Archivi categoria: The Giorgione’s Short Film Festival – GSFF©2015

GSFF è una libera rassegna di cortometraggi e videoclip in vista di un prossimo Festival.

Castelfranco Veneto Notturni di Franco Beato

Caricato il 06 mar 2008

Per visione in alta risoluzione,vai al mio sito: http://www.beatofranco.it
CASTELFRANCO VENETO NOTTURNI – TREVISO LE MURA- IL CASTELLO
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Viaggi ed eventi
Licenza YouTube standard

Ottimo lavoro ma io non avrei scelto una canzone in lingua inglese, sebbene sia bellissima ed orecchiabile. Perchè alla fine è la musica la vera protagonista della città che è costruita su diverse epoche di cui abbiamo per fortuna delle chiavi esatte di datazione: mura medievali, affreschi e Loggia rinascimentali, palazzi seicenteschi e settecenteschi, giardini e statue ottocenteschi, case novecentesche.
E’ un modo “guaivo” per rappresentare una città. Quanta cultura e ricerca sono state spese per raggiungere l’obiettivo? Quasi ottomila followers per questo videoclip del 2008. Mica male, se pensiamo che ancora c’era un sindaco che progettava una Castelfranco per cinquantamila abitanti. Un sogno di una donna di mezza età che dalla Canonica, attraversata la strada, diventa il sindaco. Il 2010 segna la fine di un epoca in cui il primo cittadino usciva dalla testa del monsignore mitrato.
(Ang. Miat.)

Venezia-Marghera: Droni by Art ad Aquae in mezzo ai grandi

Pubblicato il 04 mag 2015
Apertura Padiglione Aquae Venezia 2015
“Dalle meraviglie degli abissi alle cucine del mondo”
(Il Giornalismo Tascabile “Droni by Art” a cura di Daniele Pauletto e Angelo Miatello VENETO TV, AIDANEWS, FPA2000)

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Notizie e politica
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The Giorgione’s Short Film Festival – GSFF

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Oggi, 28 maggio 2015, si è costituito il “Giorgione Short Film” (acronimo GSFF) formato da cultori e appassionati di cinema e non solo. Si rivolge in particolare all’autoproduzione e all’indipendenza della creatività giovanile, quale territorio di sperimentazione di nuovi stili.

Obiettivi
Il GSFF si occuperà di ricevere, archiviare, conservare e diffondere audiovisivi prodotti nel Veneto o da autori veneti. Fa richiesta di essere inserito nell’elenco della Mediateca Regionale per la circuitazione di nuovi prodotti mettendo a disposizione strutture idonee per la loro proiezione e consultazione.
Sviluppa accordi di partenariato per scambi culturali, per il sostegno di prodotti audiovisivi e la promozione di singoli autori.
Rispolvera filmati di carattere storico conservati in archivi e mediateche.
Organizza un festival annuale di proiezioni coinvolgendo il comparto Scuola, all’interno del quale saranno organizzati incontri a tema e lezioni base di “making of” del film dal soggetto alla realizzazione finale mediante strumenti digitali (non professionali). Il logo del festival sarà curato dal grafico Claudio Malvestio e pubblicizzato durante la 72.Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia (inizio settembre 2015).

Gli organi
Un presidente onorario, due vicepresidenti, un segretario, un tesoriere. Il curatore è nominato dal presidente onorario su proposta dei due vicepresidenti.
Quote
Quota d’iscrizione socio fondatore under 30 anni: €1,00; Socio sostenitore: €100,00
Archivio audiovisivo online: https://aidanewsxl.wordpress.com/

Edizioni AIDA fondata a Ginevra nel 1994.
Doc. pdf ShortFilmFestival_Maggio 2015

La semplie intervista di Giacomo e Giovanni Mazzariol da Castelfranco

127.944 followers per questa ironica e divertente storiella di due fratelli che mettono con le spalle al muro il governo Renzi che promette lavoro, progresso e controllo adeguato di migranti. Costa di più un migrante che un pensionato con la minima ….con la differenza che i primi vivono quasi nella miseria e maltrattati mentre i secondi non vanno a fare la spesa perchè i soldi non li hanno.
Che dire della fantasia di Giacomo, pazzo come un cavallo, che è riuscito a sbancare con un video di cinque minuti e mezzo su un tema scottante, quale appunto occuparci anche di loro. Purtroppo in Italia se fosse solo questo con le pensioni minime da miserabili e i 4 milioni di giovani “disoccupati” (o quanto tali senza un lavoro fisso).
Ma Giacomo, grande artista in erba potrebbe far capovolgere la tendenza perchè la Dichiarazione dei diritti dell’uomo copre anche lui.

Andrea Segre per la prima volta alla Scuola Sarto per parlare di integrazione

Giuseppe Sarto 1835-1914 è diventato papa Pio X. La Scuola Media Statale ha preso il nome nel 1951, in onore alla beatificazione di San Pio X. Oggi è sede dell’Istituto Comprensivo Statale 2 che comprende le scuole di Campigo, Salvarosa, Salvatronda, Bella Venezia e Borgo Padova (circa 1600 iscritti).

La registrazione video di Daniele Macca si è svolta nel corridoio della Media Sarto. Ringraziamo Andrea Segre per aver accettato questo punto stampa.

Premio Giorgio Lago, intervista al figlio Francesco e alla curatrice Paola Pastacaldi

il drone IPSIA sul palcoPubblicato il 24 mag 2015

Teatro Accademico di Castelfranco 22 maggio 2015
Il Giornalismo nelle stanze del potere.
Invitato Marzio Breda vincitore della sezione Giornalismo e Quirinalista del Corriere della Sera

Servizio di Daniele Pauletto e Angelo Miatello
Francesco Chiavacci Lago (intervista)
Paola Pastacaldi (curatrice del concorso Giorgio Lago nuovi talenti del giornalismo”: premiati 1. Veronica Viena (Liceo Tito Livio Padova), 2. Asia Cernic (Liceo Canova Treviso), 3. Anna Zilio (Liceo Giorgione Castelfranco Veneto)
L’intervista alla prima calssificata è stata momentaneamente tolta in attesa dela conferma della liberatoria.
Ci dispiace non aver potuto fare una ripresa aerea di un minuto dal Drone by Art pilotato a distanza dai due studenti dell’IPSIA, come avevamo concordato con gli organizzatori. Il drone avrebbe sorvolato il palcoscenico e ripreso dall’alto la platea gremita di studenti e docenti. Una performance culturale e pacifica. Un’inedita azione di reportage per il Teatro Accademico. Purtroppo non è andata così.

Precedenti performance dei droni by art dell’IPSIA, smartphone, camera digitale tascabile:

Liceo Giorgione, La Bellona-Minerva di Paolo Veronese (trasloco da Casa Giorgione alla palestra del Liceo)
Villa Manin, Passariano del Friuli, “Avanguardia Russa. La Collezione Costakis, intervista al soprintendente, curatrice ed erede Costakis, riprese e sorvolo del mini drone
Palazzo della Regione Veneto, Interviste ai dirigenti regionali per EXPO Venice, Expo Milano, Aquae
Palazzo della Regione Veneto, Interviste ai curatori di Meraviglie di Venezia (sito web con libera consultazione)
Venezia, Punta della Dogana, Slip of the Tongue, Collezione François Pinault
Venezia, Museo Nazionale Archeologico, Le Invasioni digitali, riprese nelle sale interne, interviste a direttrice e soprintendente Polo Museale Veneto
Palazzo Ca’ Giustinian, conferenza stampa 56.Biennale Arte, Il Padiglione Venezia, interviste a Paolo Baratta e Aldo Cibic
Venezia, Giardini del Castello, 56.Biennale Arte, Padiglioni Corea, Giappone, Stati Uniti d’America, Canada, interviste a curatori e artisti con riprese dei droni by art
Venezia, 56.Biennale Arte, Padiglione Venezia “9 Storie da raccontare”, intervista al curatore Aldo Cibic, riprese aeree e atterraggio del minidrone sulle mani del curatore
Tutti i servizi sono rintracciabili con Google ed altri motori di ricerca.

Aldo Cibic racconta l’evoluzione dell’arte del fare. Il drone by art IPSIA atterra sulle sue mani

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FPA2000 (Daniele Pauletto, Angelo Miatello, Claudio Malvestio, Nazzareno Bolzon, Federico Calzavara, Rosanna Bortolon)

La mostra-ricerca del Padiglione Venezia ai Giardini “Guardando avanti. L’evoluzione dell’arte del fare. 9 storie dal Veneto: digitale – non solo digitale” di Aldo Cibic porta alla ribalta un _11M0209approccio creativo sui processi produttivi e ne indaga gli sviluppi di una realtà legata ad una Regione che è in prima linea sul fronte occupazionale. E’ un racconto, attraverso nove diverse esperienze che, partendo da un’intuizione, sono passate percorrendo strade il più delle volte tortuose, fatte di sperimentazioni, assunzioni di rischi, errori, illusioni, incontri mirati o casuali, ripensamenti, per poi arrivare a risultati riconosciuti per la loro intrinseca qualità e originalità.
Una ricerca fatta da diversi punti di vista?
“Ho voluto mettere in luce non solo gli esiti formali e produttivi che nascono dalle diverse sinergie, ma narrare anche i percorsi seguiti” – ci introduce Aldo Cibic. “I metodi, le modalità organizzative, i rapporti di “bottega” che illustrano il nascere dei lavori, e quindi anche i nuovi elementi e le nuove esperienze che concorrono a formare le professionalità creativo-artistiche coinvolte”.
La storia insegna che la riallocazione delle attività su scala mondiale, la creatività artistica e le tecnologie possono risolvere quello che non sarebbe più interessante ed economico produrre qui. Invece, si scopre al contrario che la cura nei dettagli o una certa creatività rimangono ancora fattori importantissimi.
L’architetto Cibic mette in atto un confronto immediato di oggetti funzionali che possono essere riprodotti, ricorrendo a tecniche del passato ma realizzando prodotti d’avanguardia, oppure all’ideazione di attrezzature che salvano la vita delle persone, o alla possibilità di coniugare social-network e produzione o ancora di essere unici nel produrre oggetti d’uso.
Pannelli esplicativi e video con le testimonianze di coloro che, in diverse parti del mondo (e si tratta di grandi designer, ricercatori di livello internazionale, committenti sofisticati che hanno trovato qui il loro miglior produttore), hanno scelto di lavorare con queste persone, riconoscendo la peculiarità della loro “art of making”.
Così si possono ammirare gli occhiali che hanno fatto storia “Da Los Angeles alle Dolomiti”, o le sedie e poltrone di plastica conosciute in tutto il mondo, o gli abiti sartoriali che per l’appunto l’ha ribattezzato “cucire un sogno”, come afferma Renzo Rosso, leader vicentino del casual.
Il glossario comune di Cibic. A corollario della mostra che è qualcosa di più di una carrellata di oggetti che oggi identifichiamo come “firmati”, c’è una filosofia di ricercatore che risalta nel tentativo di trovare un vocabolario comune, cioè di parole e concetti che rincorrono continuamente nei racconti di chi le storie le ha vissute….e a volte volute.
Si parte sempre da un’idea, rimettendo in discussione quello che si era pensato all’inizio. Ci sono naturalmente condizioni ottimali ma non vuol dire che sempre si riesca a sfondare. “Ci vuole genialità, coraggio, perseveranza, determinazione, fortuna. In certi contesti si investe molto su qualcosa che ancora non esiste, con l’idea che l’invenzione vada accolta e cresciuta”.
E’ chiaro che il fare l’arte non è certo l’arte del fare. Gioco di parole che spostando il lemma “arte”, questo prende due significati diversi, magari opposti. E’ noto nella storia dell’arte che l’artista è stato più volte chiamato dall’industria (o dalla bottega) a produrre un oggetto, un tessuto. La mostra di Cibic ha il pregio di spiegare come nasca un’dea e confrontarla con altre, di esaminare anche i pro e i contro (“Big Datas”, cioè il “guardare fuori”), cioè di mettere in risalto quali siano le difficoltà per aprirsi al mondo globale, oppure come mai a molti progettisti stranieri piace collaborare con le aziende italiane e viceversa. Se pensiamo allo schizzo di un architetto disegnato su un tovagliolo di carta che da questo può venir fuori il Mart di Rovereto o il complesso immobiliare Appiani di Treviso (un buco nero per la Fondazione Cassamarca), profani come siamo, sembra incredibile che grazie ad una rete di specialisti si arrivi al monumentale manufatto.
Le invenzioni invece esposte nel padiglione Italia sono funzionali, meritano una riflessione nella 56.Biennale del Capitale di Marx. Un sorso d’acqua fresca, salutare.
Qual è la differenza? Per Cibic la nozione classica di artigianato industriale non è più la stessa. Oggi è la somma di miglioramenti delle singole parti che nella nostra regione si manifesta con una capacità lavorativa che ne fa “la differenza”.
Un’intervista durata appena tre minuti ma che condensa lo scibile della mostra con un mini drone pilotato da Federico Calzavara, studente dell’IPSIA con l’i-phone che registra la scena e ‘si interfaccia’ con quello del suo professore Daniele Pauletto. L’immagine colta al volo da Claudio Malvestio, per l’occasione prestatosi come fotografo di FPA2000, storicizza l’evento di un giornalismo vivace digitale. E chi l’avrebbe mai pensato che un drone sarebbe stato usato per documentare l’arte del fare, postato su youtube che tutti possono constatare l’atterraggio morbido sulle mani del curatore? Da “The Key in the hand” di Chiharu Shiota a “The drone by art in Cibic’s hand” di Federico Calzavara, il Veneto è vicino alla Corea…del Sud (Repubblica di Corea).

Dove comincia il giorno” di Luciano Zaccaria

Pubblicato il 23 apr 2015

Questo trailer ha lo scopo di informare ciascuno di voi su cos’è un convitto, sulla sua funzione ma non solo… è come una lente d’ingrandimento sulle piccole cose, sui ricordi che noi convittori e convittrici porteremo con noi per sempre.
Breve didascalia di un video postato ieri da Max, studente convittore del Maffioli di Castelfranco Veneto.
Prima di inoltrarci sulla disputa che si sta svolgendo attorno alla chiusura di un convitto che ospita 48 studenti dell’Alberghiero-Turistico Maffioli, ci sembra un paradosso dover perdere ancora molto tempo per difendere un servizio alla comunità. Chiudere senza alternative significa malservizio. Il governatore regionale Luca Zaia è solidale: “non si deve chiudere. Non è uno spreco. E’ un servizio alla comunità. Si prenda ad esempio il Cernetti di Conegliano!
Se i politici di turno pensano di salvarsi la “carega” per paura di dire “no alla burocrazia”, vuol dire che bisogna mandarli a casa. Ma non aspettare fra due anni per l’estinzione della Provincia di Treviso o al dopo elezioni comunali del 15 giugno di via Preti. Oggi siamo chiamati a chiedere il perché di una miopia socio-politica che ci vede trascurati un po’ su tutti i fronti, ad accezione della sanità miliardaria o delle infrastrutture mega-galattiche (Pedemontana, Mose), o di quelle discutibili (struttura diurna per Alzheimer da cinque milioni, l’ex Disco di Nervesa d. Battagla da 3,4 milioni, il Centro per l’Impiego, l’ex Foro Boario, le grandiosi piazze lastricate Serenissima ed Europa Unita, i tredici piani del nosocomio, il capolavoro della DC…).
Un convitto è una residenza per studenti che i loro genitori sentono come necessità primaria non secondaria.
Un comparto scuola considerato “il secondo della provincia di Treviso” (ripetuto più volte da ing. Bonesso, dr. Muraro, arch. Moro) deve avere scuole sane e capienti, palestre, un auditorium, un convitto polifunzionale. Altrimenti che facciamo? Questi giovani fra dieci anni competeranno con analoghi “colleghi” più fortunati, magari quelli che hanno potuto frequentare delle strutture e degli ambienti moderni, impeccabili (abbiamo visitato scuole in Austria, Germania e Svizzera dove la storia dei convitti persino per giovani universitari che decidono di “fare coppia” possono accedervi!).
Quale classe dirigente vogliamo creare? Dello spintone, del gomito, del raccomandato che non sa un inglese fluently e non sa fare un discorso in pubblico e s’impapina?
Il docu-film del regista Zaccaria non condanna nessuno, non fa le pulci agli addetti ai lavori. E’ un racconto di un viaggio fatto con i ragazzi che partono anche da lontano. E’ un poeta.
“Là dove comincia il giorno” ha una sua filosofia che Zaccaria distilla accanto a questi giovani che dal loro sorriso traspare tanta voglia di vivere, di voler imparare perché sanno che la vita è una sfida, soprattutto la loro professione che per il Made in Italy sarebbe il fiore all’occhiello. Navi da Crociera con cinque milioni di passeggeri, aeroporti internazionali con dieci milioni, Venezia e Verona con 32 milioni di presenze, il Litorale, le Terme, le Dolomiti, il Lago di Garda richiedono del personale disponibile a trasferirsi. Dunque un convitto dovrebbe esistere in quanto tale e non chiuderlo.
Sono i nostri ambasciatori del cibo, soprattutto di una Regione che per secoli ha saputo intrecciare relazioni internazionali, intercettando ricette, spezie, prodotti che sono diventati così comuni che manco il barista sa. Ve ne dico solo una: il primo ad introdurre la pianta del caffé in Europa fu Prospero Alpini di Marostica che in Egitto la studiò verso la fine del 1500. Un’altra nota curiosa è il Caseus Veneto, il formaggio grana che fu tra i doni diplomatici veneziani a emiri e sultani….

Cf. Angelo Miatello & Claudio Malvestio, L’Egitto visto dai Veneti, Aida edizioni 2011.  

Una serata da regista: Giacomo Mazzariol racconta il suo video “Una semplice intervista”

Mercoledì 29 aprile alle ore 20.30, nell’auditorium del Liceo Ginnasio Giorgione di Castelfranco Veneto, il Dirigente scolastico dr. Giuseppe Ceccon ha invitato lo studente Giacomo Mazzariol a presentare il suo video “Una semplice intervista” che sta riscuotendo un enorme successo nella Rete. Intervista di Miatello e Pauletto nell’ufficio del Preside.

La trama del video che dura appena cinque minuti tratta una simpatica storia tra Giovanni in cerca di un primo impiego e suo fratello Giacomo, nei panni di un probabile imprenditore che gli concede un colloquio. Tutto si svolge tra l’ufficio e i rimandi di fatti sequenziali che il giovinetto ne dimostra ampia padronanza.
“Questa è la prima proiezione pubblica in una sala e non c’era di meglio organizzarla nel nostro Liceo” – ha affermato il preside, “anche in vista di una possibile proiezione alla Mostra del Cinema di Venezia, presso lo spazio della Regione Veneto (Film Commission)” – ha aggiunto Rosanna Bortolon, presidente del CdI.
Una copia del video sarà omaggiata al Segretario generale delle ONU Ban Ki-moon che il 21 marzo scorso ha diramato una dichiarazione solenne per invitare gli Stati e i loro governi ad attivarsi per migliorare le condizioni sociali delle persone affette dalla Sindrome 21.
Sarà letta la Dichiarazione del Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon.
Trama. Giacomo e Giovanni sono due “fratelli-attori”. In cinque minuti e mezzo di filmato mettono a dura prova lo spettatore che solidarizza con la Giornata mondiale della sindrome di Down (dal nome dello scienziato: si chiama così perché John Langdon Down, un medico inglese, nel 1862 ha descritto per la prima volta le caratteristiche delle persone affette (…) Nella coppia di cromosomi numero 21 di chi ha la sindrome di Down, ci sono 3 cromosomi invece di 2. Per questa ragione la sindrome di Down si chiama anche Trisomia 21.
Il 21 marzo 2015 marca il 10 anniversario della GMSD* (vedi dichiarazione di Ban-Ki-moon, in questa rivista). “Per quest’evento il DSI, Down Syndrome International – si legge nel sito dell’OMS – ha deciso di concentrasi su: Le mie opportunità, le mie scelte – godere di pieni diritti e uguali e il ruolo delle famiglie”.
Ingresso libero.
Auditorium Liceo Ginnasio Giorgione 
via Verdi, 25
Castelfranco veneto (TV)

La mostra a volo di drone. Villa Manin e l’Avanguardia Russa

Un modo nuovo per comunicare con l’occhio vigile del professore che lavora a fianco dei suoi ragazzi piloti-cineoperatori per un giorno d’avanguardia a villa Manin di Passariano del Friuli. Potrebbe essere questo il dispaccio per gli addetti ai lavori.
Dopo il risultato straordinario di ascolti per le video-interviste alla signora Aliki Costakis e al soprintendente prof. Piero Colussi durante la vernice stampa “Avanguardia russa. Da Malevic a Rodcenko” della Collezione George Costakis, proponiamo ora una serie di fermo-immagini del momento culturale. Parlare di “Avanguardia russa a Villa Manin” significa porre l’accento sulla capacità e passione che un un signore, senza tante risorse, è riuscito a collezionare opere e frammenti di un periodo fondamentale per la storia dell’arte contemporanea europea ma che poteva facilmente “annientarsi” o sparire nel nulla. Ieri come oggi dei giovani tentano di provare nuove strade, con una differenza: “la follia non per distruggere ma per migliorare”.
Il drone c’è ma non si vede, anzi viene svelato solo alla fine, quale oggettino con eliche che sorvola a distanza ravvicinata e teleguidato da un adolescente che ha una dimestichezza epidermica con lo smartphone.
Il sorriso innato di Antonella Lacchin, dell’ufficio stampa Villaggio Globale, chiude con serenità e fiducia le sequenze scelte dalla regia. Anzi sembra cogliere dalla sua espressione solare un auspicio che questo progetto iniziato con la Bellona-Minerva di Paolo Caliari detto il Veronese del 1550 traslocata in una palestra liceale va sostenuto e ampliato. Inquietante lo sguardo femminile di una giornalista ma non meno intrigante dei tanti sguardi che i fotoreporter volante e fisso da varie postazioni siano riusciti a cogliere. Lo spirito è quello della curiosità. Il luogo maestoso e i cielo azzurro.
Il progetto si avvale della collaborazione di Angelo Miatello e Rosanna Bortolon, promoter dell’iniziativa che va sotto il titolo di “Journalism Drone per la Scuola“. Mentre per la parte didattica-formativa sono intervenuti i professori Daniele Pauletto e Nazzareno Bolzon dell’Ipsia di Castelfranco Veneto con i loro stagisti. L’idea appunto sarebbe quella di coniugare liceali di diverse scuole.