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Il palcoscenico in tutte le sue forme come luogo di spettacolo, anche quello che usa un piccolo schermo portatile

ARENA DI VERONA 2020: NEL CUORE DELLA MUSICA CON L’ENTUSIASMO DI GRANDI ARTISTI

Manifesto 2020_Festival d’estate

Per l’estate 2020 la Direzione Artistica ha elaborato un progetto straordinariamente innovativo e del tutto inedito per un’Arena mai vista che, in via del tutto eccezionale, avrà l’evocativo titolo di “Nel Cuore della Musica”.
“Fondazione Arena di Verona non vuole un 2020 silenzioso e per questo è già pronta a proporre per l’agosto di quest’anno una serie di serate-evento da svolgersi in una cornice areniana del tutto nuova con il palco posizionato al centro dell’immensa platea ed il pubblico ben distanziato e distribuito esclusivamente sugli ampi spalti: l’unicità storica di questa veste è stata dunque sottolineata dal titolo “Nel Cuore della Musica”.
I tanti amici dell’Arena di Verona, a cui Fondazione ha sottoposto il progetto “Nel cuore della Musica”, hanno dato il loro entusiastico sostegno:
Marcelo Álvarez, Marco Armiliato, Roberto Aronica, Daniela Barcellona, Ezio Bosso, Plácido Domingo, Yusif Eyvazov, Vittorio Grigolo, Francesco Meli, Anna Netrebko, Leo Nucci, Daniel Oren, Lisette Oropesa, Michele Pertusi, Saimir Pirgu, Anna Pirozzi, Marina Rebeka, Luca Salsi, Fabio Sartori, Ekaterina Semenchuk, María José Siri, Sonya Yoncheva.
Il programma di serate-evento di agosto 2020 sarà impreziosito da un’importante parata di star internazionali ed eccellenze italiane che, grazie al nuovo formato, garantiranno agli spettatori un’esperienza irrinunciabile, grazie alla bellezza monumentale dell’Arena in un nuovo gioco di fughe prospettiche, per esaltare l’unicità architettonica e storica degli spazi. Un monumento e un teatro come non si erano mai visti.

Le date e le proposte artistiche verranno annunciate in maniera definitiva solamente una volta ottenute le necessarie autorizzazioni (anche in osservanza dei decreti ministeriali sull’emergenza), al fine di non creare confusione nel pubblico in questa fase delicata.

 

Final Cut in Venice: lanciato il bando dell’8a edizione / Riparte il workshop di sostegno per film dall’Africa e dal Medio Oriente

Venezia, 6 aprile 2020. – Viene lanciato oggi il bando dell’ottava edizione del workshop Final Cut in Venice, che avrà luogo dal 5 al 7 settembre 2020 nell’ambito del Venice Production Bridge della 77. Mostra del Cinema di Venezia (2 – 12 settembre 2020).
Dal 2013 Final Cut in Venice fornisce un aiuto concreto al completamento di film di qualità provenienti dall’Africa, nonché da Giordania, Iraq, Libano, Palestina e Siria. L’ottava edizione di Final Cut in Venice presenterà a Venezia – in un workshop di tre giorni (5 – 7 settembre) alla 77. Mostra – fino a un massimo di sei copie lavoro di film in lavorazione, e darà loro l’opportunità di trovare i finanziamenti per la post-produzione attraverso incontri con produttori, buyers, distributori e selezionatori di festival.
Nei suoi sette anni di attività, Final Cut in Venice ha rappresentato un’opportunità unica per far emergere opere etalenti da cinematografie svantaggiate e poco conosciute, celebrandone la diversità e la creatività e contribuendo alla loro affermazione nei festival internazionali. Fra i molti casi, a Final Cut 2016 con il documentario Obscure fa la sua prima apparizione a Venezia la regista siriana Soudade Kaadan, vincitrice in seguito del Leone del Futuro 2018 conThe Day I Lost my Shadow. Poi, Freedom Fields (Final Cut 2017), primo lungometraggio documentario di una regista libica, Naziha Arebi, vince il Bafta. Quindi Félicité (Final Cut 2017), del franco-senegalese Alain Gomis, ottiene alla Berlinale il Gran Premio della Giuria – Orso d’argento. Ancora Talking about trees (Final Cut 2018) del sudaneseSuhaib Gasmelbari, vince alla Berlinale l’Original Documentary Award e l’Audience Award. In questi sette anniFinal Cut in Venice ha ricevuto in fase di selezione più di 400 work-in-progress e ne ha selezionati e presentati a Venezia 40.
Per partecipare all’8. Final Cut in Venice è necessario compilare la scheda di preselezione online (entry form)sul sito www.labiennale.org, e inviare i materiali all’indirizzo finalcut@labiennale.org entro il 12 giugno 2020.
La 77. Mostra del Cinema, diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta daRoberto Cicutto, si terrà al Lido dal 2 al 12 settembre 2020.

I Premi di Final Cut in Venice
Final Cut in Venice si concluderà con l’attribuzione di premi in servizi (kind) o denaro (cash), finalizzati al sostegno economico dei film nella fase di post produzione.
Questo l’elenco dei premi:
– per il quarto anno la Biennale di Venezia offrirà un premio del valore di € 5.000 al miglior film in post-produzione; il Premio La Biennale di Venezia sarà attribuito da una giuria composta da tre membri indicati dal Direttore della Mostra. Gli altri premi offerti dai supporter – che includono, fra i vari servizi, colour correction, missaggio sonoro, creazione di un master DCP e sottotitoli – saranno invece attribuiti a insindacabile giudizio del Direttore della Mostra, coadiuvato dagli stessi e dai responsabili delle istituzioni coinvolte.
– € 15.000 per color correction di un lungometraggio offerti da Laser Film (Roma) fino a 50 ore di lavoro (tecnico compreso);
– € 15.000 offerti da Mactari Mixing Auditorium (Parigi) per il missaggio sonoro di un lungometraggio (fino a 12 giorni di lavoro, tecnico del missaggio escluso);
–  Per un lungometraggio fiction un MG di  $10,000 o per un lungometraggio documentario un  MG  di $3,000  in  marketing, pubblicità e distribuzione nel mondo arabo offerti da MAD Solutions per un progetto arabo (con l’eccezione dei progetti già a carico di MAD Solutions);
– Titra Film (Parigi) offrirà fino a € 5.000 per il color-grading; fino a € 3.000 per la produzione di un master DCP, creazione file i-Tunes, Google o Netflix; fino a € 2.000 per sottotitolaggio francese e inglese (traduzione non inclusa);
– fino a € 7.000 per la creazione di un master DCP con sottotitoli in italiano o in inglese, messi a disposizione da Sub-Ti Ltd (Londra);
– fino a € 7.000 per una versione accessibile ai disabili sensoriali, ovvero sottotitoli per i sordi e audio descrizione per i ciechi e ipovedenti inclusi gli audio sottotitoli in voice over, in italiano o in inglese (saranno forniti i sottotitoli e la traccia audiodescritta per l’inserimento in DCP), offerta da Sub-Ti Access Srl (Torino);
– € 5.000 per l’acquisizione dei diritti biennali di messa in onda da parte di Rai Cinema;
– $ 5.000 per un progetto arabo e l’invito a partecipare a CineGouna Platform offerti da El Gouna Film Festival;
– Premio “Coup de cœur de la Cinémathèque Afrique”, offerto dalla Cinémathèque Afrique dell’Institut Français (Parigi). Il premio consiste nell’acquisizione dei diritti di diffusione non commerciale e non esclusiva per la durata di 7 anni per un valore tra i € 4.000 e i € 6.000 a seconda del genere, della durata del film e del numero dei territori disponibili;
– partecipazione ai costi di realizzazione di un DCP (€ 2.500), offerti dal Festival International du Film d’Amiens;
– partecipazione ai costi di realizzazione di un DCP (€ 2.500), offerti da Festival International de Films de Fribourg;
Final Cut in Venice, insieme al Venice Gap-Finacing Market e al Book Adaptation Rights Market, è una delle iniziative che offre il Venice Production Bridge, il mercato del film della Mostra del Cinema di Venezia che si propone come un’opportunità d’incontro e networking per tutte le categorie di professionisti coinvolti nella realizzazione di opere cinematografiche: produttori, finanziatori, distributori, agenti di vendita, fondi d’investimento pubblici e privati, banche, film commissions, broadcasters, piattaforme internet.

FONDAZIONE ARENA SEMPRE AL LAVORO PER L’ESTATE ARENIANA

Fondazione Arena di Verona sta seguendo con la massima attenzione l’emergenza sanitaria in corso ed i suoi possibili riflessi sul prossimo festival estivo, nella piena consapevolezza dei propri doveri artistici, etici, sociali ed economici nei confronti del proprio pubblico degli artisti, dei lavoratori e di tutto il territorio.
Alla luce dell’attuale calendario, l’Arena di Verona dovrebbe essere la prima grande realtà internazionale a riportare l’opera – e in generale la musica – fuori dal mondo virtuale per ricollocarla nel suo spazio naturale: il palcoscenico.
D’altro canto condividiamo questo generale clima di incertezza con tutto il settore culturale e non solo, e ci spiace che questo si rifletta anche sul nostro pubblico, ma riteniamo che alla fine di aprile il quadro sanitario ed operativo ci consentirà di dare delle comunicazioni concrete.
«Voglio testimoniarvi» ha dichiarato il Sovrintendente Cecilia Gasdia «il quotidiano ed incessante lavoro che stiamo compiendo al fine di salvaguardare il prossimo festival, quest’anno più che mai vera gemma di eccellenza. Ma questo traguardo non può prescindere dai temi centrali di tutela della salute e dal rispetto delle normative governative, per cui procediamo con passi oculati in piena armonia con le indicazioni che ci giungono da tutte le autorità competenti. Riteniamo dunque che verso la fine di aprile potremo avere un quadro della situazione più chiaro per il pubblico, per gli artisti, per i nostri lavoratori e per il territorio veronese che sogna la rinascita».

(Rubrica a cura di A. Miatello)

VISITA ALL’ERMITAGE: Ancora un ponte tra la Russia e l’Italia è stato costruito grazie alla cultura.

“A partire dal 17 marzo , con la chiusura al pubblico delle sue sale, l’Ermitage ha dato il via a continue trasmissioni live sui suoi canali social.
Al momento sono state realizzate 19 dirette che hanno ottenuto oltre 4.500.000 visualizzazioni, il ché rappresenta una sicura conferma della grande richiesta e del valore sociale di queste iniziative, che permettono alle persone di distrarsi in una difficile situazione di quarantena e di trovare forza e sostegno nella bellezza dell’arte.
Il 26 marzo 2020 l’Ermitage ha trasmesso la prima visita online in lingua italiana.
È stato anche un modo di esprimere solidarietà e vicinanza non solo agli Amici dell’Ermitage in Italia, ai colleghi del nostro centro a Venezia, Ermitage Italia, ma assolutamente a tutti i cittadini italiani che vivono un momento difficile e come noi affrontano l’epidemia.
Alla vigilia della trasmissione, il 25 marzo è stato pubblicato il messaggio video ai cittadini italiani di Michail Piotrovsky, Direttore generale del Museo Statale Ermitage e dell’Ambasciatore della Repubblica Italiana nella Federazione Russa Pasquale Terraciano. La trasmissione in diretta ha riscontrato un’enorme risposta.
La notizia dell’iniziativa si era diffusa tra le associazioni, le istituzioni museali e non solo. La proiezione è stata vista contemporaneamente da circa 11000 persone, il numero delle visualizzazioni al momento ha superato le 160.000 ed è in continua crescita, e il video dell’Ermitage per l’Italia si è posizionato al sesto posto nei trend YouTube.
Ulteriori visite live sono già in programma per il prossimo futuro. Durante e dopo le trasmissioni l’Ermitage ha ricevuto centinaia di commenti e lettere di gratitudine, prevalentemente in italiano.
Gli italiani aspettano dunque con impazienza la continuazione delle trasmissioni loro dedicate e nei commenti ci viene chiesto di effettuare le visite anche in altre lingue. Parole di sostegno giungono anche dagli utenti di lingua russa.
La risposta più frequente è la parola “grazie”: «Grazie per un ottimo tour in italiano. in questo momento tanto difficile sentiamo che il popolo russo è vicino a noi, vi ringraziamo e auguriamo tante belle cose. Ho raccontato di questa visita ai miei alunni» ci scrive Patrizia dall’Italia.
(Da Antonella Lacchin, Villaggio Globale International)

Gabriella Belli intervista Luigi Carlon, mecenate veronese. Un esempio da seguire

Sui canali ufficiali della Casa Museo Palazzo Maffei, invece, il progetto digitale è stato declinato in una divertente e originale call to action con l’hashtag#caffeapalazzo, una pausa caffè artistica che permette di scoprire dettagli nascosti delle opere custodite e di condividere il proprio piccolo angolo d’arte in casa. Come la magnifica terrazza panoramica del palazzo, normalmente chiusa ai visitatori e da cui ora è possibile affacciarsi e ammirare Verona, da qualsiasi latitudine ci si trovi. O ancora, scoprire il curioso mix delle opere custodite nel salone d’ingresso: da Apollonio di Giovanni a Maurizio Nannucci e Arcangelo Sassolino, un viaggio tra arte antica e contemporanea che ben rappresenta lo spirito eclettico dell’intero percorso espositivo..
Anche l’iniziativa ASK ME diventa virtuale: attraverso le stories di Instagram e Facebook gli studenti dell’Università di Verona continuano a raccontare curiosità e aneddoti sul Museo e le sue opere, tutti rigorosamente da casa. Nei giorni passati Sabrina Modenese ha raccontato la sala dedicata alla bellezza femminile dove il soggetto delle opere è la Femme Fatale; per poi passare all’arte non-figurativa di Antonio Sanfilippo attraverso il racconto di Veronica Passetto. Le stories non scompaiono dopo 24 ore ma vengono salvate nelle stories in evidenza, dove è possibile rivedere gli approfondimenti raccontati da Andrea Chesini, Raffaele Tognolini, Elisa Perina.

MUVE: Chimere, basilischi e unicorni. Da casa visite virtuali non stop

La natura è meravigliosa, ma può diventare spaventosa. Lo sapevano bene anche gli antichi confezionatori di chimere e basilischi, che componevano pezzi di animali diversi, con l’aggiunta talvolta di occhi di vetro, per creare mostri. Nel Museo di Storia Naturale di Venezia Giancarlo Ligabue ne sono conservati due esemplari, in spazi ispirati dalleWunderkammer, le cinquecentesche “camere delle meraviglie” costruite nelle abitazioni di ricchi nobili collezionisti e di qualche studioso. Non di rado vittima di truffatori, come raccontò anche Carlo Goldoni nel suo La bottega dell’antiquario, con il conte Anselmo buggerato da Arlecchino e Colombina che travestiti gli vendono finti fossili in cambio di zecchini d’oro, e pure gli animali fantastici erano ceduti a peso d’oro.
La chimera del Museo che somiglia a una sirena è di difficile datazione e provenienza sconosciuta: inizialmente venne descritta come “torso di scimmia unito a una coda di pesce”, ma recenti interventi di restauro hanno rivelato una natura più complessa, con parti in legno, peli e unghie di mammifero e parti diverse di pesci.
Il basilisco invece è composto a partire da un pesce angelo di piccole dimensioni, molto usato in quest’arte mistificatoria con altri pesci cartilaginei, come la razza chiodata. Il suo autore parrebbe essere Leone Tartaglini, celebre cinquecentesco imbalsamatore e ciarlatano di origini toscane che visse a Venezia, dove pubblicò anche due libelli (oggi conservati alla Marciana) e produsse la polvere corallina, usata come vermifugo, per la quale ricevette nel 1563 la licenza dei provveditori alla Sanità.
La moda della collezione di oggetti naturali esotici e bizzarri dei secoli XVI e XVII faceva accogliere anche l’inverosimile, per poter sfoggiare reperti esclusivi, ma già da allora ci furono dubbi sulla loro veridicità. Mentre su oggetti reali si creavano leggende, come per il dente del narvalo, anche questo nella collezione del Museo di Storia Naturale con pezzi di diverse misure e provenienze, che fino al Settecento si credette fosse il corno dell’Unicorno.
Anche il Museo di Storia Naturale di Venezia Giancarlo Ligabue è visitabile in Google Arts & Culture con tour virtuali e il Museo delle Emozioni. Buona visita!

Queste e altre notizie, storie, opere le trovate anche nei social dei Musei. Qui di seguito la lista dei nostri 11 musei con il link a Facebook (ma siamo anche su Twitter e Instagram)

Fondazione Musei Civici 
Palazzo Ducale
Museo Correr 
Torre dell’Orologio 
Ca’ Rezzonico Museo del Settecento Veneziano 
Ca’ Pesaro Galleria Internazionale d’Arte Moderna 
Palazzo Fortuny 
Museo di Storia Naturale di Venezia Giancarlo Ligabue 
Casa di Carlo Goldoni 
Museo del Vetro a Murano 
Museo del Merletto a Burano 
Museo di Palazzo Mocenigo Centro Studi di Storia del Tessuto del Costume e del Profumo 
Servizi Educativi MUVE 

Al Ducale, la statua della Beata Vergine della Salute, ricordo della “Peste 1630-31”

Nelle stanze di Palazzo Ducale si cela una grande statua di legno di cui non tutti sanno la storia. E’ in realtà la Madonna della Salute, proprio quella che stava in cima alla Basilica del Longhena, eretta in stile barocco come ex voto al termine della peste che nel 1630/31 decimò la popolazione veneziana, e terminata nel 1687.
La statua che ora è al Ducale è stata in cima alla Basilica fino a circa il 1870, quando fu rimossa in un piano più ampio di lavori di riparazione dei danni provocati da un forte uragano nel 1859. La mano destra dell’originale Beata Vergine, scultura attribuita a Francesco Cavrioli, impugnava il bastone di comando del Capitano da Mar, come un condottiero per la Repubblica Serenissima allora in guerra, e i piedi poggiavano su una mezzaluna con le punte in su.
La nuova statua fu scolpita con le stesse dimensioni, “alta metri 3,32 e della massima circonferenza di metri 2,70”, e ricoperta come l’originale di lastre di rame, saldate e infine dipinte “a prima mano di minio e tripla mano ad olio tinto bronzo”.
Fatta la sostituzione, la seicentesca scultura lignea fu portata dall’allora Amministrazione Sabauda a Palazzo Ducale, che ospitava la Biblioteca Marciana e il museo Archeologico, dove oggi “ci appare e ci sorprende assolutamente fascinosa per una sua estraniante scomposta bellezza vicina ad altre opere scultoree di grandi Maestri del Novecento”, come scritto nell’ultimo Bollettino dei Musei Civici di Venezia, che ne racconta l’avvincente storia.

VINITALY, VERONAFIERE: DAL 14 AL 17 GIUGNO 2020. IL 13.06 L’ANTEPRIMA DI OPERAWINE CON WINE SPECTATOR

DECISIONE CONCERTATA CON LE PRINCIPALI ASSOCIAZIONI DI SETTORE, IL PRESIDENTE DELLA REGIONE VENETO E IL SINDACO DI VERONA

Verona, 3 marzo 2020 – “In considerazione della rapida evoluzione della situazione internazionale che genera evidenti difficoltà a tutte le attività fieristiche a livello continentale, Veronafiere ha deciso di riposizionare le date di Vinitaly, Enolitech e Sol&Agrifood dal 14 al 17 giugno 2020, ovvero nel periodo migliore per assicurare a espositori e visitatori il più elevato standard qualitativo del business”.
Così Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere in chiusura del Consiglio di amministrazione della Spa, riunitosi oggi. “Vinitaly, insieme ad OperaWine – ha proseguito il direttore generale –, si svolgerà quindi in un contesto temporale in cui grandi eccellenze del made in Italy, quali Cosmoprof e Salone del mobile, per esempio, avranno il compito di rilanciare con forza l’attenzione dei mercati internazionali e l’immagine dell’Italia. In questo frangente ringraziamo le aziende per la fiducia che ci stanno dimostrando”.
La decisione è stata frutto di un’attenta analisi dei dati disponibili oltre che dell’ascolto delle posizioni degli stakeholder del mercato, incluse le principali associazioni di settore: Unione Italiana Vini, Assoenologi, Federvini, Federdoc, Federazione vignaioli indipendenti e Alleanza delle Cooperative settore vitivinicolo.
“Lo spostamento a giugno di Vinitaly e di altre importanti manifestazioni internazionali nelle città di Milano e Bologna – spiega Maurizio Danese, presidente di Veronafiere – è un segnale che il made in Italy scommette su una pronta ripresa economica nei settori chiave del sistema-Paese. Auspichiamo quindi che il nuovo calendario fieristico nazionale possa generare una rinnovata fiducia ed essere strumento con cui capitalizzare la ripartenza del nostro Paese”.
Veronafiere attiverà una task force per assistere i propri clienti in ogni ambito necessario alla riorganizzazione delle manifestazioni posticipate e in stretta collaborazione con le associazioni di riferimento predisporrà tutte le azioni di incoming necessarie a garantire la presenza di buyer e operatori professionali qualificati. Sulle nuove date, inoltre, Confcommercio Verona e Cooperativa Albergatori veronesi hanno espresso massima disponibilità per favorire lo spostamento delle prenotazioni.
Nel 2021 Vinitaly sarà in calendario nelle sue date consuete (18-21 aprile); date che sono frutto dell’accordo con l’Union dei Grandi Cru di Bordeaux (UCGB) col quale dal 2013 c’è un accordo nato per incontrare le esigenze dei protagonisti del mondo del vino, buyer e stampa internazionale in particolare.

TUTTE LE NUOVE DATE DELLE INIZIATIVE DI VINITALY

Vinitaly Design International Packaging Competition 25 marzo 2020
5StarWines / Wine without Walls 15-17 aprile 2020
VIA-Vinitaly International Academy 8-12 giugno 2020
Vinitaly and the City 12-15 giugno 2020
OperaWine 13 giugno 2020
Vinitaly-Sol&Agrifood-Enolitech 14-17 giugno 2020

LE DICHIARAZIONI DELLE ASSOCIAZIONI DI SETTORE

Ernesto Abbona, presidente Unione italiana vini: “Condividiamo in pieno le scelte di Veronafiere, sia per quanto riguarda la decisione presa, sia per la relativa collocazione temporale insieme ad altri grandi eventi come Cosmoprof di Bologna e il Salone del Mobile di Milano, che daranno un segnale importante per la ripresa del Paese”.
Sandro Boscaini, presidente Federvini: “Occorre dare un messaggio forte al Paese. Se agiamo uniti nel contesto dello spostamento di data, non solo di Vinitaly, ma di altri grandi eventi internazionali che si svolgeranno in Italia a giugno, potremo contribuire in modo corale al rilancio dell’immagine positiva che merita il made in Italy”.
Riccardo Cotarella, presidente di Assoneologi: “La decisione assunta da Veronafiere su Vinitaly e supportata dalle associazioni della filiera, deriva da considerazioni intelligenti e imprenditoriali. Non si può immaginare un Vinitaly fiore all’occhiello del settore vitivinicolo italiano, nonché evento che tutto il mondo ci invidia, ridimensionato più o meno fortemente nelle presenze di operatori che al momento danno previsioni non soddisfacenti. Questo significa tutelare l’operatività dei nostri produttori e allo stesso tempo proteggere l’immagine del vino italiano e di Vinitaly nel mondo”.
Matilde Poggi, presidente Federazione italiana vignaioli indipendenti: “Siamo d’accordo con Veronafiere sulla necessità di modificare le date in calendario di Vinitaly. Giugno è l’ultima data utile per un evento sul vino. Come Fivi siamo comunque pronti ad un grande impegno per partecipare, dal momento che questo mese è dedicato tradizionalmente alle lavorazioni in vigna”.
Riccardo Ricci Curbastro, presidente Federdoc: “La nostra posizione è di non dare messaggi negativi al mercato, specie in un momento cruciale per il sistema Paese e per il settore. La situazione negli ultimi giorni è stata diversa da quella sperata e per questo ci sentiamo di condividere la scelta di Veronafiere e di stare sulla stessa linea di Vinitaly, pur consapevoli che ci sarà molto da fare”.
Luca Rigotti, coordinatore settore vino di Alleanza Cooperative: “Condividiamo la scelta di Veronafiere per lo spostamento delle date di Vinitaly. Ora lavoriamo assieme alla fiera affinché il mondo del vino possa dare un messaggio positivo all’economia nazionale”.

Ciambetti: “Da San Marco a San Marco, il Cammino per riscoprire e valorizzare storia, cultura, fede e spirito identitario del popolo veneto”

“Dalla chiesa di San Marco Evangelista, nella frazione di Pai, a Torri del Benaco, sul lago di Garda, alla Basilica di piazza San Marco. Un Cammino che unisce idealmente tutte le diverse realtà della regione per valorizzare le nostre eccellenze in campo culturale, artistico, enogastronomico, le nostre tradizioni, la Storia e lo spirito identitario della gente veneta”.
Con queste parole, il Presidente del Consiglio Regionale, Roberto Ciambetti, ha presentato la 12^ edizione del ‘Cammino da San Marco a San Marco’, che si terrà dal 13 al 29 marzo 2020.
“Attraverseremo la Regione Veneto alla scoperta del nostro territorio – ha sottolineato Ciambetti – soprattutto alla riscoperta di luoghi magari poco conosciuti, per valorizzarli e sostenere così le realtà turistiche e le attività economiche del Veneto. Grazie a Matteo Grigoli, il vero cuore pulsante di questa iniziativa, siamo giunti alla dodicesima edizione, proprio a ridosso dell’approvazione, da parte dell’Assemblea Legislativa del Veneto, della legge regionale che valorizza i cammini veneti, promuovendo un turismo veramente eco-sostenibile, che non inquina e mette a confronto le persone con la realtà locale. Vogliamo ora stabilizzare il percorso del Cammino da San Marco a San Marco, per poterlo tracciare e inserire nella Rete dei Cammini Veneti, dotandolo così di una valenza turistica importante”.

Matteo Grigoli, ideatore e anima di questa iniziativa, ha spiegato: “Il Cammino, durante tre fine settimana, dal 13 al 15, dal 20 al 22, e dal 25 al 29 marzo, toccherà i grandi centri della cultura Veneta in una staffetta di solidarietà e spirito d’identità, nella quale i partecipanti percorreranno le singole tappe passandosi di mano in mano il gonfalone di San Marco, patrono e protettore dei veneti. Quest’anno, il Cammino avrà una valenza prettamente religiosa, anche alla luce delle grandi difficoltà affrontate dalla nostra gente negli ultimi mesi, con l’acqua alta prima, e l’emergenza Coronavirus poi, che ci hanno colpito duramente. Invito tutti i fedeli a partecipare e a ritrovarci assieme in piazza San Marco, domenica 29 marzo, per lanciare un messaggio chiaro: il Veneto e i Veneti ci sono, sono uniti, compatti, non hanno paura e si piegano solo quando c’è da pregare”.
“Nelle precedenti edizioni – ha ricordato Grigoli – abbiamo toccato un po’ tutte le località della nostra regione e anche quest’anno visiteremo le province più importanti. Una decina di persone percorrerà il cammino nella sua interezza, mentre saranno centinaia coloro che ci accompagneranno almeno per brevi tratti. Al termine del lungo percorso, andrà in scena la spettacolare cerimonia di chiusura della manifestazione nella Basilica di San Marco, quando verrà consegnato il Gonfalone, il nostro testimone, e verranno benedetti i Gonfaloni dei 574 comuni veneti, che sono tutti invitati a essere presenti. Ricordo che, come da tradizione consolidata, un Gonfalone verrà consegnato all’Associazione Veneti nel Mondo per essere portato a una comunità veneta all’estero, credo in Patagonia, anche per celebrare i 500 anni del viaggio attorno al mondo del vicentino Antonio Pigafetta. Il cammino ha una forte valenza turistica, religiosa, culturale ed enogastronomica, valorizza le nostre città d’arte, di storia e cultura, i nostri bellissimi paesaggi. Il Veneto ha grandi potenzialità che, tuttavia, magari sono maggiormente conosciute e apprezzate dai turisti stranieri, soprattutto da quelli del Nord Europa, dove è molto diffuso il turismo lento; una forma di turismo slow, utile per scoprire angoli nascosti di un territorio, in modo compatibile con l’ambiente”.