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ARENA 2021, Il Sovrintendente e Direttore Artistico Cecilia Gasdia: “Prepariamo il 150° della Prima Aida al Cairo del 1871 e i 120 anni dalla morte di Verdi

Il Festival 2021 della Fondazione Arena di Verona presenterà le produzioni originalmente previste nel Festival 2020 con l’aggiunta di ulteriori eventi di altissima levatura.
Per l’estate 2020 invece la Direzione Artistica ha elaborato un progetto straordinariamente innovativo e del tutto inedito per un’Arena mai vista che, in via del tutto eccezionale, avrà l’evocativo titolo di “Nel Cuore della Musica”.

Il Sovrintendente e Direttore Artistico Cecilia Gasdia sottolinea il lavoro continuo degli ultimi mesi e l’impegno per il futuro: “Sono contenta di essere riuscita a varare un cartellone 2021, che conterrà tutte le eccellenze che erano presenti nel 2020 arricchendole di nuovi nomi ed appuntamenti. Come vedete la stagione sarà aperta da un omaggio alla nostra opera regina: Aida, nel 150° anniversario dalla sua prima al Cairo del 1871 e nel 120° anniversario dalla morte del compositore Giuseppe Verdi. Le due recite di questa Aida in forma di concerto presenteranno un cast di grande eccellenza, che vi riveleremo entro la metà di maggio.
Riguardo all’estate 2020 è lecito, deontologicamente corretto ed anzi doveroso, non solo sognare, ma anche pianificare tatticamente con grande serietà e responsabilità una ripartenza dell’attività in sicurezza e una riapertura con regole chiare. Siamo italiani, abbiamo una solida reputazione di creatività e serietà che non possiamo smentire agli occhi del mondo, che ci guarda con rinnovata attenzione sin dall’inizio della pandemia. Dobbiamo quindi preparare il futuro con grande lucidità, attenzione ma senza farci bloccare dalla paura. Nel nostro lavoro ci ha sostenuti innanzitutto l’orgoglio per il nostro paese che, patria del belcanto e della musica, deve presto diventare un luogo chiave nel mondo per la ripartenza della cultura musicale.
Le nostre grandi star hanno apprezzato calorosamente fin da subito la nuova configurazione per quest’estate, proprio loro che conoscono bene i nostri spazi. E se le autorità ce ne daranno la possibilità, quella del 2020 non sarà affatto una estate minore, sarà invece una stagione diversa, storica, memorabile per il nuovo assetto che assicura una potenza estetica di grande impatto e che diventerà così simbolo della rinascita culturale e sociale del Paese”.

Manifesto 2020_Festival d’estate

Manifesto Arena 2021

 

ARENA DI VERONA 2020, “SPETTACOLARITA’ E RISPETTO DELLE REGOLE” (SINDACO E PRESIDENTE FEDERICO SBOARINA)

Il Sindaco e Presidente di Fondazione Arena, Federico Sboarina: Il 2020 sarà l’anno che vedrà in Arena una sorta di ‘Edizione straordinaria’. Una proposta di spettacoli come non si era mai visto finora e che ci permetterà anche di valorizzare la spettacolarità del nostro monumento conosciuto internazionalmente. Fermare completamente la musica nel più grande teatro all’aperto del mondo sarebbe un sacrilegio, oltre che un grave danno culturale ed economico. E’ successo solo durante i conflitti mondiali, adesso stiamo combattendo un’altra guerra, ma non lasceremo che l’emergenza sanitaria tolga la voce ai nostri artisti. Non vogliamo nel 2020 un’Arena silenziosa. In questi mesi, insieme con tutto il Consiglio di indirizzo abbiamo chiesto agli amministratori della Fondazione di impegnarsi per dare al pubblico qualcosa di straordinario e allo stesso tempo rispettoso delle norme di sicurezza e degli equilibri di bilancio. Ci siamo riusciti e adesso manca solo l’ultimo miglio, la data da parte del governo sulla ripresa delle attività.
Ci sarà tutto in sicurezza: artisti e pubblico. L’Edizione straordinaria del 2020 è solo un anticipo della capacità progettuale e della volontà di Verona di essere al centro della scena artistica, continuando nell’impegno intrapreso tre anni fa con l’innalzamento della qualità”.

ARENA DI VERONA 2020: NEL CUORE DELLA MUSICA CON L’ENTUSIASMO DI GRANDI ARTISTI

Manifesto 2020_Festival d’estate

Per l’estate 2020 la Direzione Artistica ha elaborato un progetto straordinariamente innovativo e del tutto inedito per un’Arena mai vista che, in via del tutto eccezionale, avrà l’evocativo titolo di “Nel Cuore della Musica”.
“Fondazione Arena di Verona non vuole un 2020 silenzioso e per questo è già pronta a proporre per l’agosto di quest’anno una serie di serate-evento da svolgersi in una cornice areniana del tutto nuova con il palco posizionato al centro dell’immensa platea ed il pubblico ben distanziato e distribuito esclusivamente sugli ampi spalti: l’unicità storica di questa veste è stata dunque sottolineata dal titolo “Nel Cuore della Musica”.
I tanti amici dell’Arena di Verona, a cui Fondazione ha sottoposto il progetto “Nel cuore della Musica”, hanno dato il loro entusiastico sostegno:
Marcelo Álvarez, Marco Armiliato, Roberto Aronica, Daniela Barcellona, Ezio Bosso, Plácido Domingo, Yusif Eyvazov, Vittorio Grigolo, Francesco Meli, Anna Netrebko, Leo Nucci, Daniel Oren, Lisette Oropesa, Michele Pertusi, Saimir Pirgu, Anna Pirozzi, Marina Rebeka, Luca Salsi, Fabio Sartori, Ekaterina Semenchuk, María José Siri, Sonya Yoncheva.
Il programma di serate-evento di agosto 2020 sarà impreziosito da un’importante parata di star internazionali ed eccellenze italiane che, grazie al nuovo formato, garantiranno agli spettatori un’esperienza irrinunciabile, grazie alla bellezza monumentale dell’Arena in un nuovo gioco di fughe prospettiche, per esaltare l’unicità architettonica e storica degli spazi. Un monumento e un teatro come non si erano mai visti.

Le date e le proposte artistiche verranno annunciate in maniera definitiva solamente una volta ottenute le necessarie autorizzazioni (anche in osservanza dei decreti ministeriali sull’emergenza), al fine di non creare confusione nel pubblico in questa fase delicata.

 

FONDAZIONE ARENA SEMPRE AL LAVORO PER L’ESTATE ARENIANA

Fondazione Arena di Verona sta seguendo con la massima attenzione l’emergenza sanitaria in corso ed i suoi possibili riflessi sul prossimo festival estivo, nella piena consapevolezza dei propri doveri artistici, etici, sociali ed economici nei confronti del proprio pubblico degli artisti, dei lavoratori e di tutto il territorio.
Alla luce dell’attuale calendario, l’Arena di Verona dovrebbe essere la prima grande realtà internazionale a riportare l’opera – e in generale la musica – fuori dal mondo virtuale per ricollocarla nel suo spazio naturale: il palcoscenico.
D’altro canto condividiamo questo generale clima di incertezza con tutto il settore culturale e non solo, e ci spiace che questo si rifletta anche sul nostro pubblico, ma riteniamo che alla fine di aprile il quadro sanitario ed operativo ci consentirà di dare delle comunicazioni concrete.
«Voglio testimoniarvi» ha dichiarato il Sovrintendente Cecilia Gasdia «il quotidiano ed incessante lavoro che stiamo compiendo al fine di salvaguardare il prossimo festival, quest’anno più che mai vera gemma di eccellenza. Ma questo traguardo non può prescindere dai temi centrali di tutela della salute e dal rispetto delle normative governative, per cui procediamo con passi oculati in piena armonia con le indicazioni che ci giungono da tutte le autorità competenti. Riteniamo dunque che verso la fine di aprile potremo avere un quadro della situazione più chiaro per il pubblico, per gli artisti, per i nostri lavoratori e per il territorio veronese che sogna la rinascita».

(Rubrica a cura di A. Miatello)

Arena di Verona: grande successo del 97° Opera Festival

Le fiamme al termine dei Carmina Burana in un’Arena sold-out, 11 agosto 2019 ©Foto Ennevi/Fondazione Arena di Verona

Anna Netrebko e Yusif Eyvazov, Plácido Domingo, Daniel Oren, Ezio Bosso, Vittorio Grigolo, Lisette Oropesa, Roberto Bolle, Aleksandra Kurzak, Saioa Hernández, l’immenso genio del compianto Franco Zeffirelli e tanti altri: sono solo alcuni dei grandi nomi della musica e opera internazionale che hanno fatto, in perfetta armonia con la direzione e i complessi artistici e tecnici areniani, la stagione 2019 di nuovo imperdibile per i grandi media mondiali e per un pubblico sempre più numeroso. La positività e l’entusiasmo già si riflettono sulla programmazione 2020 con importanti riconferme, prime fra tutte Domingo, Bosso e Bolle, a cui seguiranno sorprese di indiscutibile impatto internazionale, e che già ora muovono l’interesse del pubblico con una rinnovata vivacità.

I RISULTATI

51 alzate di sipario per 5 titoli d’opera, tra cui l’acclamata ultima Traviata del Maestro Zeffirelli, nuova produzione areniana in diretta mondiale Rai1; 1 settimana evento per i 50 anni di Plácido Domingo in Arena, culminato con la Plácido Domingo 50 Arena Anniversary Night, secondo maggior incasso in tutta la storia areniana; la doppia serata di danza Roberto Bolle and Friends con 21.000 spettatori in 24 ore, e gli acclamati Carmina Burana condotti dal Maestro Ezio Bosso in una serata sold-out con 13.555 spettatori, record per la sinfonica a Verona nelle ultime sei stagioni.
In tutto 426.649 biglietti venduti con l’8,56% di incremento delle presenze rispetto all’anno precedente, con 26.674.454 euro di fatturato di biglietteria, il miglior risultato degli ultimi sei anni, con una media di 523.028 € a serata, superiore dell’11,13% rispetto alla stagione precedente, il miglior incremento annuale degli ultimi sei anni. Sempre analizzando solo gli ultimi sei anni, abbiamo in assoluto:

  • maggior incasso del Festival,
  • maggior numero di spettatori totali,
  • maggior numero totale di spettatori per le recite effettuate nelle giornate di giovedì e domenica,
  • con Il Trovatore e La Traviata in testa agli incassi e all’affluenza medi del 2019.

Dunque la nuova gestione ha centrato pienamente i target di rilancio, sotto l’aspetto artistico e di conseguenza economico, che ha gratificato la città, un ampissimo pubblico italiano e internazionale e sviluppato un virtuoso percorso comunicativo coronato da ben 3 collaborazioni con televisioni internazionali quali Rai Mondovisione, Unitel, ZDF/3Sat, Bel Air Media/France Télévisions rimettendo così al centro del turismo veronese il suo monumento più celebre, strumento sempre più efficace di cultura viva e attuale, in linea con il sogno dei fondatori, la cui centesima edizione del Festival si avvicina, così come l’attesa Olimpiade del 2026, sfide a cui l’attuale dirigenza vuole presentare un’Arena sempre più forte, vincente, consolidata e centrale nel panorama culturale del paese e del mondo. 

IL CARTELLONE

Inaugurato il 21 giugno, il 97° Arena di Verona Opera Festival si è concluso lo scorso 7 settembre contando 51 alzate di sipario complessive. E un enorme, inedito sipario rosso si è letteralmente aperto sull’imponente nuova produzione de La Traviata, all’attenzione dei media soprattutto per il colossale allestimento, l’ultimo sogno progettato da Franco Zeffirelli, scomparso pochi giorni prima dell’inaugurazione. Dello stesso maestro e sempre nel segno di Verdi il Festival ha allestito anche Il Trovatore, produzione tra le più riuscite della Fondazione e quest’anno come non mai banco di prova delle star internazionali. Per Aida il pubblico è stato ricondotto alla magia della prima notte dell’opera in Arena nel 1913, con l’allestimento curato da Gianfranco de Bosio. Hugo de Ana è invece la firma degli spettacoli Carmen e Tosca, rispettivamente la produzione inaugurale dello scorso Festival con l’originale rilettura dell’opera di Bizet nella Spagna anni’30 e il titolo pucciniano potente e simbolico grazie al monumentale arcangelo Michele armato di spada.
Gli eventi speciali sono stati tre, tra cui uno in doppia serata: per la prima volta nella storia del Festival, Roberto Bolle and Friends ha portato l’étoile con gli altri campioni mondiali della danza per due serate consecutive all’Arena di Verona; nel 2019 inoltre ricorreva il cinquantesimo anniversario del debutto italiano e areniano del mito Plácido Domingo, festeggiato appunto nella sua Domingo 50 Anniversary Night, e solo una settimana dopo sono tornati i Carmina Burana con un organico colossale a risuonare nell’antico anfiteatro sotto la direzione di Ezio Bosso, esordiente illustre.
La Traviata di Verdi, titolo inaugurale del Festival 2019, è andata in scena per 11 serate, con regia e scene del maestro Zeffirelli e i costumi di Maurizio Millenotti, dopo l’ultimo allestimento di otto anni fa. Sono ben 103.069 gli spettatori che l’hanno vista nell’anfiteatro, portando incassi per 6.514.662 € e una presenza media altissima, seconda solo al Trovatore delle stelle. La nuova produzione ha registrato anche il secondo posto nella classifica delle première più affollate degli ultimi anni, alla presenza del Capo dello Stato, di numerosi ministri e varie celebrità dello spettacolo.
Aida, come da tradizione seconda e anche ultima serata del cartellone 2019, qui nell’edizione storica ispirata al 1913, ha registrato 127.024 presenze, con un incasso complessivo di 8.374.638 €, confermandosi il titolo più frequente dall’inizio della storia del Festival (715 recite) e il più frequentato dell’anno grazie alle sue 16 rappresentazioni.
Il Trovatore di Verdi, terzo titolo del Festival, è andato in scena nell’allestimento creato da Zeffirelli per il centenario verdiano e più volte ripreso con successo. Nel 97° Festival ha richiamato ben 47.239 persone incassando ben 3.060.125 €. L’opera verdiana, in sole 5 recite, registra l’affluenza media più alta e l’incasso medio più alto del cartellone 2019, grazie anche a diverse serate quasi completamente sold-out, confermando il percorso intrapreso nel 2018 con la scommessa su Il Barbiere di Siviglia, che grazie ai prestigiosi nomi in cartellone ha ripagato con affluenza e calore di pubblico.
Da luglio il cartellone si è arricchito di Carmen secondo Hugo de Ana, ripresa per 10 serate nella veste dell’ultima inaugurazione: la vicenda della sigaraia di Bizet sullo sfondo dell’inquieta Repubblica spagnola di inizio Novecento, è stata vista da 69.154 persone con un incasso totale di 4.260.103 €.
Ultimo debutto del Festival, Tosca di Puccini ha visto 5 recite nell’allestimento 2006 dell’argentino de Ana, raccogliendo complessivamente 31.708 spettatori per un incasso di 1.920.970 €. Dopo la prima del 10 agosto, i riflettori si sono puntati sulla recita del 29 agosto, celebrazione della 500° volta del maestro Daniel Oren sul podio dell’Arena di Verona a partire dal debutto avvenuto 35 anni fa proprio con lo stesso titolo.
Le due serate di Roberto Bolle and Friends hanno richiamato ben 21.344 spettatori, incantati dall’arte tersicorea di Bolle, étoile della Scala di Milano e principal dancer dell’American Ballet Theatre a New York, insieme a nove illustri friends da tutto il mondo. L’incasso dell’inedito raddoppio della Danza in Arena si attesta sui 1.147.231 €.
Sono due storici sold-out quelli dei grandi eventi di agosto, entrambi attestatisi poco sotto le 14 mila presenze: il 4 si è svolta la Plácido Domingo 50 Arena Anniversary Night, dove si è visto il leone Domingo, grato e commosso, impegnato come cantante e attore in un nuovo allestimento scenico, protagonista dei verdiani Nabucco, Macbeth e Simon Boccanegra; infine l’11 Ezio Bosso ha scaldato l’Arena con i monumentali Carmina Burana di Carl Orff, eseguiti da 320 artisti e conclusi annunciando al pubblico, esultante come non si vedeva da diversi anni, il suo ritorno nel 2020 per la IX Sinfonia beethoveniana. Gli eventi rispettivamente hanno registrato 933.825 € (il secondo migliore incasso di sempre in Arena dal 1913) e 462.902 € (raggiungendo insieme il record di affluenza e di incasso per un concerto sinfonico negli ultimi sei anni).

GLI ARTISTI

Con il 97° Arena di Verona Opera Festival 2019 si è proseguito un processo di rilancio già iniziato e dichiarato nel 2018, volto a chiamare sul palcoscenico areniano tutti gli artisti più richiesti al mondo, accanto ai giovani più promettenti, in un’ottica generale di crescita della qualità e di scommessa sulle nuove leve dell’opera di domani. Il cartellone di 51 serate annovera tra i creatori delle 5 opere i grandi maestri dell’Arena, Zeffirelli, de Ana, Millenotti, Gaetani, e una parata impressionante di artisti: 8 direttori d’orchestra, 16 tra primi ballerini ed étoile, e ben 77 solisti, di cui oltre un terzo è salito sull’immenso palcoscenico per la prima volta in assoluto.
Le giovani leve del Festival 2019 comprendono molti cantanti di talento provenienti da ogni continente: tra i soprani Karen Gardeazabal, Elisabetta Zizzo, Tamara Wilson, Svetlana Kasyan, Yao Bo Hui, i mezzosoprani Ksenia Dudnikova, Alessandra Volpe, Clarissa Leonardi, Judit Kutasi, Mariangela Marini, i tenori Pavel Petrov, Stephen Costello, Martin Muehle, Raffaele Abete, Samuele Simoncini, e in chiave di basso Daniel Giulianini, Alessio Cacciamani, Krzysztof Bączyk, Alessandro Spina, Riccardo Fassi, Badral Chuluunbaatar, Italo Proferisce, Biagio Pizzuti, Romano Dal Zovo, Marko Mimica, Ruth Iniesta, Mariangela Sicilia, solo per citare i più assidui interpreti della stagione appena conclusa.
Va segnalato che tra i debuttanti del Festival 2019 vi sono anche attesissime stelle del firmamento lirico, tra le quali vale la pena citare il soprano madrileno Saioa Hernández, che ha inaugurato l’ultima stagione della Scala, il direttore d’orchestra e compositore Ezio Bosso, e il nome oggi più richiesto al mondo, Anna Netrebko, trionfatrice della prime recite de Il Trovatore accanto al compagno d’arte e di vita Yusif Eyvazov.
La parata di stelle prosegue con alcuni tra i maggiori cantanti in carriera e i più apprezzati mattatori del grande palcoscenico areniano. Questi astri dell’opera comprendono i più grandi artisti di oggi, noti non soltanto per le incomparabili voci ma anche per doti sceniche che lo spazio unico dell’Arena richiede, come Plácido Domingo, Anna Pirozzi, Lisette Oropesa, Leo Nucci, Vittorio Grigolo, Aleksandra Kurzak, Erwin Schrott, Hui He, Dmitry Beloselskiy, Irina Lungu, Luca Salsi, Maria José Siri, Amartuvshin Enkhbat, Arturo Chacón-Cruz, Lana Kos, Carlo Ventre, Simone Piazzola, Alberto Gazale, Dolora Zajick, Fabio Armiliato, Violeta Urmana, Fabio Sartori, Géraldine Chauvet, Giorgio Giuseppini, Murat Karahan, Anna Maria Chiuri, Sebastian Catana, Mario Cassi, Claudio Sgura, Ambrogio Maestri.
Anche le parti di fianco sono state interpretate da alcuni dei più richiesti specialisti di oggi di ruoli complessi e di carattere, ambasciatori del melodramma italiano nel mondo e comprimari di lusso nel Festival 2019: valga la pena citare Carlo Bosi, Marcello Nardis, Gianfranco Montresor, Nicolò Ceriani, Roberto Covatta, Francesco Pittari, Dario Giorgelé, Gianluca Breda, Lorrie Garcia, Stefano Rinaldi Miliani, con la ciliegina sulla torta della storica coppia Daniela Mazzucato e Max René-Cosotti impegnata in La Traviata.
Il podio ha visto primeggiare Daniel Oren, Direttore Musicale del Festival 2019 e concertatore per 23 serate che l’hanno portato a festeggiare la recita numero 500 dal suo debutto areniano in Tosca, avvenuto 35 anni fa. Oltre a lui, altri importanti direttori si sono avvicendati alla testa dei complessi artistici veronesi: Marco Armiliato, Andrea Battistoni, Jordi Bernàcer, Ezio Bosso, Francesco Ivan Ciampa, Plácido Domingo, Fabio Mastrangelo e Pier Giorgio Morandi, tutti esperti conoscitori del repertorio operistico e già apprezzati nell’antico anfiteatro.
La danza è sempre presente negli spettacoli del Festival: protagonisti di due indimenticabili serate sono stati Roberto Bolle e i suoi prestigiosi friends (Andrijashenko, Figliossi, Greco, Kuranaga, Makhateli, Manni, Riabko, Simkin e Vostrotina) ma non sono soli. Il ballo dell’Arena, coordinato da Gaetano Petrosino, si è esibito in coreografie di Susanna Egri, Lucia Real (da El Camborio), Leda Lojodice e Giuseppe Picone (anche primo ballerino) nelle recite di La Traviata, Aida, Il Trovatore, Carmen e Domingo 50 Anniversary Night accanto a primi ballerini quali Petra Conti, Eleana Andreoudi, Mick Zeni e Alessandro Macario.
Questi cast e le scelte artistiche sottolineano l’evoluzione globale dell’opera, ormai non più solo appannaggio della cultura occidentale, ma vera passione di tanti territori emergenti come Cina e Russia, ben rappresentati anche nell’Arena, da sempre il teatro più internazionale al mondo per spettatori e interpreti, che offre emozione e magia sempre nuove ogni sera, proponendo locandine con attesi ritorni e sensazionali scoperte tanto ai melomani esperti quanto al grande pubblico.

L’ARENA SOCIAL: FACEBOOK, TWITTER E INSTAGRAM

Se i Social sono oggi un metro importante per misurare la popolarità, l’affetto e l’interesse del pubblico internazionale verso un progetto artistico, Arena vince sul fronte italiano, in quanto prima tra le fondazioni del nostro paese nella classifica di like, followers, impressions, interazioni e commenti e a livello mondiale si posiziona quarta nella classifica generale dopo istituzioni di assoluto prestigio quali Sydney Opera House, la Royal Opera House di Londra e il Metropolitan di New York: un traguardo decisamente all’altezza della fama della città che rappresenta nel mondo. Il trend inoltre è abbondantemente positivo: +43,2% sul fronte Instagram da giugno 2018 ad oggi, + 1,4% su FaceBook, +0,8% su Twitter con una maggioranza non schiacciante di pubblico femminile e un chiaro picco di interesse tra i 18 e i 54 anni. Un successo decisamente importante se si pensa che nella battaglia dei Social Arena si confronta con stagioni lunghissime, spalmate ormai quasi su tutto l’anno, con un numero di recite e titoli infinitamente superiori a quelli veronesi, le cui attività sono concentrate in soli due mesi e mezzo, ergo, nonostante l’handicap fisiologico nel mondo Social che chiede continuità, Arena riesce a vincere questa sfida ormai cruciale nella reputazione di qualsiasi ente artistico con mezzo milione di affezionati followers in tutto il mondo.

L’ATTENZIONE DEI MEDIA

Sostenuta da una capillare attività promo-marketing che quest’anno ha visto Fondazione Arena presentare il proprio cartellone sul territorio e nel mondo a Milano, Roma, Bologna, Venezia, Mantova, Rimini, New York, Mosca, Berlino, Vienna, Monaco di Baviera, Dubai, Madrid e Shangai con concerti, conferenze stampa, incontri pubblici, fiere e workshop di turismo, Arena ha incrementato l’attenzione delle grandi televisioni straniere a partire dall’inaugurazione 2019: il creatore del nuovo allestimento de La Traviata aveva sognato per oltre dieci anni questo momento e la presenza delle massime autorità politiche era già stata annunciata, quando Franco Zeffirelli si è spento a pochi giorni dalla prima. L’ultimo sogno del maestro fiorentino è stato trasmesso in diretta da RAI1 e in mondovisione, per la prima volta nella storia del Festival areniano, per un pubblico di 2 milioni di telespettatori oltre a quelli che gremivano l’anfiteatro. Questo è stato solo l’inizio di una stagione sotto i riflettori e, in due casi, sotto le telecamere HD che hanno ripreso il leggendario cast delle prime tre serate de Il Trovatore e per l’unicum della Plácido Domingo 50 Arena Anniversary Night. La registrazione di UNITEL è stata trasmessa sui canali ZDF, 3Sat e sui canali pubblici France Télévsions ed è destinata alla proiezione nei cinema e alla realizzazione di dvd.
La ripresa video di questi tre titoli non è l’unica presenza di telecamere all’Arena di Verona, che hanno contato tutte le testate web, radio e tv locali, più volte le televisioni nazionali e altre dieci diverse emittenti straniere, provenienti da Austria, Germania, Francia, Svizzera, Turchia, Romania, Bosnia-Erzegovina e Russia, che hanno dedicato interviste tanto ai grandi protagonisti quanto ai singoli lavoratori di ogni settore che la compongono, e format di approfondimento speciale sull’Arena di Verona, sulla sua stagione di crescente prestigio internazionale e sul suo affascinante, ricco e complesso funzionamento.
Quanto alla stampa vera e propria, il Festival 2019 ha contato 1.543 presenze totali accreditate, di cui oltre 389 concentrate sulla nuova Traviata, con una media di oltre 30 operatori per ogni serata e con richieste in esubero per i singoli eventi speciali di luglio e agosto che hanno attirato l’attenzione mediatica solitamente riservata alle prime. In tutto le testate presenti all’Arena di Verona sono state 598, comprendenti 103 pubblicate a mezzo stampa su territorio nazionale, 182 testate straniere, 34 radio/tv locali e 38 nazionali e ben 241 testate diverse del web. Fino ad oggi sono stati dedicati al Festival 2019 oltre 5.000 tra servizi e articoli (in costante aumento negli ultimi due anni) e molti altri sono di prossima pubblicazione, dalle testate specialistiche ai quotidiani locali e nazionali, dai blog agli speciali su riviste periodiche italiane e non. Gli articoli sono distribuiti per il 33% sulla stampa cartacea, il 51,9% sul web, il 12% in passaggi televisivi e il 3,1% in radio. Tra questi circa il 60,5% è stato pubblicato da testate stampa ed emittenti radio e TV locali, il 18,1% dal panorama mediatico nazionale, il 9,4% dal regionale e il 12% da altre tipologie di diffusione e all’estero.

IL PUBBLICO GIOVANE

In netto incremento rispetto al già confortante dato del 2018 è il coinvolgimento di scuole e università, particolarmente seguite da Fondazione Arena di Verona attraverso iniziative dedicate e riduzioni speciali sul prezzo dei biglietti. In totale, per il 97° Opera Festival 2019 sono stati staccati attraverso questo canale 23.682 biglietti, per un incasso complessivo di € 365.450. i dati positivi seguono una crescita parallela a quelli degli altri importanti traguardi di fine stagione, con la vendita di oltre 2.000 biglietti in più rispetto all’anno precedente.
A questi dati vanno sommati i giovani partecipanti all’iniziativa Pagelle d’Oro, promossa dal Comune di Verona: il riconoscimento consente agli studenti più meritevoli delle classi terze delle scuole secondarie di primo grado del territorio veronese di assistere ad uno spettacolo in Arena omaggiandoli di due biglietti per una serata del Festival a loro scelta.
Fondazione Arena di Verona conferma la propria attenzione per le nuove generazioni tutto l’anno, con il programma di Arena Young, destinato a tutte le scuole di ogni ordine e grado, che prosegue iniziative analoghe a quelle del Festival e ad altre nuove dedicate, anche per la stagione lirica-sinfonica 2019-2020 al Teatro Filarmonico da ottobre a maggio. 

I CANALI DI VENDITA

Anche per il 2019 i dati relativi ai canali di vendita confermano il trend che da alcuni anni dimostra come gli spettatori prediligano sempre più l’acquisto online rispetto ai canali più tradizionali. Il 53,48% del pubblico del Festival ha infatti acquistato online dal sito Internet ufficiale www.arena.it,  con un incremento costante dell’1,11% su base annua. Il 19,22% degli acquirenti si è invece recato presso la Biglietteria, il 12,87% si è rivolto alle Agenzie convenzionate (anch’esse in lieve aumento). Stazionario l’andamento dei punti remoti, al 10,21% delle preferenze (centri commerciali, negozi, agenzie viaggi, ecc.), al 3,42% il Call center mentre lo 0,44% ha acquistato presso gli sportelli bancari abilitati. In particolare, la percentuale relativa alla nazionalità di chi ha acquistato biglietti tramite il sito web conferma nelle prime posizioni, oltre all’Italia, nell’ordine, la Germania, la Gran Bretagna, la Svizzera, la Russia (in netto incremento), i Paesi Bassi, e gli Stati Uniti. Complice di questo successo l’efficacia del servizio di e-ticketing, reso possibile anche quest’anno grazie alla consolidata partnership con UniCredit: gli spettatori che hanno effettuato la prenotazione on-line, tramite lettori ottici di codici a barre, hanno potuto accedere direttamente agli ingressi dell’Arena, senza dover passare in biglietteria per il ritiro del titolo d’accesso.

INIZIATIVE E COLLABORAZIONI

Proseguono le iniziative nate negli ultimi anni intorno al Festival, potenziandosi in più di un caso, a conferma dell’attenzione rivolta non solo da parte della città di Verona ma anche da prestigiose realtà internazionali. Per esempio, Fondazione Arena ha dedicato al proprio territorio di riferimento un’iniziativa speciale: grazie a Opera d’argento è stata rinnovata ai Comuni della Provincia di Verona la possibilità di acquistare biglietti a prezzo ridotto a favore di cittadini impegnati in attività socialmente utili e che operano nel volontariato, come ringraziamento per l’impegno costante profuso verso la comunità. La buona accoglienza di questa iniziativa, che ne conferma il successo, ha visto l’adesione di diversi Comuni della provincia. Si rafforza inoltre il legame con diverse realtà associative con circoli lirici, appassionati e curiosi di altre regioni d’Italia che organizzano uscite dedicate ai titoli dell’Opera Festival.
Il Palazzo della Gran Guardia ospita tuttora la mostra Waiting for the Opera, che racconta in breve la storia del Festival con un focus speciale su video, costumi e bozzetti storici degli allestimenti più importanti della storia dell’Arena, dedicati alle eroine del cartellone 2019 come Aida, Carmen, Tosca e La Traviata. La mostra è visitabile fino al 22 settembre ed è ad ingresso gratuito per chi ha acquistato un biglietto dell’Opera Festival 2019. Inoltre per la prima volta Verona si è vestita dei colori e delle scene del suo storico Festival, ospitando in diversi punti della città imponenti elementi scenografici che hanno attirato l’interesse degli abitanti e dei turisti, in un piano di rilancio che valorizza tanto l’ambiente urbano quanto l’Arena e la sua grande stagione operistica internazionale.
Si è rafforzato, inoltre, il legame con il Lago di Garda ed in particolare con le Funivie Malcesine-Monte Baldo, che ospita un nuovo punto vendita autorizzato e che per la prima volta ha raddoppiato l’atteso appuntamento in alta quota Con l’Arena sul Monte Baldo: oltre al tradizionale concerto del Coro diretto da Vito Lombardi, la località Pozza della Stella ha ospitato anche l’inedita Fiesta Hispanica con il Ballo dell’Arena coordinato da Gaetano Petrosino.
Prosegue la collaborazione con laFeltrinelli, che negli ultimi anni dedica attenzione, eventi e vetrine tematiche al Festival. Una convenzione ha dedicato sconti speciali ai titolari di CartPiù e MultiPiù per le recite di Tosca mentre l’evento clou della stagione si è svolto nel punto vendita di Via Quattro Spade per anticipare i festeggiamenti per le 500 serate di Daniel Oren all’Arena di Verona in un incontro col pubblico ricco di documenti inediti e testimonianze che hanno attirato un foltissimo pubblico e molti media.
Il 15 agosto si è rinnovato il tradizionale appuntamento con la Messa dell’artista officiata dal Vescovo di Verona Mons. Giuseppe Zenti e la benedizione dedicata a tutti gli artisti nella Festività dell’Assunta, un evento che da oltre sessant’anni vede gremita la Chiesa di San Nicolò all’Arena. Protagonisti sono stati alcuni artisti del Coro della Fondazione Arena di Verona diretti da Vito Lombardi con la partecipazione del Sovrintendente e Direttore Artistico Cecilia Gasdia all’organo.
Il Festival è stato preceduto da diversi appuntamenti internazionali di presentazione, come New York e Shanghai, e dagli impegni dei complessi artistici della Fondazione: oltre all’annuncio di due diverse coproduzioni con la Royal Opera House di Muscat (Oman) che vertono sulla realizzazione di Lakmé e di Rigoletto, il 9 maggio l’Orchestra diretta dal maestro Steven Mercurio ha presentato a Monaco di Baviera varie pagine tra le più belle del melodramma italiano con alcuni dei massimi artisti impegnati nel cartellone estivo: Anna Pirozzi, Martin Muehle e Simone Piazzola. Il concerto Amore&Amicizia, tenutosi nella prestigiosissima Herkulessal der Residenz, alla presenza del Sindaco di Verona Federico Sboarina e del Console Generale d’Italia a Monaco Enrico De Agostini, ha riscontrato un enorme successo di pubblico, tributando agli Artisti lunghissimi applausi con numerose richieste di bis.
Inoltre, per il settimo anno consecutivo si è rinnovata la collaborazione con Ancàp, azienda veronese produttrice di porcellane di pregio realizzate esclusivamente in Italia, per celebrare lo storico legame tra il territorio e la cultura operistica. Il set esclusivo realizzato per il 2019 è un omaggio alla nuova produzione di La Traviata che ha inaugurato il 97° Opera Festival ed è ispirata alle raffinate cromie delle scene di Franco Zeffirelli, somma sintesi del pensiero estetico del Maestro sul titolo verdiano. E per la prima volta le creazioni di Ancàp sono state protagoniste sul palcoscenico areniano dove sono state portate in scena proprio nella Traviata impreziosendola attraverso la minuziosa cura dei dettagli.

VERONA 96° OPERA FESTIVAL 2018: 393 mila persone per un incasso di €24.003.357,50

La risposta del pubblico è stata positiva al punto da far registrare un’entrata media di € 510.710 a serata (471.460 nel 2017) pari al +8,32%, per un totale di € 24.003.357,50 (22.630.112 nel 2017), con un aumento delle vendite pari al 6,07% rispetto al 2017. La media del pubblico in ciascuna serata è stata di 8.361 spettatori (contro i 7.934 spettatori del 2017) pari al +5,39%, per un totale di 392.990 presenze (380.822 nel 2017), pari a un incremento del 3,20% rispetto al 2017.

“Il Festival 2018 è stato un successo per la qualità degli spettacoli proposti, per presenze e incassi – afferma il Sindaco Federico Sboarina, presidente della Fondazione Arena -.
Merito del lavoro di tutti e delle competenze artistiche e manageriali, il cui apporto ha fatto la differenza. In otto mesi, da quando si è costituito il nuovo Consiglio d’indirizzo di Fondazione Arena, è stato fatto un lavoro davvero ingente per voltare pagina dalle passate stagioni. Abbiamo puntato su qualità artistica e contenimento dei costi, chiudendo la stagione estiva con un incasso di 24 milioni di euro.
Gli importanti risultati raggiunti quest’anno, li voglio dedicare alla memoria di Corrado Ferraro, manager che ha fatto molto per Fondazione Arena. Ringrazio, invece, tutti i lavoratori che non hanno mai fatto mancare il loro supporto e stanno facendo sacrifici. I successi di quest’anno sono solo il punto di partenza per gli anni a venire, siamo, infatti, già nel pieno del lavoro per la stagione 2019”.
«Il Festival lirico 2018 si è concluso bene – dichiara il Sovrintendente Cecilia Gasdia – visto che sono aumentati spettatori e introiti. Si tratta, in questo senso, del risultato migliore degli ultimi cinque anni col minor numero di recite, superiore anche rispetto al dato a budget di bilancio, che non mancherà di far sentire i suoi effetti positivi sul conto economico 2018. Insomma, è stata una grande stagione per la nuova gestione di Fondazione Arena sotto tutti gli aspetti: per il generale innalzamento della qualità artistica e dei cast, come riconosciuto da tutti; per la positiva attenzione ottenuta da parte dei media nazionali ed internazionali; per l’ottima risposta da parte del pubblico. Di questo voglio personalmente ringraziare anche i grandi nomi che ci hanno accompagnato, da Leo Nucci a Daniel Oren, da Anita Rachvelishvili a Violeta Urmana, e tutta la squadra della Fondazione – artisti, tecnici, amministrativi e maestranze – che hanno lavorato con dedizione e senso di responsabilità. Si tratta indubbiamente di un buon viatico per la stagione 2019, che si prospetta ancora meglio, con circa 12mila biglietti venduti già oggi, contro i 5mila nello stesso periodo dell’anno scorso. Un dato che certamente si deve anche alle star annunciate come Anna Netrebko, Placido Domingo e Roberto Bolle».
«L’Arena Opera Festival – prosegue il Direttore Generale Gianfranco De Cesaris – si riconferma quindi una delle grandi eccellenze culturali a livello internazionale ed uno straordinario volano economico per Verona ed il Paese, con numeri che non temono confronti con gli altri teatri. Infatti le vendite e le presenze, considerando una recita in meno rispetto all’anno scorso, segnano sulla media rispettivamente un +8,32 % e +5,39 %, grazie anche al grande successo ottenuto in particolare da Il Barbiere di Siviglia, Turandot e Nabucco. Le entrate del 2018 hanno ottenuto un incremento percentuale doppio rispetto all’anno scorso, dal 3% del 2017 all’attuale 6%. Da rimarcare anche il dato relativo all’indice di riempimento, ovvero agli spazi occupati in Arena durante le rappresentazioni, data la capienza massima di 13.576 posti. Ebbene, in un solo anno è passato dal 58,4 per cento al 61,6%.».IL CARTELLONE

Novità. Il 96° Arena di Verona Opera Festival si è inaugurato il 22 giugno, con un nuovo allestimento di Carmen firmato da Hugo de Ana, e si è concluso il 1 settembre con l’ultima recita di Aida nella produzione firmata da Franco Zeffirelli. Per la prima volta dopo decenni, nello stesso cartellone, sono andate in scena altre due opere-colossal corali, come Turandot nel classico allestimento zeffirelliano e Nabucco, con la regia di Arnaud Bernard che ha inaugurato il Festival 2017. Quinta opera in programma Il Barbiere di Siviglia, felice ripresa dello spettacolo di de Ana nel 150° anniversario rossiniano. Due serate speciali hanno arricchito il Festival 2018: l’evento Roberto Bolle and Friends e il nuovo allestimento Verdi Opera Night.
L’antico anfiteatro veronese ha registrato un sensibile aumento medio di presenze in tutte le serate, con varie date di risonanza internazionale che hanno registrato tra i 12.000 e i 13.000 spettatori: la première di Aida (23 giugno), quella di Turandot (30 giugno) e la serata-evento Roberto Bolle and Friends (il 25 luglio). Numerose sono le serate in cui si è abbondantemente superata la soglia dei 10.000 spettatori: l’inaugurazione con Carmen (22 giugno) e la sua sesta recita (21 luglio), la quinta rappresentazione di Aida (14 luglio), il debutto e la quarta recita di Nabucco (7 e 28 luglio) nonché la prima de Il Barbiere di Siviglia (4 agosto).
Primo titolo della stagione è stata la nuova Carmen di Georges Bizet, nel primo nuovo allestimento areniano dopo le apprezzate riprese della storica produzione 1995 di Franco Zeffirelli. Il regista de Ana, anche scenografo e costumista, ha sfrondato l’immagine tradizionale della protagonista per trasformarla in una donna simbolo di lotta, emancipazione e libertà nel contesto vintage e accurato della Spagna repubblicana anni ’30. La curiosità per la nuova produzione, andata in scena per 13 serate (di cui una annullata per maltempo), è stata sicuramente di richiamo per 101.469 spettatori, con una media di 7.805 presenze e di € 472.363 di entrate, per un totale di € 6.140.715, superati dal secondo titolo in cartellone, ovvero Aida. Il capolavoro verdiano si conferma il top in Arena per spettatori e incassi complessivi, il cui pubblico ha gradito la magnificenza della piramide dorata e dei raffinati colori di Franco Zeffirelli. Le 16 rappresentazioni hanno registrato una presenza media di 8.040 spettatori (per un totale di 128.641 presenze) e un incasso medio di € 516.397, a fronte di un totale di € 8.262.347,50.
La pucciniana Turandot, in scena nell’allestimento da fiaba del maestro fiorentino solo per 5 recite, continua a coinvolgere il pubblico, con una presenza media altissima di 8.918 spettatori, per un totale presenze di 44.590, un incasso medio di € 533.364 e un totale di € 2.666.820,00.
Con una recita in più (6) segue Nabucco, nell’allestimento risorgimentale di Arnaud Bernard, molto amato sin dal suo debutto. Sono infatti 51.907 gli spettatori ad averlo visto (con una media di 8.651), facendo registrare un incasso complessivo di € 3.496.917,00 e il più alto incasso medio della stagione: € 582.820,00.
Un tempo considerato un azzardo per gli spazi areniani, Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini è tornato con un grande richiamo di pubblico, con un’affluenza media di 8.954 spettatori (la più alta) e una complessiva di 44.768 presenze per 5 recite. L’incasso medio è stato di € 479.843 e quello totale di € 2.399.212,50.
La nuovissima Verdi Opera Night è riuscita nell’intento non facile di riempire l’Arena in una sera domenicale. L’esperimento scenico completo e collaborazione unica di talenti internazionali, fino ad oggi impensabile, ha registrato 8.241 presenze e un incasso di € 382.833, pur essendo andato in vendita solo da marzo.
Un mese prima, l’anfiteatro veronese ha ospitato per la quinta volta consecutiva (con richiesta sempre crescente negli anni) la festa della grande danza internazionale: Roberto Bolle and Friends è stata una serata da record con 13.374 presenze e € 654.512,00 al botteghino.

GLI ARTISTI
Oltre ad un cartellone dai titoli apprezzati, coinvolgenti e spettacolari, a lasciare un segno del Festival 2018 è anche una felice combinazione di grandi artisti affermati e di esordienti di talento, molti dei quali per la prima volta all’Arena di Verona, nel segno di un rilancio che riporti i cantanti più affermati del mondo a confrontarsi con gli spazi e il pubblico areniano, com’era consuetudine fino a pochi decenni fa.Un esempio su tutti è la première della nuovissima Carmen, che ha schierato sul palcoscenico voci giovani e presenze sceniche di rilievo, di cui già si sente parlare, come l’affermato tenore americano Brian Jagde, il mezzosoprano Anna Goryachova, il soprano Mariangela Sicilia, il celebre basso Alexander Vinogradov, tutti già segnalati dalla critica come stelle del canto di domani; oltre al debutto areniano di tre artisti su quattro, anche sul podio è avvenuto l’esordio di Francesco Ivan Ciampa, giovane maestro dal grande futuro che ha riscosso un consenso crescente di pubblico e critica. Infine lo stuolo di comprimari, sempre citati dalla stampa e acclamati dal pubblico, ha visto impegnati molti talentuosi artisti, di cui alcuni già in carriera, in questo e in altri titoli del Festival.
Non si possono non citare le altre prime dei titoli in cartellone, con il soprano Anna Pirozzi ad un duplice debutto areniano: quello di Aida e quello in Turandot, ruolo affrontato per la prima volta in forma scenica proprio a Verona, con un trionfo personale in entrambi i casi e sempre insieme a colleghi d’eccezione, da Yusif Eyvazov a Gregory Kunde, da Luca Salsi a Violeta Urmana.
Un altro momento fondamentale del Festival 2018 è stato Il Barbiere di Siviglia che ha visto rivestire i panni di Figaro dal baritono Leo Nucci, che aveva già annunciato il ritiro dalle scene areniane e dal ruolo del barbiere, ma ha fortunatamente ritrattato grazie all’insistenza dell’amica e collega Cecilia Gasdia, con cui aveva riportato dopo decenni di silenzio il titolo rossiniano in Arena nel 1996. Per le prime due date del capolavoro di Rossini, è stato assemblato un cast eccezionale: Nino Machaidze, Dmitry Korchak (debuttante in Arena), Carlo Lepore, Manuela Custer (al debutto nel ruolo) e il basso Ferruccio Furlanetto, un altro grande ritorno dopo vent’anni di assenza dal Festival lirico; sul podio, l’altro esordiente di lusso è stato Daniel Oren, per la prima alla guida de Il Barbiere in Arena. Entrambe le occasioni hanno visto un Arena gremita e un pubblico caloroso e prodigo di applausi, come quelli eccezionali ma puntuali all’ingresso di Nucci. L’opera, di cui uscirà una registrazione video nei prossimi mesi, ha celebrato anche i 150 anni dalla scomparsa di Gioachino Rossini e i 70 dal primo Barbiere areniano, ricordato con una cartolina commemorativa.
I cambiamenti dell’ultimo momento. Anche le indisposizioni hanno portato a cambi cast sorprendenti per il pubblico e all’altezza dei maggiori teatri internazionali: è il caso di Maria José Siri, impegnata con il Teatro alla Scala nei maggiori titoli pucciniani e veristi degli ultimi due anni, che ha sostituito la collega indisposta anticipando il suo ritorno in Arena, o quello di Rebeka Lokar, per due volte protagonista di Aida a cominciare dalla temibile aria dell’atto III “O cieli azzurri” e per due volte reduce di un trionfo di cui parlano ancora testate nazionali e non.
Oltre agli artisti appena citati, sono state apprezzate le voci di primissimo piano che hanno scelto di tornare e confermare la levatura internazionale dell’Arena di Verona Opera Festival, tra cui: i soprani Susanna Branchini, Serena Gamberoni, Hui He, Kristin Lewis; i mezzosoprani Géraldine Chauvet, Anita Rachvelishvili, Carmen Topciu; i tenori Marco Berti, Carlo Bosi, Walter Fraccaro, Murat Karahan, Francesco Meli, Carlo Ventre; i baritoni Mario Cassi, Amartuvshin Enkhbat, Alberto Gazale, Federico Longhi, Ambrogio Maestri, Simone Piazzola, i bassi Romano Dal Zovo, Giorgio Giuseppini, Vitalij Kowaljow, Rafał Siwek e Riccardo Zanellato.

Nuovi artisti. Ha debuttato in Arena un numero senza precedenti di artisti di prima grandezza e di giovani premiati in concorsi internazionali, in tutto 36, ossia oltre il 37% del totale di 96 artisti coinvolti nelle 47 serate del Festival. Nomi già affermati sono ad esempio quelli di Eleonora Buratto, Ruth Iniesta, Lisette Oropesa, Luciano Ganci, Rame Lahaj, Massimo Cavalletti e Nicola Alaimo, ma sono davvero molti i giovani esordienti su cui scommettere per il futuro dell’Opera, come i soprani Arina Alexeeva, Martina Gresia, Maria Mudryak, Francesca Tiburzi, Vittoria Yeo, Elisabetta Zizzo; i mezzosoprani Judit Kutasi, Clarissa Leonardi, Barbara Massaro; i tenori Enrico Casari, Vincenzo Costanzo, Roberto Covatta, Leonardo Ferrando, Amadi Lagha, Marcello Nardis, Francesco Pittari, Ugo Tarquini; in chiave di basso le voci di Gocha Abuladze, Davide Fersini, Marko Mimica, Biagio Pizzuti,
Molto applauditi anche i direttori d’orchestra: oltre ai già citati Ciampa e Oren, particolarmente apprezzato sia dal pubblico che dalla critica è stato il ritorno dello spagnolo Jordi Bernàcer, in particolare nel debutto in Aida, e del veronese Andrea Battistoni, quest’ultimo seguito anche dalla televisione giapponese. Va segnalato l’assoluto impegno del Coro diretto da Vito Lombardi (sempre segnalato dalla critica in lusinghieri termini) e del Ballo coordinato da Gaetano Petrosino, che ha ripristinato le originarie coreografie di Vladimir Vasiliev per Aida e ha realizzato la nuova creazione di Luc Bouy per inaugurare la Verdi Opera Night. Infine, sempre sul versante tersicoreo, accanto ad affermati danzatori vanno segnalati giovani illustri come Petra Conti, Eleana Androudi e il debutto areniano del veronese Mick Zeni, primo ballerino alla Scala di Milano.

I CANALI DI VENDITA
I dati relativi ai canali di vendita confermano il trend che già da alcuni anni dimostra come gli spettatori prediligano sempre di più l’acquisto online rispetto ai canali più tradizionali. Il 52,73% del pubblico del Festival 2018, ha infatti acquistato online dal sito Internet ufficiale http://www.arena.it, con un incremento dal 48,89 del 2017. Il 20,91% degli acquirenti si è invece recato presso la Biglietteria, il 11,52% si è rivolto alle Agenzie convenzionate, il 10,68% ha prediletto l’acquisto. tramite punti remoti collegati al nostro sistema di biglietteria (centri commerciali, negozi, agenzie viaggi, ecc.), il 3,61% ha scelto il Call center e lo 0,55% ha acquistato presso gli sportelli bancari abilitati.
In particolare, la percentuale relativa alla nazionalità di chi ha acquistato biglietti tramite il sito web conferma nelle prime 5 posizioni, oltre all’Italia, nell’ordine, la Germania, la Gran Bretagna, la Svizzera, i Paesi Bassi, e gli Stati Uniti.
Complice di questo successo l’efficacia del servizio di e-ticketing, reso possibile anche quest’anno grazie alla consolidata partnership con UniCredit: gli spettatori che hanno effettuato la prenotazione on-line, tramite lettori ottici di codici a barre, hanno potuto accedere direttamente agli ingressi dell’Arena, senza dover passare in biglietteria per il ritiro del titolo d’accesso.

IL PUBBLICO GIOVANE
Stabile è il coinvolgimento di scuole e università, a cui Fondazione Arena di Verona dedica da diversi anni iniziative e riduzioni speciali sul costo del biglietto: nel 2018 attraverso questo canale sono stati staccati 21.663 biglietti per un incasso di € 343.815,00.
Inoltre l’iniziativa Pagelle d’Oro sottolinea l’attenzione della Fondazione per le nuove generazioni: il riconoscimento, promosso dal Comune di Verona, consente agli studenti più meritevoli delle classi terze delle scuole secondarie di primo grado del territorio veronese di assistere ad uno spettacolo in Arena omaggiandoli di due biglietti per una serata del Festival a loro scelta.

L’ARENA SOCIAL: FACEBOOK, TWITTER E INSTAGRAM
Fondazione Arena ha proseguito anche per il Festival 2018 il dialogo con la propria community sui principali social network, concentrando la propria attività soprattutto su Facebook, Twitter e Instagram. Sulla prima piattaforma, con oltre 388.845 fan (circa 12.200 in più rispetto al 2017) l’Arena conferma il primato italiano e il terzo posto nella classifica internazionale per numero di fan tra le Fondazioni lirico-sinfoniche e le maggiori realtà concertistiche, dopo la Sydney Opera House e il Metropolitan di New York: il dato rivela la presenza di una community numerosa, molto attiva e proveniente da tutto il mondo – soprattutto Italia, Germania, Brasile, USA – che dal 2010 contribuisce con post, foto e video a rendere il racconto del Festival lirico più ricco e sfaccettato. Inoltre l’analisi dei dati rileva che la maggior parte degli utenti sono donne tra i 25 e i 54 anni con un totale di interazioni pari a circa 46.400.
Su Twitter l’Arena registra 26.874 follower e 5.000 interazioni tra retweets, replies, likes e mentions. In aumento anche i Tweet seats, al prezzo simbolico di 10 €, passati dai 448 del 2017 ai 697 del 2018, garantendo un’ampia copertura in diretta di ogni serata del Festival.
Infine, dopo la scelta strategica del 2017 con l’apertura ad inizio Festival di un profilo Instagram dedicato, i followers si sono velocemente concentrati anche su questo media, tanto da arrivare alla cifra di 12.390.

L’ATTENZIONE DEI MEDIA
Complici il nuovo e atteso allestimento di Carmen e la prima stagione estiva del neo Sovrintendente Cecilia Gasdia, la copertura del Festival ha registrato un’ottima risposta sia da parte dei media nazionali che della stampa internazionale.
La 96ma edizione areniana ha visto infatti una grande attenzione e partecipazione da parte di giornalisti, blogger, radio e televisioni, oltre alla presenza costante di critici musicali. Ad oggi sono oltre 3.200 gli articoli e le segnalazioni dedicate al Festival 2018 (2600 nel 2017), distribuiti per il 30% sulla stampa cartacea, il 31% sul web, il 28% in passaggi televisivi e l’11% in radio. Tra questi circa il 66% è stato pubblicato da testate stampa ed emittenti radio e TV locali, il 17% dal panorama mediatico nazionale, il 10% dal regionale e il 7% dall’estero.
Da segnalare, in particolare, gli articoli di New York Times, Corriere della Sera, La Stampa, Il Sole 24 Ore, la Repubblica, oltre alle numerose interviste a Cecilia Gasdia, da Famiglia Cristiana al Corriere della Sera, da L’Avvenire al Quotidiano Nazionale. Notevoli anche i riscontri televisivi e radiofonici, con diverse uscite dei Tg Rai, anche in prima serata, di Canale 5, di Sky, della Tv Svizzera.
La presenza capillare su carta stampata e web è attestata dalle numerose segnalazioni delle agenzie di stampa (Ansa, Adnkronos, Associated Press) e dalle pubblicazioni nelle testate di settore tra cui L’Opera, Classic Voice, Amadeus, Suonare News, Sipario, Operaclick, Teatro, Das Opernglas, Ópera Actual, ma anche sui principali quotidiani nazionali come Avvenire, Corriere della Sera, Il Gazzettino, Il Giornale, Il Piccolo, La Repubblica, Il Secolo XIX, La Stampa, sui settimanali Chi, Famiglia Cristiana, Gente, Oggi, Sette, Il Venerdì di Repubblica, e sui periodici femminili e di lifestyle come Confidenze, D la Repubblica delle donne, Donna Moderna, F, Glamour, Grazia, Io Donna, Starbene, Vanity Fair, oltre al magazine di viaggio Easyjet magazine.
I media locali, tra cui si ricordano in primis i quotidiani L’Arena e il Corriere di Verona insieme alle emittenti Telearena, Telenuovo e RadioVerona, oltre a numerose testate online, hanno dato comeogni anno grande spazio alle attività della stagione estiva attraverso interviste, servizi e rubriche di approfondimento, tenendo viva l’attenzione della città sul suo Festival.
Crescente – in particolar modo verso Carmen, Il Barbiere di Siviglia e la Verdi Opera Night – l’attenzione dei telegiornali nazionali e regionali tra cui si segnalano TG1, TG2, TGR Veneto, Canale 5, TgCom24, Rai News e SkyTG24, 7 Gold Veneto. Tra le radio di maggior rilievo vanno menzionate RTL 102.5, RAI RADIO2 e RAI RADIO 1.
Emittenti televisive e radiofoniche irlandesi (RTE’ Lyric), tedesche (ARD), turche (NTV), giapponesi (TV Tokyo) e svizzere (Radio Svizzera Italiana, RTS-Espace 2), solo per citare le principali, hanno studiato format dedicati all’Arena di Verona per puntate speciali, documentari, spazi online e web TV, utilizzando immagini di spettacolo e backstage per documentare e promuovere le produzioni areniane e svelarne le curiosità.
Anche RAI 1 (all’interno dei programmi Il caffè di Raiuno, Unomattina e Unomattina estate) e Rai News hanno dato ampio spazio al Festival 2018 raccontando la magia del dietro le quinte degli spettacoli e l’eccellenza del capitale umano che opera ogni giorno alla messa in scena di allestimenti unici conosciuti e amati in tutto il mondo. Anche RAI 5 ha rinnovato l’attenzione al Festival realizzando puntate speciali dedicate al nuovo allestimento di Carmen per i programmi Save the date e Prima della Prima.
Infine, grazie alla consolidata collaborazione tra Fondazione Arena e la produzione francese Bel Air Media, il Festival 2018 ha visto la ripresa televisiva del titolo rossiniano Il Barbiere di Siviglia con un cast d’accezione in cui hanno brillato Leo Nucci e Ferruccio Furlanetto, insieme per la prima volta sul palcoscenico areniano.

SI RINGRAZIANO TUTTI I SOSTENITORI
DELL’ARENA DI VERONA OPERA FESTIVAL 2018
Un ringraziamento va a tutti gli sponsor dell’Arena di Verona Opera Festival che con il loro prezioso e immancabile contributo supportano l’organizzazione dell’edizione 2018 e in particolare a UniCredit, gruppo bancario leader in Europa e Major Partner del Festival lirico da oltre vent’anni, allo Special Partner AGSM, agli Official Sponsor Falconeri e Veronafiere, all’Automotive Partner Volkswagen Group Italia, al Mobility Partner DB Bahn Italia e al Media Partner RTL 102.5, che torna a sostenere la mission di Fondazione Arena e il suo prestigioso Festival.

NABUCCO di Giuseppe Verdi, a 80 anni esatti dalla prima rappresentazione in Arena del 1938. Ambientato nel Risorgimento, tra spari e cannonate a salve

Sabato c’è stata la prima rappresentazione di Nabucco, quarto titolo del 96° Arena di Verona Opera Festival 2018. Il capolavoro di Giuseppe Verdi torna a 80 anni esatti dalla sua prima rappresentazione areniana nell’allestimento spettacolare e risorgimentale di Arnaud Bernard, che ha conquistato pubblico e critica nel 2017.
Il dramma verdiano su libretto di Temistocle Solera è riproposto secondo la visione registica movimentata e cinematografica di Bernard, ispirata al grande classico Senso di Luchino Visconti e alla storia italiana tra il 1848 e il 1860. Il regista francese cura anche i costumi, mentre le scene sono di Alessandro Camera e le luci di Paolo Mazzon. Dopo il successo riscosso sul podio in Aida, torna a confrontarsi con il capolavoro di Verdi il direttore valenciano Jordi Bernàcer.

Arena di Verona, Seconda rappresentazione di Turandot

SECONDA RAPPRESENTAZIONE DI TURANDOT
PER L’ARENA DI VERONA OPERA FESTIVAL 2018

Arena di Verona
Giovedì 5 luglio 2018 – ore 21.00
Dopo la trionfale prima rappresentazione in un’Arena gremita in ogni ordine di posto, Turandot di Giacomo Puccini torna in scena domani sera, giovedì 5 luglio alle ore 21.00.
L’allestimento, ripreso per il 96° Arena di Verona Opera Festival 2018, è firmato da Franco Zeffirelli, con i costumi del premio Oscar Emi Wada, i movimenti coreografici di Maria Grazia Garofoli e il light design di Paolo Mazzon.
Coronata dalla luna piena che ha fatto capolino sul finale dell’opera, la meravigliosa favola pucciniana alla sua prima rappresentazione del Festival 2018 ha conquistato il pubblico di un’Arena pressoché sold-out. La magia è pronta a ripetersi per la seconda recita, che vede importanti debutti in un cast dal prestigio internazionale.
Torna sul podio areniano il direttore d’orchestra Francesco Ivan Ciampa, molto apprezzato in Carmen, e vediamo affrontare per la prima volta in Arena i personaggi principali di Turandot artisti già molto applauditi dal pubblico dell’anfiteatro e diventati specialisti dei rispettivi ruoli su palcoscenici di rilievo mondiale. Il soprano Rebeka Lokar è la gelida principessa protagonista dell’opera, mentre Calaf è il tenore Murat Karahan. Accanto a loro, Ruth Iniesta fa il suo esordio in assoluto nel ruolo sopranile della dolce Liù.
Accanto a loro si riconfermano Giorgio Giuseppini come Timur, Antonello Ceron come Imperatore Altoum, Federico Longhi, Francesco Pittari e Marcello Nardis rispettivamente quali Ping, Pong e Pang, con Gianluca Breda come Mandarino e Ugo Tarquini quale Principe di Persia.
Con l’Orchestra sono impegnati il Coro diretto da Vito Lombardi, il Ballo coordinato da Gaetano Petrosino, i Tecnici dell’Arena di Verona, numerose comparse e il Coro di Voci bianche A.d’A.MUS. preparato da Marco Tonini.

Repliche: 13, 18, 26 luglio ore 21.00.
Per informazioni e biglietti: http://www.arena.it e sui canali social Facebook, Twitter, Instagram e YouTube.

Informazioni
Ufficio Stampa Fondazione Arena di Verona – Via Roma 7/D, 37121 Verona
tel. (+39) 045 805.1861-1905-1891-1939-1847 – fax (+39) 045 803.1443
ufficio.stampa@arenadiverona.ithttp://www.arena.it

Biglietteria – Via Dietro Anfiteatro 6/B, 37121 Verona
tel. (+39) 045 59.65.17 – fax (+39) 045 801.3287 – email biglietteria@arenadiverona.it
Call center (+39) 045 800.51.51 – http://www.arena.it – Punti di prevendita Geticket
Estratti i nuovi tre membri del Collegio dei Revisori dei Conti del Consiglio regionale del Veneto

Una nuova scenografia di Carmen di Bizet per il 96° Opera Festival Areniano. Hugo de Ana rivoluziona e reinterpreta la vicenda nella Plaza de Toros di Siviglia, un’arena nell’Arena

1. Manifesto CARMEN
Venerdì 22 giugno alle ore 21.00.
Dopo l’ultima storica edizione di Carmen, firmata da Franco Zeffirelli e proposta in Arena dal 1995, Hugo de Ana propone per il 2018 una lettura inedita dell’opera, consapevole della sfida che pone un titolo tanto caro alla storia e al pubblico del Festival. Il regista argentino vuole affrancare la Siviglia di Carmen dal cliché variopinto e folkloristico immaginato da molti artisti di fine Ottocento e dalla tradizione. Per andare al cuore delle passioni e del mondo gitano in cui la protagonista si muove, de Ana traspone la vicenda un secolo dopo rispetto al libretto, negli anni Trenta del Novecento, periodo storico significativo per sottolineare la ricerca incessante della protagonista verso la sua indipendenza e libertà, che la porterà come un torero nella Plaza de Toros, un’arena nell’Arena, ad affrontare fino alla morte la prepotenza maschile e una società ostile al suo essere zingara quindi diversa.
«La vicenda di Carmen rappresenta quindi – dichiara il Sovrintendente Cecilia Gasdia – il più famoso femminicidio della storia. L’Arena e l’opera sono parte della società moderna e per questo, in punta di piedi e con rispetto, abbiamo pensato di ricordare e denunciare questo grave fenomeno in occasione della prima rappresentazione. Sono già tragicamente arrivate al numero di 31 le donne uccise dai propri compagni nel solo 2018. Per questo motivo venerdì 22 lasceremo vuoto un posto in platea e su di esso poseremo un mazzo di 31 rose rosse».

La messa in scena è arricchita dalle nuove coreografie di Leda Lojodice, dal lighting design dell’areniano Paolo Mazzon e dal projection design dell’artista Sergio Metalli. Anche il trucco è ideato nei minimi dettagli: le face chart per i personaggi principali sono state create dal make-up designer Michele Magnani, global senior artist di M.A.C. Cosmetics, in collaborazione con Hugo de Ana. I costumi, ideati dal Maestro argentino e frutto di una raffinata ricerca su tagli e tessuti vintage, sono completati da una selezione di capi Intimissimi, noto brand del Gruppo Calzedonia. 

Debutta sia nel titolo di Bizet sia sull’ambito podio dell’anfiteatro veronese Francesco Ivan Ciampa, giovane direttore già apprezzato alla guida dei complessi areniani nella stagione lirica al Teatro Filarmonico, chiamato per l’occasione a guidare musicalmente grandissimi cantanti della ribalta internazionale, molti presenti per la prima volta in Arena, insieme ad attesiritorni di nomi prestigiosi e giovani voci al loro esordio nella magica cornice del teatro sotto le stelle.

Nel ruolo della protagonista debuttano a Verona Anna Goryachova (22, 29/6 – 11, 17, 21/7 – 3, 9/8) e Ksenia Dudnikova (12/8) che si alternano alla già apprezzata Carmen Topciu (6/7 – 22, 25, 28, 31/8). Vi sono grandi debutti anche come Don José: Brian Jagde (22, 29/6 – 25, 28, 31/8), Marcelo Puente (6, 11, 17/7) e Luciano Ganci (22/8) accanto all’acclamato ritorno diFrancesco Meli (21/7 – 3, 9, 12/8). Micaela è interpretata da altre giovani artiste al debutto in Arena: Mariangela Sicilia (22, 29/6 – 6, 11/7), Ruth Iniesta (17/7) ed Eleonora Buratto (22, 25, 28, 31/8), mentre è atteso nello stesso ruolo il ritorno di Serena Gamberoni (21/7 – 3, 9, 12/8). Nella plaza de toros scendono Escamillo di spessore quali Alexander Vinogradov (22, 29/6 – 6, 11, 17, 21/7 – 3/8), Erwin Schrott (9, 12, 22, 25/8) e Alberto Gazale (28, 31/8). Nei panni di Frasquita si alternano Ruth Iniesta (22, 29/6 – 6, 11, 21/7 – 3, 9/8) e Barbara Massaro (17/7 – 12, 22, 25, 28, 31/8); in quelli di Mercédès Arina Alexeeva (22, 29/6 – 6, 11, 17, 21/7 – 3, 9/8) e Clarissa Leonardi (12, 22, 25, 28, 31/8). Come Dancairo si avvicendano Davide Fersini (22, 29/6 – 6, 11, 17, 21/7 – 3, 9, 12, 22/8) e Biagio Pizzuti (25, 28, 31/8) e come Remendado Roberto Covatta (22, 29/6 – 6, 11, 21/7 – 3, 9/8) ed Enrico Casari (17/7 – 12, 22, 25, 28, 31/8). Completano il cast Zuniga interpretato da Luca Dall’Amico (22, 29/6 – 9, 12, 22, 25, 28, 31/8) e Gianluca Breda (6, 11, 17, 21/7 – 3/8), e Moralès in cui si alternano Biagio Pizzuti (22/6 – 21/7 – 3, 9, 12, 22/8) e Gocha Abuladze (29/6 – 6, 11, 17/7 – 25, 28, 31/8).

Il capolavoro del compositore francese è in scena per 13 serate fino al 31 agosto e vede impegnati l’Orchestra areniana, il Coro preparato da Vito Lombardi, il Ballo coordinato da Gaetano Petrosino, numerosi figuranti e i Tecnici dell’Arena di Verona, con il gradito ritorno dei giovanissimi componenti del Coro di Voci bianche A.LI.VE. diretto da Paolo Facincani.

La serata inaugurale sarà, inoltre, dedicata alla memoria di Tullio Serafin per il cinquantenario della scomparsa, storico direttore d’orchestra che tenne a battesimo il Festival areniano nel 1913 e, tornandovi per molti anni a seguire, proprio in questa magica cornice scoprì grandi talenti come la divina Maria Callas.

Repliche: 29 giugno, ore 21.00 – 6, 11, 17, 21 luglio, ore 21.00 – 3, 9, 12, 22, 25, 28, 31 agosto, ore 20.45.

La vicenda di Carmen, opéra-comique in quattro atti su musica di Georges Bizet e libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy, proviene dall’omonima novella di Prosper Mérimée ed è universalmente nota per il carisma dirompente della sua protagonista: appena arrivato a Siviglia, il giovane soldato Don José si innamora perdutamente di Carmen, sigaraia dal sangue gitano, al punto da abbandonare tutto per seguirla – compresa la fidanzata Micaela – compromettendo la propria carriera e ritrovandosi disertore tra i contrabbandieri. Ma Carmen nasce e vuole restare libera e l’arrivo del torero Escamillo la allontana da Don José, il quale però è follemente deciso a non lasciarla andare, anche a costo di doverla uccidere per tenerla con sé.
Rappresentata per la prima volta il 3 marzo 1875 all’Opéra-Comique di Parigi, ebbe un esordio travagliato e l’autore non poté godere del successo che sarebbe arrivato subito dopo: morì infatti in giugno a soli 36 anni. Ma la fortuna travolgente di quest’opera continua oggi ininterrotta in tutto il mondo, così come all’Arena di Verona: dal lontano 1914, anno del secondo storico Festival lirico in cui l’opera viene rappresentata per la prima volta, Carmen rimane il titolo più amato e frequentato dopo Aida con le sue 250 recite per 25 edizioni del Festival in 13 diversi allestimenti.
Nella messa in scena che inaugura il Festival areniano 2018 e di cui Hugo de Ana cura regia, scene e costumi, inquietudine ed emancipazione convivono in una Siviglia popolare, tutt’altro che da cartolina: sono gli stessi anni in cui la Repubblica spagnola riconosce alle donne i primi diritti, mentre venti di guerra soffiano dentro e fuori i suoi confini. Carmen tuttavia non è una donna conforme alla società dell’epoca: usi, tradizioni e superstizioni del suo retaggio zingaro ne limitano la libertà personale, ma lei rivendica la sua indipendenza, da donna senza legami e senza figli, scegliendo i propri uomini e la propria sorte, senza subire mai nulla, fino alla fine. Per raccontare questa storia, de Ana crea una Plaza de Toros affollata di uomini, donne, carri, camion e jeep che aprono e chiudono a vista le diverse scene in un unico spazio mutevole. Il pubblico viene quindi proiettato nella realtà di un popolo picaresco, sempre in movimento, povero, anche violento, mai domo. Non mancano tra i ricercati costumi anche gli abiti dei toreri fedelmente ricreati: nello scenografico rito finale si assiste alla vestizione degli impavidi eroi della corrida, tra presagi di morte e concitazione della folla.

Il 96.Festival areniano apre con Carmen di Georges Bizet ed il nuovo allestimento di Hugo de Ana

Sarà il regista argentino Hugo de Ana che aprirà il 96.esimo Festival dell’Opera a Verona, con la “sua Carmen”. Un nuovo allestimento dal 22 giugno fino al 31 agosto in 13 repliche che entusiasmeranno il grande pubblico italiano e straniero che riempirà gli spalti e le poltrone rosse dell’Arena romana. Hugo de Ana ha spiegato: “L’essenza di questo spettacolo è molto semplice: la mia Carmen parte dal mito, dall’idea universale della donna spagnola, andalusa, che troviamo nella letteratura in prevalenza francese. Farò un’arena dentro l’Arena, quella della Plaza de Toros in cui dominano i colori rosso e nero, simbolo della tragedia, del sangue, del toro e della morte. Ho trasposto la vicenda negli anni Trenta del Novecento perché è in quell’epoca che il personaggio di Carmen, nella prima Repubblica spagnola, acquista un valore importantissimo: tutto ruota attorno alla libertà della protagonista, al suo rivoluzionario desiderio di indipendenza che la contraddistingue dagli uomini intorno a lei e che lei potrà conquistare solo attraverso la morte. Così che il mito superi la propria essenza».

22, 29 giugno ore 21.00
6, 11, 17, 21 luglio ore 21.00
3, 9, 12, 22, 25, 28, 31 agosto ore 20.45
CARMEN di Georges Bizet
Direttore: Francesco Ivan Ciampa
Regia: Hugo de Ana
Nuovo allestimento

Hugo de Ana (Buenos Aires, 1949), scenografo, costumista, light designer e regista argentino. Inizia la sua carriera come direttore di produzione e come direttore degli allestimenti del Teatro Colón di Buenos Aires. Nel 1988 inizia a collaborare col Teatro de la Zarzuela di Madrid e col Gran Teatre del Liceu di Barcellona. Nel 1990 debutta Italia al Teatro Comunale di Bologna con Mosé in Egitto di Rossini realizzando in seguito numerosi e molto apprezzati allestimenti per tutti i più importanti teatri italiani. In Italia riceve, nel 1997 e nel 2002, il Premio Franco Abbiati quale miglior regista, scenografo e costumista. Viene considerato tra i maggiori scenografi teatrali viventi.

Carmen, Georges Bizet (sinopsi)
Carmen è un’opera lirica in quattro atti di Georges Bizet su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy, ispirata alla novella omonima di Prosper Mérimée. La prima rappresentazione fu il 3 marzo 1875 all’Opéra Comique di Parigi. La prima rappresentazione italiana fu il 15 novembre 1879 al Teatro Bellini di Napoli.

Personaggi
Carmen, zingara e sigaraia (mezzo-soprano)
Don José, brigadiere (tenore)
Micaela, giovane navarra (soprano)
Escamillo, torero (baritono)
Frasquita, zingara (mezzo-soprano leggero o soprano)
Mercédès, zingara (mezzo-soprano)
Il Dancairo, contrabbandiere (baritono)
Il Remendado, contrabbandiere  (tenore)
Zuniga, tenente (basso)
Moralès, brigadiere (baritono)
Lillas Pastia, oste (ruolo parlato)
Una guida (ruolo parlato)
Monelli (voci bianche)
Soldati, giovani, popolani, sigaraie, zingare, zingari, venditori ambulanti (coro)

Atto I
In una piazza di Siviglia, Moralès, capo dei dragoni osserva il passaggio della gente.Arriva una giovane, Micaela, che cerca il brigadiere Don José, suo fidanzato. Moralès le dice di attendere il suo arrivo, ma lei si allontana. Nel frattempo, dalla manifattura di tabacchi escono le sigaraie per la pausa: solo Don José non dimostra interesse verso di loro, perché ama Micaela, sua sorella adottiva, e ha promesso di sposarla. Tutti gli uomini aspettano Carmen che, accortasi che Don José la ignora, danza e gli getta sul viso un fiore. José, turbato, nasconde il fiore sotto la giubba. Arriva Micaela che lo informa che lascerà la città per raggiungere la madre lontana. Prima di andarsene lo bacia castamente. Scoppia una rissa fra le sigaraie e Carmen, la più aggressiva, viene arrestata da Zuniga, tenente delle guardia, il quale ordina a Don José di portarla in prigione. Rimasta da sola con Don José, Carmen inizia a sedurlo promettendogli amore in cambio della libertà. José, l’aiuta a fuggire.
Atto II
Un mese dopo, nell’osteria di Lillas Pastia, Carmen danza con le amiche Mercedes e Frasquita, attendendo il ritorno di Don José che è stato arrestato per aver fatto fuggire Carmen. Arriva il torero Escamillo, subito sedotto dalla sigaraia, che però lo respinge. Finalmente Don Josè fa il suo ritorno, ma viene interrotto dalla tromba che ordina il ritorno dei brigadieri, mentre José dichiara il suo amore a Carmen. Arriva Zuniga che richiama José all’esercito, ma lui si ribella e scoppia una rissa. Don José capisce che ormai la sua unica scelta è disertare, e scappa con Carmen e i suoi amici.
Atto III
I contrabbandieri sono accampati sulle montagne. Carmen e José litigano continuamente e la loro relazione è agli sgoccioli. La sigaraia leggendo le carte predice la sua stessa morte. Arriva Micaela e si nasconde fra le rocce. Intanto, José sfida a duello Escamillo, ma Carmen, attratta dal torero, li ferma. Intanto Micaela viene scoperta, annunciando così a José l’imminente morte della madre. José decide di seguirla e giura vendetta a Carmen.
Atto IV
Di fronte all’arena di Siviglia, la folla acclama il corteo dei toreri, fra cui vi è Escamillo, che arriva insieme a Carmen, ormai innamorata dell’uomo. Le amiche Mercedes e Frasquita avvertono Carmen di nascondersi, poichè Don José sta arrivando, ma Carmen ignora gli avvertimenti e decide di incontrarlo. José la prega di tornare con lui, ma Carmen rifiuta, dichiarando il suo amore per Escamillo e gettandogli addosso l’anello che lui le aveva donato. Accecato dalla gelosia, José uccide Carmen pugnalandola e si consegna ai gendarmi, mentre la folla festeggia la vittoria di Escamillo.

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96.Festival Opera Arena
Il programma 2018 presenta cinque titoli d’opera: oltre a Carmen e Nabucco, Aida di Giuseppe Verdi, Turandot di Giacomo Puccini e Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini. Arricchiscono il cartellone due serate-evento: Roberto Bolle and Friends, il 25 luglio con la danza e la Special Opera Night, il 26 agosto.
Il Festival 2018 inaugura il 22 giugno con Carmen, proposta per 13 serate (repliche 29 giugno, 6, 11, 17, 21 luglio, 3, 9, 12, 22, 25, 28, 31 agosto). Il 23 giugno debutta l’opera simbolo della stagione areniana: Aida, per 16 date nella messa in scena ideata nel 2002 dal regista Franco Zeffirelli (repliche 28 giugno, 8, 10, 14, 19, 22, 27 luglio, 2, 5, 7, 11, 19, 23, 29 agosto, 1 settembre). Il terzo titolo in programma per 5 recite dal 30 giugno è Turandot, proposto nella lettura di Franco Zeffirelli, che ne firma regia e scene (repliche: 5, 13, 18, 26 luglio). Dal 7 luglio per 6 appuntamenti Nabucco (repliche: 12, 20, 28 luglio, 10, 18 agosto). Infine, dal 4 agosto per 5 serate Il Barbiere di Siviglia per la regia di Hugo de Ana (repliche: 8, 17, 24, 30 agosto).