, ex Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, Elena Chemello, giornalista di Rai Tre. 

AUTONOMIA: un principio generale erga omnes che noi Veneti abbiamo sottoscritto. Una conversazione con Claudio Malvestio, candidato alle Regionali 2020

“Per il Veneto l’autonomia delle regioni rimane al primo posto” queste le parole di Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, a margine della seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni per l’approvazione del documento “1970-2020: le istituzioni regionali 50 anni dopo”

Da sempre, Claudio Malvestio, nostro designer della comunicazione e co-autore di tante monografie e giornali, si batte per l’autonomia del Veneto, quella che il nostro Luca Zaia sta portando avanti con professionalità e passione. Non è una battuta e nemmeno una battaglia, è un “principio generale erga omnes” sul quale la nostra Terra ha accettato di unirsi al resto degli altri “popoli” siciliani, sardi, lombardi, toscani, umbri, campani, piemontesi…dal 1861 al 1867 (mancavano Trento e Trieste con l’Istria).
Certamente l’obiettivo era di cacciare (a calci in culo) gli stranieri oppressori e di unire le nostre forze, chi mirava ad una Repubblica (Mazzini e Garibaldi) e chi invece ad una Monarchia costituzionale (Cavour). Fu scelta questa seconda esperienza, un po’ per pigrizia un po’ per scopiazzare gli imperiali europei. Eravamo poveri e analfabeti. Ci fregarono.
Poi ci fu il Ventennio, dopo una Guerra che vide il Triveneto devastato, città bombardate, milioni di morti. Fregati per la seconda volta con i Trattati di Losanna. Per certi versi fu unico sistema che voleva plasmare l’italiano, renderlo forte ed orgoglioso. Purtroppo l’ideologia gioca brutti scherzi. Non possono sentirsi indenni i comunisti. La storia per chi l’ha vissuta fu tragica. Di nuovo disastri, bombardamenti, morti ma in tutt’Italia. E come se non bastasse italiani contro italiani. Sparì la dittatura, grazie agli Alleati. Risorse un’Italia democratica, liberale e prettamente cattolica. Almeno così sembrava.
Nacquero la Ceca, l’Euratom e il Mec e poi via via si formò l’Europa delle Regioni.
In Italia abbiamo festeggiato i cinquant’anni della loro nascita con una mostra al Ferro Fini che a causa del lockdown nessuno se ne è accorto.
Altri tempi, altri partiti, altre forme elettorali. Oggi, più che mai, possiamo essere orgogliosi di stare al passo di una prossima “autonomia funzionale”, elaborata dal prof. Mario Bertolissi e votata dall’ottantasette per cento dei Veneti.
E su questo, Claudio Malvestio non vuole essere frainteso: “il mio Veneto lo vedo sempre molto avanti rispetto ad altre regioni, appunto perchè noi Veneti ci hanno abituati di essere responsabili in “famiglia” e di aiutarci qualora ci fosse bisogno”, in altre parole nel linguaggio politico significa far valere il principio di solidarietà nei confronti altre regioni. Un principio ripetuto anche dal presidente Sergio Mattarella quando ha incontrato i presidenti di tutte le Regioni.
“La solidarietà – come ha detto il Capo dello Stato – rafforza il dovere di utilizzo equo, efficace ed efficiente delle risorse da parte di tutte le Regioni”  Angelo Miatello  

CINQUANTENARIO DELLE REGIONI
A 50 anni dalla nascita delle Regioni a statuto ordinario, è d’obbligo tirare le somme. Il Veneto è riuscito con forza e passione a trasformarsi in una delle realtà socio-economiche più rilevanti d’Europa. Non a caso chiediamo con insistenza di tradurre la nostra virtuosità in autonomia differenziata, cioè di migliorare il benessere del nostro Paese. Al  recente incontro col  capo dello Stato e del Ministro Boccia, Luca Zaia ha ribadito che vanno usati i fondi del Recovery fund per i Lep, cioè i Livelli essenziali di perequazione.
Claudio Malvestio

REPERTORIO

23 settembre 2019 | Incontro tra il Presidente Zaia e il Ministro Boccia sull’Autonomia del Veneto | In evidenza il Dossier consegnato al Ministro Boccia

10 aprile 2019 | Audizione del Presidente Zaia presso la Commissione Parlamentare per le questioni regionali

3 aprile 2019 | Audizione del Presidente Zaia presso la Commissione Parlamentare per l’attuazione del Federalismo Fiscale

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