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Gli appuntamenti di Palazzo Ferro Fini: “Il Bicentenario della nascita del poeta Giacomo Zanella” e una rilettura “degli ultimi giorni di Enrico Berlinguer”

Il Presidente del Consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti ci annuncia:
1  – la presentazione del progetto culturale “Zanella VR: Il poeta si racconta” del Comune di Chiampo volto a rievocare il poeta Giacomo Zanella, in occasione del Bicentenario dalla nascita: Giovedì 3 settembre 2020 alle ore 11.30
Interverranno: Roberto Valente, Segretario Generale del Consiglio regionale
Matteo Macilotti, Sindaco del Comune di Chiampo, Sofia Bertoli, Assessore alla cultura e all’istruzione del Comune di Chiampo, Mario Bardin, studioso di Giacomo Zanella, Manuel Bazzanella, CEO Digital Mosaik.

2  – la presentazione del libro 
“Eppure il vento soffia ancora. Gli ultimi giorni di Enrico Berlinguer” di Piero Ruzzante con Antonio Martini: mercoledì 9 settembre 2020 alle ore 11.30, sempre alla Sala Cuoi di Palazzo Ferro Fini.
Interverranno: Piero Ruzzante, autore del libro e Consigliere regionale del Veneto, Antonio Martini, coautore del libro, Roberto Valente, Segretario Generale del Consiglio regionale del Veneto, Pietro Folena, ex Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, Elena Chemello, giornalista di Rai Tre. 

L’incontro di fine anno con gli operatori dell’informazione: Auguri reciproci nel rispetto delle regole

Si è svolto oggi a palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, il tradizionale incontro di fine anno con gli operatori dell’informazione.
Il Presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti ha introdotto la cerimonia ricordando come “Il Time ha scelto come ‘Persona dell’anno’ 2018 un gruppo di giornalisti minacciati per il loro lavoro, un  gruppo, che la rivista ha deciso di chiamare ‘The Guardians’, i guardiani. Parto dai Guardiani perché anche palazzo Ferro Fini ha i suoi Guardiani che saluto con stima e ai quali va il ringraziamento di tutta l’istituzione, di tutti i gruppi politici”.
“Purtroppo – ha proseguito Ciambetti – le condizioni di lavoro di molte redazioni, sotto dimensionate e gravide di incombenze, portano talvolta a un lavoro sempre più pesante e anche a incespicare in alcuni errori che, tuttavia, rappresentano una eccezione”.
“Seguire il Consiglio regionale non è facile, né agevole come capita in una istituzione che ha una vita particolarmente intensa – ha sottolineato il Presidente – l’Ufficio di Presidenza si è riunito 37 volte e ha assunto 98 deliberazioni, tra le quali vorrei rammentare quelle relative all’assunzione delle cosiddette Seconde Deleghe del Corecom, servizio eccezionale svolto a favore dei cittadini. A proposito, ringrazio il Presidente Gualtiero Mazzi per la sua presenza. Ricordo poi, tra i provvedimenti presi, l’istituzione di una borsa di studio in memoria di Gloria Trevisan e Matteo Gottardi in cooperazione con l’Università di Venezia, nell’anno che ha visto la dedica della sala della Biblioteca del Consiglio regionale a Valeria Solesin. Gloria, Matteo, Valeria, come Luca Russo e, da ultimo, Antonio Megalizzi, giovane trentino a cui l’Ordine dei giornalisti ha riconosciuto l’iscrizione ad honorem, assassinato a Strasburgo: i nostri giovani morti all’estero che non possiamo né vogliamo dimenticare”.
“Altro momento importante per l’Ufficio di Presidenza – ha ricordato ancora Ciambetti – il Protocollo d’Intesa siglato tra Consiglio e l’Università di Padova per la collaborazione in materia di educazione alla legalità e di contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa in Veneto, tema questo per altro sviluppato nel corso dell’anno con una serie di iniziative in più sedi, a cui ha partecipato attivamente il Vicepresidente Pigozzo. Proseguendo velocemente, vorrei ricordare l’approvazione delle Linee Guida e programmatiche della politica della qualità che ha portato il Consiglio, tra le poche Assemblee Legislative in Italia, ad essere certificato ISO 9001, in regola con la normativa più aggiornata, e vorrei sottolineare il ruolo svolto dal Vicepresidente Giorgetti nella gestione del personale:  la qualità non nasce solo dal rispetto di una serie di norme, ma soprattutto dalla capacità di gestione dell’intera struttura e dal lavoro svolto. Altro passaggio fondamentale per l’Ufficio di Presidenza, è stata  l’Istituzione del Consiglio delle Autonomie Locali, la CAL. Sono stati poi assunti gli adeguamenti alle normative europee sia in fatto di privacy,  sia per i trattamenti dei dati personali. Infine, l’organizzazione della seduta straordinaria del Consiglio presso il Museo della Grande Guerra a Punta Serauta sulla Marmolada. E’ continuata con esiti notevoli, direi, l’apertura di Palazzo Ferro Fini ad eventi culturali, presentazioni di libri, documentari e studi: indimenticabile la prima mostra retrospettiva europea dedicata a Nancy Genn, ma vorrei rammentare anche l’esposizione sull’Emigrazione Italiana e quella più recente dedicata all’epopea di Al Alamein. La Mostra ‘Il fronte Veneto della Grande Guerra: 100 anni in 100 fotografie’, toccando Cornuda, Cortina e  Borgoricco, ha concluso il suo itinerario durato quattro anni nel territorio. 35 sono state le presentazioni di libri e, tra questi, oltre allo studio ‘La classe politica regionale: il Veneto’, il volume ‘A Due Passi dal Fronte’, dedicato alla Grande Guerra, con il quale abbiamo celebrato la conclusione del centenario del primo Conflitto mondiale”.
“Voglio inoltre ricordare la prima edizione del concorso riservato alle scuole superiori ‘Il Veneto per Me’ – ha proseguito il Presidente del Consiglio –  che ha avuto un successo insperato e una elevata partecipazione da scuole di tutte le sette province venete. Quest’anno, oggi compreso, si sono svolte 40 sedute del Consiglio regionale, con l’approvazione di 47 Deliberazioni legislative e 183 Deliberazioni amministrative. Dall’inizio della Legislatura sono state presentate 418 Proposte di Legge regionali, delle quali 226 licenziate dalle Commissioni e 192 approvate dall’aula consiliare. 51 sono state le Proposte di Legge Statale, 18 delle quali licenziate dall’aula consiliare. Di iniziativa del Consiglio sono state 321 proposte, 141 da parte della Giunta e 13 di iniziativa popolare o altri soggetti”.
“Ad oggi, da un punto di vista quantitativo – ha puntualizzato il Presidente del Consiglio – questa Legislatura ha già superato, per numero di Progetti di Legge e provvedimenti approvati, i dati toccati complessivamente dalle VII, VIII e IX Legislatura: credo che da solo il dato numerico dia l’indice della, per così dire, produttività, dell’aula, un Consiglio regionale che si è distinto soprattutto per partecipazione e presenza in aula, oltre che nel lavoro delle Commissioni: indicativamente, su 51 consiglieri, 46 hanno avuto una presenza superiore al 90 percento delle sedute plenarie e 5 al 100 percento. Prima di elencare i principali provvedimenti esaminati dal Consiglio, occorre ricordare che nella Decima Legislatura sono state istituite, ed hanno concluso i rispettivi lavori approvando delle relazioni, la Commissione d’Inchiesta per le acque inquinate del Veneto in relazione alla contaminazione di sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) presieduta dal collega Brusco, e la Commissione Speciale d’Inchiesta sui gravi fatti riguardanti il sistema bancario in Veneto, presieduta nella seconda edizione da Giovanna Negro.
Tra i provvedimenti legislativi di quest’anno, vorrei ricordare la Legge Regionale 23 febbraio 2018, n. 11, ‘Disposizioni per l’inclusione sociale, la rimozione delle barriere alla comunicazione e il riconoscimento e la promozione della lingua dei segni italiana e della lingua dei segni italiana tattile’, la  LR 13/2018 ‘Norme per la disciplina dell’attività di Cava’,  la Legge Regionale 21 giugno 2018, n. 21, ‘Interventi regionali per la promozione e la diffusione dei diritti umani nonché la cooperazione allo sviluppo sostenibile’, la Legge Regionale 21 giugno 2018, n. 22, con le  Modifiche alla L.R. 23 aprile 2013, n. 5, ‘Interventi per prevenire e contrastare la violenza contro le donne’, la Legge Regionale 26 giugno 2018, n. 23, ‘Norme per la riorganizzazione e la razionalizzazione dei Parchi Regionali, la Legge Regionale 8 ottobre 2018, n. 34, ‘Norme per la tutela, lo sviluppo e la promozione dell’artigianato veneto’, e infine la Legge Regionale 25 ottobre 2018, n. 35, ‘Veneto, terra di pace’. Non da ultimo, sottolineo l’approvazione della manovra finanziaria entro la prima metà di dicembre e il Piano Socio Sanitario Regionale, attualmente in discussione in aula consiliare”.
“Come vedete, anche solo per sommi capi – ha evidenziato Roberto Ciambetti – l’attività del Consiglio regionale è stata indubbiamente importante e ha visto il contributo di tutti i consiglieri, di Maggioranza come di Opposizione, che non hanno tralasciato, anzi, l’attività di indirizzo, sindacale e ispettiva, attraverso Interrogazioni e Interpellanze, Mozioni e Ordini del Giorno. Credo sia giusto illustrare nel dettaglio, e con opportune schede, questa nostra attività, e vi rimando ad una apposita iniziativa che svolgeremo in tal senso nelle prossime settimane: oggi siamo qui per scambiarci gli auguri e per quanto riguarda questo nostro appuntamento ribadisco quanto sto dicendo da tempo: senza il Quarto Potere, senza la Stampa, la Democrazia perde un suo pilastro fondamentale. A questa considerazione, oggi, ne aggiungo un’altra: nell’epoca dell’incompetenza, delle Bufale o fake news, la libera stampa e i giornalisti  sono una diga contro il ritorno e il riflusso di superstizioni e dicerie, false credenze e menzogne che possono avere esiti nefasti in una società complessa come la nostra”.
“A voi tutti, ai vostri colleghi che oggi vivono momenti difficili se non amari, va tutta la nostra solidarietà – ha concluso il Presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti – con la speranza che giungano tempi migliori anche per l’editoria, il sistema radiotelevisivo e i nuovi Media che non possono fare a meno della vostra professionalità. Prego ai rappresentanti dell’Ordine e del Sindacato dei giornalisti di portare questo messaggio di solidarietà ai propri iscritti”.
Il Vicepresidente Bruno Pigozzo: “Credo che l’esercizio della critica, da parte della Stampa, sia l’essenza del lavoro della Politica e che vada quindi salvaguardato. Come credo che vadano maggiormente tutelati i giornalisti d’inchiesta minacciati o sotto attacco per il lavoro svolto. Tra le diverse iniziative messe in campo dal Consiglio Regionale, ricordo in particolare l’approvazione all’unanimità della Legge n. 48/2012 che promuove la cultura della legalità e porta avanti il contrasto alle Mafie in generale. Nei giorni scorsi, ho avuto un proficuo colloquio con il Procuratore Nazionale Antimafia, il quale mi ha confermato che queste iniziative che coinvolgono le diverse Assemblee Legislative regionali andranno avanti con un coordinamento centrale. Il Veneto ha bisogno di legalità, di giustizia ed equità, di certezza del diritto, per svilupparsi in modo giusto e armonico”.
Il Vicepresidente Massimo Giorgetti ha rivolto alla Stampa “un caloroso e sentito ringraziamento per tutto quello che state facendo”.
Il consigliere Segretario Antonio Guadagnini: “Pe avere una Stampa veramente libera bisogna rivedere l’intero sistema di finanziamento, perché fino a quando ci saranno dietro colossi industriali che pagano di tasca propria, i giornalisti non saranno mai veramente liberi di scrivere. Credo che non sia corretto né il finanziamento statale né quello privato, va rivisto il tutto con nuovi criteri”.
Il consigliere Segretario Simone Scarabel: “Il Movimento 5 Stelle è per la libertà di stampa che però non va confusa con la libertà di mentire, il rispetto deve essere reciproco. Personalmente, se devo scegliere tra finanziare con risorse pubbliche l’Editoria e dare soldi ai cittadini affinché questi possano informarsi in modo libero e consapevole, allora scelgo quest’ultima via”.
Giorgio Gasco, in rappresentanza dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto: “Porto i saluti del Presidente Gianluca Amadori. Negli ultimi anni, purtroppo non è migliorato il rapporto tra Politica e Informazione. L’informazione va assolutamente tutelata e garantita per preservare il fondamentale diritto di libertà, di sentirsi tutti cittadini veramente liberi. Per questo motivo, ammetto che trovo sbagliato, a livello nazionale, l’emendamento Pentastellato che riduce ulteriormente i finanziamenti pubblici all’Editoria. Per fortuna, in questo senso, il Veneto va in controtendenza. E a chi vorrebbe chiudere l’Ordine dei Giornalisti, ricordo che questa istituzione svolge importantissime funzioni di rappresentanza, di formazione, di garanzia nei confronti dei cittadini per una buona informazione. Il giornalista è chiamato a informare e a esercitare funzioni di controllo, anche nei confronti della Politica, rischiando inevitabilmente di attirarsi alcune antipatie”.
Monica Andolfatto, Sindacato dei Giornalisti del Veneto: “Sono reduce dalla vertenza in ordine alla situazione dei giornalisti del Messaggero di Sant’Antonio, forse la più crudele battaglia sindacale che ho dovuto affrontare nella mia breve carriera di giornalista prestata al sindacato. Il vero problema non sta tanto nel licenziamento dei giornalisti, ma nel fatto che si vuole portare avanti un giornale senza giornalisti, e questo è molto grave. Per fortuna, è scattata una grande solidarietà che fa capire ancora una volta come i giornalisti sono chiamati a fare squadra. Sottolineo anche come il settore dell’Editoria, più di ogni altro, ha subito una grave emorragia di personale e richiamo la difficile situazione vissuta dai colleghi precari. Anche nel mondo dell’informazione, la qualità e la professionalità devono essere pagate in modo equo”.

VERONA 96° OPERA FESTIVAL 2018: 393 mila persone per un incasso di €24.003.357,50

La risposta del pubblico è stata positiva al punto da far registrare un’entrata media di € 510.710 a serata (471.460 nel 2017) pari al +8,32%, per un totale di € 24.003.357,50 (22.630.112 nel 2017), con un aumento delle vendite pari al 6,07% rispetto al 2017. La media del pubblico in ciascuna serata è stata di 8.361 spettatori (contro i 7.934 spettatori del 2017) pari al +5,39%, per un totale di 392.990 presenze (380.822 nel 2017), pari a un incremento del 3,20% rispetto al 2017.

“Il Festival 2018 è stato un successo per la qualità degli spettacoli proposti, per presenze e incassi – afferma il Sindaco Federico Sboarina, presidente della Fondazione Arena -.
Merito del lavoro di tutti e delle competenze artistiche e manageriali, il cui apporto ha fatto la differenza. In otto mesi, da quando si è costituito il nuovo Consiglio d’indirizzo di Fondazione Arena, è stato fatto un lavoro davvero ingente per voltare pagina dalle passate stagioni. Abbiamo puntato su qualità artistica e contenimento dei costi, chiudendo la stagione estiva con un incasso di 24 milioni di euro.
Gli importanti risultati raggiunti quest’anno, li voglio dedicare alla memoria di Corrado Ferraro, manager che ha fatto molto per Fondazione Arena. Ringrazio, invece, tutti i lavoratori che non hanno mai fatto mancare il loro supporto e stanno facendo sacrifici. I successi di quest’anno sono solo il punto di partenza per gli anni a venire, siamo, infatti, già nel pieno del lavoro per la stagione 2019”.
«Il Festival lirico 2018 si è concluso bene – dichiara il Sovrintendente Cecilia Gasdia – visto che sono aumentati spettatori e introiti. Si tratta, in questo senso, del risultato migliore degli ultimi cinque anni col minor numero di recite, superiore anche rispetto al dato a budget di bilancio, che non mancherà di far sentire i suoi effetti positivi sul conto economico 2018. Insomma, è stata una grande stagione per la nuova gestione di Fondazione Arena sotto tutti gli aspetti: per il generale innalzamento della qualità artistica e dei cast, come riconosciuto da tutti; per la positiva attenzione ottenuta da parte dei media nazionali ed internazionali; per l’ottima risposta da parte del pubblico. Di questo voglio personalmente ringraziare anche i grandi nomi che ci hanno accompagnato, da Leo Nucci a Daniel Oren, da Anita Rachvelishvili a Violeta Urmana, e tutta la squadra della Fondazione – artisti, tecnici, amministrativi e maestranze – che hanno lavorato con dedizione e senso di responsabilità. Si tratta indubbiamente di un buon viatico per la stagione 2019, che si prospetta ancora meglio, con circa 12mila biglietti venduti già oggi, contro i 5mila nello stesso periodo dell’anno scorso. Un dato che certamente si deve anche alle star annunciate come Anna Netrebko, Placido Domingo e Roberto Bolle».
«L’Arena Opera Festival – prosegue il Direttore Generale Gianfranco De Cesaris – si riconferma quindi una delle grandi eccellenze culturali a livello internazionale ed uno straordinario volano economico per Verona ed il Paese, con numeri che non temono confronti con gli altri teatri. Infatti le vendite e le presenze, considerando una recita in meno rispetto all’anno scorso, segnano sulla media rispettivamente un +8,32 % e +5,39 %, grazie anche al grande successo ottenuto in particolare da Il Barbiere di Siviglia, Turandot e Nabucco. Le entrate del 2018 hanno ottenuto un incremento percentuale doppio rispetto all’anno scorso, dal 3% del 2017 all’attuale 6%. Da rimarcare anche il dato relativo all’indice di riempimento, ovvero agli spazi occupati in Arena durante le rappresentazioni, data la capienza massima di 13.576 posti. Ebbene, in un solo anno è passato dal 58,4 per cento al 61,6%.».IL CARTELLONE

Novità. Il 96° Arena di Verona Opera Festival si è inaugurato il 22 giugno, con un nuovo allestimento di Carmen firmato da Hugo de Ana, e si è concluso il 1 settembre con l’ultima recita di Aida nella produzione firmata da Franco Zeffirelli. Per la prima volta dopo decenni, nello stesso cartellone, sono andate in scena altre due opere-colossal corali, come Turandot nel classico allestimento zeffirelliano e Nabucco, con la regia di Arnaud Bernard che ha inaugurato il Festival 2017. Quinta opera in programma Il Barbiere di Siviglia, felice ripresa dello spettacolo di de Ana nel 150° anniversario rossiniano. Due serate speciali hanno arricchito il Festival 2018: l’evento Roberto Bolle and Friends e il nuovo allestimento Verdi Opera Night.
L’antico anfiteatro veronese ha registrato un sensibile aumento medio di presenze in tutte le serate, con varie date di risonanza internazionale che hanno registrato tra i 12.000 e i 13.000 spettatori: la première di Aida (23 giugno), quella di Turandot (30 giugno) e la serata-evento Roberto Bolle and Friends (il 25 luglio). Numerose sono le serate in cui si è abbondantemente superata la soglia dei 10.000 spettatori: l’inaugurazione con Carmen (22 giugno) e la sua sesta recita (21 luglio), la quinta rappresentazione di Aida (14 luglio), il debutto e la quarta recita di Nabucco (7 e 28 luglio) nonché la prima de Il Barbiere di Siviglia (4 agosto).
Primo titolo della stagione è stata la nuova Carmen di Georges Bizet, nel primo nuovo allestimento areniano dopo le apprezzate riprese della storica produzione 1995 di Franco Zeffirelli. Il regista de Ana, anche scenografo e costumista, ha sfrondato l’immagine tradizionale della protagonista per trasformarla in una donna simbolo di lotta, emancipazione e libertà nel contesto vintage e accurato della Spagna repubblicana anni ’30. La curiosità per la nuova produzione, andata in scena per 13 serate (di cui una annullata per maltempo), è stata sicuramente di richiamo per 101.469 spettatori, con una media di 7.805 presenze e di € 472.363 di entrate, per un totale di € 6.140.715, superati dal secondo titolo in cartellone, ovvero Aida. Il capolavoro verdiano si conferma il top in Arena per spettatori e incassi complessivi, il cui pubblico ha gradito la magnificenza della piramide dorata e dei raffinati colori di Franco Zeffirelli. Le 16 rappresentazioni hanno registrato una presenza media di 8.040 spettatori (per un totale di 128.641 presenze) e un incasso medio di € 516.397, a fronte di un totale di € 8.262.347,50.
La pucciniana Turandot, in scena nell’allestimento da fiaba del maestro fiorentino solo per 5 recite, continua a coinvolgere il pubblico, con una presenza media altissima di 8.918 spettatori, per un totale presenze di 44.590, un incasso medio di € 533.364 e un totale di € 2.666.820,00.
Con una recita in più (6) segue Nabucco, nell’allestimento risorgimentale di Arnaud Bernard, molto amato sin dal suo debutto. Sono infatti 51.907 gli spettatori ad averlo visto (con una media di 8.651), facendo registrare un incasso complessivo di € 3.496.917,00 e il più alto incasso medio della stagione: € 582.820,00.
Un tempo considerato un azzardo per gli spazi areniani, Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini è tornato con un grande richiamo di pubblico, con un’affluenza media di 8.954 spettatori (la più alta) e una complessiva di 44.768 presenze per 5 recite. L’incasso medio è stato di € 479.843 e quello totale di € 2.399.212,50.
La nuovissima Verdi Opera Night è riuscita nell’intento non facile di riempire l’Arena in una sera domenicale. L’esperimento scenico completo e collaborazione unica di talenti internazionali, fino ad oggi impensabile, ha registrato 8.241 presenze e un incasso di € 382.833, pur essendo andato in vendita solo da marzo.
Un mese prima, l’anfiteatro veronese ha ospitato per la quinta volta consecutiva (con richiesta sempre crescente negli anni) la festa della grande danza internazionale: Roberto Bolle and Friends è stata una serata da record con 13.374 presenze e € 654.512,00 al botteghino.

GLI ARTISTI
Oltre ad un cartellone dai titoli apprezzati, coinvolgenti e spettacolari, a lasciare un segno del Festival 2018 è anche una felice combinazione di grandi artisti affermati e di esordienti di talento, molti dei quali per la prima volta all’Arena di Verona, nel segno di un rilancio che riporti i cantanti più affermati del mondo a confrontarsi con gli spazi e il pubblico areniano, com’era consuetudine fino a pochi decenni fa.Un esempio su tutti è la première della nuovissima Carmen, che ha schierato sul palcoscenico voci giovani e presenze sceniche di rilievo, di cui già si sente parlare, come l’affermato tenore americano Brian Jagde, il mezzosoprano Anna Goryachova, il soprano Mariangela Sicilia, il celebre basso Alexander Vinogradov, tutti già segnalati dalla critica come stelle del canto di domani; oltre al debutto areniano di tre artisti su quattro, anche sul podio è avvenuto l’esordio di Francesco Ivan Ciampa, giovane maestro dal grande futuro che ha riscosso un consenso crescente di pubblico e critica. Infine lo stuolo di comprimari, sempre citati dalla stampa e acclamati dal pubblico, ha visto impegnati molti talentuosi artisti, di cui alcuni già in carriera, in questo e in altri titoli del Festival.
Non si possono non citare le altre prime dei titoli in cartellone, con il soprano Anna Pirozzi ad un duplice debutto areniano: quello di Aida e quello in Turandot, ruolo affrontato per la prima volta in forma scenica proprio a Verona, con un trionfo personale in entrambi i casi e sempre insieme a colleghi d’eccezione, da Yusif Eyvazov a Gregory Kunde, da Luca Salsi a Violeta Urmana.
Un altro momento fondamentale del Festival 2018 è stato Il Barbiere di Siviglia che ha visto rivestire i panni di Figaro dal baritono Leo Nucci, che aveva già annunciato il ritiro dalle scene areniane e dal ruolo del barbiere, ma ha fortunatamente ritrattato grazie all’insistenza dell’amica e collega Cecilia Gasdia, con cui aveva riportato dopo decenni di silenzio il titolo rossiniano in Arena nel 1996. Per le prime due date del capolavoro di Rossini, è stato assemblato un cast eccezionale: Nino Machaidze, Dmitry Korchak (debuttante in Arena), Carlo Lepore, Manuela Custer (al debutto nel ruolo) e il basso Ferruccio Furlanetto, un altro grande ritorno dopo vent’anni di assenza dal Festival lirico; sul podio, l’altro esordiente di lusso è stato Daniel Oren, per la prima alla guida de Il Barbiere in Arena. Entrambe le occasioni hanno visto un Arena gremita e un pubblico caloroso e prodigo di applausi, come quelli eccezionali ma puntuali all’ingresso di Nucci. L’opera, di cui uscirà una registrazione video nei prossimi mesi, ha celebrato anche i 150 anni dalla scomparsa di Gioachino Rossini e i 70 dal primo Barbiere areniano, ricordato con una cartolina commemorativa.
I cambiamenti dell’ultimo momento. Anche le indisposizioni hanno portato a cambi cast sorprendenti per il pubblico e all’altezza dei maggiori teatri internazionali: è il caso di Maria José Siri, impegnata con il Teatro alla Scala nei maggiori titoli pucciniani e veristi degli ultimi due anni, che ha sostituito la collega indisposta anticipando il suo ritorno in Arena, o quello di Rebeka Lokar, per due volte protagonista di Aida a cominciare dalla temibile aria dell’atto III “O cieli azzurri” e per due volte reduce di un trionfo di cui parlano ancora testate nazionali e non.
Oltre agli artisti appena citati, sono state apprezzate le voci di primissimo piano che hanno scelto di tornare e confermare la levatura internazionale dell’Arena di Verona Opera Festival, tra cui: i soprani Susanna Branchini, Serena Gamberoni, Hui He, Kristin Lewis; i mezzosoprani Géraldine Chauvet, Anita Rachvelishvili, Carmen Topciu; i tenori Marco Berti, Carlo Bosi, Walter Fraccaro, Murat Karahan, Francesco Meli, Carlo Ventre; i baritoni Mario Cassi, Amartuvshin Enkhbat, Alberto Gazale, Federico Longhi, Ambrogio Maestri, Simone Piazzola, i bassi Romano Dal Zovo, Giorgio Giuseppini, Vitalij Kowaljow, Rafał Siwek e Riccardo Zanellato.

Nuovi artisti. Ha debuttato in Arena un numero senza precedenti di artisti di prima grandezza e di giovani premiati in concorsi internazionali, in tutto 36, ossia oltre il 37% del totale di 96 artisti coinvolti nelle 47 serate del Festival. Nomi già affermati sono ad esempio quelli di Eleonora Buratto, Ruth Iniesta, Lisette Oropesa, Luciano Ganci, Rame Lahaj, Massimo Cavalletti e Nicola Alaimo, ma sono davvero molti i giovani esordienti su cui scommettere per il futuro dell’Opera, come i soprani Arina Alexeeva, Martina Gresia, Maria Mudryak, Francesca Tiburzi, Vittoria Yeo, Elisabetta Zizzo; i mezzosoprani Judit Kutasi, Clarissa Leonardi, Barbara Massaro; i tenori Enrico Casari, Vincenzo Costanzo, Roberto Covatta, Leonardo Ferrando, Amadi Lagha, Marcello Nardis, Francesco Pittari, Ugo Tarquini; in chiave di basso le voci di Gocha Abuladze, Davide Fersini, Marko Mimica, Biagio Pizzuti,
Molto applauditi anche i direttori d’orchestra: oltre ai già citati Ciampa e Oren, particolarmente apprezzato sia dal pubblico che dalla critica è stato il ritorno dello spagnolo Jordi Bernàcer, in particolare nel debutto in Aida, e del veronese Andrea Battistoni, quest’ultimo seguito anche dalla televisione giapponese. Va segnalato l’assoluto impegno del Coro diretto da Vito Lombardi (sempre segnalato dalla critica in lusinghieri termini) e del Ballo coordinato da Gaetano Petrosino, che ha ripristinato le originarie coreografie di Vladimir Vasiliev per Aida e ha realizzato la nuova creazione di Luc Bouy per inaugurare la Verdi Opera Night. Infine, sempre sul versante tersicoreo, accanto ad affermati danzatori vanno segnalati giovani illustri come Petra Conti, Eleana Androudi e il debutto areniano del veronese Mick Zeni, primo ballerino alla Scala di Milano.

I CANALI DI VENDITA
I dati relativi ai canali di vendita confermano il trend che già da alcuni anni dimostra come gli spettatori prediligano sempre di più l’acquisto online rispetto ai canali più tradizionali. Il 52,73% del pubblico del Festival 2018, ha infatti acquistato online dal sito Internet ufficiale http://www.arena.it, con un incremento dal 48,89 del 2017. Il 20,91% degli acquirenti si è invece recato presso la Biglietteria, il 11,52% si è rivolto alle Agenzie convenzionate, il 10,68% ha prediletto l’acquisto. tramite punti remoti collegati al nostro sistema di biglietteria (centri commerciali, negozi, agenzie viaggi, ecc.), il 3,61% ha scelto il Call center e lo 0,55% ha acquistato presso gli sportelli bancari abilitati.
In particolare, la percentuale relativa alla nazionalità di chi ha acquistato biglietti tramite il sito web conferma nelle prime 5 posizioni, oltre all’Italia, nell’ordine, la Germania, la Gran Bretagna, la Svizzera, i Paesi Bassi, e gli Stati Uniti.
Complice di questo successo l’efficacia del servizio di e-ticketing, reso possibile anche quest’anno grazie alla consolidata partnership con UniCredit: gli spettatori che hanno effettuato la prenotazione on-line, tramite lettori ottici di codici a barre, hanno potuto accedere direttamente agli ingressi dell’Arena, senza dover passare in biglietteria per il ritiro del titolo d’accesso.

IL PUBBLICO GIOVANE
Stabile è il coinvolgimento di scuole e università, a cui Fondazione Arena di Verona dedica da diversi anni iniziative e riduzioni speciali sul costo del biglietto: nel 2018 attraverso questo canale sono stati staccati 21.663 biglietti per un incasso di € 343.815,00.
Inoltre l’iniziativa Pagelle d’Oro sottolinea l’attenzione della Fondazione per le nuove generazioni: il riconoscimento, promosso dal Comune di Verona, consente agli studenti più meritevoli delle classi terze delle scuole secondarie di primo grado del territorio veronese di assistere ad uno spettacolo in Arena omaggiandoli di due biglietti per una serata del Festival a loro scelta.

L’ARENA SOCIAL: FACEBOOK, TWITTER E INSTAGRAM
Fondazione Arena ha proseguito anche per il Festival 2018 il dialogo con la propria community sui principali social network, concentrando la propria attività soprattutto su Facebook, Twitter e Instagram. Sulla prima piattaforma, con oltre 388.845 fan (circa 12.200 in più rispetto al 2017) l’Arena conferma il primato italiano e il terzo posto nella classifica internazionale per numero di fan tra le Fondazioni lirico-sinfoniche e le maggiori realtà concertistiche, dopo la Sydney Opera House e il Metropolitan di New York: il dato rivela la presenza di una community numerosa, molto attiva e proveniente da tutto il mondo – soprattutto Italia, Germania, Brasile, USA – che dal 2010 contribuisce con post, foto e video a rendere il racconto del Festival lirico più ricco e sfaccettato. Inoltre l’analisi dei dati rileva che la maggior parte degli utenti sono donne tra i 25 e i 54 anni con un totale di interazioni pari a circa 46.400.
Su Twitter l’Arena registra 26.874 follower e 5.000 interazioni tra retweets, replies, likes e mentions. In aumento anche i Tweet seats, al prezzo simbolico di 10 €, passati dai 448 del 2017 ai 697 del 2018, garantendo un’ampia copertura in diretta di ogni serata del Festival.
Infine, dopo la scelta strategica del 2017 con l’apertura ad inizio Festival di un profilo Instagram dedicato, i followers si sono velocemente concentrati anche su questo media, tanto da arrivare alla cifra di 12.390.

L’ATTENZIONE DEI MEDIA
Complici il nuovo e atteso allestimento di Carmen e la prima stagione estiva del neo Sovrintendente Cecilia Gasdia, la copertura del Festival ha registrato un’ottima risposta sia da parte dei media nazionali che della stampa internazionale.
La 96ma edizione areniana ha visto infatti una grande attenzione e partecipazione da parte di giornalisti, blogger, radio e televisioni, oltre alla presenza costante di critici musicali. Ad oggi sono oltre 3.200 gli articoli e le segnalazioni dedicate al Festival 2018 (2600 nel 2017), distribuiti per il 30% sulla stampa cartacea, il 31% sul web, il 28% in passaggi televisivi e l’11% in radio. Tra questi circa il 66% è stato pubblicato da testate stampa ed emittenti radio e TV locali, il 17% dal panorama mediatico nazionale, il 10% dal regionale e il 7% dall’estero.
Da segnalare, in particolare, gli articoli di New York Times, Corriere della Sera, La Stampa, Il Sole 24 Ore, la Repubblica, oltre alle numerose interviste a Cecilia Gasdia, da Famiglia Cristiana al Corriere della Sera, da L’Avvenire al Quotidiano Nazionale. Notevoli anche i riscontri televisivi e radiofonici, con diverse uscite dei Tg Rai, anche in prima serata, di Canale 5, di Sky, della Tv Svizzera.
La presenza capillare su carta stampata e web è attestata dalle numerose segnalazioni delle agenzie di stampa (Ansa, Adnkronos, Associated Press) e dalle pubblicazioni nelle testate di settore tra cui L’Opera, Classic Voice, Amadeus, Suonare News, Sipario, Operaclick, Teatro, Das Opernglas, Ópera Actual, ma anche sui principali quotidiani nazionali come Avvenire, Corriere della Sera, Il Gazzettino, Il Giornale, Il Piccolo, La Repubblica, Il Secolo XIX, La Stampa, sui settimanali Chi, Famiglia Cristiana, Gente, Oggi, Sette, Il Venerdì di Repubblica, e sui periodici femminili e di lifestyle come Confidenze, D la Repubblica delle donne, Donna Moderna, F, Glamour, Grazia, Io Donna, Starbene, Vanity Fair, oltre al magazine di viaggio Easyjet magazine.
I media locali, tra cui si ricordano in primis i quotidiani L’Arena e il Corriere di Verona insieme alle emittenti Telearena, Telenuovo e RadioVerona, oltre a numerose testate online, hanno dato comeogni anno grande spazio alle attività della stagione estiva attraverso interviste, servizi e rubriche di approfondimento, tenendo viva l’attenzione della città sul suo Festival.
Crescente – in particolar modo verso Carmen, Il Barbiere di Siviglia e la Verdi Opera Night – l’attenzione dei telegiornali nazionali e regionali tra cui si segnalano TG1, TG2, TGR Veneto, Canale 5, TgCom24, Rai News e SkyTG24, 7 Gold Veneto. Tra le radio di maggior rilievo vanno menzionate RTL 102.5, RAI RADIO2 e RAI RADIO 1.
Emittenti televisive e radiofoniche irlandesi (RTE’ Lyric), tedesche (ARD), turche (NTV), giapponesi (TV Tokyo) e svizzere (Radio Svizzera Italiana, RTS-Espace 2), solo per citare le principali, hanno studiato format dedicati all’Arena di Verona per puntate speciali, documentari, spazi online e web TV, utilizzando immagini di spettacolo e backstage per documentare e promuovere le produzioni areniane e svelarne le curiosità.
Anche RAI 1 (all’interno dei programmi Il caffè di Raiuno, Unomattina e Unomattina estate) e Rai News hanno dato ampio spazio al Festival 2018 raccontando la magia del dietro le quinte degli spettacoli e l’eccellenza del capitale umano che opera ogni giorno alla messa in scena di allestimenti unici conosciuti e amati in tutto il mondo. Anche RAI 5 ha rinnovato l’attenzione al Festival realizzando puntate speciali dedicate al nuovo allestimento di Carmen per i programmi Save the date e Prima della Prima.
Infine, grazie alla consolidata collaborazione tra Fondazione Arena e la produzione francese Bel Air Media, il Festival 2018 ha visto la ripresa televisiva del titolo rossiniano Il Barbiere di Siviglia con un cast d’accezione in cui hanno brillato Leo Nucci e Ferruccio Furlanetto, insieme per la prima volta sul palcoscenico areniano.

SI RINGRAZIANO TUTTI I SOSTENITORI
DELL’ARENA DI VERONA OPERA FESTIVAL 2018
Un ringraziamento va a tutti gli sponsor dell’Arena di Verona Opera Festival che con il loro prezioso e immancabile contributo supportano l’organizzazione dell’edizione 2018 e in particolare a UniCredit, gruppo bancario leader in Europa e Major Partner del Festival lirico da oltre vent’anni, allo Special Partner AGSM, agli Official Sponsor Falconeri e Veronafiere, all’Automotive Partner Volkswagen Group Italia, al Mobility Partner DB Bahn Italia e al Media Partner RTL 102.5, che torna a sostenere la mission di Fondazione Arena e il suo prestigioso Festival.

Storia e volontariato a Cima Grappa. Red carpet per gli alpini volontari di Castelfranco Veneto

Dietro le quinte con gli Alpini
STORIA E VOLONTARIATO A CIMA GRAPPA
La protezione civile degli Alpini a presidio
della Sicurezza nelle Manifestazioni pubbliche

Nello Spazio Istituzionale della Regione del Veneto all’interno del prestigioso e storico Hotel Excelsior, inaugurato il 21 luglio 1908, in occasione della 75.Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, l’Associazione storico-culturale HISTOIRE è invitata a presentare in anteprima il trailer “Dietro le quinte con gli Alpini di Castelfranco” del film maker Nino Porcelli. L’evento è patrocinato dalla Regione del Veneto e dalla Città di Castelfranco V.to, con la collaborazione comunicativa di AIDA-FPA2000.
Nel trailer sono focalizzati immagini e momenti per la realizzazione del concerto sinfonico all’Ossario di Cima Grappa svoltosi il 30 giugno scorso per la ricorrenza del Centenario della Grande Guerra, della Battaglia del Solstizio (20 giugno 1918). Evento al quale hanno partecipato , l’orchestra sinfonica diretta dal maestro Diego Basso di Art Voice Academy, le autorità di diversi Comuni, della Provincia di Treviso e i rappresentanti di pubbliche istituzioni. Il video intreccia immagini, musiche d’epoca con un reportage dello spettacolo e di chi l’ha organizzato.
É la prima volta che “associazioni di volontari si fanno conoscere con un breve documentario che metta assieme storia e realtà, anzi “storia e volontariato” allo Spazio della Regione del Veneto”. La trama del video ripercorre alcuni importanti passaggi per l’ottenimento dei permessi, cioè una serie di adempimenti che per effetto dei ricorrenti atti terroristici a forte impatto mediatico e il clima di tensione che si avverte ormai nei nostri contesti urbani, hanno prodotto in diverse occasioni episodi di panico o reazioni di massa amplificate da “reazioni di contagio e dall’attenuazione della responsabilità nella massa” (Torino Piazza San Carlo).

La prassi burocratica
Poiché tali reazioni possono facilmente degenerare, in occasione di manifestazioni pubbliche, e ridurre notevolmente la resilienza di una folla di fronte a fatti imprevisti e/o normalmente imprevedibili, con tre distinte direttive emanate dal Capo della Polizia, dal Capo Dipartimento dei Vigili del fuoco e dal Capo di Gabinetto del Ministro dell’Interno, sono stati qualificati gli aspetti di safety, intesi come misure a tutela della pubblica incolumità e per la salvaguardia, mentre quelli di security sono per l’ordine e la sicurezza pubblica. Questi ultimi vanno rafforzati per migliorare i processi di governo e gestione delle manifestazioni pubbliche.

Il video riporta testualmente dei documenti quali: il piano di sicurezza e di evacuazione che son stati presentati al Comune di Crespano del Grappa e a Onor Caduti di Roma, per le necessarie valutazioni, poi si sono aggiunte altre autorizzazioni e richieste di patrocini ai Comuni di Castelfranco Veneto, Loria, Conegliano, Provincia di Treviso che sono serviti per raggiungere lo scopo in tempo debito.

Il video HISTOIRE riporta testualmente dei documenti, quali: il piano di sicurezza e di evacuazione che sono stati presentati al Comune di Crespano del Grappa e A Onor Caduti di Roma, per le necessarie valutazioni, poi si sono aggiunti altre autorizzazioni formali e richieste di patrocini ai Comuni di Castelfranco Veneto, Loria, Conegliano, Provincia di Treviso che sono serviti per raggiungere lo scopo in tempo debito.

L’attività dell’Associazione HISTOIRE, capofila per l’evento sinfonico di Cima Grappa del 30 giugno scorso, ha avuto una duplice valenza: di supporto organizzativo, logistico e di conoscenza dei luoghi che sono diventati una meta per il turismo scolastico e domenicale.
Il “Dietro le quinte con gli Alpini” significa non solo capire come si vuole raggiungere lo scopo della manifestazione pubblica ma per avere un’idea come si evolve questa pratica che vede alcuni volontari coinvolti anche dal punto di vista di “cultori” dei fatti storici accaduti sul Massiccio del Grappa e delle montagne vicine. In altre parole stimolare una frequentazione dei luoghi, “sostenibile e responsabile”, con una conoscenza dei fatti accaduti ad alta quota, immaginando le terribili condizioni climatiche degli inverni tra il ’16 e il ’18. La stessa natura dell’alta montagna, che da una parte offriva ripari naturali, dall’altra metteva quotidianamente a dura prova la resistenza dei soldati, i quali dovettero lottare contro il nemico ma soprattutto contro gli elementi; seracchi, tormente di neve, valanghe, inedia e assideramenti causati dalle temperature a volte di 40° sotto zero, causavano più vittime che il nemico. I combattimenti in montagna rappresentarono allora, una novità pressoché assoluta ed inedita.

Nota conclusiva
Nessun evento pubblico può ambire ad avere un tasso di rischio uguale a zero. Pertanto le misure di mitigazione che si propongono servono per ridurlo fino ad un livello residuo che è normalmente considerato “accettabile”, ferma restando come si sa, un’alea che resta imponderabile. Ai volontari della protezione civile degli Alpini viene assegnato il compito di mettere in pratica e di attuare le misure di sicurezza previste nei piani predisposti, con la sorveglianza: ai varchi di ingresso e sui presenti durante la manifestazione, in maniera discreta ma professionale.
Questo naturalmente è comprensibile e doveroso per gli addetti ai lavori, ma spesso fra la gente tutto ciò a volte è visto come  una limitazione se non una imposizione  coercitiva  (v. il divieto di introdurre bottiglie e oggetti in vetro) che può portare di tentare a eludere le regole impartite.
Per la prima volta sul red carpet della Mostra del Cinema passeranno gli Alpini “Pacifisti”, “Tutori” dell’ordine e ottime “Guide” che presenteranno in anteprima nazionale il loro trailer che servirà per far conoscere la loro esemplare attività da volontari.

Scheda evento 5 settembre ore 10,30 – entrata libera
Spazio Regione Veneto, Hotel Excelsior Lido di Venezia Mercoledì 5 sett. Ore 10,30-11,30
Proiezione: “Dietro le quinte con gli Alpini di Castelfranco Veneto”
Produzione: Associazione storico culturale HISTOIRE
Film maker Nino Porcelli
Durata: 7 minuti (copyright HISTOIRE-Nino Porcelli)
Partecipano al dibattito: il vicesindaco di Castelfranco Veneto Gianfranco Giovine, l’Assessore alla Cultura Franco Pivotti, Derio Turcato presidente Histoire, Antonio Polito, Sergio Brugnera e Mario Solza, Gruppo Alpini di Castelfranco Veneto della sezione ANA di Treviso, Angelo Miatello, presidente AIDA, Enzo Guidotto, studioso del fenomeno mafioso, prof. V. Caracuta e F. Zanchetta.

I cataloghi della 75.Mostra stampati da Graficart: il patron Roberto Moretto lancia la notizia sul social

“La metafora più diffusa per indicare il programma di un festival consiste nel definire questo insieme di film come “un’istantanea del presente”. Cioè come un modo per rappresentare lo stato di salute – o quello che si ritiene tale – della produzione cinematografica mondiale, in un preciso momento e contesto storico. Quanto sia approssimativa questa definizione, lo si deduce anche solo mettendo a confronto la selezione di un festival con quella della manifestazione che lo ha preceduto, o con quella che gli farà seguito. A seconda dei diversi modi in cui ciascun programma si configura, se
ne possono trarre conclusioni diverse, spesso destinate a contraddirsi, talvolta
manifestamente errate. Una buona selezione (che, alla stessa maniera di una meno riuscita, è sempre il frutto di scelte soggettive, e di molti condizionamenti), potrebbe indurre a pensare che il cinema stia benissimo. O viceversa, senza che nessuna delle due deduzioni sia per forza di cose illegittima.” (Alberto Barbera, conf. stampa Roma luglio 2018)

La stessa metafora potrebbe andar bene al patron di Graficart, Roberto Moretto, che di pubblicazioni ne fa tante durante l’anno e alla fine un quadro generale viene comunque stilato un po’ per ordine cronologico e un po’ per ordine d’incasso. Lavorare con la Marsiglio veneziana ma soprattutto entrare alla Biennale di Venezia, dalla porta principale con i due cataloghi della 75.Mostra del Cinema, fa onore.
Chissà che duri questo sodalizio castellano-veneziano soprattutto per festeggiare CENTODIECI ANNI DI ESISTENZA DEL GRANDE HOTEL EXCELSIOR, guarda te, accipicchia, costruito su progetto suggerito dal “finanziatore” Spada all’archistar Giovanni Sardi, lo stesso che rifece in stile cementizio la monotona facciata settecentesca di palazzo Razzolino degli Azzoni Avogadro, che il Nostro Moretto rutti i giorni per tornare a casa ci passa davanti o di fianco… Ma poi la cosa interessante è che quest’anno un gruppo castellano si è guadagnato il Leone d’argento di Biennale Teatro due mesi fa!

A rivangare il passato ci hanno pensato i nostri collaboratori studiosi che ci dicono: “grandiosa festa fu il 21-22 luglio 1908 per l’inaugurazione dell’Excelsior con tremila invitati a pagamento”, ma una stessa grandiosa festa ci fu dieci giorni prima, il 10 luglio 1908, per la nuova linea Venexia-Casteo-Bassan con il sindaco Filippo Grimani e il notabilato castellano. Dunque Castelfranco è al centro della Storia.
Un invito personale al signor Roberto Moretto di unirsi al gruppo folto che andrà al Lido di Venezia per l’evento programmato dalla Regione del Veneto, il 5 settembre 2018 che gli sarà dato un posto in prima fila. Almeno tra Castellani all’Excelsior per una foto ricordo non sarebbe male. Quello che manca nel suo album.

Pedemontana Veneta: siglato il PROTOLEGA (Protocollo della Legalità) da Luca Zaia, Matteo Salvini, oltre ai prefetti di Tv, Maria Rosa Laganà, e Vi, Umberto Guidato, Ispettorati del Lavoro, Roberto Parrella per Tv e Francesco Bortolan per Vi, da S.S.P. Spa, Matterino Dogliani, da Cgl Cisl Uil – Tv Mauro Visentin, Marco Potente e Gianluca Quatrale e da Cgl Cisl Uil -Vi Lorenzo D’Amico, Pietro De Angelis

PEDEMONTANA VENETA. SALVINI E ZAIA FIRMANO NUOVO PROTOCOLLO LEGALITA’. MINISTRO, “OPERA PUO’ ESSERE UN MODELLO PER L’ITALIA”. GOVERNATORE, “GIORNO STORICO. RISOLVE I PROBLEMI DI MEZZO VENETO”

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini e il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia hanno firmato oggi, a Venezia, il nuovo Protocollo di Legalità per la realizzazione della Superstrada Pedemontana Veneta, attualmente la più grande infrastruttura in corso d’opera in Italia, con un costo complessivo pari a 2 miliardi 258 milioni, per 94 chilometri di percorso attraverso 36 Comuni tra le province di Vicenza e Treviso, con 16 caselli e con una percentuale già cantierata del 50% circa.
“Oggi è una giornata storica – ha detto Zaia ringraziando Salvini per la decisione di venire in Veneto a firmare – perché andiamo avanti nella realizzazione di un’infrastruttura che risolverà i problemi di viabilità di mezzo Veneto e perché abbiamo siglato non solo un Protocollo importante e articolato, ma un vero e proprio accordo di responsabilità, con il quale ci si allinea ancor di più alle direttive del Ministero e dell’Autorità Anticorruzione, al punto che, se emerge qualcosa di strano su un’azienda che sia anche precedente al Protocollo di oggi, essa dovrà comunque andarsene. Vogliamo smentire – ha aggiunto – lo stereotipo di un Paese dove, se c’è una carriola, c’è anche chi ruba, e faremo tutto quanto umanamente e tecnicamente possibile per riuscirci. Tutti gli atti di questo progetto – ha voluto rimarcare Zaia – sono pubblici e visibili a tutti. E’ con la trasparenza e con Protocolli forti come questo che si combatte in concreto la malavita e le sue infiltrazioni”.

“Il modello con il quale si sta realizzando la Pedemontana Veneta – ha sottolineato il Ministro Salvini – può essere portato a esempio anche per il resto d’Italia. E’ un modello pubblico-privato positivo. Firmando questo Protocollo – ha aggiunto – riaffermiamo un’idea di crescita, di sviluppo, di futuro, perché non siamo stati votati per fermare. E diciamo anche chiaro e forte che siamo decisi a combattere duramente contro il crimine organizzato, contro la delinquenza che, dove ci sono soldi, cerca sempre di intrufolarsi, utilizzando tutte le armi in nostro possesso, a cominciare dalla trasparenza riaffermata con la firma di oggi”.
Un modello innovativo anche per quanto riguarda l’aspetto dei pedaggi, è stato sottolineato.
“Per onestà intellettuale – ha detto al proposito Zaia – non dobbiamo dimenticare che, con questa formula, il concessionario ha in realtà rinunciato a miliardi di guadagni certi, perché non incasserà i pedaggi. Questi li incasserà la Regione, che pagherà un canone annuo sulla base di stime di traffico redatte sul piano squisitamente tecnico. Ciò che si incassa – ha concluso – va al Veneto dell’autonomia e dell’identità”.

Sull’andamento dei lavori, il Governatore ha detto che “il primo tratto di 7 chilometri tra Breganze e Marostica è già finito e potrebbe essere aperto entro ottobre. Poi procederemo per stralci: mano a mano che si concluderanno i lavori tra un casello e l’altro dei 16 previsti, quel tratto verrà subito reso disponibile all’utenza”.
Il Protocollo è stato siglato anche dai Prefetti di Treviso, Maria Rosa Laganà, e Vicenza, Umberto Guidato, dai rappresentanti degli Ispettorati del Lavoro delle due province, Roberto Parrella per Treviso e Francesco Bortolan per Vicenza, dal rappresentante della Società Superstrada Pedemontana Spa, Matterino Dogliani, e dalle organizzazioni sindacali (Cgil,Cisl,Uil) dei territori attraversati dall’arteria, rispettivamente Mauro Visentin, Marco Potente e Gianluca Quatrale per Cgil, Cisl e Uil Treviso; e Luca Russo, Lorenzo D’Amico, Pietro De Angelis per Cgil, Cisl e Uil Vicenza.

ALLEGATO PROTOCOLLO LEGALITA’ SUPERSTRADA PEDEMONTANA VENETA
nuovo protocollo di legalità

La Biennale di Venezia: gente di Castelfranco sul banco degli “imputati” (Papa Sarto, Ferruccio Macola, Rizzolino degli Azzoni Avogadro, Revedin Bolasco…Filippo Grimani)

La prima Esposizione internazionale d’arte di Venezia fu inaugurata da Re Umberto e la Regina Margherita il 30 aprile 1895, con otto giorni di ritardo dal previsto programma. Per Indro Montanelli non è chiara questa notizia, in quanto si sa invece che a Venezia scese il figlio Vittorio Emanuele per farlo incontrare a Yela, sua futura sposa, figlia del re del Montenegro Nicola Petrovich Niegos, alleato dello Zar. Fu un incontro discretamente combinato da Crispi, in accordo  con il padre Umberto.

La prima “Biennale” salì alla ribalta per uno scandalo causato da un quadro dell’accademico torinese Giacomo Grosso, il Supremo Convegno, che scatenò un gigantesco effetto pubblicitario per la censura di mostrarlo in pubblico, quale “immorale e blasfemo”, giudicato dal patriarca riesino Giuseppe Sarto (1894-1903) che vietava ai cattolici di andarlo a vedere. Certamente un argomento che poteva sembrare inopportuno e bigotto per i modernisti ma che avrebbe creato la prima mobilitazione del partito cattolico del non expedit (divieto di entrare in politica). Gli faceva da sponda sicura il castellano Ferruccio Macola, giornalista proprietario della storica La Gazzetta di Venezia che favorirà la cacciata del sindaco liberal-democratico Riccardo Selvatico “ostile al nuovo patriarca Sarto” e per “la vittoria della coalizione clerico-moderata”. Gli successe il nobile Filippo Grimani che rimase sindaco per venticinque anni. Il conte Macola, figlio del segretario comunale e maestro, non era uno sprovveduto, essendosi già sperimentato come giornalista d’attacco, sanguigno e pronto a sfidare un sistema “corrotto, meridionalista e lontano dai veri bisogni del popolo”. Ne approfittò per una propria visibilità, costruendo due anni prima la sua candidatura, prima nel consiglio provinciale di Treviso, poi nel Collegio Castelfranco-Asolo, dove fu eletto deputato dal 1895 al 1910. I rapporti stretti con mons. Giovanni Bressan, segretario personale di Papa Pio X (1903-1914), tramite mons. Giovanni Pastega, lo aiuteranno a creare le basi di un monopolio politico con il nobilitato locale che prende il nome di macolismo (a Roma era chiamato crispino, a Castelfranco macolino). Ferruccio si trasferì a Castelfranco nel 1866, all’età di sei anni, con il padre e la famiglia, maestro elementare con funzioni di segretario comunale e assessore (cf. L. Urettini). █

Droni by Art presente alla Mostra del Cinema con una serie di articoli di storia, giornalismo, attualità

Droni by art© è un giornalino tascabile che contiene articoli e notizie che si intersecano con la storia. Da cinque anni siamo presenti allo Spazio della Regione Veneto, Hotel Excelsior del Lido,  con la proiezione di cortometraggi e trailer realizzati nell’ambito dell’Alternanza Scuola Lavoro su temi di attualità. L’anno scorso, ad esempio, ne abbiamo approfittato per lanciare la mostra di Danila Dal Pos su Le Trame di Giorgione che ha registrato un ottimo successo promozionale (video di Ipsia Galilei, Istituto Rosselli e Liceo Giorgione), ribadito dal vicesindaco e assessore Gianfranco Giovine. L’anno precedente invece è stata la volta di far conoscere al grande pubblico l’uso di piccoli droni patriot nella aero-fotografia, iniziativa partita dai prof. D. Pauletto e N. Bolzon, docente di tecniche multimediali e vice preside Ipsia Galilei, e coordinata da A. Miatello.

Quest’anno, durante la 75. Mostra Internazionale del Cinema, presentiamo video-trailer degli studenti dell’Ipsia con L’uguaglianza di essere diversi, diretti da Fabiana Zanchetta e Nazzareno Bolzon; e dell’Associazione Histoire e del Gruppo Alpini di Castelfranco con Dietro le quinte con gli Alpini di Castelfranco. Saliti sull’Ossario di Cima Grappa, abbiamo assistito al concerto sinfonico del maestro D. Basso che celebrava il centenario della battaglia del Solstizio (16-20 giugno 1918). Da “dietro le quinte” è una narrazione di un evento eccezionale “storico musicale” che evidenzia progettazione, organizzazione, prevenzione e sicurezza da parte della protezione civile e in questo caso dell’Associazione degli Alpini e dei loro associati.

Droni by art© ha scelto alcuni fatti accaduti nella storia cento anni fa che si intrecciano con la nostra città. Riscopriamo il legame di alcuni personaggi (castellani o da questi incaricati) che salirono alla ribalta come artefici di strutture ricettive e alberghiere del Lido, lanciato come luogo di svago e salutistico marino per un turismo d’élite e popolare. Nel luglio 1908 si inaugurano il mastodontico albergo Excelsior, la nuova linea ferroviaria Venezia-Castelfranco-Bassano…(Saluti a grande velocità da Castelfranco Veneto), il restyling di palazzo Rizzolino Azzoni Avogadro… Un po’ prima il conte Ferruccio Macola (1861-1910) compera La Gazzetta di Venezia, con la quale inizia la sua scalata politica, appoggiato dal Cardinale Sarto, poi Papa Pio X, e dal notabilato locale. Il castellano sostiene la candidatura del conte Filippo Grimani che rimarrà sindaco di Venezia per ben 25 anni (compera quote de La Gazzetta di Venezia). Una destra storica (Liberale conservatrice) che ha il suo epicentro nel triangolo Treviso-Venezia-Padova, periodo in cui Papa Pio X (1903-1914) controlla saldamente “le anime” politiche con il vescovo Giacinto Longhin (cf. Luigi Urettini). L’intesa fra cattolici e forze liberal conservatrici anticipa di dieci anni l’analoga svolta politica che si verificherà a livello nazionale con l’attenuazione del non expedit (cf. Vittorio Caracuta).

Di nuovo apriamo un capitolo sul conte Macola riportando alla luce i suoi ultimi anni con la nobile Luisa Milanovich che tanto lo amò ma non altrettanto ripagata, lei che lo volle seppellire nel sepolcreto di famiglia del cimitero di Rovigo (cf. Graziella Andreotti) .

Troppi pregiudizi ancora rimangono forti, sebbene scorrendo la sua biografia ci siano fonti di un certo riguardo che attestano il contrario e lo collochino come una figura di primissimo piano: sostiene il cardinale Sarto, favorisce l’elezione al sindaco Filippo Grimani, quella del sindaco Felissent di Treviso, è promotore di una linea tramviaria Bassano-Caselle-Castelfranco, indaga sulle emigrazioni di massa… su scandali e sulla corruzione mafiosa a Venezia (cf. Enzo Guidotto).

Droni by art© ha ripreso per questo numero i seguenti servizi: un reportage sulla visita di Fiammetta Borsellino nella città di Zorzon (Giorgione), invitata dal prof. E. Guidotto, che ha ricordato che già il padre magistrato Paolo venne qui nel 1990. La visita in Comune del 30 gennaio ha anticipato quella al Consiglio Regionale per la chiusura della mostra fotografica dell’Ansa L’eredità di Falcone e Borsellino. Il nostro servizio comprende una lunga intervista a Guidotto sul fenomeno mafioso ed una sintesi dell’intervento di Fiammetta in aula consiliare di Palazzo Ferro Fini. Anticipazioni importanti sul processo Borsellino-quater della strage di via D’Amelio che hanno trovato poi conferma nelle motivazioni delle sentenze dei relativi processi. Collusioni di esponenti deviati delle istituzioni con la criminalità che “ci” hanno tenuto all’oscuro le responsabilità di fatti criminosi. Il motto del “non abbassare mai la guardia” è un appello pubblico ad alta voce che va nella direzione giusta se vogliamo combatterla anche nel Veneto.

Droni by art©, apre una finestra sulla 75.Mostra del Cinema con: A star is born di B.Cooper, Vanessa Redgrave leone d’oro alla carriera, il College Cinema una novità che potrebbe trasformarsi in Accademia, una recensione per Anagoor leone d’argento Biennale Teatro, la scienza per l’arte con l’ANIAC di Verona, Storming the skies da Vittorio Veneto a Londra, ovvero la guerra sulle montagne innevate, e per finire un accenno all’imminente apertura della mostra dedicata a Jacopo Robusti detto il Tintoretto (1519-2019) di Palazzo Ducale e Gallerie dell’Accademia.

Il prof. Luca Antonini entra in Consulta. Una sferzata federalista che darà impulso ad una nuova stagione

“L’ingresso alla Corte Costituzionale del professor Luca Antonini è, per me e per tutto il Veneto, motivo di grande orgoglio. Un prestigioso docente di una grande Università veneta come Padova, trevigiano di adozione, veneto nel cuore. Sono certo che nell’altissimo ruolo al quale il Parlamento lo ha designato confermerà quelle doti di equilibrio, saggezza, imparzialità di giudizio, cultura giuridica che da sempre contraddistinguono il suo operato”.
Con queste parole, il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, esprime le sue felicitazioni al professor Luca Antonini, designato Giudice Costituzionale dal Parlamento.
Zaia ha inviato in mattinata un suo telegramma di congratulazioni al neo componente della Corte Costituzionale.
“Un incarico – commenta Zaia – che è il coronamento della carriera di un esegeta del diritto, di un tecnico raffinato del nostro ordinamento statale, di uno scienziato della nostra Carta, ora atteso da sfide importanti e battaglie giuridiche destinate a incidere – come sempre quando la Consulta sentenzia – sugli assetti dello Stato”.
Il Governatore del Veneto conclude ricordando “i valori che ci hanno sempre legato, in tanti anni e per tante questioni affrontate e risolte con temperanza, intelligenza e chiarezza d’intenti”.

I leoni di Biennale Teatro 2018: RezzaMastrella e Anagoor. Anzio e Castelfranco Veneto legati da…Sant’Antonio di Padova

Il Leone d’Oro e il Leone d’Argento sono stati assegnati dal presidente Paolo Baratta venerdì scorso, in Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian (ex casinò municipale) in apertura del 46. Festival Internazionale del Teatro, alla coppia Rezza-Mastrella e alla compagnia Anagoor.
Alla coppia anziata (Anzio, patrono S. Antonio) è dedicato un ritratto attraverso gli spettacoli più recenti: “7 14 21 28, Fratto X, Anelante”, al gruppo teatrale castellano è stato invitato a presentare in prima assoluta “ORESTEA – Agamennone, Schiavi, Conversio”.
Il 46. Festival Internazionale del Teatro della Biennale di Venezia si svolgerà dal 20 luglio al 5 agosto 2018 con la partecipazione di molti giovani che si applicheranno in workshop condotti da esperti e noti attori-performer, oltre a seguire gli spettacoli anche da “dietro le quinte”. Una Biennale che si sta evolvendo verso un’Accademia (“College”) internazionale oltre ad essere palcoscenico per il lancio di opere artistiche e dei loro interpreti.
In passato il Leone d’Oro alla carriera per il Teatro era stato attribuito a Ferruccio Soleri (2006), Ariane Mnouschkine (2007), Roger Assaf (2008), Irene Papas (2009), Thomas Ostermeier (2011), Luca Ronconi (2012), Romeo Castellucci (2013), Jan Lauwers (2014), Christoph Marthaler (2015), Declan Donnellan (2016), Katrin Brack (2017).
Il Leone d’Argento, dedicato alle promesse del teatro o a quelle istituzioni che si sono distinte nel far crescere nuovi talenti, è stato attribuito in passato a Rimini Protokoll (2011), Angélica Liddell (2013), Fabrice Murgia (2014), Agrupación Señor Serrano (2015), Babilonia Teatri (2016), Maja Kleczewska (2017).

I leoni 2018
Oro: Antonio Rezza e Flavia Mastrella, ovvero RezzaMastrella
, un combinato artistico inimitabile nel panorama teatrale contemporaneo, sono i Leoni d’Oro alla carriera per il Teatro 2018;
Argento: la compagnia Anagoor, in pochi anni al centro dell’attenzione teatrale italiana ed europea, è il Leone d’Argento per il Teatro 2018. Lo ha stabilito il Consiglio di Amministrazione della Biennale di Venezia, presieduto da Paolo Baratta, facendo propria la proposta del Direttore del Settore Teatro Antonio Latella.

ANTONIO REZZA E FLAVIA MASTRELLA
Calcano le scene dal ’87 Antonio Rezza e Flavia Mastrella, l’uno performer-autore e l’altra artista-autrice, sempre firmando a quattro mani l’ideazione e il progetto artistico degli spettacoli, che hanno raggiunto un pubblico di fan ampio e soprattutto trasversale.
La motivazione: Antonio Rezza è “l’artista che fonde totalmente, in un solo corpo, le due distinzioni di attore e performer, distinzioni che grazie a lui perdono ogni barriera, creando una modalità dello stare in scena unica, per estro e a tratti per pura, folle e lucida genialità. Flavia Mastrella è l’artista che crea habitat e spazi scenici che sono forme d’arte che a sua volta Rezza abita e devasta con la sua strepitosa adesione; spazi che abita e al tempo stesso scardina, spazi che diventano oggetti che ispirano vicende e prendono vita grazia alla forza performativa del corpo e della voce di Rezza. Da questo connubio sono nati spettacoli assolutamente innovativi dal punto di vista del linguaggio teatrale”.

ANAGOOR
Fondata nel 2000 da Simone Derai e Paola Dallan, la compagnia Anagoor ha condotto un lavoro profondo sulla ricerca di un nuovo linguaggio attingendo a immagini e simboli che riconducono alla nostra memoria culturale.
La motivazione: “Il lavoro di Anagoor, mai privo di una potente estetica, riesce ad avere una funzione divulgativa rispetto a grandi tematiche; Anagoor non è mai popolare nella scelta dei testi, eppure lo è, nobilmente, nella restituzione artistica. Ciò che rende il loro lavoro a tratti concettuale ma anche profondamente artigianale è il fatto che non demandano a nessuno la scelta artistica, riuscendo come collettivo a realizzare tutto da soli, dalla scrittura del testo alla costruzione di scene e costumi sempre di grande impatto, a tal punto che i loro spettacoli sono programmati in molti teatri italiani e stranieri”.

CENNI BIOGRAFICI
Flavia Mastrella (Anzio, 1960) e Antonio Rezza (Novara, 1965) si occupano di comunicazione involontaria
. Hanno realizzato tredici opere teatrali (tra cui Pitecus, Io, Fotofinish, Bahamuth, 7-14-21-28, Doppia Identità, Fratto_X e Anelante) cinque film lungometraggi (tra cui Escoriandoli presentato a Venezia nel 1996, Delitto sul Po e Milano Via Padova e una serie sterminata di corto e medio metraggi. Nel 1991 presentano Barba e cravatta al Festival di Avignone. Flavia Mastrella si occupa inoltre di scultura, fotografia, video-scultura (ha esposto alla GAM, al Mambo e al PAN) e Antonio Rezza di letteratura pubblicando i suoi romanzi con Bompiani (Premio Feronia 2008 con Credo in un solo oblio). Tra il 1996 e il 1998 collaborano con Tele+ ideando la trasmissione Critico e Critici. Per RAI 3 hanno realizzato nel 2000 il programma Troppolitani. Nel 2008 ricevono il Premio Alinovi per l’arte interdisciplinare e pubblicano con Kiwido la prima raccolta video del loro cinema in bianco e nero Ottimismo democratico. Nel 2010 presentano a Madrid e a Palencia, Pitecus in lingua spagnola ed eseguono alcune azioni performative insieme agli Afterhours. Nel 2011 presentano 7-14-21-28 al Théâtre de la Ville di Parigi e nel 2013 al Theatre Center Na Strastnom di Mosca. Nel 2012, edito da Barbès, è uscito il libro – La noia incarnita, il teatro involontario di Flavia Mastrella e Antonio Rezza. Nel 2013 sono stati loro conferiti il Premio Hystrio e il Premio Ubu. Nel 2014 pubblicano con la casa editrice il Saggiatore Clamori al vento. Nel 2016 viene loro assegnato il Premio Napoli; nello stesso anno presentano al Teatro La Mama di New York Pitecus. Nel 2017 ricevono a Montecitorio l’attestato di Unicità nella Cultura e il Premio Ermete Novelli. Collaborano da diversi anni con TSI La Fabbrica dell’Attore Teatro Vascello e con la Fondazione Teatro Piemonte Europa.

La compagnia Anagoor è fondata da Simone Derai e Paola Dallan a Castelfranco Veneto nel 2000, configurandosi fin da subito come un esperimento di collettività.
Il loro primo palcoscenico è il Liceo Ginnasio Statale Giorgione, grazie ad un’dea di Patrizia Vercesi, docente titolare di materie classiche, che si adopera anche nella proposta laboratoriale formativa didattica. Filologia, storia dell’arte, architettura, arti visive, danza, musica, più a lungo, instancabile apprendistato teatrale: questa è la formazione dei giovani componenti di Anagoor. Progetto di politica teatrale (il nome, in onore alla città immaginaria di Buzzati “Le mura di Anagoor”, è scelto perchè nasce “Dall’amore dei suoi fondatori per la città”), nel 2008 inaugura a propria cura “La Conigliera”: recuperato da un allevamento cunicolo nell’aperta campagna veneta, è oggi spazio dedicato alla ricerca, fra percorsi di residenza, di formazione e rassegne. Il luogo, unico nel suo genere, è ubicato nel parco regionale delle sorgenti del Sile, in via Palù di Castelminio di Resana. Per arrivarci ci vuole un Gps, altrimenti si rischia di trovarsi in mezzo a campi di granturco e colza, pioppeti e qualche vigna. Come mai proprio lì e non nella città di Giorgione? La risposta è politica (espressione di lobby affaristiche) ma nello stesso tempo appartiene alla nostra storia, alle origini delle arcadie rinascimentali, al “Barco della Regina” (Altivole), alla “Villa dei Vescovi” (Torreglia), all’Odeo Cornaro (Padova). Solo che i nostri giovani artefici l’arcadia se la sono costruita da soli, con modestia ma con una sanguigna volontà di perfezionarsi nell’arte più antica al mondo. Dopo diciotto anni dalla fondazione e dieci dalla “sede agricola”, passando attraverso varie fasi di “significative emersioni teatrali regionali” il gruppo riesce a farsi notare dalla critica per originalità e “un qualcosa che altri non hanno”. Il mixing di discipline, l’essere non essere, la rievocazione storica con passaggi e flash di attualità, il velato attacco alla politica, la multimedialità quasi sempre presente, etichettano Anagoor come “un laboratorio artigianale, anzi concettuale-artigianale” in cui ogni attore, pur nel suo ruolo di “testimone-spettatore” si trasforma lui stesso con la danza, la recita e il canto in “attore principe”. Anagoor è una punta di diamante di un Veneto che si sta trasformando con velocità che potrebbe rischiare di rimanere ancorato al proprio passato di “rivoluzionari-carbonari, post sessantottini”.

Anagoor è diretto da Simone Derai e Marco Menegoni, ai quali si affiancano le presenze costanti di Patrizia Vercesi, Mauro Martinuz e Giulio Favotto, mentre continuano a unirsi artisti e professionisti che ne arricchiscono il percorso e ne rimarcano la natura di collettivo.
E’ un laboratorio continuo, aperto a professionisti e neofiti, “è l’alveo di una creazione aperta alla città e alle sue diverse generazioni, dove, in un tentativo strenuo di generare un’arte teatrale della polis, non trovano soluzione di continuità l’azione pedagogica nelle scuole, l’intervento sul territorio, il richiamo alla comunità, le produzioni della compagnia”.
Infatti, nasce da un liceo di provincia (autonomo solo dal 1959), forse uno dei primi tentativi di laboratorio “extra curriculare”, non un’esigenza sentita dalla collettività ma una precisa scelta della prof Patrizia Vercesi. Poi c’è il periodo universitario dei “fondatori” e come succede spesso in questo territorio, fare teatro significa “passione, volontariato, fai da te” però con la fortuna di avere accanto, dei genitori che ti sostengono, e delle capitali mondiali dell’arte: Venezia (La Fenice, La Biennale, Iuav, Ca’ Foscari), Verona (Arena, Filarmonico), Vicenza (Teatro Olimpico, Fondazione Palladio), Padova (Orto Botanico, Odeo Cornaro, Scrovegni di Giottto) e di una miriade di luoghi e beni artistici che fa spavento. Una regione che ha il più alto numero di siti Unesco in Europa.
Il teatro di Anagoor risponde a un’estetica iconica sui generis, abbraccia diversi formati finali dove performing art, filosofia, letteratura e scena ipermediale s’incrociano, alla ricerca di coinvolgere un pubblico che può essere vario e “permeabile” nel recepire i messaggi o i monologhi. Bisognerebbe sapere se tutti gli spettatori hanno la pazienza di ascoltare (capire non è per tutti) e di percepire i racconti recitati, i messaggi lanciati. Su degli schermi scorrono i sottotitoli in lingua inglese, forse sarebbe utile di farlo anche in francese e in italiano. L’audio dei teatri non è sempre perfetto e a volte il suono supera quello della voce del recitante. La storia si ripete, le guerre non cambiano l’orrore, lo strazio, eppure siamo ancora qui.

Fra gli spettacoli: *jeug- (2008); Tempesta (2009), segnalazione speciale al Premio Scenario; Fortuny (2011); L.I. Lingua Imperii (2012), tra gli spettacoli vincitori del Music Theatre NOW 2015; Virgilio Brucia (2014); Socrate il sopravvissuto / come le foglie (2016) candidato ai Premi Ubu come spettacolo dell’anno.
Nel 2012 la compagnia approccia il teatro musicale con il film-concerto Et manchi pietà, a cui fanno seguito due regie d’opera: nel 2013 Il Palazzo di Atlante di Luigi Rossi (1642), presentato alla Sagra Musicale Malatestiana di Rimini, e nel 2017 Faust di Charles Gounod, produzione del Teatro Comunale di Modena, Teatro Valli di Reggio Emilia e Teatro Municipale di Piacenza.

Fra i premi ricevuti: il premio “Jurislav Korenić” a Simone Derai come miglior giovane regista al 53.Festival MESS (2012), il Premio Hystrio – Castel dei Mondi (2013), il Premio ANCT per l’innovativa ricerca teatrale, il premio HYSTRIO alla regia (2016) e il Premio ReteCritica.
Dal 2008 Anagoor ha la sua sede nella campagna trevigiana, presso La Conigliera, allevamento cunicolo convertito in atelier e dal 2010 fa parte del progetto Fies Factory di Centrale Fies – art work space.

Repertorio foto:
Andrea Avezzù (Biennale, consegna Leoni); foto di scena di Giulio Favotto (Anagoor); Angelo Miatello (cronaca)
Danila Dal Pos abbraccia Simone dietro le quinte; Jeanne Belhumeur (cronista) e Flavia Fossa Margutti (Biennale Pubishing) in sala delle Colonne; Mamma e papà di Simone Derai, piano terra Ca’ Giustinian; Nardi (Ansa) intervista Latella (direttore Teatro), accanto Emanuela Caldirola (Biennale Comunicazione); il presidente P. Baratta conversa con L. Colombo (Rai 3); l’assessore Corazzari tra Derai e Menegoni (Anagoor).
Un grazie all’Ufficio stampa della Biennale, Emanulea Caldirola e Elsa Dubois.