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Letteratura, Musica, Arte

Gli appuntamenti di Palazzo Ferro Fini: “Il Bicentenario della nascita del poeta Giacomo Zanella” e una rilettura “degli ultimi giorni di Enrico Berlinguer”

Il Presidente del Consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti ci annuncia:
1  – la presentazione del progetto culturale “Zanella VR: Il poeta si racconta” del Comune di Chiampo volto a rievocare il poeta Giacomo Zanella, in occasione del Bicentenario dalla nascita: Giovedì 3 settembre 2020 alle ore 11.30
Interverranno: Roberto Valente, Segretario Generale del Consiglio regionale
Matteo Macilotti, Sindaco del Comune di Chiampo, Sofia Bertoli, Assessore alla cultura e all’istruzione del Comune di Chiampo, Mario Bardin, studioso di Giacomo Zanella, Manuel Bazzanella, CEO Digital Mosaik.

2  – la presentazione del libro 
“Eppure il vento soffia ancora. Gli ultimi giorni di Enrico Berlinguer” di Piero Ruzzante con Antonio Martini: mercoledì 9 settembre 2020 alle ore 11.30, sempre alla Sala Cuoi di Palazzo Ferro Fini.
Interverranno: Piero Ruzzante, autore del libro e Consigliere regionale del Veneto, Antonio Martini, coautore del libro, Roberto Valente, Segretario Generale del Consiglio regionale del Veneto, Pietro Folena, ex Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, Elena Chemello, giornalista di Rai Tre. 

HÔTEL DE CAUMONT – CENTRE D’ART – AIX-EN-PROVENCE: “JOAQUÍN SOROLLA – LUMIÈRES ESPAGNOLES”

(par notre correspondante Michelle Bouak)

Au palmarès des grands peintres espagnols du XX e siècle réside Joaquín Sorolla qui, à travers ses tableaux, montre une Espagne lumineuse et méditerranéenne, optimiste et moderne.
L’exposition de l’Hôtel de Caumont met à l’honneur ce peintre hors pair, aussi célèbre en Espagne que Velásquez ou Goya, mais qui reste peu connu en France. Près de 80 peintures, dessins et études issus d’institutions importantes permettent de suivre le processus créatif de l’artiste, de connaître les sources des principaux sujets de son oeuvre et leur évolution au sein de sa production.
Fondée sur le naturalisme, sous l’influence de Bastien-Lepage, la peinture de Sorolla est marquée par la constante référence à Velásquez qu’il considère comme son grand maître.
Le tableau « La famille » (1901) est un hommage explicite à l’oeuvre « Les
Ménines » (1656). Cet apprentissage est enrichi par un coup de pinceau libre et lumineux, proche de l’impressionnisme, et par une interprétation de la lumière et de la couleur incroyablement novatrice. Ses compositions magistrales, informées par les nouvelles possibilités de cadrage de la photographie, ainsi que par l’influence de l’estampe japonaise, nous captivent par leur spontanéité, leur immédiateté et leur modernité. Sont également exposés de petits dessins et esquisses à l’huile dont les traits principaux sont la luminosité et la spontanéité. Les esquisses de petit format lui permettent de cerner les sujets qu’il explore, de tester des compositions ou des combinaisons de couleurs.
Né à Valence dans une famille modeste, orphelin très jeune, Sorolla commence sa formation artistique dès son plus jeune âge. Complétant ses études à Rome, il est le seul artiste espagnol de sa génération à fréquenter les milieux internationaux : il côtoie Rodin, Bonnet, Sargent ou encore Monet et participe avec succès aux plus grands événements artistiques de son époque.
Sa production foisonnante exalte la lumière et la couleur. Portraits et scènes de bord de mer sont au coeur de son oeuvre. Dans le tableau « María sur la plage de Biarritz ou Contre-jour » (1906), le peintre utilise le blanc des robes élégantes d’été comme contrepoint pour faire ressortir les nuances infinies du réverbère des lumières sur la mer.
Dans « Bain à la plage » (1908), une de ses plus belles oeuvres, Sorolla montre, par un point de vue en plongée, les jeux d’un bébé avec l’écume des vagues sur la rive. Peindre l’instant présent avec toute sa complexité: « Rien n’est immobile, dans ce qui nous entoure », écrit Sorolla.
« La mer se crispe à chaque moment, les nuages se déforment, en se déplaçant ; la corde suspendue à ce bateau oscille lentement ; cet enfant saute ; cet arbre plie ses branches et les soulève à nouveau… mais même si tout était pétrifié et fixe, il suffirait que le soleil bouge, comme il fait sans cesse, pour donner un effet différent aux choses… Il faut peindre vite, pour ne rien perdre de ce qu’il y a de fugace, qu’on ne retrouvera plus ! ».

Joaquín Sorolla – Lumières espagnoles (jusqu’au 11 octobre 2020) Hôtel de Caumont – Centre d’art – Aix-en-Provence
http://www.caumont-centredart.com (Photos courtesy Hôtel de Coumon – Centre d’art)

La storia della cartografia trevigiana nella Collezione Domenico Vianello Bote

Proseguono gli incontri online dedicati alle collezioni geografiche della Fondazione Benetton Studi Ricerche. Giovedì 9 luglio alle ore 18, Massimo Rossi, geografo e responsabile della cartoteca della Fondazione, presenterà in diretta, sulla piattaforma Zoom, la collezione Domenico Vianello Bote, preziosa raccolta cartografica che rappresenta una vera e propria storia della cartografia trevigiana ordinata cronologicamente e comprendente, tra gli altri, i capolavori delle dinastie tipografiche olandesi che in grandi e prestigiosi atlanti hanno documentato e diffuso tra il pubblico europeo l’immagine dei luoghi di tutto il mondo.
Acquisita nel 2008 dagli eredi del medico odontoiatra Domenico Vianello Bote (1933-2008), la collezione, avviata a partire dalla metà degli anni settanta del secolo scorso e durata un trentennio, contiene cartografie storiche a stampa. L’interesse del collezionista era esclusivamente indirizzato alla città di Treviso e al suo territorio, documentato analiticamente attraverso un centinaio di materiali originali, in ottimo stato di conservazione, datati tra il XV e la fine del XIX secolo. Tra le corografie sono presenti la tavola intitolata Tarvisium del Liber Chronicarum edito a Norimberga nel 1493, la Marcha Trevisana di Giacomo Gastaldi (1548), la Tarvisina Marchia et Tirolis Comitatus di Mercatore (1589), varie edizioni seicentesche del Territorio Trevigiano di Hondius e Blaeu, e l’esemplare di Antonio Zatta del 1783.
Le riproduzioni topografiche della città testimoniano i lavori di Georg Hoefnagel nell’edizione dell’Urbium praecipuarum mundi theatrum quintum del 1598, di Mortier con Trevise del 1704, di Salmon con La città di Trivigi nell’edizione del 1753 e di Bernardo Salomoni con la pianta pubblicata nel 1824 derivata dalla mappa catastale del 1811.
I principali monumenti cittadini sono ritratti nelle vedute di metà Ottocento di Marco Moro e in quelle di Alvise Semenzi ospitate nella Grande Illustrazione del Lombardo-Veneto (1861).
A partire dalle stampe cartografiche della collezione Domenico Vianello Bote, la Fondazione Benetton Studi Ricerche, con la curatela di Massimo Rossi, ha organizzato nel 2011 la mostra Atlante Trevigiano e ha pubblicato l’omonimo catalogo, con l’intento di provocare una riflessione in merito alle modalità di “costruzione” di una collezione di stampe antiche, indagando sul complesso e articolato insieme di relazioni sociali tra stampatori, editori, geografi, umanisti, tecnici, artisti locali e internazionali che hanno tenuto saldamente legata la rappresentazione locale ai più grandi fenomeni editoriali europei.
Il catalogo Atlante Trevigiano. Cartografie e iconografie di città e territorio dal XV al XX secolo, a cura di Massimo Rossi, Fondazione Benetton Studi Ricerche-Antiga, Treviso 2011, è distribuito nelle principali librerie, nel bookshop della Fondazione Benetton e online.

E’ MANCATO GUIDO FIGLIO DEL GRANDE PITTORE UBALDO OPPI. UN BEL RICORDO DA VICENZA

DI Marica Rossi
Tre giorni fa è morto a Milano, dov’era nato 92 anni fa, Guido Oppi figlio del pittore al quale la città di Vicenza e il comune di Bolzano Vicentino hanno dedicato da fine 2019 al marzo di quest’anno memorabili mostre ed eventi.

Una rivisitazione importante (seppur ridotta nei tempi per colpa del coronavirus), perché s’è potuto riscoprire appieno la grandezza di Ubaldo Oppi la cui vicenda artistica, specchio di un’intera epoca, resta più straordinariamente rappresentativa negli anni ‘20.
Guido non seguì le orme paterne, ma fu sempre fan dei dipinti del padre. Pure da ragazzo. Anche a distanza. Infatti a partire dalla fanciullezza visse a Milano solo con la madre Adele Leone (Dehly), raggiungendo di tanto in tanto il genitore in terra berica essendo che Ubaldo, dopo la separazione dalla consorte per incompatibilità di carattere, vi si era stabilito per nuove committenze e perché, pur nato a Bologna, aveva eletto la terra di Palladio a sua stabile dimora. Vicenza del resto è stata la sua città fin dall’infanzia grazie alla famiglia d’origine che vi aveva trasferito attività e negozio di calzature.

Dai primi vagiti, il rapporto tra padre e figlio è sempre stato comunque idilliaco. Lo si sa dalle interviste nel periodo della mostra in Basilica Palladiana a cura di Stefania Portinari “Ritratto di donna. Il sogno degli anni Venti e lo sguardo di Ubaldo Oppi” (video) e particolarmente il 6 dicembre durante l’inaugurazione con la presenza sua e quella della consorte Monica Liverani. Quel bellissimo rapporto, aveva ribadito in quei giorni, non era solo d’affetto ma di ammirazione reciproca anche per merito della signora Dehly che aveva sempre parlato bene del padre, a sua volta orgoglioso della prestanza fisica del figlio, della sua intelligenza e dei suoi successi scolastici. L’aveva ritratto in alcune tele e pure inserito nell’affresco dell’arco trionfale della Chiesa Arcipretale di Bolzano Vicentino con la scena della presentazione di Gesù al Tempio dove Guido fanciullo è con un agnellino tra le braccia.

Guido Oppi (cui si aggiunge il cognome di Forcesi secondo marito di Dhely) ha sempre abitato nel capoluogo lombardo. Laureatosi in ingegneria, è stato imprenditore, amministratore della Sfeat, presidente del gruppo Vallardi impegnandosi anche in politica nelle file dei Liberali. Sposato, ha avuto due figlie che si accompagnavano alla sua seconda moglie Monica in occasione del vernissage.
Per Bolzano Vicentino ci sarebbe stata un’altra occasione per riaverlo tra quei lidi assieme ai famigliari per il sopraggiungere di un’altra novità. E cioè il ritrovamento in casa Oppi un mese fa di una cartella di 19 disegni e un acquerello riconducibili ai bozzetti bolzanesi eseguiti dall’artista in preparazione degli affreschi che poi furono portati a compimento nella Chiesa Arcipretale. Il Comune di Bolzano Vicentino nella figura del sindaco Daniele Galvan e del vicesindaco Giovanni Calgaro li ha acquisiti non solo per il valore d’arte in sé, ma anche perché si affiancano ai maestosi 13 cartoni raffiguranti gli Apostoli (quelli degli affreschi della già citata Chiesa Arcipretale) che fanno bella mostra di sé in  permanenza nella Sala Consiliare del Comune.
Quando anche queste inedite creazioni troveranno adeguata collocazione, verrà spontaneo constatare che se Ubaldo Oppi (Bologna 1889-Vicenza 1942) ha lasciato eredità d’affetti e d’arte, suo figlio Guido, come Ugo Foscolo insegna, ancor più avrà gioia dell’urna”.

1509, PADOVA. LA LEGA DI CAMBRAI E LA CANZONE DELLA GATTA….[ANCHE A CASTELFRANCO ABBIAMO LA FARMACIA ALLA GATTA…CHE SIANO PARENTI?]

L'immagine può contenere: spazio all'apertoNel 1509 quasi tutta l’Europa, attraverso la lega di Cambrai, dichiarò guerra alla Serenissima; e dopo la disfatta di Agnadello (14 maggio) la Repubblica Veneta perse quanto aveva conquistato nei secoli precedenti: la Francia occupò la Lombardia Veneta (Crema, Bergamo e Brescia), l’imperatore Massimiliano conquistò le città venete (Verona, Vicenza e Padova), solo il popolo trevigiano rimase fedele a Venezia nel nome di San Marco.
Da lì a poco, il 17 giugno la Serenissima con Andrea Gritti e con l’apporto determinante del popolo padovano riconquista Padova e si prepara a difenderla dal contrattacco dell’Imperatore.
Una delle roccaforti padovane fu il bastione Coalonga (Codalunga) dove venne issato un drappo che, nelle intenzioni degli autori, doveva raffigurare il Leone di San Marco … peccato che l’ignoto artista non fosse particolarmente dotato e così il felino fu ironicamente chiamato “la gatta”.
La gatta venne proditoriamente rubata da un soldato spagnolo, alleato degli imperiali, che ricevette in premio dall’imperatore la bella cifra di 100 scudi e per le truppe spagnole l’opportunità di attaccare per prime il bastione e di essere avvantaggiate nella corsa alla ricompensa promessa dal cardinale Ippolito d’Este, per conto del papa Giulio II, di ben 10.000 scudi d’oro a chi avesse riconquistato per primo la città patavina.
Come si può leggere sul sito www.muradipadova.it contro il bastione furono orientati sei grossi mortai e un grande cannone a lunga gittata; gli furono sparati contro circa 1500 proiettili nella sola giornata del 26 settembre 1509.
Nello stesso giorno le truppe spagnole sferrarono l’assalto contro la fortificazione, riuscendo a conquistarla; il capitano Citolo da Perugia aveva sistemato al centro la polveriera e la fece saltare in aria uccidendo centinaia di nemici; questo permise ai padovani di ribaltare la situazione e di respingere l’offensiva delle truppe imperiali e spagnole.
Fu uno dei momenti decisivi per la sopravvivenza dello Stato Veneto; in quella occasione furono scritte diverse canzoni e canzonette; una delle più popolari fu questa conosciuta come “La canzone della gatta” :
Su su su, chi vuol la gata
Vengi innanti al bastione,
Dove in cima d’un lanzone
La vedeti star legata.
Su su su.
Su, Spagnoli, che avantati
‘nanti al sacro imperatore
S’el vi dà de’ soi ducati
Del bastion la gata tóre!
Citol v’è, e da tutt’ore
Se li tien la guarda fata.
Su su su.
Su, Todeschi onti e bisonti,
Su su su, for de la paglia;
Voi mai più passate i monti
Se verete a dar bataglia:
Vostre arme poco taglia
Se la faza v’è mostrata.
Su su su.
Su, Francesi, su, Vasconi,
Che le mure sum per terra,
E la gata cum so’ ongioni
Si vi chiama a questa guerra,
Dove a tuti in questa serra
Morte cruda vi fia data.
Su su su.
Su su, o ladri Ferraresi,
Su, asasini traditori,
Altro è qui che fanti presi
Da spogliare l’armi fori:
Ma per questi et altri errori
Fia Ferrara sachegiata.
Su su su.
Su, bastardi Taliani,
Di canaglie oltramontane,
De Francesi et Alemani
Figlie e moglie sum putane:
Vostre voglie sono insane
A voler con noi la gata.
Su su su.
Su su, o papa, o imperatore,
Su, tu, Franza, su, tu, Spagna,
Portarì il bel’ onore
D’esser stati a la campagna
Col Lion, che sol guadagna
Tanti re, tanta brigata.
Su su su.
Su, se altri è che disponga
De volerla, re o barone,
Vengi for de Coalonga
Della porta sul bastione,
Ch’ivi sta: ma chi è poltrone
Non vi vengi, ch’ela i grata.
Su su su.
Li Spagnuoli la voleano
Pur pigliar con suoi avanti,
Perché mai non credeano
Nostri fosen si bon fanti;
Si che morti tuti quanti
Impiérno i fossi quella fiata.
Su su su.
Venner poi Francesi asai
Con Tedeschi per brancarla,
E di loro alcun fo mai
Che se ardisse di tocarla;
Talché lor senza pigliarla
Fórno morti con gran strata.
Su su su.
Che la voglia questa gata
Non se trovan più persone,
Poiché insieme mai pigliata
Non l’han quattro gran corone;
Di che il mondo sta in sermone
Quanto l’è gagliarda stata.
Su su su.
Già doi mesi sum passati
Che persone centomillia
A la gata intorniati
Volean fare mirabillia;
Chi a piedi, chi a brillia,
De noi tuti far tagliata.
Su su su.
Or partita in la malora
È la cruda e vil canaglia,
Che credea da tutt’ora
A la gata dar travaglia;
Ma sue onge, che arme smaglia,
Morte acerba a molti ha data.
Su su su.
Il testo è alquanto …colorito (tedeschi onti e bisonti, bastardi italiani, assassini ferraresi ecc.) ma mi sembra giusto riproporlo come l’ho trovato.
Ettore Beggiato

Gabriella Belli intervista Luigi Carlon, mecenate veronese. Un esempio da seguire

Sui canali ufficiali della Casa Museo Palazzo Maffei, invece, il progetto digitale è stato declinato in una divertente e originale call to action con l’hashtag#caffeapalazzo, una pausa caffè artistica che permette di scoprire dettagli nascosti delle opere custodite e di condividere il proprio piccolo angolo d’arte in casa. Come la magnifica terrazza panoramica del palazzo, normalmente chiusa ai visitatori e da cui ora è possibile affacciarsi e ammirare Verona, da qualsiasi latitudine ci si trovi. O ancora, scoprire il curioso mix delle opere custodite nel salone d’ingresso: da Apollonio di Giovanni a Maurizio Nannucci e Arcangelo Sassolino, un viaggio tra arte antica e contemporanea che ben rappresenta lo spirito eclettico dell’intero percorso espositivo..
Anche l’iniziativa ASK ME diventa virtuale: attraverso le stories di Instagram e Facebook gli studenti dell’Università di Verona continuano a raccontare curiosità e aneddoti sul Museo e le sue opere, tutti rigorosamente da casa. Nei giorni passati Sabrina Modenese ha raccontato la sala dedicata alla bellezza femminile dove il soggetto delle opere è la Femme Fatale; per poi passare all’arte non-figurativa di Antonio Sanfilippo attraverso il racconto di Veronica Passetto. Le stories non scompaiono dopo 24 ore ma vengono salvate nelle stories in evidenza, dove è possibile rivedere gli approfondimenti raccontati da Andrea Chesini, Raffaele Tognolini, Elisa Perina.

Repertorio: Conferenza stampa in Municipio del 18.09.18. Videomaker Nino Porcelli

Sabato 18 settembre 2018. Nella Sala consiliare del Municipio di Castelfranco, in via F.M. Preti, si è svolta una conferenza stampa su video realizzati da registi castellani, proiettati allo Spazio della Regione Veneto nell’ambito della 75.Mostra internazionale d’erte cinematografica di Venezia.
I protagonisti: Nino Porcelli, Fabiana Zanchetta, Angelo Miatello, Derio Turcato, Enzo Guidotto, Vittorio Caracuta, Franco Pivotti e Gianfranco Giovine.
E’ la quinta volta che l’AIDA sostiene la promozione di attività culturali in seno alla Biennale Cinema (un grazie a Domenico Poloniato): storia del territorio, grande guerra, i droni (Daniele Pauletto e Nazzareno Pozzobon), i fratelli Mazzariol, papa Sarto, oltre a particolari e incessanti partecipazioni in mostre d’arte: Orto Botanico (Dubuffet), Ville venete, Museo archeologico di Venezia, compendio Bolasco, villa di Passariano del Friuli (Mirò) e naturalmente Museo Casa Giorgione (Veronese). Team AIDA: Claudio Malvestio (designer), Rosanna Bortolon e Domenico Trovato.

Un luogo amico di Francesca Molteni. 150 anni della F.Querini Stampalia a Venezia

Mercoledì 15 gennaio alle ore 18.30, nell’auditorium degli spazi Bomben di Treviso, la Fondazione Benetton Studi Ricerche presenta il film documentario Un luogo amico. 150 anni della Fondazione Querini Stampalia a Venezia (2019, 40’), diretto e curato da Francesca Molteni. La proiezione sarà introdotta da Marco Tamaro, direttore della Fondazione Benetton, Marigusta Lazzari, direttore della Fondazione Querini Stampalia, Francesco Dal Co, storico dell’architettura, direttore scientifico della divisione Architettura di Electa.
C’è un luogo a Venezia che dal 1869 rinnova la sua vocazione, è la Fondazione Querini Stampalia. Un luogo di acqua, di canali, di stanze, di libri, di opere e capolavori dell’ingegno, dell’arte, dell’architettura. Un film lo racconta in occasione dei suoi 150 anni, ripercorre la storia e l’identità, il presente e il futuro di una istituzione che ha accompagnato, in alcuni casi anticipato, la vita economica, politica e sociale di Venezia, e del Palazzo che la ospita, e che oggi continua a leggere i segni dei tempi dal suo “involucro” antico e moderno, “casa” della Biblioteca, del Museo, di esposizioni, incontri, mostre, concerti, e dell’archivio privato della famiglia Querini.
Il film si basa su nuove riprese realizzate ad hoc e sul materiale d’archivio che documenta la storia della Fondazione e del Palazzo, arricchiti dalle testimonianze esclusive di tanti, autorevoli esponenti del mondo della cultura, dell’arte e dell’architettura – Chiara Bertola, Francesco Bonami, Mario Botta, Giorgio Busetto, Giorgio Camuffo, Renata Codello, Michele Coppola, Marino Cortese, Francesco Dal Co, Michele De Lucchi, Nicholas Herdon, Joseph Kosuth, Marigusta Lazzari, Michelina e Valeriano Pastor, Giovanna Nepi Sciré, Marco Paladini, Giandomenico Romanelli, Tiziano Scarpa, Kiki Smith, Angela Vettese.
Promosso dalla Fondazione Querini Stampalia e prodotto da Muse Factory of Projects, il film è un progetto originale realizzato in occasione dei 150 anni della Fondazione Querini Stampalia, con la fotografia di Alvise Tedesco e la voce narrante di Sandro Lombardi, uno degli artisti più carismatici e poliedrici del panorama teatrale italiano. Montaggio: Anna Pastorelli. Coordinamento generale: Sara Bossi, Fondazione Querini Stampalia, Venezia.

Dal 25 al 28 nov. delle GIORNATE ANIMATE all’Accademia di Belle Arti di Venezia con: Altan, Dadomani, Joshua Held, Massimo Giacon, Piero Macola, Davide Toffolo, Ahmed Ben Nessib, Lorena Canottiere e Andrijana Ruzic…

GIORNATE ANIMATE
Accademia di Belle Arti di Venezia
25 – 28 novembre 2019
Aula Magna

dedicate a Masha Starec
paese ospite la Serbia

Terza edizione dal 25 al 28 novembre delle GIORNATE ANIMATE all’Accademia di Belle Arti di Venezia con la presenza di autori come Altan, Dadomani, Joshua Held, Massimo Giacon, Piero Macola, Davide Toffolo, Ahmed Ben Nessib, Lorena Canottiere e Andrijana Ruzic , dedicata a Masha Starec. Tema della manifestazione è l’idea dello storytelling che unisce le produzioni grafiche, illustrative e cinematografiche.
Una manifestazione rivolta non solo agli studenti ma al pubblico di amatori dempre più appassionati e in crescita, specie per gli eventi programmati nel pomeriggio e in serata.
Sono proposti anche due laboratori, uno di animazione, tenuto da Ahmed Ben Nessib dal titolo “Sotto le palpebre” e uno diretto dallo Studio Dadomani.
La manifestazione si svolge con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado e tra i suoi collaboratori la Fabbrica del Vedere, l’Associazione Viva Com ix e il Piccolo Festival
dell’Animazione.
In collaborazione con Piccolo Festival Animazione, Associazione Viva Comix
Con il contributo e partnerariato del Conservatorio “Tartini” di Trieste, Protocollo di Cooperazione culturale tra Italia e Serbia (legge 212/2012) Con il Patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado
Comitato scientifico, Curatela: Matteo Alemanno- Arte del Fumetto; Paola Bristot- Linguaggi dell’Arte contemporanea; Dario Cestaro- Tecnologia della Carta; Igor lmhoff- Tecniche di Animazione Digitale; Marilena Nardi- Illustrazione; Maurizio Tonini- Modellistica.
lnfo: Accademia Belle Arti Venezia, Dorsoduro, 423 – T. +39 041 2413752
https://giornateanimate.wordpress.com