Venezia, Palazzo Balbi: “La giovane Tina Anselmi – Dalla resistenza all’impegno sindacale e politico (1944-1959)” di Mauro Pitteri

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TINA ANSELMI: NEL LIBRO DI MAURO PITTERI IL PERCORSO DI FORMAZIONE DELLA STAFFETTA PARTIGIANA E ATTIVISTA SINDACALE DI CASTELFRANCO DIVENTATA LA PRIMA DONNA MINISTRO DELLA REPUBBLICA

Le immagini che restano scolpite a fine lettura del libro “La giovane Tina Anselmi – Dalla resistenza all’impegno sindacale e politico (1944-1959)” sono due: una ragazza di appena 18 anni (nome di battaglia Gabriella) che vola in bicicletta verso la colonna degli Alleati, su ordine del comandante Gino Sartor e che sale in cima al carroarmato per indicare la strada più breve per arrivare a Castelfranco e porre fine all’eccidio dei tedeschi in ritirata (125 fucilati tra San Martino di Lupari e Castello di Godego il 29 aprile 1945); e una giovanissima sindacalista, che gira per le filande del Trevigiano, guarda le mani ‘lessate’ dall’acqua calda delle filandine, e le esorta a iscriversi al sindacato, a restare unite, a votare e a non avere paura nel rivendicare orari e salari migliori.
Sono due delle 100 ‘istantanee’ scattate da Mauro Pitteri, storico e insegnante, che compulsando archivi e biblioteche, ha ricostruito in cento pagine il percorso formativo di Tina Anselmi, giovanissima staffetta partigiana diventata la prima donna ministro della Repubblica e poi presidente della commissione parlamentare di indagine sulla P2. Degli incarichi politici e governativi di Tina quasi non c’è cenno nel racconto, se non nella documentata appendice sulla carriera pubblica, i ‘prodotti’ legislativi e gli scritti della parlamentare di Castelfranco Veneto, scomparsa il 1° novembre di due anni fa. Portano la sua firma – tra le leggi più note che hanno ‘fatto’ la storia dell’Italia – la legge istitutiva del servizio sanitario nazionale nel 1978, quella che ha parificato gli stipendi tra uomini e donne (1977), l’obbligatorietà della vaccinazione contro il tetano e il riconoscimento dell’interruzione volontaria della maternità, legge che Tina Anselmi firmò come ministro della sanità, nonostante fosse una donna profondamente e convintamente cattolica.
Ma nelle cento ‘istantanee’ del libro di Pitteri compare in filigrana la società veneta del dopoguerra, l’impegnativa ricostruzione della democrazia, dei partiti, del sindacato, della presenza attiva dei cattolici in politica e nel mondo del lavoro. C’è la crisi del tessile e l’aspro conflitto sociale tra i ‘signori industriali’ e le maestranze, soprattutto quelle femminili. Ma soprattutto c’è, in embrione, il percorso politico di una democristiana protagonista della Prima repubblica: la ragazza tenace e determinata, che ha maturato la sua scelta di campo nella Resistenza assistendo inorridita all’impiccagione dei partigiani a Bassano e che ha conosciuto in prima persona l’esperienza della guerra, della fame, del lavoro, della fatica e della lotta sindacale, ed è in prima fila per il voto alle donne e per la costituzione dei primi quadri sindacali locali nel secondo dopoguerra.
E che, al culmine delle travagliate vicende del 1848-50 che portarono allo scontro tra i Comitati Civici di Gedda e l’Azione Cattolica di Carlo Carretto, alla scissione del sindacato unitario e alla nascita della Cisl, fa scivolare in secondo piano l’impegno politico e sindacale, presa com’è dal completare il percorso di laurea (si laurea alla Cattolica di Milano nel 1948) e dai suoi primi anni di insegnamento come maestra nelle scuole elementari di Ramon di Loria e a Castello di Godego. Segna della serietà con cui l’ex staffetta partigiana viveva la sua esperienza professionale e del significato che attribuiva alla formazione e alla scuola, premessa indispensabile – scriveva – per la crescita delle persone e lo sviluppo sociale ed economico.
La documentata ricerca di archivio, condotta con rigore da Pitteri, consente di mettere a fuoco le parole chiave che hanno orientato le coordinate di vita e di impegno sociale e politico di Tina Anselmi: concretezza, ‘buon senso’ e responsabilità. “La democrazia – scriveva Tina Anselmi negli anni Sessanta – comporta non solo adesione ai valori, ma esercizio. Individuare iniziative concrete. C’è un qualunquismo che dilaga, perchè non c’è responsabilità”.
Il libro di Mauro Pitteri “La giovane Tina Anselmi. Dalla Resistenza all’impegno sindacale e politico (1944-1959)” pagg144, Tipi Edizioni, è edito dalla Cisl del Veneto ed è in distribuzione nelle sedi provinciali e regionale della Cisl veneta, e richiedibile all’indirizzo e-mail urs_veneto@cisl.it. Sarà, inoltre, distribuito nelle scuole e negli incontri sindacali e farà da trama allo spettacolo teatrale “La giovane Tina” che l’associazione ArtiVarti sta allestendo per novembre, in vista del secondo anniversario della scomparsa della politica e sindacalista trevigiana.

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Bandi regionali per la pratica sportiva e la realizzazione di eventi

SPORT: BANDI PER CONTRIBUTI A FAVORE DELLA PRATICA SPORTIVA E AVVISO PER LA REALIZZAZIONE DI EVENTI

La Giunta regionale ha approvato due bandi, con un dotazione di 200 mila euro ciascuno, per la concessione di contributi per il 2018 finalizzati alla promozione della pratica sportiva: uno per l’organizzazione di corsi di avviamento all’attività motoria, l’altro a favore degli atleti con disabilità.
“La nostra legge regionale in materia – spiega l’assessore allo sport della Regione del Veneto –, nel riconoscere il valore sociale, formativo ed educativo della pratica motoria e sportiva, interviene mediante forme di sostegno finanziario alle società che operano in quest’ambito. Dopo aver approvato definitivamente lo scorso aprile il Piano esecutivo annuale per lo sport 2018, con cui sono state previste le linee di spesa e le risorse economiche da rendere disponibili, abbiamo dato il via libera agli appositi bandi che definiscono i criteri e le modalità di accesso al contributo, di rendicontazione delle spese e di erogazione delle somme”.
Il bando per i contributi destinati alla pratica degli atleti con disabilità viene così attivato per il terzo anno consecutivo e rispetto a quelli precedenti prevede l’assegnazione di specifico punteggio anche a favore dei corsi di attività motoria non finalizzati allo svolgimento di competizioni ed attività agonistiche. I contributi possono variare da un minimo di 300 euro a un massimo di 20 mila euro. Per la prima volta, fra le spese ammissibili vengono contemplate anche quelle relative al mantenimento di cavalli, all’accesso agli impianti sciistici, al trasporto atleti agli allenamenti.
L’altro bando, invece, viene attivato per la prima volta, sempre con l’intento di favorire maggiormente lo sport “di base”, miglior veicolo di diffusione della pratica sportiva e motoria fra i cittadini, rispetto allo sport “agonistico”. Per questo il contributo minimo previsto è di 500 euro e quello massimo di 1.500 euro e saranno ritenute ammissibili le proposte progettuali le cui attività avranno inizio nel 2018 e saranno finalizzate all’organizzazione di corsi di avviamento allo sport dedicati ai “ragazzi dai 6 ai 10 anni”, “ragazzi dagli 11 ai 14 anni”, “ragazzi dai 15 ai 18 anni”.
“L’organizzazione di iniziative di promozione di corretti stili di vita e di maggiore sensibilizzazione alla lotta ai fenomeni legati al bullismo e alle dipendenze – sottolinea l’assessore – costituirà elemento di premialità e di valutazione aggiuntiva”.
Lo scorso 11 maggio, insieme ai due suddetti bandi, nel Bollettino Ufficiale della Regione è stato pubblicato anche un avviso pubblico per la presentazione di proposte progettuali relative all’organizzazione e realizzazione di eventi sportivi per l’anno 2018.
Il Piano esecutivo annuale per lo sport ha fissato in 250 mila euro complessivi l’ammontare delle risorse del 2018 da destinare a queste iniziative che possono essere avanzate da CONI, CIP, federazioni sportive nazionali e loro articolazioni territoriali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, Università degli studi e Istituzioni scolastiche del Veneto, associazioni con personalità giuridica e quelle prive di personalità giuridica ma costituite da almeno un biennio, società sportive di capitali o cooperative, comitati organizzatori regolarmente costituiti e altri soggetti dai cui statuti si evincano le finalità sportive, ricreative e motorie, e non lucrative.
Maggiori informazioni sono disponibili nel sito istituzionale della Regione del Veneto al seguente indirizzo: http://www.regione.veneto.it/web/sport/bandi-e-finanziamenti

Dicembre 2017: Il Consiglio regionale del Veneto approva la costituzione della Veneto Film Commission

Nel corso dell’odierna seduta del Consiglio regionale del Veneto è stata approvata la costituzione della Veneto Film Commission, Fondazione di partecipazione regionale aperta agli Enti locali, alle Camere di Commercio e ad altri organismi pubblici e privati del Veneto.
“Un voto che mi riempie di grande soddisfazione – commenta l’assessore alla cultura, Cristiano Corazzari –, essendo il risultato di un lungo lavoro che ha visto la Regione interloquire con i professionisti del settore e con l’Università Ca’Foscari di Venezia, che ringrazio per la preziosa collaborazione”.
“Alla Veneto Film Commission – ha aggiunto l’assessore – sono attribuiti compiti importanti quali la promozione attraverso il cinema del patrimonio culturale e paesaggistico del Veneto e la valorizzazione delle risorse professionali e tecniche dell’audiovisivo della nostra regione. Sottolineo che questo è un primo traguardo importante di un percorso che prevede anche l’istituzione di un fondo a favore del cinema: l’obiettivo è quello di portare il Veneto a livelli più alti in questo settore di rilevanza culturale ed economica, prevedendo anche il ricorso a finanziamenti europei”.

25 aprile: una data speciale per i Veneti

25 APRILE. ZAIA, “FESTEGGIAMOLO SENZA IDEOLOGIE E CONTRAPPOSIZIONI. PER I VENETI, LEGATI A SAN MARCO, E’ UNA DATA SPECIALE”.

“Domani si festeggia il 25 aprile, una data speciale per tutti noi Veneti. Questo giorno, oltre a commemorare la vittoria sul nazifascismo, assume anche un forte valore identitario, di festa dedicata a quel Santo cui tutti noi siamo indissolubilmente, e con grande affetto, legati. Mi auguro che, almeno quest’anno, si evitino le sterili battaglie ideologiche, ci si astenga dalle contrapposizioni di parte, così da poter per festeggiare, tutti assieme, questo importante ricorrenza”.
Lo dice il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, riguardo ai festeggiamenti del 25 aprile, anniversario della liberazione e festa di San Marco.
“Mi piacerebbe che, salvo il doveroso omaggio da tributare a tutti coloro che la guerra l’hanno vissuta nel fango della trincea, nel gelo della steppa russa o tra i rigori delle nostre montagne – aggiunge Zaia – si ricordassero anche tutti coloro che la guerra l’hanno vinta senza il fucile in mano”.
“Penso – prosegue il Governatore – a tutte le donne venete che hanno vinto la loro meritata medaglia – e che medaglia! – con la resistenza silenziosa, ma non per questo meno importante, “combattuta” all’interno delle case, attorno al focolare domestico. Donne che seppero tenere sempre saldo il tessuto sociale del Veneto, allevare e crescere i propri figli nonostante la penuria di mezzi, senza l’aiuto del marito, spesso fronteggiando da sole il nemico che ne violava la casa, ma con grandissima dignità, mantenendo la schiena dritta”.
“Il loro lascito ha contribuito, e di questo sono certo – conclude Zaia – a plasmare il Veneto per quello che è: terra del volontariato e della solidarietà, della resistenza e della tenacia quotidiana in casa e nel lavoro, perché i nostri territori continuano tuttora a incarnare la profonda cultura e saggezza di queste donne. È proprio in questo senso, nel ricordo di questo spirito tetragono, che mi piacerebbe celebrare questo 25 aprile”.

Approvati 5 milioni di fondi per l’avvio di Veneto Film Commission. L’annuncio in occasione degli Stati Generali del Cinema Veneto.

La presentazione ufficiale della “nuova” Film commission veneta si svolgerà durante la 75. Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, nello spazio della Regione Veneto. Queste le anticipazioni segnalateci dall’assessore regionale alla Cultura, Cristiano Corazzari.
“I soldi – spiega l’assessore – a partire dai fondi sociali europei per lo sviluppo che per scelta politica verranno mossi da altri comparti e investiti nel cinema e arriverebbero entro la metà di quest’anno”.
Un budget iniziale di 5 milioni di euro per la Veneto Film Commission che avrà come compito quello di attrarre produzioni cinematografiche nella Regione Veneto e di promuovere la realizzazione di film sul territorio. Alla Film commission prenderanno parte tutti i portatori di interesse, dalle associazioni di settore ai commercianti, dando spazio anche alle film commission preesistenti a livello provinciale. La struttura della Film commission è stata oganizzata prendendo le fila da una ricerca dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, seguita dal prof. Fabrizio Panozzo.
Dall’analisi dell’Università Ca’ Foscari è emerso che tutte le film commission notevoli per best practices sono imprescindibili dalle persone che ne sono a capo. Proprio per questo sarà importante individuare a chi può essere affidata la guida della Film commission per far sì che l’organismo possa essere attivo il prima possibile.
Gli Stati Generali del Cinema Veneto sono stati organizzati dall’AGICI TRIVENETO (sezione territoriale dell’Associazione Generale Industrie Cine-Audiovisive Indipendenti), in collaborazione con IRECOOP VENETO e con l’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Gli Stati generali a Ca’ Foscari sul Cinema veneto 2018. Tra gli ospiti, Cristiano Corazzari, Marina Marzotto, Franco Oss Noser e Italo Candoni

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Il 4 e 5 maggio si sono riuniti gli Stati Generali del Cinema Veneto all’Università Ca’ Foscari per discutere di best practice e preparare il terreno per la fondazione della Veneto Film Commission, che sarà presentata a #Venezia75.
Una fotografia sulla situazione attuale in cui versa il mondo del cinema veneto. Questo l’obiettivo degli “Stati generali del cinema veneto”, in programma il 4 e 5 maggio prossimi all’università Ca’ Foscari di Venezia. La due giorni è organizzata da Agici Triveneto, sezione territoriale dell’Associazione generale industrie cine-audiovisive indipendenti.
Gli incontri serviranno anche per sondare il terreno in vista dell’imminente creazione della Veneto Film Commission, che sarà presentata alla prossima edizione della Mostra del cinema di Venezia. Tra gli scopi di questo evento, voluto da Agici Veneto, quello di fare rete tra produttori, imprese e istituzioni locali per creare un confronto aperto e costruttivo sulle tematiche legate all’industria del cinema in Veneto.
Raccontate le esperienze più virtuose
“Verranno raccontate le esperienze più virtuose in ambito della formazione, della produzione e della collaborazione tra imprese e cinema, nate e sviluppate nel territorio regionale”, si dichiara in una nota. Le due giornate affronteranno principalmente 4 temi: alta formazione cinematografica in Veneto, investimento delle imprese nel cinema, il percorso della Veneto Film Commission, la coproduzione internazionale. Tra gli ospiti, l’assessore regionale alla Cultura, Cristiano Corazzari; la presidente nazionale di Agici, Marina Marzotto; Franco Oss Noser Presidente di Agis Triveneto, e Italo Candoni, vicedirettore di Confindustria Veneto.

Mountain bike mondiale da Auronzo a Misurina: percorso mozzafiato per campioni e amatori

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(anteprima video promozionale)
Il mondiale di mountain bike è stato presentato oggi a Venezia nella sede della giunta veneta, che sostiene l’iniziativa come partner istituzionale, dal presidente della Regione, Luca Zaia, insieme al sindaco di Auronzo, Tatiana Pais Becher e al presidente dell’associazione Pedali di Marca, Massimo Panighel, che organizza l’evento sportivo. Due percorsi del campionato mondiale: il primo misura 113 km. per la gara maschile con 4.500 metri di dislivello, e il secondo di 98 km. e 3.600 metri di dislivello per la gara femminile, toccando panorami e scorsi di grande bellezza come le Tre Cime di Lavaredo e i laghi di Auronzo e di Misurina.
La competizione – ha precisato Luca Zaia – si svolge ad Auronzo nel cuore delle Dolomiti patrimonio dell’UNESCO. E’ un altro grande evento di caratura internazionale che va ad aggiungersi a quelli in programma nella montagna veneta: la 15.ma tappa ‘Tolmezzo-Sappada’ del 101° Giro d’Italia che si sta correndo, i mondiali 2021 di sci a Cortina, la candidatura della stessa Cortina per le Olimpiadi invernali 2026. E’ in qualche modo anche una risposta indiretta a quanti lamentano che la montagna è dimenticata. Ha invece un grande spazio nel nostro cuore e tutta la nostra attenzione”.
Da parte sua il sindaco del comune bellunese ha posto l’accento sulla valenza dell’evento come veicolo di promozione per il territorio e di sviluppo di un turismo sostenibile, ricordando la realizzazione di percorsi ciclabili.
Il presidente di Pedali di Marca ha evidenziato la bellezza della montagna, ma anche la capacità di realizzare eventi importanti come questo, attraverso i quali far conoscere le grandi strutture ciclabili a disposizione di un’attività, il cicloturismo, che è priorità a livello europeo.
E’ poi stato proiettato il video ufficiale dell’UCI Mtb Marathon World Championships 2018, che vuole essere un viaggio emozionale dal Palazzo Ducale di Venezia alle Tre Cime ad Auronzo di Cadore. Al presidente della Regione è stata donata la mascotte del mondiale, l’Aurosauro, acronimo di Auronzo e Dinosauro, nel ricordo delle tracce di dinosauro trovate ai piedi delle Tre Cime. 

Ahmed Abdallah, l’attivista arrestato della ong che offre consulenza ai legali di Giulio Regeni

La famiglia Regeni si dice “angosciata” per l’arresto in Egitto “del dottor Ahmed Abdallah, presidente del consiglio d’amministrazione della Commissione egiziana per i diritti e le libertà (Ecrf), ong che sta offrendo attività di consulenza per i nostri legali”. L’uomo è stato arrestato ieri come anticipato da Repubblica.
A confermare la notizia, oltre all’avvocato dei Regeni Alessandra Ballerini, anche Amnesty International, secondo cui tra le persone arrestate in Egitto figurano “la nota attivista Sanaa Seif, l’avvocato Malek Adly e Ahmed Abdullah, presidente della Commissione egiziana per i diritti e le libertà, l’organizzazione non governativa per i diritti umani che sta offrendo attività di consulenza ai legali della famiglia di Giulio Regeni. Ahmed Abdullah è stato prelevato nella sua abitazione nella notte tra il 24 e il 25 aprile dalle Forze speciali. È accusato di istigazione alla violenza per rovesciare il governo, adesione a un gruppo “terroristico” e promozione del ‘terrorismo’”.
L’attivista è stato arrestato alle 3 del mattino nel suo appartamento. Gli agenti lo hanno portato via e hanno sequestrato il suo computer e il suo cellulare e in queste ore dovrebbe tenersi un primo processo a suo carico. Secondo la ong potrebbero esserci presto nuovi arresti. Il gruppo sostiene che più di cento persone sarebbero state arrestate di recente in otto governatorati diversi, tra cui il Cairo e Alessandria. “Questi arresti hanno preso di mira personaggi pubblici, difensori dei diritti umani e attivisti – scrive la ong in una nota – E considerato che manifestazioni di protesta sono in programma oggi, il numero degli arrestati è destinato ad aumentare nelle prossime ore”.
“La brutale repressione di fronte alla quale ci troviamo, al Cairo e in altri governatorati – aggiunge la ong – sembra essere il risultato di quanto annunciato di recente dal ministro degli interni che ha detto ‘risponderemo con la massima fermezza e risolutezza a qualsiasi azione che possa turbare la sicurezza pubblica’.”Questa dichiarazione – proseguono gli attivisti – fa seguito a quella del presidente Abdul Fattah Al Sisi secondo il quale alcuni gruppi che starebbero mettendo a rischio la pubblica sicurezza saranno fermati da polizia e forze armate”.
“Alla luce anche del comunicato di Amnesty International”, la famiglia Regeni esprime “preoccupazione per la recente ondata di arresti in Egitto ai danni di attivisti per i diritti umani, avvocati e giornalisti anche direttamente coinvolti nella ricerca della verità circa il sequestro, le torture e l’uccisione di Giulio”.
Amnesty International Italia ha constatato l’inasprimento delle azioni repressive da parte del governo del Cairo: “Siamo di fronte a un salto di qualità nelle azioni repressive dell’Egitto, l’azione politica italiana deve essere commisurata a questa escalation egiziana” ha osservato il portavoce di Amnesty Italia, Riccardo Noury. “Dal 21 aprile a ieri c’è stata un’ondata di arresti, sia di massa sia selettivi: di massa perché secondo i nostri numeri sono state arrestate 238 persone, selettivi perché hanno arrestato anche giornalisti stranieri che si sono occupati del caso Regeni, e tra gli arresti più gravi c’è quello di Abdallah, che con i suoi esperti ha fornito e sta fornendo supporto legale alla famiglia di Giulio. L’azione politica delle istituzioni italiane deve essere commisurata all’escalation delle azioni egiziane; e quanto alla collaborazione giudiziaria, mi sembra che siamo fermi”.
A denunciarlo è una dettagliata ricostruzione redatta dagli investigatori italiani del Ros e dello Sco che per mesi hanno incrociato dati e tabulati sulla base delle carte consegnate. Gli inquirenti egiziani hanno dovuto prenderne atto ascoltando il procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, e il suo sostituto Sergio Colaiocco volati al Cairo per condividere i nuovi elementi probatori con il procuratore generale del Cairo Nabil Ahmed Sadek.
I nomi dei soggetti coinvolti nel sequestro sono quelli da tempo sotto la lente dei magistrati italiani, tanto che più volte e invano hanno chiesto di interrogarli. Sono nove ufficiali della National Security, il servizio segreto civile egiziano, e del Dipartimento di polizia investigazioni municipali del Cairo. Quattro di loro hanno sicuramente tenuto sotto stretta osservazione Regeni fino alla sera del 25 gennaio. Il giovane ricercatore è stato preda inconsapevole dell’occhio paranoico degli apparti per mesi. Anche quando è uscito dalla sua casa di Dokki ed è sparito all’uscita della stazione metropolitana di Naguib, nonostante la polizia egiziana abbia sostenuto il contrario.
Sulla lista c’è il maggiore Sharif Magdi Ibrqaim Abdlaal che ha coordinato l’operazione di spionaggio, coinvolgendo Mohammed Abdallah. È stata la National Security ad arruolare l’ambulante e a fornirgli persino una sofisticata telecamera nascosta per provare a incastrare Regeni. Ed è proprio il maggiore Sharif che Abdallah chiama il 6 gennaio per riconsegnare l’attrezzatura. Sharif, lo stesso ufficiale che ha falsamente accusato e arrestato Ahmed Abdallah, il capo dei consulenti della famiglia Regeni al Cairo.
Il maggiore ha negato ogni addebito, ma i dati forniti dagli investigatori italiani non lasciano spazio. Così come per il colonnello Osam Helmy che aveva accolto la squadra investigativa italiana negando che l’intelligence egiziana avesse mai avuto a che fare con Regeni.
E poi ci sono i responsabili della cruenta messa in scena che ha portato all’uccisione di cinque innocenti. Nell’abitazione del presunto capo della banda sono stati trovati i documenti del giovane friulano, messi lì per fornire l’ennesima non verità. A estrarli dalla tasca, secondo una testimonianza, è l’ufficiale della National Security Mahmud Hendy. Ed è proprio lui a contattare uno degli uomini chiamati dall’ambulante Abdallah per riprendersi il video in cui registrava di nascosto.
Maggiori, colonnelli e persino generali. La responsabilità è degli apparati nonostante le menzogne e i verbali in cui tentano di negare ogni coinvolgimento. L’hanno fatto fin dall’inizio. Era l’8 febbraio quando il ministro dell’Interno egiziano Magdi Abdel Ghaffar, a cui fa riferimento la National Security, spiegava risentito: «Quelle che leggiamo sui giornali sono insinuazioni. Non conoscevamo Regeni». Gli investigatori e l’intelligence italiana hanno invece proseguito dritto sulla strada seguita dal primo giorno e ora gli egiziani sono costretti a far cadere il velo ormai inconsistente che li ha portati a dichiarare di ricercare i colpevoli altrove. Inchiodati dalla loro falsità e reticenza.

Veneto prima regione per morti nel 2018. Cgil, sono 29 le vittime finora registrate

Il Veneto è al primo posto in Italia per morti sul lavoro:29 dall’inizio 2018. Lo rileva la Cgil Veneto.
In particolare i morti sul lavoro sono stati 6 a Venezia, 2 a Belluno,1 a Padova,1 a Rovigo,3 a Vicenza,8 a Verona e 8 a Treviso.La somma va incrementata di un altro 30% di incidenti in itinere che nella maggioranza dei casi avvengono al ritorno dal lavoro (rari in andata)e sono spesso imputabili a stanchezza. L’ aumento delle morti sul lavoro è dato dall’Inail:+18% in I trim.
2018 su I trim.2017. Gli infortuni denunciati all’Inail dal 2013 al 2017 sono 375.135.Il dato (essendo riferito al totale degli assicurati Inail in cui rientrano anche categorie a basso rischio) incide in modo più sensibile sui settori più esposti come l’edilizia e alcuni comparti industriali (metalmeccanico in testa), oltre che dall’ agricoltura. Verona (79.831 infortuni, 101 mortali) è al primo posto, poi Vicenza (69.808,108) e Padova (68.328,102),Treviso (66.249,90), Venezia (62.352,98), Belluno (14.398,24) e Rovigo (14.169,37).

Scoperta maxievasione vetrerie Murano. Pos intestati a cambiavalute per acquisti ‘in nero’

La Guardia di Finanza di Venezia ha eseguito un decreto di sequestro preventivo per 7 mln di euro a 10 persone per una frode fiscale nel settore della produzione e vendita del vetro di Murano.Sequestrati beni mobili e immobili e conti correnti degli indagati, tra cui gli amministratori delle 8 vetrerie coinvolte e un cambiavalute. Inedito quanto ingegnoso il sistema ideato per evadere le imposte: al centro del meccanismo una serie di terminali POS portatili collegati con SIM card, formalmente intestati al cambiavalute veneziano ma di fatto usate dalle vetrerie per incassare i soldi delle vendite ‘in nero’ di vetri di Murano a turisti stranieri. Le somme incassate venivano accreditate sul conto corrente di appoggio intestato allo stesso cambiavalute, che ogni mattina si recava in banca per prelevare in contanti il denaro preso dalle vetrerie il giorno precedente, fino a 170.000 euro in una sola volta. Poi si incontrava con i titolari delle vetrerie ai quali restituiva gli incassi trattenendo per sé il 5%.