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Il palcoscenico in tutte le sue forme come luogo di spettacolo, anche quello che usa un piccolo schermo portatile

SAN MARCO PER IL 58.PREMIO LETTERARIO CAMPIELLO: 1400 POSTI A SEDERE

Condotto da Cristina Parodi e ideato dal regista, sceneggiatore e autore televisivo Massimo Martelli, lo spettacolo verrà trasmesso in diretta streaming sul portale www.raicultura.it

Venezia, 3 settembre 2020 – Appuntamento per sabato 5 settembre 2020, nella cornice di Piazza San Marco, con la finale della58esima edizione del Premio Campiello. Un debutto nella Piazza simbolo della città che vuole essere un abbraccio e un omaggio a Venezia e un’occasione per condividere con la cittadinanza e con i lettori il valore di questo Premio, dei suoi autori e dei suoi libri.
A condurre la cerimonia conclusiva del premio organizzato dalla Fondazione Il Campiello – Confindustria Veneto sarà Cristina Parodi, tra le più apprezzate giornaliste del panorama televisivo italiano.
La serata avrà inizio alle ore 20.30 (ingresso consentito dalle 19.00 alle 20.00) e verrà trasmessa in diretta streaming sul sito www.raicultura.it (Link diretto: https://www.raicultura.it/letteratura/eventi/Premio-Campiello-2020-d51760c5-2f98-4c6f-b1e5-def3e43ac98e.html) e sulla pagina Facebook ufficiale www.facebook.com/PremioCampiello, con il live tweeting sull’account ufficiale @PremioCampiello seguendo l’hashtag #PremioCampiello2020. La finale del Premio Campiello sarà poi trasmessa in differita su Rai5 il prossimo 19 settembre in prima serata.
Lo spettacolo, ideato dal regista, sceneggiatore e autore televisivo Massimo Martelli, avrà come filo conduttore il concetto di piazza, fisica e virtuale. Una Piazza simbolo di apertura e incontro tra cittadini, che per la prima volta siederanno in platea grazie all’iniziativa realizzata in collaborazione con 11 librerie di Venezia e Mestre che hanno potuto regalare ai loro lettori l’opportunità di assistere alla serata finale. Le librerie che hanno aderito all’iniziativa sono: Libreria Mare di Carta, Libreria Toletta, Libreria Marco Polo, Libreria Studium, Libreria Cluva, Liberia Cafoscarina, Punto Einaudi, Libro con gli Stivali, Giunti al Punto – San Pantalon, Giunti al Punto – Stazione S. Lucia e Giunti al Punto – Stazione Mestre.
Protagonisti assoluti della serata rimangono i cinque finalisti di questa edizione del Campiello, con cui Cristina Parodi dialogherà, seguendo con loro le fasi delle votazioni. Nel corso della cerimonia si svolgerà infatti lo spoglio delle schede della Giuria dei Trecento Lettori anonimi, che con il loro voto decideranno il vincitore.
A contendersi l’ambita “vera da pozzo” di questa 58° edizione del Premio Campiello sono: Patrizia Cavalli con “Con passi giapponesi” (Einaudi), Sandro Frizziero con “Sommersione” (Fazi Editore), Francesco Guccini con “Trallumescuro. Ballata per un paese al tramonto” (Scrittori Giunti), Remo Rapino con “Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio” (minimum fax), Ade Zeno con “L’incanto del pesce luna” (Bollati Boringhieri).
Assisterà alla serata un parterre di circa 1400 invitati tra ospiti istituzionali, rappresentanti del mondo imprenditoriale, della cultura e delle case editrici.
Durante la cerimonia verranno premiati anche i vincitori degli altri riconoscimenti previsti dalla Fondazione Il Campiello: il vincitore del Campiello Giovani, annunciato durante la conferenza stampa della mattina a Palazzo Franchetti, l’Opera Prima, assegnata a Veronica Galletta per “Le isole di Norman” (Italo Svevo) e il Premio Fondazione Il Campiello, il riconoscimento alla carriera attribuito quest’anno ad Alessandro Baricco.
Il Premio Campiello, istituito nel 1962 dagli Industriali del Veneto, è promosso e gestito dalla Fondazione Il Campiello, composta dalle Associazioni Industriali del Veneto e dalla loro Federazione regionale. È tra i più importanti casi di successo in Italia di connessione concreta e strategica tra mondo dell’impresa e della cultura, e si contraddistingue da sempre per i valori che lo rendono unico: trasparenza, indipendenza ed eticità, grazie ai quali il Premio si è accreditato come una delle più importanti competizioni letterarie italiane.
La 58° edizione del Premio Campiello è realizzata grazie al sostegno di Intesa Sanpaolo, Eni, Umana, Cattolica Assicurazioni,Fincantieri, Alperia SUM, Pirelli, TIM, Seingim, Sidi e con la collaborazione di Grafiche Antiga, Fondaco dei Tedeschi, Consorzio di Tutela Prosecco DOC, Scuola del Vetro Abate Zanetti, Salviati, Rossimoda, Misericordia di Venezia, Printmateria, Magis, The Merchant Of Venice, Cenacolo Artom, Azimut, Trenitalia vettore ufficiale, Community Group Corporate Communication, Rai Main Media Partner, Rai Cultura Media Partner. Il Premio si avvale del patrocinio della Regione Veneto, della collaborazione e del sostegno del Comune di Venezia, Vela Spa, Muve e di Unioncamere Veneto.

Padova, Auditorium Cesare Pollini, Domenica 6 settembre: “Omaggio a Claudio Scimone”. I SOLISTI VENETI diretti dal maestro GIULIANO CARELLA

VENETO FESTIVAL 2020
50° FESTIVAL INTERNAZIONALE G. TARTINI
I SOLISTI VENETI diretti dal maestro GIULIANO CARELLA
OMAGGIO A CLAUDIO SCIMONEDomenica 6 settembre 2020 ore 18:30
Auditorium Cesare Pollini | via Cassan | Padova

Programma:
ALBINONI
Concerto in sol minore op. 5 n. 11 per archi
VIVALDI
Dall’Opera terza “L’Estro Armonico”
Concerto in re maggiore per quattro violini, archi e basso continuo
TARTINI
Concerto in la minore D 113 per violino, archi e basso continuo
DVOŘÁK
Serenata in mi maggiore op. 22 per archi
L’orchestra “I Solisti Veneti” diretta da Giuliano Carella rendono omaggio al loro fondatore a due anni dalla scomparsa con un programma che è un inno alla scrittura per soli archi.
Il concerto si celebra a Padova, nell’Auditorium Pollini, luogo caro alla cittadinanza perché qui si tengono i “Concerti della Domenica”, le prime matinée dedicate alla classica: una delle tante invenzioni del Maestro Claudio Scimone, escogitate per diffondere la musica democraticamente, con orari e costi accessibili, spirito che “I Solisti Veneti” non solo condividono ma perseguono tuttora.
Biglietti:
Interi € 15,00 – ridotti € 10,00.
Dato l’ingresso contingentato si consiglia l’acquisto in prevendita presso GABBIA (via Dante, 8 Padova – tel. 049 8751166), presso I SOLISTI VENETI (Piazzale Pontecorvo, 4/A – tel. 049 666128) o prenotando il biglietto via mail all’indirizzo: info@solistiveneti.it

77.a MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA: IL PROGRAMMA COMPLETO DEGLI APPUNTAMENTI NELLO ‘SPAZIO REGIONE DEL VENETO  – FONDAZIONE VENETO FILM COMMISSION’

(A. Miatello)
Da domani 2 settembre, la 77.a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia apre al grande pubblico. La Regione del Veneto sarà presente come ogni anno all’hotel Excelsior del Lido, con uno spazio d’incontro, approfondimento e discussione, condiviso per la prima volta insieme alla Veneto Film Commission.
“Se l’anno scorso avevamo ufficialmente presentata l’allora neo costituita Fondazione, in questa edizione la Veneto Film Commission è presente a tutti gli effetti alla Mostra del Cinema, condividendo con la Regione iniziative e programma – sottolinea l’Assessore regionale alla cultura –. Per noi è un motivo di grande soddisfazione lavorare oggi concretamente insieme con la Fondazione da noi fortemente voluta, allo scopo di far crescere la nostra industria cinematografica e di attrarre nell’affascinante e variegato territorio veneto produzioni nazionali e internazionali”.
La Veneto Film Commission già da mesi sta lavorando per proporre luoghi di grande valore, ambientale, culturale e sociale e per valorizzare professionalità legate al mondo del cinema e degli audiovisivi.
“Nel nostro spazio – conclude l’assessore –, fino alla chiusura della Mostra il prossimo 12 settembre, sono in programma circa 60 appuntamenti, nel corso dei quali, tra dibattiti, presentazioni e confronti, saranno affrontate diverse tematiche: da quella dei finanziamenti al settore al cineturismo, dalle tecnologie innovative alla letteratura come ispiratrice di storie per il cinema, dalle nuove frontiere della narrazione attraverso la realtà virtuale e i videogiochi alle ricchezze dell’offerta territoriale veneta.

1235-2020 – programma mostra 2020

GIOVANNI VENDRAMINI, UN BASSANESE AL PALAZZO BALBI: ANDATA E RITORNO DI UN’OPERA D’ARTE VERONESIANA

Morena Martini, Elena Pavan, Ylenia Bianchin

“Paolo Veronese (Verona 1528 – Venezia 1588). Minerva fra la Geometria e l’Aritmetica, affresco strappato (cm. 190 x 284). Parte della vasta decorazione eseguita da Paolo Veronese e Giovanni Battista Zelotti intorno al 1551 nella Villa Soranza di Treville di Castelfranco Veneto, distrutta poi nel 1818. Lo strappo degli affreschi fu eseguito con tecnica innovativa dal conte Filippo Balbi tra il 1816 e il 1817. Acquisizione 2002 da collezione privata”.

Così recita la targhetta, accanto all’opera che si trova al piano nobile di Palazzo Balbi, sede della Giunta del Veneto. É l’icona-simbolo delle riprese giornalistiche che si susseguono da parecchio tempo che ormai tutti i Veneti vedono.
L’occasione data dal trasloco dell’opera, in seguito la Minerva della Soranza, ha stimolato la cronaca per alcune divergenze attributive. Risalendo alle scarse informazioni di carattere storico e culturale che l’amministrazione competente possiede o ha mai cercato di raccogliere, ci si è posti il problema di tentare una descrizione ampia dell’opera di <93 lustri>, secondo i nostri calcoli (<1550-2015>).
Gli autori (testi) Miatello e Malvestio (iconografia), di questo libro, nel desiderio di approfondire le origini e il contenuto del frammento, si sono imbattuti su alcune contraddizioni storiche e lacune culturali. Il libro ha un taglio giornalistico, riprendendo passaggi e opinioni, risalendo a note bibliografiche e alle citazioni della letteratura che si è occupata dello specifico caso. L’uso del motore di ricerca Google, con la gratuità della consultazione Google.book di biblioteche straniere, quali: Bibliotheca Bodleiana di Oxford, Leland Stanford Junior University, Österreichische Nationalbibliothek Wien, Bayerische Staatsbibliothek München (Ex Bibliotheca Regia Monacensis), per citarne solo alcune, “ci ha facilitato la lettura, ampliandola. Ci ha portato persino grande conforto nello scoprire fraintendimenti e forse un’esagerata attribuzione”.

libro di Angelo Miatello e Claudio Malvestio

La suddivisione di capitoli con paragrafi intitolati, non frequente nella letteratura italiana ma ormai molto praticata dalle maggiori testate giornalistiche, è da sempre una forma redazionale dei Groupes de travail delle commissioni Unesco e delle O.I.
La Minerva della Soranzanon ha mai avuto né prima né dopo un approfondimento storico-contenutistico e una perizia scientifica. Le riserve che da tempo venivano sollevate sull’attribuzione dell’affresco su un piano strettamente stilistico sono in un’ugual misura riscontrabili anche confrontando le poche ma importanti riproduzioni su diversi supporti: stampa d’epoca, fotografia b.n, rivista. Non ci sono solo differenze dovute al degrado temporale.

Il (nostro) rinvenimento del catalogo della Galleria Maddox Street del 1826, in cui per la prima volta appare una “Minerva between Mensuration and Calculation” nell’elenco dei dipinti in conto-vendita, ci h aiutato a risalire alle fonti giornalistiche inglesi.
Fonti essenziali da cui si leggono gli arrivi degli affreschi del Palace of the Soranza nella City di Londra, grazie all’intermediazione del bassanese Giovanni Vendramini, apprezzato calcografo (engraver) e fine conoscitore dell’arte italiana. Seguendo le tracce indicate dal suddetto catalogo della Oxford Bodleiana, quale deposito ufficiale delle prime edizioni a stampa, si riesce a ripercorrere le tappe salienti della promozione di gran parte degli affreschi, considerati unici e di assoluto interesse culturale. Gli affreschi di “Veronese del palazzo della Soranza near Castelfranco in Trevigiano territory”erano di gran lunga più preziosi dei “Cartoni di Raffaello”.

Una scoperta di A. Miatello che nessun altro, prima, se n’era accorto. Il merito va sicuramente alle istituzioni british che hanno digitalizzato archivi e biblioteche intere (in accordo con le università americane), mentre noi (veneti) con tutta la nostra ricchezza e boria “indipendentista” siamo ancora in una fase di “studio e programmazione” e di “frammentaria digitalizzazione” (non ci sono schei!). Quindi, per fare un discorso politico, nemmeno durante gli anniversari dei 150 anni dell’Unità d’Italia, i Veneti sono riusciti a distinguersi, cadendo nel tranello dell’ “indipendenza” e della “diversità sanguigna” persino del “dna”. Due errori madornali, in quanto tutta la storia da quella romana al romanticismo in questa terra di monti, laghi, fiumi e coste, i rapporti si sono sempre intrecciati con il resto del Paese e dei Paesi confinanti amici e nemici, “ladri” e alleati (a turno germanici, francesi, fiamminghi, anglosassoni). Si può battagliare fin che si vuole ma rimaniamo pur sempre “italiani”, poi europei convinti. Non siamo né altoatesini, né valdostani e nemmeno siciliani o campani.

Auguri e complimenti alle tre signore Elena Pavan, Morena Martini e Ylenia Bianchin che si sono prestate come testimonial dell’opera veronesiana: “Minerva tra Aritmetica e Geometria”, in temporanea esposizione a palazzo Balbi, sede della Giunta regionale. Un progetto, come l’abbiamo descritto a voce sifusa che merita di concretizzarsi prima che sia troppo tardi. 

“Il giovane Holden” di J. D. Salinger in Basilica Palladiana. Un successo!

di Marica Rossi, corrispondente da Vicenza

A Vicenza l’altra sera Giove pluvio non è stato un guastafeste per lo spettacolo che si sarebbe dovuto tenere ai giardini del Teatro Olimpico, perché al pubblico è piaciuto forse anche di più gustarlo all’interno della Basilica Palladiana, dov’era previsto che si spostasse in caso di pioggia. Lì Theama Teatro per la rassegna “Mutazioni Notturne” promossa dal Comune nell’ambito del cartellone “Viaggio in città”, ha davvero offerto qualcosa di speciale con la lettura scenica di uno dei più celebri romanzi di formazione della letteratura: “Il giovane Holden” di J.D. Salinger.
A proporlo è stato Aristide Genovese nei panni del protagonista per la regia di Piergiogio Piccoli che gli ha fatto pure da spalla nell’interpretare come meglio non si potrebbe la sapiente rielaborazione drammaturgica di Anna Zago.
Ciascuno nel proprio ruolo ha saputo ben ricostruire il vissuto dell’adolescente nel suo tentativo di distaccarsi dai codici di comportamento, dal conformismo e dall’assenza di valori, dal cliché dell’ambiente borghese di appartenenza come quello di un Holden ostinatamente determinato nella propria ricerca di identità, dicendo no al dover ‘lasciarsi educare’. Non era facile rendere tutto questo con una ironia ricca di partecipazione rientrando talora nel filone del grande umorismo esagerativo americano. Una messa in scena (con le coinvolgenti celeberrime note nei momenti clou di “Smoke Gets in Your Eyes” del compositore statunitense Jerome Kern e del paroliere Otto Herbach -1933) che il pubblico ha applaudito con molta convinzione, replicando il piacere di una lettura (stavolta corale) fatta magari diversi anni fa.
Pubblicato nel 1951, “The Catcher in the rhie“ uscì con una copertina bianca, senza alcuna immagine perché Salinger non voleva che il suo romanzo potesse esser giudicato dal di fuori. Allo stesso modo Holden Caulfied, il protagonista, non vuole esser giudicato ma solo ascoltato mentre racconta la sua storia di ragazzo cacciato di scuola per cattiva condotta e proiettato nella vita adulta lungo un percorso che, con traiettorie diverse, appartiene a tutti. Ed è proprio questo a fare de “ Il giovane Holden” un romanzo-icona che attraversa le generazioni.
Piace anche avvertire che c’è in cantiere un’ulteriore opportunità per assaporare la bellezza di questo fortunatissimo testo: una versione al femminile che di nuovo Anna Zago proporrà la settimana prossima a Montecchio Maggiore con lo stesso Genovese ad affiancarla stavolta in altre guise.

“RINASCERO’, RINASCERAI” CON ROBY FACCHINETTI, DIRIGE IL MAESTRO DIEGO BASSO

Marcon Gerolimetto Pivotti Giovine Il progetto musicale “Tra terra e cielo”, pensato dal Maestro Diego Basso, porta la “Grande Orchestra”, in luoghi inediti e suggestivi, in palcoscenici a cielo aperto, dove la musica si inserisce, tra la terra e il cielo, in perfetta armonia con l’ambiente, come nei recenti concerti che si sono svolti alle “Sorgenti del fiume Sile”, sulle “Rive del fiume Po”, nel “Bosco degli Artisti a quota 2000 metri a Falcade”, nell’emozionante cornice del “Sacrario di Cima Grappa” e tra i vigneti.
Nella fase 2 dell’emergenza Covid-19 per la Città di Castelfranco Veneto è stato ideato un concerto che si inserisce in quei luoghi, prima rumorosi e poi improvvisamente e forzatamente silenziosi, esattamente un attimo prima del graduale ritorno alla normalità. Il silenzio e il vuoto delle e nelle città, oltre a colpirci interiormente ha contribuito a ridare pienezza all’identità artistica dei luoghi e abbiamo potuto apprezzarne al meglio la bellezza.
Quel silenzio è stato di un impatto emotivo unico e inaspettato che ancora ci portiamo dentro. Un silenzio che ci ha raccontato anche molta sofferenza ma non dimentichiamo che dal silenzio, nascono la vita e la musica e come canta Roby Facchinetti nel brano che da il titolo al concerto “Rinascerò, Rinascerai”, nel silenzio si respira un’aria nuova.
Questo concerto quindi, realizzato senza pubblico, è come in una opera l’overture” di quello che è il ritorno di concerti live con il pubblico. Emozioni che resteranno per sempre. Concerto live, dedicato a chi ha sofferto e alla vita che riprende. Una ricchezza straordinaria che si presta ad essere raccontata e ripresa attraverso il fascino dell’immagine, la suggestione della musica.

Live “Rinascerò, Rinascerai” è stato trasmesso online domenica 14 giugno alle ore 19.00 in streaming nei canali facebook Art Voice Academy e youtube di Art Voice Academy https://bit.ly/2BVJ5eK

Il concerto è un evento promosso dal Comune di Castelfranco Veneto in collaborazione con Art Voice Academy con il patrocinio della Regione del Veneto e Provincia di Treviso. Produzione AVA Sound Live Music

1509, PADOVA. LA LEGA DI CAMBRAI E LA CANZONE DELLA GATTA….[ANCHE A CASTELFRANCO ABBIAMO LA FARMACIA ALLA GATTA…CHE SIANO PARENTI?]

L'immagine può contenere: spazio all'apertoNel 1509 quasi tutta l’Europa, attraverso la lega di Cambrai, dichiarò guerra alla Serenissima; e dopo la disfatta di Agnadello (14 maggio) la Repubblica Veneta perse quanto aveva conquistato nei secoli precedenti: la Francia occupò la Lombardia Veneta (Crema, Bergamo e Brescia), l’imperatore Massimiliano conquistò le città venete (Verona, Vicenza e Padova), solo il popolo trevigiano rimase fedele a Venezia nel nome di San Marco.
Da lì a poco, il 17 giugno la Serenissima con Andrea Gritti e con l’apporto determinante del popolo padovano riconquista Padova e si prepara a difenderla dal contrattacco dell’Imperatore.
Una delle roccaforti padovane fu il bastione Coalonga (Codalunga) dove venne issato un drappo che, nelle intenzioni degli autori, doveva raffigurare il Leone di San Marco … peccato che l’ignoto artista non fosse particolarmente dotato e così il felino fu ironicamente chiamato “la gatta”.
La gatta venne proditoriamente rubata da un soldato spagnolo, alleato degli imperiali, che ricevette in premio dall’imperatore la bella cifra di 100 scudi e per le truppe spagnole l’opportunità di attaccare per prime il bastione e di essere avvantaggiate nella corsa alla ricompensa promessa dal cardinale Ippolito d’Este, per conto del papa Giulio II, di ben 10.000 scudi d’oro a chi avesse riconquistato per primo la città patavina.
Come si può leggere sul sito www.muradipadova.it contro il bastione furono orientati sei grossi mortai e un grande cannone a lunga gittata; gli furono sparati contro circa 1500 proiettili nella sola giornata del 26 settembre 1509.
Nello stesso giorno le truppe spagnole sferrarono l’assalto contro la fortificazione, riuscendo a conquistarla; il capitano Citolo da Perugia aveva sistemato al centro la polveriera e la fece saltare in aria uccidendo centinaia di nemici; questo permise ai padovani di ribaltare la situazione e di respingere l’offensiva delle truppe imperiali e spagnole.
Fu uno dei momenti decisivi per la sopravvivenza dello Stato Veneto; in quella occasione furono scritte diverse canzoni e canzonette; una delle più popolari fu questa conosciuta come “La canzone della gatta” :
Su su su, chi vuol la gata
Vengi innanti al bastione,
Dove in cima d’un lanzone
La vedeti star legata.
Su su su.
Su, Spagnoli, che avantati
‘nanti al sacro imperatore
S’el vi dà de’ soi ducati
Del bastion la gata tóre!
Citol v’è, e da tutt’ore
Se li tien la guarda fata.
Su su su.
Su, Todeschi onti e bisonti,
Su su su, for de la paglia;
Voi mai più passate i monti
Se verete a dar bataglia:
Vostre arme poco taglia
Se la faza v’è mostrata.
Su su su.
Su, Francesi, su, Vasconi,
Che le mure sum per terra,
E la gata cum so’ ongioni
Si vi chiama a questa guerra,
Dove a tuti in questa serra
Morte cruda vi fia data.
Su su su.
Su su, o ladri Ferraresi,
Su, asasini traditori,
Altro è qui che fanti presi
Da spogliare l’armi fori:
Ma per questi et altri errori
Fia Ferrara sachegiata.
Su su su.
Su, bastardi Taliani,
Di canaglie oltramontane,
De Francesi et Alemani
Figlie e moglie sum putane:
Vostre voglie sono insane
A voler con noi la gata.
Su su su.
Su su, o papa, o imperatore,
Su, tu, Franza, su, tu, Spagna,
Portarì il bel’ onore
D’esser stati a la campagna
Col Lion, che sol guadagna
Tanti re, tanta brigata.
Su su su.
Su, se altri è che disponga
De volerla, re o barone,
Vengi for de Coalonga
Della porta sul bastione,
Ch’ivi sta: ma chi è poltrone
Non vi vengi, ch’ela i grata.
Su su su.
Li Spagnuoli la voleano
Pur pigliar con suoi avanti,
Perché mai non credeano
Nostri fosen si bon fanti;
Si che morti tuti quanti
Impiérno i fossi quella fiata.
Su su su.
Venner poi Francesi asai
Con Tedeschi per brancarla,
E di loro alcun fo mai
Che se ardisse di tocarla;
Talché lor senza pigliarla
Fórno morti con gran strata.
Su su su.
Che la voglia questa gata
Non se trovan più persone,
Poiché insieme mai pigliata
Non l’han quattro gran corone;
Di che il mondo sta in sermone
Quanto l’è gagliarda stata.
Su su su.
Già doi mesi sum passati
Che persone centomillia
A la gata intorniati
Volean fare mirabillia;
Chi a piedi, chi a brillia,
De noi tuti far tagliata.
Su su su.
Or partita in la malora
È la cruda e vil canaglia,
Che credea da tutt’ora
A la gata dar travaglia;
Ma sue onge, che arme smaglia,
Morte acerba a molti ha data.
Su su su.
Il testo è alquanto …colorito (tedeschi onti e bisonti, bastardi italiani, assassini ferraresi ecc.) ma mi sembra giusto riproporlo come l’ho trovato.
Ettore Beggiato

ARENA 2021, Il Sovrintendente e Direttore Artistico Cecilia Gasdia: “Prepariamo il 150° della Prima Aida al Cairo del 1871 e i 120 anni dalla morte di Verdi

Il Festival 2021 della Fondazione Arena di Verona presenterà le produzioni originalmente previste nel Festival 2020 con l’aggiunta di ulteriori eventi di altissima levatura.
Per l’estate 2020 invece la Direzione Artistica ha elaborato un progetto straordinariamente innovativo e del tutto inedito per un’Arena mai vista che, in via del tutto eccezionale, avrà l’evocativo titolo di “Nel Cuore della Musica”.

Il Sovrintendente e Direttore Artistico Cecilia Gasdia sottolinea il lavoro continuo degli ultimi mesi e l’impegno per il futuro: “Sono contenta di essere riuscita a varare un cartellone 2021, che conterrà tutte le eccellenze che erano presenti nel 2020 arricchendole di nuovi nomi ed appuntamenti. Come vedete la stagione sarà aperta da un omaggio alla nostra opera regina: Aida, nel 150° anniversario dalla sua prima al Cairo del 1871 e nel 120° anniversario dalla morte del compositore Giuseppe Verdi. Le due recite di questa Aida in forma di concerto presenteranno un cast di grande eccellenza, che vi riveleremo entro la metà di maggio.
Riguardo all’estate 2020 è lecito, deontologicamente corretto ed anzi doveroso, non solo sognare, ma anche pianificare tatticamente con grande serietà e responsabilità una ripartenza dell’attività in sicurezza e una riapertura con regole chiare. Siamo italiani, abbiamo una solida reputazione di creatività e serietà che non possiamo smentire agli occhi del mondo, che ci guarda con rinnovata attenzione sin dall’inizio della pandemia. Dobbiamo quindi preparare il futuro con grande lucidità, attenzione ma senza farci bloccare dalla paura. Nel nostro lavoro ci ha sostenuti innanzitutto l’orgoglio per il nostro paese che, patria del belcanto e della musica, deve presto diventare un luogo chiave nel mondo per la ripartenza della cultura musicale.
Le nostre grandi star hanno apprezzato calorosamente fin da subito la nuova configurazione per quest’estate, proprio loro che conoscono bene i nostri spazi. E se le autorità ce ne daranno la possibilità, quella del 2020 non sarà affatto una estate minore, sarà invece una stagione diversa, storica, memorabile per il nuovo assetto che assicura una potenza estetica di grande impatto e che diventerà così simbolo della rinascita culturale e sociale del Paese”.

Manifesto 2020_Festival d’estate

Manifesto Arena 2021

 

ARENA DI VERONA 2020, “SPETTACOLARITA’ E RISPETTO DELLE REGOLE” (SINDACO E PRESIDENTE FEDERICO SBOARINA)

Il Sindaco e Presidente di Fondazione Arena, Federico Sboarina: Il 2020 sarà l’anno che vedrà in Arena una sorta di ‘Edizione straordinaria’. Una proposta di spettacoli come non si era mai visto finora e che ci permetterà anche di valorizzare la spettacolarità del nostro monumento conosciuto internazionalmente. Fermare completamente la musica nel più grande teatro all’aperto del mondo sarebbe un sacrilegio, oltre che un grave danno culturale ed economico. E’ successo solo durante i conflitti mondiali, adesso stiamo combattendo un’altra guerra, ma non lasceremo che l’emergenza sanitaria tolga la voce ai nostri artisti. Non vogliamo nel 2020 un’Arena silenziosa. In questi mesi, insieme con tutto il Consiglio di indirizzo abbiamo chiesto agli amministratori della Fondazione di impegnarsi per dare al pubblico qualcosa di straordinario e allo stesso tempo rispettoso delle norme di sicurezza e degli equilibri di bilancio. Ci siamo riusciti e adesso manca solo l’ultimo miglio, la data da parte del governo sulla ripresa delle attività.
Ci sarà tutto in sicurezza: artisti e pubblico. L’Edizione straordinaria del 2020 è solo un anticipo della capacità progettuale e della volontà di Verona di essere al centro della scena artistica, continuando nell’impegno intrapreso tre anni fa con l’innalzamento della qualità”.

Arena di Verona 2021: programma del 2021 e nuovi eventi. Diritto di prelazione per biglietti già acquistati

Manifesto Arena 2021

Il Festival 2021 della Fondazione Arena di Verona presenterà le produzioni originalmente previste nel Festival 2020 con l’aggiunta di ulteriori eventi di altissima levatura.
Lo spostamento al 2021 del Festival stellare 2020, frutto di intensi anni  di lavoro, è stato per tutto il team areniano una sofferenza profonda, ma le prescrizioni normative, conseguenza delle evidenti condizioni sanitarie in Italia, non hanno lasciato altra possibilità se non quella di salvarla posizionandola nella sua sostanza nel 2021 che diventerà così, con l’aggiunta di altri eventi di grandissima caratura già programmati, un anno di straordinario livello, confermando Arena nel Pantheon dei migliori teatri del mondo.
Inoltre Fondazione Arena ha pensato in primis a tutelare tutti gli 80.000 spettatori affezionati che hanno già acquistato il biglietto per la Stagione 2020 e che fin da oggi potranno ottenere tutte le informazioni necessarie consultando il nostro sito internet www.arena.it o scrivendo all’indirizzo: ServizioClienti@geticket.it o telefonando allo 0458005151.
Saranno possibili tre opzioni: spostare sin da subito il proprio biglietto sul titolo prescelto nel Festival 2021 o donare il proprio biglietto. A partire dal 15 giugno, secondo le regole che saranno stabilite dal Governo, sarà possibile richiedere un voucher per un importo pari a quello del biglietto in proprio possesso.
Inoltre ci preme sottolineare che in questo momento più che mai risulta preziosa la vicinanza e il sostegno di tutti i nostri sponsor cui va il più sincero ringraziamento: Unicredit, Major Partner da oltre 20 anni, il Gruppo Calzedonia con il marchio Falconeri, Volkswagen Group Italia, Deutsche BAHN, Veronafiere e ancora Air Dolomiti, Casa Vinicola Sartori, GrandVision, Metinvest, SDG Group, SABA parcheggi, Vicenzi, Aeroporto Catullo, A4 Holding, Veronabooking.