Balneazione, acque inquinate? Per Legambiente vanno monitorate anche le foci (o le feci?)

BALNEAZIONE. ASSESSORE REGIONALE RISPONDE A LEGAMBIENTE: “STRUMENTALE PARLARE DI ANALISI ALLE FOCI, VANNO FATTE DOVE I BAGNI SONO AUTORIZZATI E QUI LE ACQUE VENETE RISULTANO ECCELLENTI”

“Nessun problema per il nostro mare e i nostri laghi: possiamo infatti garantire con certezza che in Veneto si può fare il bagno dappertutto in acque pulite, in quanto ciò ci è assicurato dai controlli che ARPAV effettua in collaborazione con la Direzione Marittima di Venezia”. Lo afferma l’assessore all’ambiente della Regione del Veneto, aggiungendo che “i controlli durante la stagione balneare prevedono l’analisi di parametri microbiologici indicatori di contaminazione fecale, escherichia coli e enterococchi intestinali, legata soprattutto agli apporti dei reflui urbani. Quando questi parametri sono ‘fuori legge’ vengono informati i Comuni che attivano l’ordinanza di divieto di balneazione. Ad oggi tutti i lidi del Veneto sono aperti alla balneazione”.
“È strumentale, invece, parlare di inquinamento alle foci dei fiumi, come fa Legambiente – sottolinea l’assessore –, in quanto si rischia di disinformare fornendo dati relativi a siti dove la balneazione è già di per sé stabilmente interdetta”.
L’assessore ricorda che i dati raccolti sono tantissimi: per il 2017 i controlli sono effettuati su ben 174 acque di balneazione (95 sul mare Adriatico, 65 sul lago di Garda, 4 sul lago di Santa Croce, 1 sul lago del Mis, 4 sul lago di Centro Cadore, 2 sul lago di Lago, 2 sul lago di Santa Maria e 1 sullo specchio nautico di Albarella), con cadenza mensile durante tutta la stagione balneare, per un totale di 147 Km di costa controllata e 2.088 analisi, senza contare gli eventuali campioni aggiuntivi effettuati in caso di anomalie, per verificare la persistenza o meno di fenomeni inquinanti e identificarne le eventuali cause.
“Alla fine della stagione balneare – dettaglia l’assessore – il giudizio sulle acque, denominato classificazione, viene effettuato basandosi sui dati delle enumerazioni
batteriche degli ultimi quattro anni di indagine. I risultati dell’ultima classificazione, che ha analizzato i dati dal 2013 al 2016, fanno emergere, su un totale di 169 acque di balneazione in esame in Veneto, ben 163 di classe ‘eccellente’ e le restanti 6 di classe ‘buona’”.
“Posso pertanto rassicurare i cittadini – conclude l’assessore – che le nostre acque per la balneazione sono sicure e chi vi si immerge non corre alcun rischio di contaminazione. Se peraltro qualcuno avesse delle perplessità o volesse approfondire l’argomento, può trovare tutti i dati in tempo reale nel sito di ARPAV o nell’App gratuita dedicata alla ‘balneazione’”.

http://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/acqua/file-e-allegati/documenti/acque-marino-costiere/rapporti-balneazione http://www.arpa.veneto.it/acqua/htm/balneazione.asp

Regione Veneto: Anno scolastico a rischio come al solito caotico. L’assessore Donazzan preoccupata

“L’inizio dell’anno scolastico è a rischio. A poco più di un mese dall’inizio dell’anno scolastico nutro fondati timori che al 13 settembre la scuola veneta non sarà nelle condizioni di assicurare l’avvio regolare delle lezioni e attività, a causa di vecchi e nuovi problemi che si sono affacciati in questa estate ‘calda’ sotto tutti i punti divista”. L’assessore veneto alla scuola, in vista del rientro in classe di settembre, avvia una disanima dei nodi irrisolti mettendo in fila le difficoltà che renderanno “problematica” e “poco ordinata” la ripresa dell’attività scolastica. “All’ormai cronica mancanza di docenti, di personale tecnico-amministrativo, di insegnanti di sostegno e dirigenti scolastici – enumera l’assessore – si aggiunge quest’anno l’esito ‘pasticciato’ dell’immissione in ruolo dei vincitori del concorso”.
“Purtroppo sono andate deluse le aspettative per la tanto attesa immissione in ruolo dei docenti precari che attendono, qualcuno di loro da anni, il giusto riconoscimento della loro professionalità e del loro lavoro – dichiara la responsabile delle politiche per l’istruzione e la formazione in Veneto – Ai vincitori del ‘concorsone’, il governo non ha ancora riconosciuto il posto. Ma allora perché fare un concorso, con dispendio di risorse finanziarie ed umane?”.
“In più occasioni la Regione Veneto – ricorda l’assessore – ha avuto modo di ribadire la propria proposta di indire concorsi su base territoriale e di definire la programmazione al momento delle iscrizioni di febbraio-marzo, e non a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico. E invece anche quest’anno l’inizio delle lezioni sarà aleatorio, quasi non fossero prevedibili per tempo il numero degli studenti in aula e il relativo fabbisogno di docenti. Il ministro in persona – prosegue l’esponente della Giunta regionale – aveva annunciato che avrebbe fatto partire con regolarità l’anno scolastico, ma il balletto dei numeri e le procedure per l’immissione in ruolo sono stati inverosimili”.
“Comprendo il disagio dei dirigenti amministrativi che si sono visti arrivare il 27 luglio l’indicazione di procedere all’immissione in ruolo entro il 5 agosto: pochi giorni di fuoco per chiamare all’appello, nei modo più svariati, gli speranzosi precari delle graduatorie ad esaurimento (GAE), alcuni di essi anche vincitori di concorso. In alcuni casi, come a Vicenza, gli aspiranti al ruolo sono stati lasciati sotto il sole, per ore, di fronte all’ex Provveditorato. Alcuni candidati provenienti dalle regioni del Sud si sono accollati spese ed aspettative oltre le loro possibilità di precari, in vista dell’agognato posto, costretti ad una vana trasferta a causa di informazioni sbagliate del ministero sulla quantificazione dei posti disponibili per il Veneto. Ma è dignità costringere ad un inutile e costoso viaggio docenti precari che nei mesi estivi percepiscono un assegno inferiore alla pensione sociale? Simili procedure, umilianti e disorientanti, non cozzano forse con le promesse governative di tornare a investire nell’educazione per risollevare una nazione e nel ripristino del rispetto e della stima per la classe docente?”.
“Ecco perché vogliamo l’autonomia per il Veneto e crediamo molto nel referendum di ottobre – sottolinea l’assessore – Sono assessore alla scuola di lungo scorso e sono fermamente convinta che programmazione e concorsi su base territoriale potranno evitare ‘giostre’ umilianti e cattedre scoperte sino a Natale, se non oltre. In Veneto sosteniamo con convinzione il ruolo della scuola nella formazione della società e crediamo nella nostra buona capacità organizzativa e programmatoria”.
“Senza arrivare alle degenerazioni della scuola di Bolzano (che sta assumendo solo docenti di lingua tedesca, con una evidente discriminazione) – conclude l’assessore Donazzan – vorremmo attuare il ‘nostro’ modello organizzativo, incentrato su tre caposaldi: il riconoscimento dei titoli; la stabilità quinquennale nell’accettazione del posto; e, infine, la verifica della capacità di insegnamento dei docenti, perché una cosa è il titolo di studio e un’altra è la capacità di trasmettere conoscenze e saperi”.

Venice Gap-Financing Market (settembre 1-3, 2017): i progetti selezionati

Sono stati selezionati i progetti che saranno presentati alla quarta edizione del Venice Gap-Financing Market (settembre 1-3, 2017). Il Venice Gap-Financing Market è organizzato nell’ambito del Venice Production Bridge, dedicato ai progetti in via di realizzazione, per venire incontro alle esigenze degli operatori che sempre più richiedono occasioni d’incontri finalizzati alla co-produzione.
Il Venice Production Bridge (31 agosto – 5 settembre 2017) avrà luogo durante la 74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (30 agosto – 9 settembre 2017), diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta.
Il Venice Gap-Financing Market darà la possibilità ai progetti europei ed internazionali selezionati di assicurare il completo finanziamento dei loro progetti attraverso incontri one-to-one con professionisti potenziali e pertinenti. Tutti i professionisti invitati hanno potere decisionale.
Durante le tre giornate del Venice Gap-Financing Market verranno presentati 47 progetti, provenienti da tutto il mondo, nelle ultime fasi di sviluppo e finanziamento, divisi come segue:

  • 25 progetti di film di finzione e documentari
  • 15 progetti di Realtà Virtuale & Interactive, Serie Web e TV
  • 7 progetti Biennale College – Virtual Reality

Il Venice Gap-Financing Market organizzerà incontri one-to-one tra i team (composti da produttore e regista) dei 47 progetti e i professionisti (produttori, finanziatori privati e pubblici, banche, distributori, venditori, televisioni, piattaforme web e video, istituzioni, società di post-produzione).
Film di finzione: 17 progetti (8 europei e 9 non europei) di film di finzione provenienti da tutto il mondo che necessitano di completare il pacchetto finanziario con quote minoritarie di co-produzione,  avendo almeno il 70% dei finanziamenti già assicurati.
Documentari: 8 progetti (7 europei e 1 non europeo) di documentari narrativi o di creazione (secondo le medesime condizioni dei film di finzione)

FILM DI FINZIONE
Progetti europei

1 – “All the Pretty Little Horses” di Michalis Konstantatos (Grecia, Germania, Olanda), Horsefly Productions
2 – “Bodyguard of Lies” di Charles Matthau (Spagna, Stati Uniti), Babieka Films
3 –  “Brighton 4” di Levan Koguashvili (Georgia, Bulgaria, Grecia), Kino Iberica
4 –  “Cook, Fuck, Kill” di Mira Fornay (Repubblica Ceca, Slovacchia), Cineart TV Prague
5 –  “Delphine D.” di Lara Fremder (Italia), Falest Film
6 –  “The Dream Girl” di  Maurizio Braucci (Italia, Irlanda, Belgio, Gran Bretagna), Mir Cinematografica
7 –  “The Guest” di Duccio Chiarini (Italia, Svizzera, Francia), Mood Film
8 –  “The Veins of the World” di Byambasuren Davaa (Germania, Mongolia), Basis Berlin Film Produktion

Progetti non europei

9 – “Fig Tree” di Alamork Marsha Davidian (Israele, Germania, Francia), Black Sheep Film Production
10-  “Inzomnia” di Luis Tellez Ibarra (Messico), Inzomnia Animación
11 – “ Irene” di Celina Murga (Argentina), Tresmilmundos Cine & Cepa Audiovisual
12 –  “Rafiki” di Wanuri Kahiu (Sudafrica, Germania, Francia, Olanda, Libano, Norvegia, Kenya), Big World Cinema
13 –  “Road Kill” di Yuichi Hibi (Stati Uniti), DViant Films
14 –  “Shan Shui” di Xiao Yong (Cina), Way Good Entertainment
15 –  “The Day I Lost My Shadow” di Soudade Kaadan (Siria, Francia), KAF Productions
16 –  “The Reports on Sarah and Saleem” di Muayad Alayan (Palestina, Olanda, Germania, Messico), PalCine Productions
17 –  “The Science of Fictions” di Yosep Anggi Noen (Indonesia), Angka Fortuna Sinema

DOCUMENTARI
Progetti europei
18 – “Cassandro, the Exotico” di Marie Losier (Francia, Guatemala), Tamara Films
19 –  “Mitra” di Jorge Leòn (Belgio, Francia), Thank You and Good Night Productions
20 –   “Story of B , the Disappearance of My Mother” di Beniamino Barrese (Italia), Nanof
21 –  “The Hidden City” di Victor Moreno (Spagna, Francia), El Viaje Producciones
22 –  “ The Village” di Claire Simon (Francia), Petit à Petit Production
23 –   “What Walaa Wants” di Christy Garland (Danimarca, Canada), Final Cut for Real
24 – “When the War Comes” di Jan Gebert (Repubblica Ceca), Pink Productions

Progetti non europei
25 –  “Bisbee ‘17” di Robert Greene (Stati Uniti), 4th Row Films 

15 PROGETTI DI REALTÀ VIRTUALE & INTERACTIVE, SERIE WEB E TV

–  Progetti di Realtà Virtuale & Interactive:  10 progetti di Realtà Virtuale (7 europei e 3 non europei), compresi progetti di film finzione, documentari, film d’animazione e altre esperienze di istallazione interattiva. I progetti sono sia concetti originali sia adattamenti. Tutti i progetti hanno assicurato il 30% del proprio budget e questo finanziamento è garantito.
Serie TV e Web:  5 progetti (4 europei e 1 non europeo) di serie TV drammatiche di finzione, derivanti sia da concetti originali che da adattamenti (secondo le medesime condizioni dei progetti di Realtà Virtuale di cui sopra).

PROGETTI DI REALTÀ VIRTUALE

1 – “7 Lives” di Jan Kounen (Francia),  Red Corner
2 –  “Amrita” di Rithy Panh (Francia, Cambogia, Olanda, Germania), CDP
3 – “Bloody Sunday” di Andrius Lekavicius (Lituania), Gluk Media
4 – “Escape Vroom” di Sean O’Reilly (Canada), Arcana Studios
5 –  “Kinshasa Now” di Marc-Henri Wajnberg (Belgio, Congo), Wajnbrosse Productions
6 –  “Lights” di Julien Mokrani (Francia), Okio-Studio
7 –  “Melita Part 2” di Nicolas Alcala (Stati Uniti), Future Lighthouse
8 –  “Passenger” di Romain Chassaing (Francia), Haut et Court, Solab
9 – “Tornado” di Guy Shelmerdine (Stati Uniti), Dark Corner
10 – “Whitehats” di Ricard Gras (Germania), Ricard Gras

TV SERIES AND WEB SERIES

11 –  “Father’s Day” di Pavel Vesnakov (Bulgaria), Agitprop
12 –  “The Red Virgin” di Paula Ortiz (Spagna), Avalon
13 –  Narcoamerica” di Danny Gavidia (Messico), Albricias Producción
14 –  Of a Different Nature” di Mamdooh Afdile e Tone Andersen (Norvegia), Klar Film AS
15 – “Trauma” di Miłosz Sakowski e Agnieszka Smoczyńska (Polonia), Telemark Sp. Z o.o.

7 progetti sviluppati durante il primo workshop di Biennale College Cinema VR, alla sua prima edizione, e che si trovano in diverse fasi di sviluppo, pre-produzione e post-produzione.

1 – “A Day With Hope” di E. del Mundo (Stati Uniti, Filippine), VRSmile
2 – “Ice Cave” di Maja Friis (Danimarca), Makropol
3 – “My Girl Matryoshka” di Nir Saar (Israele, Gran Bretagna), Independent
4 – “ON/OFF” di Camille Duvelleroy e Isabelle Foucrier (Francia), Bachibouzouk
5 – “Spomenik” di Ivan Knezevic (Serbia), Black Box
6 – “The Little Black Pawn” di Quentin de Cagny (Francia), French Touch Records7- “The Neighbour” di Rudolf Romero Borgart (Olanda), Rots Filmwerk

Un’iniziativa su misura di questo tipo richiede una effettiva conoscenza dei produttori e dei partner già presenti in loco. Il Book of Projects, contenente informazioni dettagliate su ciascun progetto, sarà poi inviato via email ai professionisti accreditati, al fine di organizzare degli incontri one-to-one di 30 minuti con i produttori dei progetti selezionati.

Hotel Excelsior: Venice Production Bridge, il ponte che unisce giovani e realtà digitali

Documenti:
Book of Projects –Venice Gap-Financing Market
Book Adaptation Rights Market
Final Cut in Venice 2017

Nell’ambito della 74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, la seconda edizione del Venice Production Bridge è dedicata in particolare alla presentazione e allo scambio di progetti inediti di film e work in progress, per favorire il loro sviluppo e la loro realizzazione.
Da qualche tempo infatti, nelle iniziative rivolte ai rappresentanti dell’industria coinvolti nei maggiori festival cinematografici internazionali, l’attenzione si è spostata dai film finiti ai progetti in via di realizzazione, per venire incontro alle esigenze degli operatori che sempre più richiedono occasioni d’incontro finalizzati alla co-produzione. Oggi nei festival si è reso pertanto sempre più necessario un “mercato di progetti” e non solo di prodotti compiuti.
Venice Production Bridge: non solo film (internet, serialità, realtà virtuale)
Il Venice Production Bridge sarà inoltre attento a una delle principali novità che caratterizzano la produzione contemporanea, ovvero la coesistenza, favorita dalla rivoluzione digitale, di piattaforme diverse: la serialità televisiva, le micro-serie che guardano al web e la nuova frontiera rappresentata dalla VR/Virtual Reality (realtà virtuale), verso la quale si stanno indirizzando i maggiori investimenti e le ricerche tecnologiche più avanzate. Il Venice Production Bridge intende aprirsi agli operatori commerciali attivi in questi ambiti.
L’idea di costruire  un opportunità di networking per tutti i professionisti coinvolti nella produzione, non solo cinematografica ma anche nel settore audiovisivo,  ha dimostrato la sua importanza attraverso il grande successo riscontrato dalla prima edizione del Venice Production Bridge nel 2016, con un incremento del 35% dei professionisti accreditati e un feedback entusiasta da parte di  tutti i partecipanti.
Il Venice Production Bridge fornisce ai produttori la possibilità unica di incontrare molteplici categorie di finanziatori che partecipano alla creazione dei fondi necessari per creare un film:  distributori, agenti di vendita, banche, fondi di investimento pubblici e privati, regioni, film commission, emittenti, operatori video e piattaforme internet….
Confermando la sua unicità mondiale, il Venice Production Bridge proporrà i seguenti eventi:
• Venice Gap-Financing Market (1-3 settembre): il numero dei progetti internazionali è cresciuto da 40 a 47 e include i 7 progetti di Biennale College  Cinema Virtual Reality. Durante 3 giorni, il  VGFM offre ai produttori di Film, Documentari, serie TV, serie Web, e progetti di Realtà Virtuale la possibilità di incontrarsi con finanziatori tramite incontri one-to-one di 30 minuti.
• Final Cut in Venice (3-5 settembre): la quinta edizione di questo workshop presenterà una selezione di rough cuts proveninenti dall’Africa, Iraq, Giordani, Palestina, Siria e Libano e darà loro l’opprtunità di trovare I finanziamenti per la post-produzione grazie ai partners e  partecipanti del workshop.
• Book Adaptation Rights Market  (1-3 settembre): 19 case editrici internazionali proporranno l’adattamento cinematografico  dei  libri di cui possiedono i diritti  (romanzi, saggi, romanzo a fumetti, libri per bambini….) tramite incontri one-to-one con produttori.
• European Film Forum (3-4 settembre): in associazione con il programma EU Media, La Biennale organizzerà la terza edizione del EFF con nuovi temi e, come lo scorso anno, alla presenza di Commissari Europei e  leaders dell’industria cinematografica. Questo incontro unico fa parte ad oggi dell’agenda di tutti i professionisti del settore.
La struttura operativa del Venice Production Bridge farà capo a due figure di coordinamento, Pascal Diot e Savina Neirotti.
Il Venice Production Bridge avrà luogo a Venezia, all’Hotel Excelsior durante la 74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica dal 31 agosto al 5 settembre 2017, e offrirà i tradizionali servizi quali l’Industry Club, destinato all’attività di networking fra tutti i partecipanti, un’Area Espositiva, i VPB Market Screenings, la Digital Video Library, il Business Centre, equipaggiato con computer, stampanti, accesso internet e Wi-Fi, e numerosi panels internazionali oltre a eventi di networking.

Al via il Festival delle Tegnùe di Rosolina Mare, Bibione e Jesolo Lido dal 3 al 18 agosto: La promozione dell’ambiente marino veneto e la cinematografia di mare

http://www.festival-tegnue-veneto.com/2017/Hl/home.html

Arriva alla sua settima edizione il “Festival delle Tegnùe del Veneto-Rassegna del Film di Mare“, per accompagnare lungo l’Estate e alcune delle spiagge più belle del Veneto le serate dei villeggianti, unendo il ‘cinema di mare’ alla promozione dell’ambiente marino veneto. Fra porti sicuri, bellezze naturali e acque salubri, la manifestazione inizia giovedì 3 agosto nell’ammaliante Rosolina Mare, spostandosi poi nella settimana successiva nella splendida Bibione Pineda, per infine concludersi venerdì 18 nella spumeggiante Jesolo Lido. “In queste indimenticabili località balneari venete – ricorda Alvaro Gradella, l’ideatore e direttore artistico del Festival – apriremo le nostre stive cariche di appassionanti ‘film di mare’, coinvolgenti documentari e sorprendenti video sulle Tegnùe: le bellissime e preziose piccole scogliere del Veneto – riserve di biodiversità fondaentali per l’eco-equilibrio del Nord Adriatico – tutelate dall’Assessorato Regionale all’Ambiente del Veneto. Anche quest’anno, attendiamo migliaia e migliaia di ‘cinenauti’ di ogni età fra le onde di kolossal spettacolari, documentari emozionanti e cartoni digitali allegri e divertenti, ma che fanno comunque pensare.” Si celebrerà nel corso della manifestazione anche un Centenario: quello dall’uscita nelle sale dell’indimenticabile “20000 Leghe sotto i Mari” (1916), con speciali proiezioni dedicate al capolavoro cinematografico, che di fatto è stato il primo vero film ‘a effetti speciali’. Le serate, che sono come da sette edizioni all’aperto e a ingresso libero, avranno sempre in apertura il Mare protagonista anche da un punto di vista ambientalistico, con video dedicati alle bellezze del nostro mare: le oasi naturalistiche chiamate Tegnùe. Del resto, leitmotiv della manifestazione è infatti diffondere la conoscenza di queste piccole e preziose scogliere che si trovano a poche miglia dalla costa veneta.
Nei Comuni coinvolti nell’iniziativa, i “film di mare in riva al mare” scelti per questo 2017, saranno thriller drammatici d’azione come “L’ultima tempesta”, diretto da Craig Gillespie con Casey Affeck e Chris Pine, e “Deep Water Horizon” di Peter Berg con Mark Wahlberg e John Malkovich, che racconta il disastro ambientale del 20 aprile 2010 e il dramma dei 126 lavoratori che si trovavano a bordo della Deepwater Horizon nel Golfo del Messico, quando in seguito a un incidente sulla piattaforma si verificò un massiccio sversamento di petrolio nell’oceano (ricordiamo che questo Festival, nel 2015, proiettò in Anteprima Nazionale “The Great Invisible”, il docu americano dedicato a questa terribile catastrofe ambientale); film dedicati alle famiglie, con particolare riguardo anche ai più piccoli, come i cartoon Winx Club – Il mistero degli abissi (2014), di Iginio Straffi,, La tartaruga rossa (2016), capolavoro di Michaël D. de Wit vincitore al Festival di Cannes 2016 del Premio Speciale “Un Certain Regard” e candidato nel 2017 ai premi Oscar 2017, e Alla ricerca di Dory (2016) di Andrew Stanton; ma anche docu-movie di ‘denuncia’ o di ‘ricerca’ quali Alamar (2010), di Pedro González-Rubio, Gran Premio della Giuria al Miami Film Festival 2010, e La marcia dei pinguini – Il Richiamo (2017), di Luc Jacquet). Per info: www.festival-tegnue-veneto.com

Calendario e Luoghi del Festival delle Tegnùe del Veneto:
– Giovedì 3 e Venerdì 4 Agosto Luglio a Rosolina Mare, Arena Centro Congressi di Piazzale Europa.
– Martedì 8, Mercoledì 9 e Giovedì 10 Agosto a Bibione Pineda, Parco Comunale di Viale dei Ginepri.
–  Mercoledì 16, Giovedì 17 e Venerdì 18 Agosto a Jesolo Lido, Arena di Piazza Aurora.

Le Tegnùe
Le Tegnùe sono conformazioni rocciose, “scogliere sommerse“, assolutamente uniche per la struttura e per gli organismi che le abitano. Il termine “Tegnùe” deriva proprio dal dialetto locale e significa ‘trattenute’ e veniva usato dai pescatori per indicare la presenza di queste rocce su cui si impigliavano le reti. Tali strutture sono distribuite principalmente di fronte alle coste del Nord Adriatico. La loro origine rimane in parte incerta e oggetto di studio, ma certamente un grosso apporto alla loro formazione è dovuto ad alghe calcaree e invertebrati bio-costruttori come i coralli. Per questa ragione le Tegnùe vengono spesso chiamate ‘le barriere coralline adriatiche’. E come le barriere coralline presenti nei mari tropicali, anche le Tegnùe sono un ambiente ricco di vita e biodiversità, caratterizzate da rocce estremamente irregolari, ricche di anfratti, di gallerie e di cavità, usate da moltissimi organismi come riparo, rifugio o nursery. I subacquei che s’immergono per visitare le Tegnùe restano sorpresi per l’enorme biodiversità presente, caratterizzata da organismi animali e vegetali sessili (non in grado di spostarsi) e incrostanti, appariscenti per forme e colori, quali, ad esempio, spugne, anemoni, ascidie coloniali, e di numerose specie di pesci. Per tutte queste caratteristiche e per ciò che rappresentano per il nostro mare Adriatico, le Tegnùe possono essere considerate delle vere e proprie oasi di biodiversità in mezzo ad una distesa sabbiosa apparentemente povera di organismi.

Consiglio regionale del Veneto – “Sospesa la seduta sul PdL ‘Nuove disposizioni in materia di uso dei simboli ufficiali della Regione Veneto: si torna in aula il 29 agosto”

Sospesa la seduta sul PdL ‘Nuove disposizioni in materia di uso dei simboli ufficiali della Regione Veneto: si torna in aula il 29 agosto, quando il dibattito proseguirà entrando nel dettaglio dei numerosi emendamenti presentati.  Il dibattito è stato introdotto dal relatore Silvia Rizzotto (ZP) che spiega “come “con la presente Proposta di Legge vogliamo ripartire proprio dal concetto di civiltà, cercando di rivitalizzarne anche il senso di appartenenza. Appartenenza che, a nostro avviso, va valorizzata anche attraverso il riconoscimento e l’esposizione dei simboli che identificano non solo un territorio, quello del Veneto appunto, ma anche e soprattutto la storia, le tradizioni e le radici del suo popolo. Simboli ripresi dalla bandiera e dal gonfalone, come riconosciuto dalla Legge regionale istitutiva, la n. 56/1975, del cui valore storico se ne trova traccia sin dal tredicesimo secolo nella Repubblica Serenissima. Proponiamo poi di integrare la Legge in questione con l’istituzione di una fascia veneta che ripropone il leone di Venezia; una aggiunta questa, non solo formale, ma alla quale si dà la valenza simbolica di far percepire immediatamente al cittadino la presenza della Regione agli eventi istituzionali. Sarà così il Presidente del Governo Veneto, in prima istanza, a poter utilizzare la fascia negli eventi pubblici. In caso di sua assenza, automaticamente la possibilità di indossare la fascia spetterà al presidente del Consiglio regionale. In caso di assenza di entrambi, questa sarà indossata da un assessore, o, a cascata, dal vicepresidente dell’Assemblea, fino a scendere ai segretari dell’Ufficio di presidenza consiliare e ai consiglieri regionali. Proponiamo, in secondo luogo, precise modalità e obblighi di esposizione della bandiera del Veneto in tutti gli uffici pubblici della Regione e in quelli privati in determinate situazioni”.

Diversa la posizione assunta dal correlatore Graziano Azzalin (PD) e, nel corso del dibattito, da Piero Ruzzante (Articolo 1- MDP) per i quali “questa Proposta di Legge è vecchia e vetusta, da prima repubblica. Non serve imporre ai cittadini l’esposizione della bandiera del Veneto per creare o rafforzare il comune senso di appartenenza. Dobbiamo invece pensare ai reali problemi dei veneti, in primis la sicurezza nei luoghi di lavoro”. Per Stefano Fracasso (PD) “è sempre sbagliato l’esibizionismo, a tutti i livelli, e obbligare i privati a esporre la bandiera del leone. Attorno all’uso dei simboli deve esserci un riconoscimento collettivo. E questo vale anche per il referendum sull’autonomia del prossimo 22 ottobre”.  Critica anche la posizione di Marino Zorzato (Area Popolare) per il quale “siamo di fronte a una Legge repressiva che finirà di pesare molto nelle tasche dei cittadini veneti con l’applicazione delle multe nei confronti dei soggetti inadempienti. Riscriviamo meglio questa legge. Pensiamo anche asolo ai costi dell’obbligo dell’illuminazione”.  Erika Baldin (M5S) “Sotto certi aspetti, questa proposta normativa è discutibile. E’ comunque una sensibilità soggettiva quella di esporre o meno il vessillo del Veneto. Ritengo comunque che non fosse necessario impegnare il Consiglio regionale per questa questione superficiale, sono altri i problemi del territorio”.

Così Elena Donazzan (FI) “la bandiera di Venezia è anche la mia bandiera, ma non accetto l’aut aut, in quanto anche il vessillo dell’Italia ha pari dignità nel rafforzare l’identità della nostra comunità”. Andrea Zanoni (PD) “ho forti dubbi sull’applicazione della legge e sulle eventuali sanzioni previste in caso di inottemperanza della stessa. Non comprendo poi l’obbligo di apporre lo stemma della Regione Veneto su tutte le opere, i beni, i manufatti e comunque le cose realizzate con contributi regionali”. Orietta Salemi (PD) concorda “con le posizioni di Zorzato e Donazzan. Il simbolo rappresenta anche un valore, l’universo valoriale della Regione. La bandiera del Veneto deve essere posta a fianco della bandiera italiana e di quella europea, in un rapporto di inclusione dei vessilli e non di esclusione. Contesto quindi le esagerazioni contenute in questa proposta normativa”. Dalla Libera (Veneto Civico): “Penso sia una buona legge, che andava fatta,  sebbene in qualche punto sia da rivedere. Buona legge perché afferma la nostra identità ed esporre la Bandiera del Veneto è bello come è bello ed emozionante esporre e vedere il Tricolore. Vi sono punti di criticità come quelli che prevedono l’obbligo per l’esposizione della bandiera come toglierei l’obbligo dell’illuminazione”  Antonio Guadagnini (SiamoVeneto): “Laddove esiste un forte sentimento identitario, pensiamo agli Usa o alla Catalunya, non c’è alcun timore, anzi nell’esporre la propria bandiera. A chi contesta al data del 22 ottobre come giornata di celebrazione dell’identità veneta replico che non c’è nulla di male nel commemorare un evento luttuoso, come la data del Plebiscito di annessione del veneto all’Italia”

Francesca Zottis (Pd) “Nessuno mette i discussione la bandiera veneta e ciò che rappresenta. Mi spiacerebbe che non si arrivasse ad approvare una legge condivisa perché ha delle norme contestabili e non esattamente applicabili. Per questo propongo di rinviare il testo in Commissione”

Contraria al rinvio la relatrice di maggioranza, Silvia Rizzotto la quale si è detta pur tuttavia “disposta ad affrontare il confronto e l’approfondimento sugli emendamenti e sui punti contestati: abbiamo tutta la pausa estiva per meditare. Ritroviamoci in aula alla ripresa dei lavori per discutere in maniera pacata punto per punto”.  Bocciato dunque il rinvio in Commissione proposto dalla Zottis, il presidente del Consiglio Ciambetti ha colto la proposto della relatrice Rizzotto e quindi ha sospeso la seduta che verrà ripresa il 29 agosto.

Barison (F.I): “Una nuova Legge per la Protezione Civile: cultura, formazione, volontariato e ruolo dei sindaci cardini della nostra proposta”

E’ stata presentata questa mattina in seconda commissione, dal primo firmatario Massimiliano Barison (FI), il Progetto di Legge dedicato alla Protezione Civile, che si configura come una sorta di Testo Unico sulla materia.  “A trent’anni dall’emanazione della prima Legge Regionale in materia di Protezione Civile (la legge n. 58/1984) – esordisce Barison – abbiamo proposto un testo rivoluzionario che riscrive radicalmente la norma. Questa revisione è necessaria e urgente perché l’evoluzione della materia in questi anni è stata profonda, tanto da definire un sistema di protezione civile profondamente diverso da quello di trent’anni fa. Basti pensare solo al ruolo del volontariato, cresciuto e maturato in modo rilevante fino a diventare componente fondamentale del sistema di protezione civile, ruolo che si è evoluto dall’ambito della sola emergenza anche alle attività di prevenzione e monitoraggio”. “L’obiettivo – argomenta Barison – che ci siamo posti è stato quindi di riordinare in un Testo Unico le molteplici funzioni, azioni e attività che riguardano la Protezione Civile e che compongono un vero e proprio ‘Sistema Integrato di Protezione Civile’.
La norma riguarda: le funzioni e i compiti che spettano ai vari Enti (Regione, Province, Comuni); la struttura operativa e le tipologie d’interventi; il ruolo e i compiti del volontariato; la cultura e la formazione. Rispetto ad altre Proposte – continua il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale –  le novità sono diverse. Innanzitutto la diffusione della cultura di Protezione Civile, dall’età scolare all’età adulta attraverso.
La materia deve trovare spazio nel Piano dell’Offerta Formativa delle scuole, ma deve essere incentivato anche il servizio civile per avvicinare i giovani al mondo della Protezione Civile. Abbiamo poi voluto introdurre la ‘Consulta dei Sindaci’ per dare maggiore attenzione al territorio e a chi è poi chiamato a gestire ‘sul fronte’ le emergenze. Ampio spazio poi al volontariato, che è e rimane la componente fondamentale del Sistema: i volontari devono essere valorizzati per il loro utilizzo “professionale”, in attività emergenziali, di prevenzione e monitoraggio, oltre che formative e informative”. “Rafforzando la cooperazione tra i diversi livelli di governo – conclude Barisonsi può migliorare la Protezione Civile rendendola una macchina ancora più efficace nel garantire alti standard di servizio. La nostra Protezione Civile splende grazie alla passione, alla generosità e alla laboriosità dei volontari, a loro dobbiamo consegnare una legge moderna e adeguata alle sfide future”.

74.Mostra Venezia: Zhuibu (Manhunt) di John Woo (Fuori Concorso); L’ordine delle cose di Andrea Segre (Proiezioni speciali); L’Enigma di Jean Rouch a Torino – Cronaca di un film raté di Marco di Castri, Paolo Favaro, Daniele Pianciola (Venezia Classici – Documentari)

Tre nuovi titoli, presentati in anteprima mondiale, completano il programma della 74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (30 agosto – 9 settembre), diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale presieduta da Paolo Baratta.
I tre film che entrano nel programma della 74. Mostra sono:

L’ordine delle cose di Andrea Segre (Io sono Li, La prima neve) racconta la storia di Corrado, poliziotto di una task force specializzata nella gestione del sistema di controllo dei flussi migratori. Corrado riceve il compito di coordinare una delicata missione in Libia e lì incontra Swada, una donna somala che sta cercando di raggiungere il marito in Finlandia. Il film verrà presentato in Proiezioni speciali.

Zhuibu (Manhunt), è l’atteso ritorno di John Woo al thriller poliziesco che lo ha reso famoso con The Killer e Hardboiled. Remake contemporaneo di un classico giapponese del genere, è la storia di un uomo cinese incastrato per omicidio in Giappone, che tenta di riabilitare il suo nome mentre deve sfuggire alla caccia della polizia giapponese e agli attacchi di misteriosi killer. John Woo (A Better Tomorrow, Face/Off – Due facce di un assassino) ha ricevuto a Venezia il Leone d’oro alla carriera nel 2010. Il film verrà presentato Fuori Concorso.

L’Enigma di Jean Rouch a Torino – Cronaca di un film raté di Marco di Castri, Paolo Favaro, Daniele Pianciola è un documentario che racconta la storia di quello che fu un vero “laboratorio d’idee”, e la nascita del film che ne è derivato: Enigma. Il documentario ricostruisce i due anni che intercorsero tra l’arrivo di Jean Rouch e la conclusione del progetto, attraverso la voce dei suoi protagonisti in dialogo con un materiale straordinario: oltre 20 ore di making of. Il film sarà presentato all’interno della sezione competitiva Venezia Classici – Documentari.

Azzalin (PD) “Il Friuli dialoga con il Governo e vince la sfida. Zaia completi la farsa: il 22 ottobre aggiunga anche il quesito sul Tiramisù”

“Zaia non è in grado di vincere nemmeno la gara del dolce. Invece di prendersela con il Governo, faccia una bella cosa, tanto per completare la farsa: il prossimo 22 ottobre organizzi un ‘election day’ nel quale i veneti possano esprimersi pure sul Tiramisù”.
Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale del Partito Democratico Graziano Azzalin che commenta così “il Decreto Ministeriale con cui è stato aggiornato l’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, includendo il dolce più famoso in due versioni, entrambe friulane”.
“Anziché organizzare Coppe del Mondo per rivendicare ancora una volta la primogenitura del dessert – continua l’esponente dei Democratici – i friulani hanno evidentemente scelto un’altra strada, più logica e lineare, presentando una dettagliata istruttoria al Ministero per le Politiche agricole. Questa è la via maestra per ottenere risultati concreti, soprattutto nelle questioni di importanza ben maggiore. È fondamentale dialogare, trattare, come ha fatto l’Emilia Romagna per la questione dell’autonomia, invece di pensare che ‘Roma ladrona’ abbia sempre in mente di punire il Veneto. Un atteggiamento, questo, che forse nasconde un complesso di inferiorità”.
“Dopo i veneti come minoranza nazionale e il ‘prima i veneti’ nelle scuole, provvedimenti impugnati dal Governo perché incostituzionali – ricorda Azzalin –  anche con il Tiramisù siamo all’inconsistenza totale nel saper portare avanti ogni ambizione con serietà e non attraverso la propaganda”.
“Adesso Zaia minaccia di fare ricorso contro la decisione del Governo – conclude Graziano Azzalin – suvvia Presidente, si faccia dare dal popolo veneto il mandato pieno per poter trattare con Roma sulla disfida del Tiramisù. Così, possiamo ammortizzare almeno in parte i 14 milioni di euro di spreco di denaro pubblico per il referendum del 22 ottobre”.

Corazzari: “bisogna migliorare la legge sulla responsabilità dei volontari delle Pro Loco”

“Siamo vicini alle Pro Loco in questa battaglia per cercare di rimuovere talune responsabilità troppo pesanti a loro attribuite sul piano giuridico, nella convinzione che una sproporzionata perseguibilità nei confronti di chi svolge un’opera di volontariato per il bene della propria comunità finisca inesorabilmente per deprimere un movimento associazionistico a cui il Veneto non può permettersi di rinunciare”.
Lo afferma l’assessore veneto al turismo, confermando il suo appoggio alla manifestazione organizzata dal Comitato Regionale Unpli Veneto, Unione Nazionale Pro Loco Italiane, in programma domani a Venezia, nel corso della quale sarà consegnato al Presidente della Regione la petizione a sostegno della Pro Loco di Refrontolo, chiamata in causa per i tragici fatti accaduti il 2 agosto del 2014.
“Poniamo l’accento – prosegue l’assessore – sulla necessità di cambiare al più presto la normativa in materia e sull’assoluta necessità di considerare la grande generosità dei volontari e la competenza con la quale operano queste associazioni e i loro presidenti. L’augurio, ma anche l’impegno, è che si riducano al minimo le possibilità di dover affrontare situazioni imponderabili e imprevedibili come quella del Molinetto della Croda di tre anni fa”.
“Già sono state presentate in Parlamento delle proposte di legge per alleggerire il carico di incombenze burocratiche e delle conseguenti responsabilità nei confronti di quanti operano nel volontariato – conclude l’assessore – e la Regione del Veneto è impegnata a stimolare e a dare il proprio supporto a una soluzione che consenta alle donne e agli uomini delle Pro Loco di lavorare nel rispetto delle norme ma con serenità”.