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La politica scolastica. Una volta era Pubblica Istruzione. Oggi Istruzione e basta. L’evoluzione tra un governo e l’altro, in base alla nuova Legge 107/2015.

LINGUE MINORITARIE: ACCORDO PER TUTELA RECIPROCA FVG-VENETO

Friuli Venezia Giulia e Veneto stringono un’alleanza per la tutela e lo sviluppo delle lingue minoritarie e delle reciproche varietà linguistiche.
È quanto stabiliscono due delibere approvate dalle rispettive Giunte con cui le due Regioni hanno dato il via libera ad un “Accordo di collaborazione per la tutela e per lo sviluppo del patrimonio linguistico e culturale della componente friulanofona della Regione del Veneto e venetofona della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia”.
Presupposto dell’accordo – che attiva una collaborazione richiesta da anni dalle comunità locali – è l’uso della lingua friulana anche in aree circoscritte dei comuni veneti di Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro e Portogruaro, ma anche – come riconosciuto nel 2006 dal Consiglio Provinciale di Venezia – nei comuni di San Michele al Tagliamento, Teglio Veneto e Cinto Caomaggiore. Allo stesso modo, in Friuli Venezia Giulia persiste l’uso di dialetti veneti (il triestino, il bisiaco, il gradese, il maranese, il muggesano, il liventino, il veneto dell’Istria e della Dalmazia, il veneto goriziano, pordenonese e udinese) che la Regione è impegnata a valorizzare in base alla legge regionale 5/2010.
Con questo accordo la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia si impegna ad estendere alcuni servizi erogati dall’Agenzia regionale per la Lingua Friulana (Arlef) anche agli organismi veneti riconosciuti, nonché a consentire l’accesso ai finanziamenti regionali per la promozione della cultura e della lingua friulana ai Comuni veneti interessati. La Regione Veneto, a sua volta, si impegna a promuovere il finanziamento di progetti a sostegno della lingua friulana con i fondi previsti dalla legge regionale 73/1994 e a favorire le iniziative culturali volte all’approfondimento del friulano nell’area del portogruarese, anche con il coinvolgimento delle Università presenti nelle due Regioni. L’accordo ha durata triennale ma potrà essere prorogato. L’Arlef è incaricato della gestione operativa dell’attività.
Le due Regioni potranno collaborare per sviluppare iniziative mirate alla piena attuazione delle leggi statali e regionali istituite per la tutela della lingua minoritaria, con particolare riferimento alla componente linguistica friulana presente nel territorio portogruarese del Veneto. Potranno inoltre favorire la cooperazione tra i soggetti firmatari per la salvaguardia del patrimonio linguistico e culturale della componente friulanofona in Veneto e venetofona in Friuli Venezia Giulia. Il friulano potrà essere proposto come attività integrativa nelle scuole dei comuni interessati, così da promuoverne la conoscenza e l’uso della sua grafia ufficiale. Infine, le due Regioni potranno supportare le amministrazioni locali, gli enti, le società pubbliche e le associazioni di categoria nell’attuare progetti per la promozione della lingua minoritaria, il recupero del patrimonio lessicale desueto e la pratica del polilinguismo.
Per parte propria la Regione Veneto – sottolinea l’assessore alla sanità e sociale, ai flussi migratori e alle minoranze linguistiche – si impegna a sviluppare, di concerto con il Friuli Venezia Giulia e con il coinvolgimento delle amministrazioni locali, iniziative di sostegno delle minoranze linguistiche, della storia e della cultura veneta nel territorio friulano, anche mediante l’attuazione di progetti statali e comunitari.

Castelfranco V.to, Liceo Giorgione: i vincitori di borse di studio per “Diventiamo Cittadini Europei”

“E’ per noi una grande soddisfazione cogliere l’occasione di questa circolare per poterLa invitare anche quest’anno alla premiazione dei vincitori del concorso “Diventiamo Cittadini Europei”, che mette in palio per i vincitori la partecipazione al seminario di vacanza e formazione europeista che si terrà a Neumarkt (Stiria, Austria) in uno splendido castello del XII secolo”- così il presidente Gianpier Nicoletti scrive nella nota diffusa stamane.
Di cosa si tratta? Dal 2004, cioè ben tredici anni fa, il Movimento Federalista Europeo della provincia di Treviso promuove corsi, seminari e conferenze sul processo d’integrazione politica dell’Europa. Quest’anno tre studenti del Liceo Giorgione di Castelfranco sono premiati con una borsa di studio da usufruire per un soggiorno a Neumakt in Austria.
Corollario dell’eccezionale evento interverranno il prof. Gianpier Nicoletti (Presidente MFE Castelfranco), Pierangelo Borato (rappresentante Coop) e Annalisa Volpato (esperta in Studi Europei) sul tema:“Formare i Cittadini Europei di Domani”.
La premiazione si terrà sabato 17 giugno dalle 17:00 alle 19:00 presso l’Aula Magna del Liceo Giorgione di Castelfranco Veneto (Via Verdi 25). A seguito della premiazione saremmo felici di averLa con noi per un brindisi conclusivo.

Piazzola sul Brenta, Villa Contarini: 300 studenti di scuole primarie e secondarie per concorso sulla Grande Guerra

Festa di premiazione, a Villa Contarini di Piazzola sul Brenta , per le classi vincitrici del concorso promosso dalla Regione Veneto sulla memoria della Grande Guerra: oltre 300 studenti delle scuole primarie e secondarie del Veneto, insieme ai loro docenti, hanno presentato i loro lavori che hanno interpretato, con grande originalità e diversi linguaggi espressivi, episodi, figure e aspetti del primo conflitto mondiale.
A premiarli, nella sala delle Conchiglie del complesso, gli assessori alla Scuola e alla Cultura della Regione Veneto, entrambi ‘registi’ dell’articolato programma di celebrazioni per il centenario del Primo Conflitto mondiale che ebbe in terra veneta uno dei suoi fronti più aspri e sanguinosi. “Il mio plauso va agli uomini e alle donne di Theama Teatro e agli insegnanti – ha evidenziato l’assessore alla Scuola – che con grande professionalità e passione hanno supportato i ragazzi in questo pregevole progetto, valorizzando i più bravi e stando vicino a coloro che avevano bisogno di supporto, con il fine ultimo di promuovere e costruire nelle scuole la cultura della nostra identità, partendo dalla storia e dalla conoscenza dei luoghi simbolo della terra veneta, il Piave, il Grappa, il Pasubio”.
“Sarà nostra cura, in prossimità del 4 novembre 2018, in occasione del Centenario della Vittoria – ha anticipato la referente delle politiche per l’istruzione e la formazione – allestire una grande ricostruzione degli splendidi lavori realizzati sinora e che le scuole realizzeranno anche il prossimo anno, nella nuova edizione che la Regione andrà a proporre. Dare lustro alla storia delle trincee, alla nostra storia patria, significa dare lustro al momento cruciale in cui siamo diventati popolo. La storia d’Italia, antica e moderna, e vanta un unico filo conduttore permeato da identità e coraggio”.
“Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato a questo progetto – ha sottolineato l’assessore alla Cultura – che segna il forte legame della Grande Guerra con i nostri valori di riferimento che ci permettono oggi di vivere in un Paese libero e democratico, in un contesto europeo dove i giovani possono crescere e costruire il proprio futuro. Nulla è scontato: i valori di libertà, giustizia, solidarietà e del rispetto delle regole sono stati conquistati con il sacrificio di chi ci ha preceduto e per questo vanno continuamente difesi e riaffermati perché debbono essere sempre parte di noi”.
I primi classificati, nella sezione riservata alle SCUOLE PRIMARIE, sono stati gli alunni dell’istituto comprensivo di Trevignano (scuole Carducci di Musano, Manzoni di Trevignano e Pellico di Signoressa) che, guidati dalle insegnanti Valentina Bigolin, Caterina Boin, Elena Gatto e Iris Guerra, hanno tratteggiato figura e ruolo delle ‘grandi donne’ nella Grande Guerra. Il secondo premio è andato alla due classi quarte della scuola Manzoni di Susegana per il lavoro “Ricordare la Grande Guerra per non dimenticare” (con le insegnanti Graziella Schincariol, Lara Campardo, Moria De Rosso e Rosanna Cirielli), seguite – sul podio di bronzo – dagli alunni della scuola “Martiri della Libertà” di Pincara, dell’istituto comprensivo di Fratta Polesine, che hanno approfondito in modo originale la conoscenza dei ‘loro eroi’ di guerra, con la supervisione degli insegnanti Nadia Fantin, Paola Campion e Gianluca Munegato.
Per la sezione riservata alle SCUOLE SECONDARIE DI PRIMO GRADO è stato l’istituto “Lazzaro Spallanzani” di Mestre, con le insegnanti Elisa Bello e Daniela Cirillo, a far incetta di premi: le classi terze A e B si sono aggiudicate il primo premio con “Le memorie del tenente Mario Muccini”, mentre la terza C si è guadagnata il terzo premio facendo rivivere la figura di Francesco Baracca tra memoria e leggenda. Il secondo premio è andato alle terze della scuola Pegoraro di Villa Estense (Padova) che, accompagnati dal sindaco Emanuele Barbetta e dell’insegnante Renato Toschetti, hanno presentato il loro bel lavoro sui tre monumenti ai caduti del loro comune e sulla storia di Giulio Trevisan.
Infine, per la sezione riservata alle SCUOLE SUPERIORI, sono stati premiati gli studenti della quarta A dell’Istituto tecnico per geometri “Cangrande della Scala” di Verona per il lavoro “Alla scoperta delle trincee” (insegnante referente Cristina Parrinello), la quarta D dell’istituto tecnico tecnologico “Giacomo Chilesotti” di Thiene per una diversa costruzione storica del primo conflitto mondiale (le prof di riferimento erano Raffaella Calgaro e Lucia Carli) e, al terzo posto, la quinta A del liceo scientifico paritario “Brandolini Rota” di Oderzo per l’opera ‘Fratelli’, (docente di riferimento Marco Pagnossin).

Riforma sistema educativo: rivedere gli articoli 7, 10, 11 e 23 della legge (anagrafe regionale degli studenti, durata dei percorsi della scuola secondaria, criteri di certificazione dei titoli e dei crediti per la formazione professionale

SCUOLA: ASSESSORE VENETO, “UNA TEMPESTA IN UN BICCHIER D’ACQUA – LA RIFORMA DEL SISTEMA EDUCATIVO PRENDE FORMA IN LEALE COLLABORAZIONE CON IL MINISTERO”

“Una tempesta in un bicchier d’acqua”. Così l’assessore all’Istruzione e alla formazione della Regione Veneto smorza i toni della polemica tra governatore e ministro sulla legittimità costituzionale della legge regionale 8/2017 sul Sistema educativo della Regione Veneto. “Il governo ha deciso di non impugnare la legge veneta, che per la prima volta ricomprende all’interno di un unico sistema organico sia l’istruzione che la formazione professionale – premette l’assessore – a fronte del serrato e leale lavoro di confronto tecnico e di concertazione intercorso tra i tecnici del ministero e i nostri uffici. Ad una prima lettura, infatti, l’Ufficio legislativo del ministero dell’Istruzione aveva sollevato dubbi su 4 dei 25 articoli della legge a causa di imprecisioni tecniche o ambiguità di alcuni commi. Dubbi subito chiariti, grazie all’interlocuzione diretta con la segreteria tecnica del Ministero, e all’impegno formale assunto dal presidente della Regione di provvedere a rivisitare i commi a rischio di contestazione. Ma si tratta, e il ministro lo sa bene, di aspetti tecnici, di coordinamento delle competenze e di rispetto della gerarchia delle fonti legislative, che non inficiano il senso di una legge che, per la prima volta, disegna un sistema unico dell’istruzione/formazione, superando il classico dualismo tra scuola e formazione professionale ”.
Entrando nel dettaglio, i dubbi di costituzionalità sui quali il Miur e il Dipartimento per gli affari regionali avevano chiesto chiarimenti alla Regione Veneto, riguardano gli articoli 7, 10, 11 e 23 della legge, e cioè: l’istituzione di una anagrafe regionale degli studenti non coordinata con quella nazionale; la durata dei percorsi della scuola secondaria di secondo grado, che a livello nazionale è quinquennale, mentre la legge regionale indica la durata triennale e quadriennale; la determinazione dei criteri di certificazione dei titoli e dei crediti per i passaggi all’interno della formazione professionale e fra questa e il sistema di istruzione; la valutazione del sistema scolastico regionale.
“Abbiamo spiegato al Ministero e al Governo che siamo pronti a chiarire meglio il senso del nostro enunciato recependo i suggerimenti indicati al fine di superare ogni dubbio o ambiguità”, evidenzia l’assessore. “Nel merito: l’anagrafe regionale degli studenti non è sostitutiva a quella nazionale, ma andrà ad implementare i contenuti di quella esistente, in modo da rappresentare l’offerta scolastica nel suo complesso, comprese anche le scuole di formazione professionale, nel rispetto degli accordi presi in sede di Conferenza unificata; quanto all’articolazione del sistema educativo, nel fare riferimento alle diverse tipologie dei percorsi di istruzione e di formazione, renderemo esplicita la durata quinquennale dei licei e degli istituti superiori, dei quali non ci siamo certo dimenticati; nel prevedere la possibilità di passaggi tra scuole (le cosiddette ‘’passerelle’ tra licei e istituti tecnici verso i percorsi di formazione professionale specificheremo, in sede di revisione testuale, che ciò avviene ‘nel rispetto dell’ordinamento nazionale’; e, infine, quanto al sistema di valutazione del sistema educativo, abbiamo spiegato che obiettivo della Regione non è istituire un sistema alternativo a quello in vigore a livello nazionale, ma implementare gli indici di valutazione anche con i dati di inserimento occupazionale, che sono il vero misuratore finale dell’efficacia dell’intero sistema educativo”.
“Si tratta, come risulta evidente – sottolinea l’assessore – di aspetti meramente tecnici, di coordinamento testuale e di rispetto della gerarchia delle fonti legislative, che la Giunta regionale è pronta a riformulare e che avranno, ne sono certa, l’avallo veloce del Consiglio regionale. Ricordo che la legge sul sistema educativo è stata approvata dall’assemblea legislativa regionale senza voti contrari, raccogliendo il più ampio consenso da parte delle opposizioni e di tutti gli enti coinvolti, in virtù dei suoi obiettivi: per la prima volta, ed è questo il suo punto di forza, la formazione professionale entra a pieno titolo, e dalla porta principale, nel sistema dell’istruzione, in pieno raccordo con le istituzioni scolastiche e il territorio”.
“Se il Veneto può vantare il minor tasso di dispersione scolastica in Italia, l’indice più basso disoccupazione giovanile e le migliori performances nelle valutazioni nazionali sulla preparazione e sulle competenze dei suoi alunni – conclude l’assessore – le ragioni vanno cercate nelle solide e collaudate realtà di formazione professionale esistente, nella collaborazione tra scuola e imprese e nella sussidiarietà tra pubblico e paritario, tra formazione e istruzione. Sono questi gli elementi costitutivi del “sistema educativo regionale” che la legge 8/2017 per la prima volta codifica in un testo organico e che il Governo, rinunciando ad impugnare sbavature tecniche e qualche ambiguità testuale, ci ha riconosciuto. Tanto più a fronte della nostra piena e leale disponibilità ad evitare inutili contenziosi: la Giunta è pronta a porre subito mano alla riscrittura dei commi di dubbia o controversa interpretazione, adottando un ‘collegato che verrà trasmesso al più presto al Consiglio”.

Droni by Art-Ipsia Galilei per il terzo anno alla Biennale Arte di Venezia

Per il terza volta l’Ipsia Galilei di Castelfranco con Droni by Art si aggiudica l’accredito stampa per la vernice della 57.Biennale Arte di Venezia che aprirà i battenti il prossimo 13 maggio. Il team composto dai professori Daniele Pauletto e Nazzareno Bolzon e dai loro migliori studenti effettuerà alcuni servizi di registrazione audiovisiva con minidroni pilotati a distanza con controlli touch tramite l’App gratuita FreeFlight 3 che dispongono di minicamera verticale integrata. Una scelta dovuta dalla capacità sensoriale che possono avere i più giovani “già nati con lo smartphone nel pannolino”, come ironicamente Angelo Miatello cerca di descrivere il lavoro collaudato dentro i muri della scuola superiore di via dell’Avenale. Quest’anno i servizi giornalistici saranno condotti, scegliendo a priori il padiglione della Biennale da visitare, cercando di trovare qualche legame o punto in comune tra “Arte Viva e Viva Arte” e il “Fare Arte condivisa”. “Sarà un dialogo aperto, vivo e appassionante” – conferma Miatello che ne è il promotore.
Se ormai la politica è sempre più virtuale e relegata ad un mondo immateriale, pensiamo alle votazioni sul web per avere un candidato sindaco o un deputato in Parlamento, anche la comunicazione è temporaneamente evanescente perchè uno smartphone in tasca può aiutarti ad andare oltre con un robot volante. Ci viene in mente l’ultimo criminale gesto di un pazzo che deruba uccidendo (nella campagna tra Bologna e Ferrara), tanto è sicuro della sua forza di fuoco, e l’uso ritardato dei droni per scovarlo fra canneti, fossati e campi arati. Come mai la polizia italiana ha decenni di ritardo rispetto ala base di Sigonella dove ci sono i Droni americani che bombardano la Libia? Cosa giustifica questo gap di strumentazione digitale? Ci si autolimita in casa nostra: “vietato far volare droni anche piccoli senza il permesso”, pene severe per chi disobbedisce. Forse il governo di turno non ha soldi da spendere per un tale progetto di sicurezza a base di topi volanti con telecamera?
Ritornando a Droni by Art, l’psia Galilei di Castelfranco Veneto porterà a casa nuovi test per la promozione dell’arte e in contemporanea per l’abbattimento di barriere “ideologiche” che nascondono ignoranza e povertà.
Dicevamo, appunto, i nati dal 1999 in su costruiscono la loro vita con un minicomputer tra le dita che, messo a riposo, è dentro la tasca del pantalone o del giubbotto (i più giovani), della giacca (per over 50enni), nella borsa (donne in genere) o sopra un tavolo sempre pronto.
Droni by Art è un marchio registrato che anche l’on. Vittorio Sgarbi si è inchinato per le novità messe in campo e decine di videoclip postati su YouTube. Si è subito sintonizzato sulla loro peculiarità di strumento d’inchiesta e di guerra, ma sulla nuova ed inesauribile veduta dall’alto, o dal basso verso l’alto, è rimasto un pochino perplesso. Siamo sicuri che ci darà ragione incontrado il team alla Biennale. Viva l’anno del drone.

Ruzzante (Gruppo misto- Articolo UNO – MDP) “Governo ci da’ ragione e impugna ‘Veneto First’; è un primo importante risultato”

“Non posso che ritenermi soddisfatto nell’apprendere che, poco fa, il Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare, davanti alla Corte Costituzionale, la Legge ‘Veneto First’, rispondendo così positivamente all’appello sottoscritto nei giorni scorsi da tredici associazioni (tra cui Save the Children, UNICEF e Legambiente), a cui ho aderito personalmente inviando una lettera alla Presidenza del Consiglio”.
Queste le parole, affidate ad una nota, del consigliere regionale di Articolo UNO/MDP Piero Ruzzante che afferma come “ora la Regione debba tornare sui propri passi e il consigliere Barbisan ritirare il suo Progetto di Legge, dato che è assurdo escludere dai servizi sociali migliaia di cittadini veneti”.
“Il comportamento di Zaia è schizofrenico – commenta il consigliere regionale – gli immigrati pagano la Pedemontana ma non possono iscrivere i propri figli al Nido. Nei giorni scorsi, avevo denunciato il carattere discriminatorio della Legge Regionale n. 6 del 21/2/2017, che norma l’accesso agli Asili nido, introducendo un criterio vincolante di residenzialità. Ora auspico che la Regione prenda atto di essersi infilata in un vicolo cieco e, magari, ammetta di aver approvato una normativa che discrimina, oltre che i nuovi italiani, anche i cittadini veneti”.
“Zaia – osserva Ruzzante – non ha problemi a far pagare agli immigrati residenti in Veneto l’addizionale Irpef per la sua Pedemontana, poi però decide che non sono più cittadini veneti e nega ai loro figli l’accesso ai Nidi: un comportamento, il suo, evidentemente schizofrenico e insostenibile, il Governatore si decida”.
“Ma soprattutto – conclude Piero Ruzzante – chiedo ai colleghi della Maggioranza di ritirare il Progetto di Legge – Barbisan, che vorrebbe estendere il ‘principio premiante’ della residenzialità continuativa a tutti i servizi sociali. Un provvedimento sbagliato, questo, che potrebbe concretamente rovinare la vita ai veneti che per lavoro sono costretti ad andare all’estero (10.000 ogni anno) o anche solo fuori Regione”.

Il Governo fa ricorso contro “Prima i Veneti” negli asili nido. Luca Zaia attacca ed è fiducioso per il criterio adottato dei 15 anni di residenza.

PRIMA I VENETI: PRESIDENTE ZAIA, “DAL GOVERNO UN’ALTRA IMPUGNATIVA, MA IN PRECEDENZA LA REGIONE HA VINTO GIÀ PER TRE VOLTE. SI IMPUGNA QUEL CHE CENTINAIA DI ENTI LOCALI FANNO GIÀ”

“Dal governo arriva un’altra impugnativa di una legge veneta per violazione della Costituzione. Dopo aver visto gli esiti delle precedenti azioni di illegittimità costituzionale, quella sul referendum per l’autonomia, quella sulla legge su moschee e luoghi di culto, e quella relativa alla legge Madia sulla pubblica amministrazione e sulla scelta dei direttori generali delle Ulss, non ci resta che attendere, sperando che anche questa si concluda con una vittoria della Regione Veneto. Perché è chiaro fin d’ora che noi resisteremo in giudizio”.
Così il governatore del Veneto Luca Zaia, accoglie la decisione del Consiglio dei ministri di impugnare la legge regionale 6 del 21 febbraio 2016, “Modifiche e integrazioni alle legge regionale 23 aprile 1990, n. 32”, in materia di asili nido e servizi per la prima infanzia, che introduce come criterio di preferenza nell’accesso ai servizi per i bambini in età prescolare la residenza nel territorio regionale da almeno 15 anni.
“L’indicazione dei 15 anni è un criterio di preferenza che non ha alcun intento discriminatorio o razzistico – sottolinea il presidente del Veneto – ma afferma un principio di priorità, stabilisce una gerarchia e una graduatoria dei bisogni. Prima i veneti resta un principio forte e non scalfibile, ma affermarlo non significa soltanto privilegiare chi è nato qui, ma anche chi in Veneto vive e lavora e mette su famiglia. Essere veneti non è una questione di sangue, ma di progetto di vita”.
“Così come ci eravamo stupiti per il no all’uso dell’italiano nei luoghi di culto sancito proprio nel momento in cui il ministro Minniti concludeva con le comunità islamiche moderate un accordo che andava nel senso dell’utilizzo della nostra lingua (anche Minniti sarà incostituzionale?, ci chiedemmo) – prosegue Zaia – colpisce il fatto che si impugni una legge del Veneto mentre centinaia di enti locali di ogni colore politico introducono norme e limitazioni a tutela dei residenti, superando il vaglio di costituzionalità. Vedi il caso delle case Ater. Non sarà che col Veneto il governo vuole mantenere alta una conflittualità diversa che con altre realtà territoriali?”.
“Credo che, in una stagione di risorse limitate, qualunque buon amministratore – conclude Zaia – debba stabilire, da buon padre di famiglia, bisogni e priorità. E darsi, quindi, delle regole per assicurare servizi primari a chi più ne ha diritto. Chi è arrivato in Veneto da pochissimo tempo non può vantare gli stessi diritti di chi vive qui da lungo tempo e contribuisce al mantenimento dello stato sociale di questa comunità”.

Conte (Lista Tosi): “Bene la scelta di Zaia di stanziare 12 milioni per adeguamento sismico e risparmio energetico di scuole e edifici pubblici”.

Il consigliere regionale Maurizio Conte (Lista Tosi) plaude lo stanziamento a bilancio di 12 milioni di euro voluto dal Presidente Zaia per l’adeguamento sismico e l’efficientemente energetico di scuole e edifici pubblici. “Amministrare un Ente pubblico non è mai una cosa semplice però quando le iniziative intraprese vanno nella giusta direzione è corretto evidenziare i risultati raggiunti, e questa lo è sicuramente – interviene Conte – Lo stanziamento crea un volano positivo per aggiornare il patrimonio edilizio comunale. Sono investimenti intelligenti che creno sinergie con gli ormai pochi soldi presenti nelle casse Comunali e permettono di effettuare importanti interventi”. “L’asse relativo alle scuole comunali lo trovo particolarmente azzeccato perché con i recenti cambiamenti di classificazione sismica di molte aree venete si sono aperti nuovi problemi edilizi non sempre facilmente risolvibili – prosegue il consigliere – La mia soddisfazione in questo caso è doppia perché nel mio comune, San Martino di Lupari, sono arrivati finanziamenti per quasi 500.000 euro per un importante intervento su un plesso scolastico frazionale integrato che comprende asilo e scuole elementari”.
Conclude Conte: “Continuiamo su questa strada stando dalla parte di sindaci e amministratori che vedono ormai la Regione come ultimo baluardo a difesa della nostra organizzazione sociale e amministrativa, vicina a quelle che sono le esigenze del territorio veneto e dei nostri cittadini”.

Zaia: approvata legge sistema educativo veneto

“Oggi è andato a posto un nuovo tassello di una legislatura di riforme vere e spesso, come in questo caso, approvate con un voto che va oltre gli schieramenti, per il quale ringrazio i gruppi di opposizione che hanno contribuito a definire la legge, assieme a tutta la mia maggioranza”.
Con queste parole, il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, primo firmatario del provvedimento, esprime la sua soddisfazione per l’approvazione, avvenuta poco fa in Consiglio regionale, della legge che riforma il Sistema Educativo della Regione Veneto, mettendo in pista un nuovo strumento normativo regionale per l’istruzione e la formazione professionale.
“Una riforma – aggiunge Zaia – di grandissimo significato, perché riguarda prima di tutto i giovani e il loro cammino di formazione, e perché contiene molti aspetti ulteriormente migliorativi rispetto a un sistema educativo già di ottimo livello”.
“Certo – prosegue il Governatore – colpisce che in Veneto si possa parlare di nuovi miglioramenti di un’organizzazione già di qualità, mentre a livello nazionale, vari mesi dopo l’inizio dell’anno scolastico, si registrano ancora gravi problemi e carenze che mettono a disagio famiglie, studenti e insegnanti”.
“Ne deriva – conclude il Governatore – che anche in questo settore vitale per il futuro del Veneto e dei Veneti, l’autonomia che vogliamo conquistarci avrà un ruolo di spinta straordinario, perché ancora una volta abbiamo dimostrato che sappiamo fare meglio

Istruzione e formazione – Rizzotto (ZP): “Approvato in Consiglio il progetto di legge sul Sistema educativo della Regione Veneto”

“Siamo molto soddisfatti che oggi in aula sia stato approvata questa legge di riforma sul sistema educativo della Regione Veneto: è una legge quadro per noi importante perché rappresenta una delle proposte che avevamo presentato ad inizio legislatura con il Presidente Zaia. È il risultato di un lungo percorso che si è svolto in Commissione e che oggi si è concluso con un voto estremamente favorevole, quasi all’unanimità, a parte il voto di astensione dei Grillini”. Sono le parole della Capogruppo di Zaia Presidente Silvia Rizzotto che così commenta l’esito positivo della votazione sul Progetto di legge n. 19 da parte dell’Assemblea legislativa regionale.
“Erano maturi i tempi per immaginare un nuovo strumento normativo regionale per l’Istruzione e Formazione Professionale che avesse come ambito d’intervento l’intero sistema educativo regionale – puntualizza la Capogruppo – e che, partendo dalle esperienze fin qui sviluppate e dal modello della scuola veneta, sapesse rispondere alle necessità di innovazione delle imprese e di integrazione e valorizzazione delle persone, in armonia con la normativa nazionale ed europea di riferimento”.
“Due le novità fondamentali della riforma: la centralità della persona e la pari dignità tra Istruzione e Formazione professionale. Altre idee forti presenti nella riforma – aggiunge Rizzotto – il sistema delle libertà, la sussidiarietà, la cooperazione tra pubblico e privati, il rispetto delle diverse autonomie, la tensione per la qualità. Le risposte sono legate tutte da un unico paradigma: quello che è necessario apprendere sempre, in continuazione, per tutta la vita. Inoltre, giusta rilevanza andrà accordata, da parte delle Istituzioni pubbliche, alla funzione di orientamento per renderla più consapevole e garantendo la libertà di scelta da parte delle famiglie, concetto che rinvia a specifica legislazione di supporto. Il ruolo della Regione Veneto nell’ambito del Sistema educativo consisterà, tra l’altro, nel garantire la qualificazione delle competenze professionali dei lavoratori, per favorirne l’occupabilità, nonché la crescita, la competitività e la capacità di innovazione delle imprese e del sistema economico produttivo e territoriale e nell’attuare politiche di integrazione tra le politiche attive del lavoro ed i percorsi di formazione. Inoltre, alla Regione Veneto spetterà il compito di valorizzare e promuovere l’integrazione, nel sistema educativo, delle istituzioni scolastiche e formative con gli Istituti Tecnici Superiori, le Università, l’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutìca, le sedi della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica, pubbliche e private, il mercato del lavoro, quale obiettivo primario delle politiche regionali per lo sviluppo del capitale umano. La Regione del Veneto, inoltre, promuove la connessione dell’offerta dell’istruzione e della formazione professionale con l’ambito territoriale, in considerazione dei fabbisogni emergenti dal mondo del lavoro di riferimento, anche attraverso modelli organizzativi che garantiscono la reciproca corresponsabilità dei soggetti pubblici e privati al fine di conseguire obiettivi condivisi”.
“Il ruolo della Giunta regionale del Veneto – afferma Rizzotto – si ritrova anche nella programmazione di percorsi flessibili, in raccordo con le scuole secondarie di primo grado, per allievi che hanno frequentato per almeno otto anni i percorsi del primo ciclo di istruzione senza conseguirne il titolo di studio conclusivo. A contrasto della dispersione scolastica sarà istituita, presso la Giunta, l’Anagrafe Regionale degli Studenti (ARS). Alla Giunta spetterà la promozione delle condizioni per assicurare l’esercizio del diritto alla formazione lungo tutto l’arco della vita. La Giunta stessa, sentita la competente commissione consiliare, emanerà le indicazioni regionali per i piani di studio, finalizzati al conseguimento dei titoli e qualifiche del Sottosistema dell’istruzione e della formazione professionale. Il Consiglio regionale del Veneto, su proposta della Giunta regionale, relativamente alla redazione delle indicazioni regionali per la quota regionale dei piani di studio del Sottosistema di istruzione, definisce princìpi e indirizzi generali individuando gli aspetti di interesse territoriale e promuovendo le specificità e le tradizioni delle comunità locali e valorizzando l’autonomia delle istituzioni scolastiche. La Regione del Veneto, inoltre, promuove le diverse forme di apprendistato, di tirocinio e alternanza scuola-lavoro previste dalla legislazione vigente”.
“Una riforma complessa e corposa – conclude Rizzotto – frutto di massima condivisione e della sensibilità che hanno dimostrato tutti i Consiglieri su questo argomento che riguarda non solo la formazione professionale, ma anche il futuro del Veneto e dei nostri giovani”.